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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 7 novembre 2025: Allerta! i nuovi Linea77, Geolier fa la ballatona, Paola Iezzi madre del popolo della notte

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 7 novembre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

E’ la settimana di Geolier con una delle sue poche ballad, Irama e Franco126 con i nuovi singoli, Renato Zero con il suo stile molto old o faccianuvola con quello genZ.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

Qui un elenco completo delle nuove uscite della settimana. Cliccate in basso continua per le pagelle dei nuovi singoli del 7 novembre 2025.

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 7 novembre

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

FRANCAMENTE – TELEPHONE TANGO

La ex concorrente di X Factor e cantautrice è tornata con un brano ‘alla Nada‘, molto Amore Disperato nella sua musicalità e sembra evidente che il mondo dove la sentiamo più a suo agio sia proprio questo.

Il brano scorre molto bene e si muove tra Stasiland e Alexanderplatz, muro di Berlino e 1989, citate in un mondo moderno nonostante appartengano a un’immaginario da Guerra Fredda.

Lei ha un timbro particolarissimo e lo dimostra ancora una volta in questo nuovo inedito che viaggia nel tempo per raccontare una nuova vita, quella post bellica dopo la caduta del muro.

La musica fa anche e soprattutto questo: insegna.

★★★★★★★
7


ALEX WYSE – NOTTE STUPIDA

Canzone pop di base, una di quelle la cui traccia melodica potrebbe appartenere a qualsiasi altro artista (Stop And Stare dei OneRepublic, per esempio, risuona forte nelle orecchie) ma, a conti fatti, meglio che l’abbia cantata lui perché è la sua voce a rendere questo insieme unico, riconoscibile.

Il suo timbro è senza dubbio il valore aggiunto del pezzo ed è un bene che sia così perché di basi se ne possono fare da zero o copiare a milioni ma il timbro resta quello e se funziona, come nel suo caso, a quel punto, si può andare dritti contro ogni avversità.

Alex è un talento puro ma, fino ad oggi, ha vissuto alti e bassi senza ottenere il grande successo, nonostante sia oggettivo che parliamo di una delle voci più riconoscibili della nostra musica italiana e che meriterebbe di fare il definitivo grande salto che si aspetta, ormai, da anni.

Che possa essere questa la ‘notte stupida’ in cui può cambiare tutto? Troppo presto per dirlo ma, di certo, è un ottimo (nuovo) punto di partenza.

★★★★★★½
6½


FACCIANUVOLA – UN’ORA COME PRIMA

Faccianuvola non è un progetto, è uno stato d’animo perché quando lo si ascolta ti cambia proprio l’umore, in un verso o nell’altro.

Di questa canzone è particolare l’accostamento di una base così tanto allegra, dolce, alla Calcutta di 2Minuti, con un testo dove si parla di una relazione finita e tristissima per certi versi.

Questo ragazzo è destinato a grandi cose se continua così, dato che ha trovato un suo personalissimo modo di usare gli strumenti di modifica vocale (vocoder, autotune o quel che è) per dare colore e creare un mondo un po’ come hanno fatto per tanto tempo i Daft Punk.

No, non sto accostando quella grandezza a questo giovane talento italiano, dico solo che il modo di usare gli strumenti elettronici sulla voce è sapiente ed efficace.

un’ora Come Prima è un bel brano dal grande potenziale.

★★★★★★★
7


FRANCO126 – FUTURI POSSIBILI

Per chi ha ascoltato tutto l’album in questi mesi, questa canzone non è una novità e la aspettava come estratto e come singolo da molto tempo.

Quel momento è arrivato e, adesso, a piangere non saranno solo i fan di Franchino perché sì, con questa canzone le emozioni partono per la tangente.

Il testo è una perla, la base è una classica base alla Franco126 emotional e questi due elementi, insieme, creano non solo dei futuri ma anche dei presenti IMpossibili da reggere emotivamente.

“Tra tutti i futuri possibili il destino ha scelto quello in cui dividerci” e la tristezza ti assale se sei fresco fresco di separazione o se ancori pensi all’ex.

Avviso ai naviganti in piena crisi di coppia: non ascoltate questa canzone perché poi vorrete solo spaccarvi la testa contro un muro.

★★★★★★★½
7½


GEOLIER – FOTOGRAFIA

Perdonatemi amici napoletani ma non conosco la vostra lingua, ergo non so esprimermi sul significato di questa canzone non avendone il testo tra le mani.

Quello che so, però, è che ascoltarla è davvero tanto piacevole, una ballad che esce anche un po’ dai canoni che abbiamo imparato a conoscere di Geolier.

Suona tutto molto bene e sembra una canzone d’amore finito, da quel poco che sono riuscito a cogliere, e di questa fotografia che serve per tenere visivamente vivo il ricordo della persona che è andata via.

Spero di averci preso ma, in ogni caso, la canzone resta molto piacevole da ascoltare.

★★★★★★½
6½


JV E GRIDO – CONTENTA

Non capisco se questa canzone sia bellissima o sia una delle cose più blande e inconsistenti degli ultimi tempi ma, nel dubbio, la salvo perché ho avuto voglia di riascoltarla con anche un certo interesse.

JV fa la Nina Zilli, per darvi un’idea, anche se con un timbro leggermente diverso e più pop che R&B/jazz, Grido fa il rapper old school che mette le sue barre e lo fa bene.

Non uno di quei testi da strapparsi le guance e i capelli ma, nel complesso, va avanti tutto con senso incluso quel ritornello che si apre con “ma che vita di merda” perché non suona volgare, bensì funzionale al racconto generale.

Regola di base: se una canzone è brutta difficile che diventi Bohemian Rhapsody ma se ti fa venire voglia di riascoltarla ha portato a termine il proprio compito quindi, forse, ha solo bisogno di tempo.

★★★★★★
6


MOSKA DRUNKARD – ME, IO E TE

Questa canzone va avanti seguendo tre ritmiche diverse nel corso di tutto il brano, cosa che aiuta a tenere alta l’attenzione. Moska Drunkard, poi, ci mette del suo con il flow che poggia molto bene sul suono.

Sul significato del brano, il campo di gioco è quello di una relazione finita dove si acquisisce la consapevolezza che dall’altro lato non esiste più un grammo di sentimenti per provare ad andare avanti o ricostruire.

La cosa interessante di questo brano è proprio la produzione, molto internazionale, mentre su testo e voce si può ancora lavorare molto perché, come ho avuto modo di scrivere in altre pagelle, purtroppo non riesco più a sopportare le canzoni dove l’autotune viene usato in modo così forte e incisivo, tanto da coprire quasi il timbro originale dell’artista.

★★★★★★
6


PAOLA IEZZI – SUPERSTAR

La giudice dai mille volti e dalle mille parrucche è tornata da solista con un brano pop dance in salsa Nineties che fa viaggiare indietro nel tempo di 30 anni ma senza dimenticare che siamo nel 2025, quindi non c’è nessun odore di stantio per fortuna.

La Iezzi, tra l’altro, sa benissimo giocare d’esperienza anche per valorizzare la sua voce e non fa nessun tipo di acuto potente che non è nel suo registro, quelli li lascia sempre a Chiara quando sono insieme ma se è da sola gioca più di falsetti e registro di basse.

Il brano può funzionare per le radio, è indubbiamente un mondo che il pubblico può trovare affine ma bisogna lavorarci per farlo entrare nel cuore degli ascoltatori che non hanno il pop e la dance commerciale nel proprio quotidiano.

★★★★★★½
6½


SAYF, ARTIE 5IVE, GUE – MONEY

Sayf è un top player, non c’è storia ed è giunto il momento che tutti lo sappiano. Stupisce anche Artie, trapper che però riesce a mantenere altissimo il livello e stare al passo di Sayf che non è propriamente un rapper puro. Giocano con melodie blues, hip-hop americano di pregiata fattura.

Sembra una di quelle produzioni di Shablo che troviamo nel suo album Manifesto, quindi robe di livello alto.

Anche Guè, stranamente, ha scritto delle barre non banali e interessanti quindi funzionano tutti e tre, si cercano e si trovano alla perfezione come ai tempi del trio Messi-Neymar-Suarez.

Questa canzone era un rischio enorme e, invece, si gioca sul velluto e le orecchie non ne risentono.

★★★★★★½
6½


IRAMA – SENZ’ANIMA

Una delle più belle e comprensibili dell’album, anche se il richiamo a quel mondo Lewis Capaldi è sempre forte e presente ma va bene.

Un brano dove si analizza il post rottura, con la parte che ha abbandonato colpevole di avere fatto a pezzi corpo e mente di chi è stato mollato. Nonostante questo amore palesemente tossico, il sentimento continua a vivere forte dentro al petto.

Le difficoltà di questo album di Irama non sono mai state contenutistiche, i testi sono stupendi e questa canzone lo conferma. Speriamo possa diventare il brano di maggior rilevanza del progetto, lo meriterebbe.

★★★★★★½
6½

PAGELLE NUOVI SINGOLI 7 novembre 2025 – i Bocciati da AMI

NIKO PANDETTA – NATO COLPEVOLE

In questa canzone Niko Pandetta dice di essere innocente, nonostante tutti sostengano il contrario.

Ricordiamo che il trapper è stato condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione dalla Corte di Cassazione ed è tornato in libertà pochi giorni fa dopo avere scontato la sua pena.

Quale potrebbe essere il modo migliore per un trapper di tornare in libertà, se non quello di fare una rappata raccontando che ha vissuto in isolamento al gabbio, che un infame ha bevuto dal suo calice e che fa ancora più soldi, dicendo che adesso i suoi colleghi devono avere più paura di lui, che è tornato il più ‘real’.

Ah, ci fa sapere che ha anche 2 milioni in contanti e che può morire sereno.

Idea buona, esecuzione meno ma apprezziamo lo sforzo di redimersi mostrando gli attributi.

★★★★★
5


AMALIA – OCCHI LUCIDI

C’è qualcosa, in generale, che non funziona in questo brano. Partiamo dalla poca amalgama tra voce e base, sembrano due elementi scollegati tra loro come se la base andasse in una direzione e la voce in un’altra.

A proposito della base, è praticamente Superstar di Darin quasi copiata e incollata, cambiando ovviamente tonalità e qualcosina di sparso qua e là. Questa è la seconda cosa fastidiosa all’ascolto, forse la più importante a conti fatti se analizziamo punto per punto ogni aspetto.

Il testo, anche lì, non trasmette niente di particolare con frasi che sembrano scritte dall’AI. Non sto dicendo che sia così ma, sinceramente, sembra proprio così perché sono frasi molto banali e scontate nella loro costruzione.

Nello special, altro problema, sembra che Amalia stia cantando in una tonalità completamente diversa rispetto quella della base. Magari la scelta è voluta, per carità, ma resta comunque un elemento fastidioso all’ascolto.

Purtroppo questo singolo non funziona quasi in nulla e i motivi sono tutti qui, magari all’interno dell’album la storia è diversa quindi consigliamo l’ascolto.

★★★
3


BRUGNANO FEAT CARL BRAVE – CAMPIONI DI DRAMMI

Faccio coming out: non riesco più a sopportare l’autotune marcato. Sono anni che lo sentiamo, anche basta. Mi spiace che questa confessione avvenga con Brugnano ma non è più possibile sentire una canzone che si apre con sto software così tanto ma tanto potente applicato alla voce.

Posso capirne l’uso come strumento per dare un colore ma così, proprio in apertura di brano, cadono davvero le braccia e si perde anche la voglia di ascoltare tutto il resto.

Continuando l’ascolto, tra l’altro, sembra una traccia scartata da Carl Brave, presente come feat, e non si riesce a distinguere chi sia l’uno e chi l’altro.

Le voci sono praticamente identiche in tutto, incluso l’incedere romanesco di Carlo Coraggio che viene copiato e incollato da Brugnano.

Per quanto riguarda la parte testuale, molte parole si perdono tra doppie voci che schiacciano tutto o mumbling che non le fa capire del tutto e, anche qui, non è più sopportabile dovere sforzarsi di ascoltare un brano per capirne le parole.

Basta, vi prego. Un punto in più lo prende la base che è carina, in perfetto stile Carl Brave. Nulla contro Brugnano, ci mancherebbe, ma è proprio un malessere profondo quello che provo quando non riesco a capire cosa si dice e quando non riesco a cogliere le sfumature di una voce.

★★★★
4


KAUFMAN – CRASH BANDICOOT

Questa canzone non è brutta, è blanda e banale nella sua costruzione. Partiamo dal fatto che sembra una canzone dei Legno, band indie attivissima ma che qualche anno fa aveva ottenuto un gran bel successo in quel particolare settore.

E’ una canzone pop con riferimenti a un mondo anni 90 (tequila bumbum, crash bandicoot) che appare davvero tanto ma tanto distante ma passi per l’operazione nostalgia.

Il problema è proprio il brano nella sua interezza, annoia dopo poco perché è un loop continuo tra strofe e ritornelli senza un minimo di variazione che può rendere tutto più catchy, invitante.

Kaufman, sapete fare meglio di così e lo avete già ampiamente dimostrato in passato. Questa canzone, purtroppo, non ha elementi sufficienti per arrivare a un voto positivo.

★★★★★
5


LACRIM E BABY GANG – ROCK

Insegnate a sti ragazzi che non basta mettere un giro di chitarra elettrica per definire una canzone rock, perché forse non lo sanno.

Fosse questo, però, il problema saremmo a cavallo. Il problema di questa canzone è che esiste, considerando che non serve e non aggiunge assolutamente nulla alla musica italiana.

L’unica cosa interessante è la parte in francese di Lacrim, il timbro di questo trapper sta perfettamente su questa base. Baby Gang è, come al solito, inconsistente nei suoi temi e nello sviluppo degli stessi.

Droga, vita di strada, soliti temi. Insomma, già sappiamo.

★★★★
4


MORENO FEAT TISH – COLPA DEL DESTINO

Questa canzone è uguale a mille altre che già esistono, sia per testo che per musica. Poco più di 2 minuti di brano che ti fanno pensare, al termine dell’ascolto, solo ed esclusivamente “ok, e quindi?”.

Moreno e Tish si impegnano, senza dubbio, ma con questo incrocio di anime si poteva fare molto ma molto di più rispetto al giocare facile con una canzone che sembra una di quelle vecchie di Fedez con la Michielin o con Noemi.

Ecco, sembra L’Amore Eternit per impostazione generale del componimento. Nulla di nuovo o interessante.

★★★★★
5


RENATO ZERO – SE T’INNAMORERAI

Lesa maestà, lo sappiamo. Non si può bocciare Renato Zero ma c’è un motivo semplice, anzi due che posso spiegare facilmente sperando di non ritrovarmi i sorcini davanti casa con i forconi.

La canzone non è brutta, ha però dei problemi tecnici evidenti sulla voce che non è stata lavorata bene e viene scavalcata spesso dalla base.

Ora, non so come sia stato registrato il brano in studio ma sembra che Renato Zero abbia fatto una presa diretta in una grande sala poco insonorizzata e che nel microfono rientrino tutti i rumori di fondo. Anche il lavoro sulla doppia voce nel pre-ritornello non è stato fatto in modo efficace per non far risultare il suono quasi abbozzato.

La seconda problematica è sulla base, sulla produzione. Importante, orchestrale e va bene tutto ma è molto old, poggia le radici negli anni 90 e, per carità, non sarebbe un male (ho dato 9 a Claudio Baglioni di recente con il suo ultimo singolo che era pressoché uguale) ma se lo si vuole fare bisogna lavorare bene tutti i singoli suoni perché sembra più di assistere a uno spettacolo dal vivo con un suono non propriamente adatto, come tutti gli spettacoli dal vivo, rispetto a un singolo.

Sul testo alzo le mani, non si discute, ma sui problemi di lavorazione tecnica non riesco per deformazione a soprassedere.

★★★★★
5

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 7 novembre 2025 secondo All Music Italia.

ALLERTA! – DINAMITE

Fare rock, hard rock, post punk in un paese che ha dimenticato di avere anche questo lato è difficile ma gli Allerta! lo sanno fare e anche meravigliosamente bene.

Dinamite è un’esplosione di chitarre e batteria con, sopra, la voce del frontman che richiama fortissimo Dade dei Linea77. In generale, loro possono diventare i nuovi Linea77, ne hanno tutte le possibilità ed è anche evidente che sappiano lavorare bene sull’amalgama dei singoli suoni per non rendere tutto confusionario ma ordinato.

Perché, molti non lo sanno, ma uno dei generi che ha più bisogno di ordine sonoro è proprio il rock. Una disciplina, un genere dove basta sbagliare il timing, il singolo suono, la singola nota e va tutto a ramengo trasformando un così nobile genere in puro rumore.

Loro tengono tutto perfettamente allineato e sul pezzo e sono tra i pochi a riuscirci, con anche un lavoro su missaggio e mastering realizzato ad arte. Non sentivo un suono così pulito in questo genere dai tempi di Stricken dei Disturbed, ed era il lontano 2005.

Bravi ragazzi ma state sempre allerta, a sbagliare ci si mette un attimo.

★★★★★★★★½
8½


SANTOIANNI – REEL

Io non mi spiego il motivo per cui questo ragazzo non abbia il successo che meriterebbe. Scrive testi pregni di significato e realizza produzioni di altissimo livello, molto in stile Niccolò Fabi.

In questo caso si parla dell’inconsistenza dell’essere umano rispetto a ciò che lo circonda e di iniziare a pensare, a commentare cose importanti e non banalità, di lottare per temi di interesse sociale e di far sapere che quello che ci circonda non piace, al posto di essere passivi e lasciare correre su qualsiasi cosa perché tanto l’orticello non lo toccano.

Un cantautore che merita molto più di ciò che ha e canzoni che meritano più pubblico di quello che viene raggiunto attualmente. Lo merita, lo merita forte e lo merita tanto.

★★★★★★★★
8

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