Pagelle nuovi singoli 25 luglio: Jacopo Sol per l’estate, Ghali e Shiva per flexare, Sayf per…?
Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno



New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 25 luglio 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.
In questa settimana protagonisti Jacopo Sol, i producer Sadturs e Kiid con il loro ‘esercito’ di collab, Sayf, Nicola Siciliano, Elasi e molti altri con i nuovi singoli.
All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.
Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!
New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 25 luglio
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MARZO – STARE AL PASSO
Ascolti questo brano e pensi “patato che cucciolo di panda questo ragazzo”, sembra la versione un po’ più adulta e warped di Daniel Powter, Jason Mraz, Luca Dirisio e una serie di altre cose di quel mondo ma in salsa italica e 2025.
C’è tanta dolcezza in questo racconto dove un ragazzo tenta di inseguire una ragazza che, palesemente, non ha voglia e si lascia inseguire.
Lui, sottone totale, lo fa e decide di accollarsi tutto pur di stare con lei, riuscendoci. Una storia alla High School Musical molto ma molto carina.
Consiglio, caro Marzo: se lei non vuole o va ad un ritmo diverso allora la soluzione è solo fuggire veloce e lontano, verso nuovi lidi più consoni perché altrimenti ci si va a schiantare contro il muro fratellì.
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SAYF – UNA CAN
Il nome del presente e del futuro, sulla bocca di tutti e sempre nella bocca di chi deve proporre qualcosa di davvero interessante.
Sayf è senza ombra di dubbio ciò di cui parleremo e riparleremo nei prossimi mesi, soprattutto in ottica futuro album ma ogni cosa, ogni progetto artistico ha o potrebbe avere delle pecche, dei passi falsi e questo lo è.
In questo caso non incanta, non brilla particolarmente, non regala nulla di memorabile e non dona un briciolo di emozione o sensazione simpatica e fresca.
In altri casi è stato una spada, leggasi alla voce featuring con Mengoni e Rkomi o anche Bresh, mentre in questo non fa altro che seguire il trend e proseguire in modo facile.
Non un male assoluto, nessuno lo dice o lo pensa, però siamo all’interno di una comfort zone che da uno come lui non ci aspettiamo.
Per dare un’idea a chi non abbia ascoltato il brano, prendete Ghali in Cara Italia e trasportatelo con una voce più sottile, meno calda, in Una Can.
L’elemento di diversità rispetto quel brano di Ghali sta nell’implementazione dell’afrobeat, per il resto è esattamente quello stile lì.
Non si parla di elementi politico-sociali, siamo nel territorio dell’amore e la mancanza. E’ carino l’incedere del cantato, questo sì, e non è brutta da ascoltare ma se dobbiamo scegliere tra questa e Sto Bene Al Mare, molto meglio la seconda.
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CLEMENTINO, GIGI D’ALESSIO, LDO – IL CODICE DELL’ANIMA
Si comincia con il principe della risata, l’immenso Totò, e subito si capisce che questa non sarà una semplice canzone bensì una dichiarazione chiara: questa è vita, non solo musica e non solo rap.
Clementino, magari, non spacc cchiù e vetrin’ ma resta uno dei più forti della scena e lo dimostra con questo testo che parla di un artista, della sua vita tra cadute, risalite, difficoltà e momenti di sconforto a cui, però, non si cede mai del tutto.
Il ritornello è affidato al Maestro, Gigi D’Alessio che, palesemente, in questo periodo è in una fase di over-produttività tra la sua nuova musica e i feat con altri.
Purtroppo, lo sottolineo ogni volta che ne ho modo, il napoletano è una vera e propria lingua di cui non conosco la traduzione dunque non so quali siano gli argomenti trattati proprio nella parte di D’Alessio però suona molto ma molto bene.
Se il singolo estratto è questo, forse forse siamo di fronte a uno degli album di questo genere migliori del 2025. Ascoltare per giudicare.
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ELASI FEAT PLASTICA – AMORE GODZILLA
Canzone da Papeete, da aperitivo vista mare e nulla più. Costruita per quello e che, in quello, fa il suo benissimo e senza particolari sbavature.
Forse, la sbavatura più grande è proprio il testo che già di per se è molto asciutto, ci saranno si e no quattro frasi in croce com’è giusto che sia per una canzone del genere, però metterne tre al posto di quattro sarebbe stato ancora meglio.
Niente da aggiungere, niente da sottolineare più di cose perché la canzone non nasce per le radio o per essere raccontata. Va solo messa in una playlist dal titolo ‘Sunset Mix’, messa in play e ballata.
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SIMONE PANETTI – GIULIA
Il buon Panetti ci ricorda che l’hard rock italiano è vivo e non scende a compromessi, quando vuole.
Avevamo già capito il potenziale del suo messaggio e della sua voglia di fare musica qualche mese fa, quando ha pubblicato il suo album Tombino.
Oggi torna con questo singolo, contenuto nella versione deluxe Tombino D’Oro, in cui si parla di una donna che ha paura di ciò che la circonda ma che può trovare la sua pace con l’uomo che ha al proprio fianco.
Una donna che ha paura delle giostre, inteso come ciò che accade quotidianamente, e che si trova a vivere in questo mondo che è un parco giochi.
Una metafora intensa ed efficace in una canzone che calca la mano su suoni che siamo stati abituati a sentire nelle produzioni americane dei primi anni 2000 e che Panetti rispolvera in modo egregio, con rispetto.
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 25 luglio 2025 – i Bocciati da AMI
JACOPO SOL – RESPIRO
TikTok, a volte, diventa viatico di progetti interessanti, collaborazioni fantasiose ed efficaci, spazio franco per lo sviluppo di idee nuove e fresche.
Ecco, nulla di tutto ciò nel caso di Jacopo Sol e il producer Jr Stit che, come viene riportato nel comunicato stampa, hanno creato questa canzone partendo da “uno scambio spontaneo su TikTok”.
Forse, ripeto forse, il problema sta proprio qui: le idee devono nascere lontano dai social perché poi siamo costretti a sentire un brano di cui si poteva fare a meno.
Detto ciò, il brano c’è dunque analizziamolo. La base ricalca il sound che ormai sentiamo dai tempi di Nera di Irama, nessun upgrade e nessun elemento di diversità rispetto alla massa, mentre la linea vocale (nel ritornello) sembra andare nella direzione del precedente singolo, Estremo, ovviamente modificato per l’occasione ma siamo lì.
Jacopo ha una bella penna da sempre, molto più matura per la sua età ed è un vantaggio non da poco considerando la moria di cantautori davvero validi nel suo campionato.
Perché entrare nel circuito delle hit estive e perché farlo fuori tempo massimo, dato che ormai tutti gli eventi sono stati chiusi e le programmazioni radiofoniche ampiamente collaudate da settimane?
Non era questo l’intento? Ok, allora perché non conservare il singolo per il prossimo anno? C’è gente che aspetta pure tre quattro anni prima di far ascoltare una canzone, da cosa è dipesa questa fretta?
Ovvio, l’auspicio per lui è che le cose vadano così tanto bene da rimanere soddisfatto ma strategicamente ci sono tanti punti poco chiari.
Detto ciò, non stiamo parlando di un brano totalmente insufficiente (ci sono cose ben peggiori che navigano in Top 50 sia Fimi che Spotify) ma il mercato è davvero tanto saturo di questa musica.
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BLUE27 FEAT ASIA GHERGO – MARIA
“OOOOOOO MAREA MAREA MAREA” si dice nel pre-ritornello di questa canzone. Il titolo, però, è Maria. Qualquadra non cosa o, forse, il problema è che si dovrebbe smettere di cantare in corsivoe.
Il brano è una ballad, tra l’altro con una bella produzione, bellissima anzi (merito di Daria Huber e LEMARC), e la voce di Asia Ghergo, nome nuovo su queste pagine, accompagna molto bene il tutto.
Blue27 ha quel problema lì, quello del corsivoe e ogni settimana almeno uno o due artisti lo condividono come fosse il covid. No, non è più un elemento sopportabile e sopportato già da diverso tempo e proporlo come propria ‘cifra stilistica’ non è un fattore positivo.
A cosa aggrapparsi, dunque, in questo caso? Alla scrittura. Forse…
Si parla di questa ragazza, Maria (MAREEEEA), che cerca di barcamenarsi tra le magagne di un amore strano, dove il ragazzo continua a cercarla tentando, in soldoni, di farle capire che tanto è inutile andare altrove perché tanto sono tutti stronzi ma, in uno slancio d’affetto sincero(?) le chiede come sta dicendole che spera vada tutto bene.
Insomma, concetto rivedibile se è davvero così. Lo specifico, SE, perché l’interpretazione personale fa tanto e in questo caso è tutto un grande boh.
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EPOQUE – PRETTY GIRL
Ma siamo sicuri che quella che canta sia Epoque? La voce sembra completamente diversa, quasi di un’altra ragazza. Di solito Epoque ha una voce più profonda, più calda. Qui sembra Baby K, molto più sottile come timbro.
Epoque è sempre stata brava, lo ha già dimostrato, ma perché fare questa canzone? Che valore aggiunto può portare alla sua carriera in ascesa?
La riflessione è semplice: se il testo deve contenere i soliti riferimenti di cui siamo già saturi e la produzione non denota nessuna crescita allora è palese che la canzone sia stata fatta solo per dire “hey, ci sono anch’io”. Il problema è che non è alzando la mano e basta che si riesce a farsi notare.
Bisogna avere anche un prodotto valido (cosa squallida da dire quando si parla di arte ma si gioca in questo territorio con questo brano), perché siamo di fronte a un mero prodotto e basta proprio come vuole Spotify.
Esserci per il gusto di esserci, non per il piacere di lasciare qualcosa. La sensazione è questa e non è proprio il massimo della vita.
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DISME – BEVENDO FUMANDO
Chi vi scrive non è credente, dunque l’unica cosa che posso fare è una preghiera laica: se esiste un Dio, qualcuno gli dica di liberarci da queste robe a cui siamo costretti ogni santo venerdì.
Sì, ok, canzone da club e da serata totalmente ubriachi, magari super fumati, e ok ma davvero è incommentabile.
132 secondi, 2 minuti e 12, in cui si ripete di continuo ‘bevendo fumando’ con qualche altra parola dove, comunque, il concetto non esiste, non c’è.
Andrà virale su Tiktok? Probabile. Ne avevamo bisogno? Dio mio no, ma mai proprio.
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SHARI – ILY
Il problema di Shari è sempre lo stesso, dall’inizio della sua carriera: il modo di cantare. Una voce potenzialmente interessante ma con una metodologia di cantato che diventa fastidiosa dopo 30 secondi.
Non è corsivoe, è un’altra cosa stranissima e indecifrabile ma non nel senso buono. Sembra un cantato quasi tirato per i capelli, come se qualcuno le tirasse fuori la voce a forza da dentro e la obbligasse.
Per quel che riguarda il brano, siamo nel campo del pop con una bella produzione tra l’altro, in cui Shari dice di amare e di essere ricambiata da una persona che la vede per ciò che è davvero, senza sovrastrutture.
Alcune parole non sono comprensibili, soprattutto nella seconda strofa, dunque è difficile capire dove conduca il testo ma sembrerebbe essere una specie di elenco di cose che, a vicenda, i due protagonisti sanno l’uno dell’altra.
Se non fosse per il cantato modellato in questo modo la canzone sarebbe ampiamente sufficiente.
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SADTURS & KIID, GHALI, SHIVA – MANESKIN
Trap nuda e cruda molto potente che, di sicuro, agli amanti del genere piacerà tantissimo.
Ghali torna a fare trap di questo tipo dopo tantissimo tempo, anni addirittura, pur non essendosi mai distaccato del tutto ma avendo dimostrato di potere spaziare tra i vari generi senza difficoltà.
E poi arriva Shiva con i suoi “shooter” che “in colonna ti sparano al colon“. E già qui una persona sana di mente chiuderebbe qualsiasi applicazione attraverso cui sta riproducendo il brano. Ma andiamo avanti…
Si torna a flexare soldi e macchine con il superbollo, wow tu sì che sei forte Shiva, e poi si cita ancora l’ergastolo schivato per un pelo, a cui fa seguito il tour sold out.
E poi il colpo di genio: “stiamo scambiando la tua bitch come se fossimo ancora al baratto”. Che intensità, che arguzia, che stile, che eleganza.
Una serie di altre parole e minacce a chissà chi (si parla di localizzatori nelle auto di gente su cui si cerca vendetta) e poi, finalmente, si torna a Ghali con il ritornello e fine.
Fare l’analisi del testo è stata dura. Prego.
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GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della new music friday del 25 luglio 2025 secondo All Music Italia.
NEFFA – SANTOSUBITO/RUBIK
Papà è tornato, di nuovo.
Neffa ha iniziato la marcia di avvicinamento al 2° volume di Canerandagio con l’ennesimo brano che affonda le proprie radici nell’hip hop nudo e crudo degli anni 90.
La prod è quella cosa lì ma, all’improvviso, cambia tutto dopo i primi 2 minuti e si va diretti sulla west coast. Di colpo ti sembra di sentire il nuovo singolo di Notorious B.I.G. ma con la voce di Neffa.
Ci sono i messaggeri della Dopa, ci sono quei riferimenti lì, c’è lo stato dell’arte pura del genere a cui Neffa appartiene da sempre e che, all’improvviso in questo 2025, ha deciso di riprendere tra le mani nel migliore dei modi.
E’ solo un piccolo, anche se sostanzioso, assaggio e se si parte così siamo destinati ad ascoltare un gran bel progetto. Di Nuovo.
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SETHU – MARCO
Questo ragazzo sta pubblicando canzoni a un ritmo forsennato. Praticamente una al mese da aprile a oggi ma, finalmente, possiamo parlare per la prima volta di un bel singolo.
Autobiografico, intenso, una ballad dove analizza la propria vita tra lavoro, musica, amici e famiglia con una consapevolezza che, fino a oggi, difficilmente abbiamo trovato e raccontato.
Si scava a fondo nelle melodie cantautorali di scuola genovese, sembra quasi di ascoltare una produzione di Creuza De Ma (con le dovute differenze, ci mancherebbe) che, a un certo punto, esplode con molti più elementi sonori ma senza esagerare o strafare.
Molto bella, davvero molto bella questa canzone.
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