Intervista a Rocco Hunt e Clementino: “Nessun trend, nessuna strategia di mercato”
Il 10 marzo 2027 i due rapper campani portano il disco dal vivo al PalaPartenope di Napoli.


Rocco Hunt e Clementino raccontano The Album, il loro primo album insieme in uscita oggi, venerdì 6 novembre, per Epic Records/Sony Music Italy, nell’intervista di Alvise Salerno per All Music Italia.
Il disco, annunciato il 14 settembre, ha quindici tracce e la direzione musicale di Don Joe, con il singolo Superstar come dodicesimo brano. Il 10 marzo 2027 i due rapper campani lo portano dal vivo al PalaPartenope di Napoli.
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Intervista a Rocco Hunt e Clementino: perché il disco si chiama The Album
Perché avete chiamato l’album The Album, senza nessun altro nome?
Dopo 15 anni che ci dicevamo di fare questo album, delle promesse che ci eravamo fatti e che avevamo fatto anche ai nostri fan, avevamo altre idee in mente: Capocannonieri, Bombers, un po’ tutti i nostri slogan di questi anni.
Poi a un certo punto ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto: “Bro, ci abbiamo messo 15 anni per fare l’album, come lo chiamiamo?”. Chiamiamolo l’album, perché doveva essere il disco, capito? Quale titolo meglio di questo?
Com’è nata la copertina?
Abbiamo una squadra di direzione creativa pazzesca, capitanata dal nostro amico Tito, che ha tirato fuori questa idea: una situazione post apocalittica, Rocco Hunt e Clementino che si lanciano dall’aereo, e le bombe che sono quelle belle, le bombe delle rime, dei freestyle, della musica rap. Ci stiamo lanciando da questo aereo per dire che finalmente arriviamo con l’album.
Abbiamo cercato di giocare anche con l’attualità grafica, con questo approccio con l’intelligenza artificiale, proprio per dire che siamo quelli di 15 anni fa, però siamo anche quelli di oggi.
L’action figure è un gadget anche per i fan?
Abbiamo fatto un’edizione speciale del nostro album, disponibile solo su uno store in particolare: c’è il pacchetto vinile più action figure e quello action figure più CD.
L’action figure è custom, prodotta in 3D, fatta su misura a mano. È la cosa che è andata di più nei preorder.
Nessun trend e nessun featuring: il disco nato per lo più ad Amsterdam
Che cosa avete provato registrando questi quindici brani?
Sicuramente c’è stata tanta spensieratezza. Ci siamo aiutati a vicenda nella chiusura delle rime: io aiutavo Rocco, Rocco aiutava me, e magari Rocco diceva: “Clem, questa rima secondo me è un po’ inutile”. Io rispondevo: “Possiamo toglierla, aggiungiamo quella, dividiamo il ritornello”. Ci siamo divertiti.
Il processo creativo è stato fatto per la maggior parte ad Amsterdam: abbiamo preso questa casa con il mulino di fronte, c’era un’atmosfera fantastica. Poi abbiamo ultimato le cose a Salerno, a Napoli, a Milano.
L’album ha radici negli anni 90 e 2000: verrà recepito come lo immaginate o qualcuno potrebbe storcere il naso?
Era un’esigenza artistica, di vita umana. Erano anni che ce lo promettevamo e c’eravamo promessi che, quando l’avremmo fatto, non avremmo inseguito nessun trend, nessuna strategia di mercato.
Questo album poteva uscire a novembre come poteva non uscire proprio, o poteva uscire anche dieci anni fa: volevamo fare una roba che rimanesse. È un album fatto con la spensieratezza di farlo.
Perché non ci sono featuring, tranne una voce femminile?
All’inizio, quando ci siamo seduti, ci siamo chiesti chi chiamare. Poi ci siamo guardati in faccia: avevamo già 12 provini da asciugare, semplificare, e ci siamo resi conto che non c’era spazio per nessun altro a parte noi. Il featuring di Rocco era Clementino, il featuring di Clementino è Rocco, e quello già va bene, anche perché è un disco che deve rimanere.
Nel pezzo dove c’era l’urgenza di una voce femminile che riscaldasse un po’ le nostre emozioni abbiamo coinvolto la ragazza che era in tour con me, che si chiama NES, la corista della mia band: non avendo featuring nell’album, abbiamo deciso di non chiamare una cantante affermata che tutti conoscevano, proprio per creare curiosità.
La parte di NES è stata scritta da un genio del cantautorato, Federica Abate. Serviva una voce napoletana, quindi è stato figo farla scrivere a Federica Abate e cantare a NES.
La citazione a Pino Daniele e il live del 10 marzo al PalaPartenope
Nel disco c’è una citazione a Pino Daniele: com’è nata?
È proprio l’esempio della spensieratezza assoluta: il disco era chiuso, avevamo chiuso a 14 tracce. Abbiamo fatto Superstar ad Avellino, in provincia di Avellino, l’ultimo giorno, e l’abbiamo inserita all’ultimo secondo nel mix finale, nel master finale.
È stato l’ultimo pezzo che è uscito e così abbiamo detto: inseriamo Pino Daniele. Abbiamo fatto questa mini citazione a Pino, talmente naturale che non ci abbiamo manco pensato troppe volte.
Che cosa vedranno le persone sul palco del PalaPartenope?
Stiamo preparando per il 10 marzo al PalaPartenope uno show incredibile. Mio fratello Clem l’ha definito dinamite e mi accodo a questo bell’aggettivo: è proprio lo slogan del nostro concerto.
Dinamite positiva, ovviamente, perché qua siamo già in un clima di guerra e potrebbe essere fraintesa. Noi portiamo pace e bene. Le nostre bombe fanno bene alle persone e il 10 marzo sarà l’esplosione, una festa di amore, di rap, di musica.
Quanto AMI Rocco?
Qui voti Rocco Hunt come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.
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