2 Maggio 2026
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2 Maggio 2026

New Music Friday 1 maggio 2026: le pagelle tra Francesca Michielin, Gaia, Ultimo e gli Amiciani

Voti e recensioni di All Music Italia ai nuovi singoli usciti il 1 maggio.

Pagelle nuovi singoli con Ultimo, Matteo Alieno, Achille Lauro, Gaia e Francesca Michielin
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NEW MUSIC FRIDAY 1 MAGGIO 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

ERICA MOU – LASCIARTI ANDARE

Canzone interamente acustica, registrata presumibilmente in presa diretta. Gli indizi si nascondono nei fiati e nella voce che sembra non avere nessun tipo di edit. Nessuna sezione ritmica e tanti archi.

È una canzone che culla la mente, da ascoltare con le luci soffuse, nonostante il testo non sia esattamente quello di una canzone dolce. Sì, è dedicata alla figlia, ma si parla più del momento triste in cui crescerà e lei, da madre, dovrà lasciarla andare per fare la propria strada.

L’abbandono come nuovo inizio, senza dimenticare che ci sarà sempre qualcun* pront* a guardarti le spalle. Il senso di Lasciarti Andare è un po’ questo.

Voto: ★★★★★★½


EUGENIO IN VIA DI GIOIA – BACIAMOCI

È una canzone brutta? No. È una canzone banalotta? Se guardiamo il testo, più che banalotta è eccessivamente smielata, mentre la parte banalotta sta nella costruzione generale che è fin troppo “pinguinesca tattica nuclearesca”. E dagli Eugenio in Via Di Gioia ti aspetti sempre qualcosa di diverso.

Il mondo è quello, lo sappiamo, e i percorsi delle due band sono quasi sovrapponibili. Ma vale la pena, con la loro capacità, fare una canzone del genere e semplificarsi così tanto per accontentare il mercato?

Ripetiamo, la canzone non è per nulla brutta, si lascia ascoltare volentieri. Però una riflessione sul perché dei ragazzi che hanno sempre scritto con uno stile riconoscibile abbiano deciso di mollare il colpo, pure loro, bisognerebbe farsela.

Siamo davvero arrivati al punto in cui anche gli Eugenio in Via Di Gioia devono scendere a compromessi per farcela? Non un bel segno, ma ne prendiamo atto. Ascolteremo comunque con piacere la loro musica.

Voto: ★★★★★★

6


ULTIMO – QUESTA INSENSATA VOGLIA DI TE

Bisogna sottolineare la capacità di Ultimo di essere sempre coerente con sé stesso. È un valore rimanere sempre lo stesso dall’inizio della carriera.

Il brano è piano e voce. L’incedere del canto di Ultimo è quello dal primo giorno, così come il modo di scrivere. Con Acquario aveva aperto le porte a una narrazione più fresca, magari più commerciale se vogliamo, mentre con Questa Insensata Voglia Di Te ritorna all’acustico per regalare ai suoi fan una canzone in più da imparare prima di Tor Vergata.

Di certo non una canzone da radio o da playlist generica. È più un regalo alla sua gente, che di sicuro apprezzerà, pur non avendo degli scossoni lirici da far vibrare le corde dell’anima in modo diverso rispetto a quanto già fatto negli anni.

Ultimo è questo, prendere o lasciare.

Voto: ★★★★★★

6


FABRIZIO MORO – NIENTE DA PERDERE

Questo brano potrebbe tranquillamente essere un brano random della discografia di Ultimo ma, del resto, sappiamo che lo stesso Ultimo ha preso tanta ispirazione da Fabrizio Moro.

Pop rock, più pop che rock, con una struttura abbastanza standard: strofa, ritornello, strofa, ritornello, special, reprise. La missione è raccontare il disagio della depressione che sta vivendo una donna, costretta dalla propria mente a ripetere ossessivamente di non avere nulla e di non contare nulla.

Il testo è chiaro, così come i riferimenti a questa condizione. Acquista quindi un valore diverso rispetto a una solita canzone pop, cosa che va premiata e lodata perché accende un faro su un tema che non viene mai citato abbastanza.

Ottimo lavoro di Moro, che dimostra ancora una volta una sensibilità rara nel mondo della musica italiana.

Voto: ★★★★★★★

7


FULMINACCI – MALEDETTO ME

Siamo al quarto singolo estratto da questo nuovo album di Filippo Uttinacci, il secondo post Sanremo e post Stupida Sfortuna. Segno che il lavoro fatto sta andando bene e che le canzoni di questo progetto riescono a vivere singolarmente in modo organico e ottimo.

Al di là di ogni valutazione, è carino sottolineare l’easter egg inserito quasi a fine canzone con una riga cantata da Tommaso Paradiso totalmente a caso. Quel “è una vita, oh” dello special strappa un sorriso.

Come detto, la canzone continua su questo percorso già tracciato da mesi: questo indiepop più pop che indie in cui si racconta un nuovo pezzo di vita di questo ragazzo. Nel caso specifico, quello inerente a una donna che era pazza di lui ma che è andata via lasciando tanta amarezza.

Per arrivare all’estate è la canzone ideale. Buon ritmo e ottimo sound primaverile.

Voto: ★★★★★★★

7


FRANCESCA MICHIELIN – UNA DONNA NON PUÒ

Canzone molto strana, particolare rispetto al solito soprattutto per un aspetto che la stessa Francesca Michielin ha citato, vale a dire il riferimento a un genere praticamente inesistente e che la stessa Wikipedia definisce “per pochi eletti”: il dungeon synth.

In pratica, è una sottospecie di musica dark ambient che si unisce all’elettronica e usa elementi di musica medievale per permettere agli artisti di fare questo salto tra passato e presente in modo abbastanza peculiare.

Nel caso della Michielin, è chiaro che bisognava dare una ventata di pop all’italiana. Altrimenti sarebbe stata un’operazione troppo rischiosa, un azzardo. In questo caso solo il tempo potrà dire se avrà fatto bene o male ad andare in questa direzione.

Di certo, l’Italia non ha vissuto quasi per nulla questo mondo e non lo conosce. L’orecchio non è abituato, ma comunque ci sono degli esempi simili a livello sonoro, anche se completamente diversi per bpm e struttura, fatti dai Bluvertigo o, ancora più in passato, da Franco Battiato.

Nel testo, Francesca Michielin crea un mondo tutto suo dove la protagonista è una donna che, per amore, diventa una strega e fa un sortilegio che le si ritorce contro.

Questo è un ulteriore cambiamento nel modo di fare e proporre musica della cantautrice veneta. Il pubblico sa già che dovrà aspettarsi molte cose nuove e diverse dal futuro progetto che arriverà a stretto giro.

In pratica, la Michielin è entrata a piene mani nel mondo di Fantaghirò. Bisogna solo abituarsi a poco a poco.

Voto: ★★★★★★½


GAIA – BOSSA NOSTRA

Chi vi scrive ha sperato per tanto tempo di sentire Gaia Gozzi fare bossanova, calcare quel mondo battuto per anni dall’eterna Ornella Vanoni, perché è il suo al 100%. Un’italo brasiliana che fa bossanova è un dono per la nostra musica così tanto standardizzata verso il basso.

Finalmente quel giorno è arrivato e Gaia, come prevedibile, ha dimostrato che questo universo musicale è quello che le permette di sfruttare al massimo tutte le sue doti e qualità vocali senza lasciare nulla al caso.

Bossa Nostra è quasi un regalo che arriva inaspettato ma sperato. Un omaggio anche a quella Vanoni già citata prima, ma senza dimenticare Vinicius de Moraes e quel Toquinho che, con Gaia, è anche stato sul palco di Sanremo.

Finalmente qualcosa di diverso e credibile nell’attuale musica italiana. Potente nella sua dolcezza, fresco pur scavando nel passato. La canzone di cui lei e noi avevamo bisogno.

Voto: ★★★★★★★½


LEA GAVINO – SERRATURA

Questa canzone non è brutta, anzi tutt’altro, ma il problema è che si tratta di un soffio di vento in un prato che passa e se ne va senza lasciare traccia. Non ha elementi che possono permettere alla Gavino di fare il salto di qualità post Sanremo Giovani, tra l’altro dove è stata eliminata troppo presto con una canzone più bella di questa anche se simile per certi versi.

Questa qui è blanda, non ha verve perché è Lea Gavino a non avere verve. Sembra una versione depotenziata, molto depotenziata, e italiana di Stevie Nicks in Dreams.

Per carità, manca nella scena italiana mainstream una ipotetica Stevie Nicks, ma bisogna avere tutte le carte da giocare per diventarlo davvero. Speriamo che questa ragazza le abbia o, quantomeno, le acquisisca nel tempo.

Canzone pop proprio in stile Fleetwood Mac, all’italiana, con un testo scritto di suo pugno e non solo, pensando a un amore che valeva solo in una direzione mentre dall’altra parte erano pronte le pugnalate. Un tema nuovo, dai, non lo sentiamo da venerdì scorso se ci pensate. Almeno le soluzioni testuali sono più interessanti della media, punto in più per questo.

La strada è davvero, ma davvero lunga. Incrociamo le dita per lei.

Voto: ★★★★★★

6


LEULTIMEPAROLEFAMOSE – VACANZE ROMANE

A dispetto del titolo, non c’è nessun riferimento alla canzone di Antonella Ruggiero e dei Matia Bazar. Mettiamo subito un punto alla questione.

Siamo di fronte a un brano pop urban con un classico ritmo da power ballad più autunnale che primaverile, nonostante si parli di vacanze romane in piena estate con tutti i pregi e difetti della stagione da vivere con la persona amata.

Il timbro di questa ragazza è molto particolare e gli effetti applicati sulla voce la fanno risaltare ancora di più. È un racconto che si può vivere attraverso immagini chiare e nitide, caratteristica che anche nei brani precedenti questa cantautrice era riuscita a fare emergere al meglio.

Non una canzone da ascoltare in radio, è più da playlist personale. Il consiglio è di viverla intensamente nel proprio privato.

Voto: ★★★★★★

6


MATTEO ALIENO – NESSUNO SA STARE AL MONDO

Se questo cantautore fosse nato artisticamente negli anni 80 avrebbe tranquillamente preso il suo posto in mezzo ai grandi, tra un Ivan Graziani e un Rino Gaetano. Questo brano è una conferma ulteriore.

Pop rock con quella vena cantautorale d’altri tempi che ti invita a riflettere ma che ti fa muovere e ballare con gusto, con un’esplosione di chitarre e percussioni nell’ultimo ritornello niente male.

“Nessuno sa stare al mondo, tranne forse chi non capisce niente” è una frase tanto forte quanto vera che, tra l’altro, dona la dimensione precisa a tutto il suo progetto artistico e non solo a questo brano.

La riflessione posta in essere da Alieno è quella sulla capacità di saper vivere, di saper ragionare, di mettere insieme due pensieri sensati, cosa che ormai sembra diventata impossibile in questo Paese di sbandati, allo sbando totale.

Una grande prova di maturità testuale per questo ragazzo molto spesso messo in un angolo e che, invece, merita molto più spazio di quello che ha.

Voto: ★★★★★★★½


NENO – CANZONI PER GLI AMICI

Sulla scia dei grandi cantautori italiani, De Gregori in particolare ma anche Fabi o Bersani, il giovane Neno decide di dare continuità al progetto pubblicato a ottobre del 2025 con la title track dell’album.

Questo è il racconto di un ragazzo che vuole parlare ad altri ragazzi come lui, messi da parte, dimenticati, che non hanno un pubblico e che, nonostante tutto, sono sempre lì. È una canzone per gli ultimi, se pensiamo all’industria discografica, ma è soprattutto una classica canzone da falò in spiaggia con gli amici.

Il titolo non è casuale, è quasi una dichiarazione d’intenti in quattro parole ed è bello che ascoltandola si possa riscontrare perfettamente il senso di questo titolo.

Neno sta crescendo molto e scrive bene, è indubbio. Ha creato una piccola sua perla che può diventare un momento di gioia e allegro scambio anche per tanti altri. Speriamo.

Voto: ★★★★★★★

7


PAGELLE NUOVI SINGOLI 1 MAGGIO 2026
I BOCCIATI DA AMI

VEGAS JONES – TXT

Il valore aggiunto di questo brano nella musica e nel rap italiano è pari a zero. Non c’è nulla di nuovo né nel testo né nella produzione.

Parole italiane e inglesi unite nello stesso testo perché questa è la moda, parlare di ricchezza e di numeri potenti lo si fa da anni, dire che adesso è il suo turno e che gli altri possono stare lì a guardare lo sappiamo. Lo dicono tutti i trapper e i rapper per poi, invece, fare zero risultati perché non si rendono conto che se tutti sono i numeri uno, nessuno è numero uno.

Vegas Jones era un nome in ascesa, adesso conferma di essere uno dei tanti che deve solo mettere la bandierina. Poi arriverà l’album, anche lì ci saranno le solite trappate, farà l’esordio in top 10 grazie agli stream della prima settimana su Spotify e poi lo dimenticheremo dopo due giorni.

Purtroppo è un film già visto centinaia di volte.

Voto: ★★★★

4


COSMONAUTI BORGHESI – DEPECHE MODE

Dopo meno di due mesi tornano i Cosmonauti Borghesi ma la storia non cambia. Il “filtro The Kolors” ce l’hanno nel sangue evidentemente, ma questa volta la similitudine è pure nell’idea del titolo.

I The Kolors hanno fatto Rolling Stones, loro Depeche Mode, ma la sostanza è sempre quella: una canzone con una produzione anni 80 già sentita e risentita che, tra l’altro, non può mai attecchire sul mercato, nelle playlist, in radio per il semplice motivo che già quella casella è riempita proprio da Stash e company. Quindi la semplicissima domanda è: perché continuare a sbattere la testa su una strada senza uscita?

Non è la prima volta che notiamo questo come limite principale al progetto Cosmonauti Borghesi ed è giusto che i ragazzi facciano ciò che preferiscono. Ma se la situazione, tecnicamente, è questa e non cambierà, allora perché non valutare l’ipotesi di cambiare e provare altre cose?

Il talento c’è, quello è indubbio, ma non c’è lo spazio fisico nel mercato al momento. Fare canzoni ogni due mesi con la speranza che qualcosa vada virale, in un mondo dove la viralità la decidono le click farm, non ha nessun senso. Con la loro qualità strumentale diventa davvero un enorme spreco di potenziale.

Voto: ★★★★★

5


ACHILLE LAURO – COMUNI IMMORTALI

Nulla di nuovo all’orizzonte anche per Achille Lauro, che ormai da un paio d’anni ha uniformato il proprio linguaggio artistico a quello del pop più mainstream possibile.

Comuni Immortali prosegue sulla scia di Comuni Mortali e non aggiunge neanche un centesimo rispetto a quanto già fatto ascoltare, con un testo scritto con Paolo Antonacci e Davide Simonetta, gli stessi che scrivono per Annalisa, che sembra tanto la metafora musicale di ciò che erano i tre registi di Boris.

Al pubblico mainstream piace questa roba qua, alle radio idem, evidentemente anche a Lauro De Marinis che vede le sue tasche sempre più piene. La musica, la sua musica, è diventata lo specchio di ciò che serve per fare numeri, difficilmente per fare arte che resta.

Testo smielato, produzione che più pop non si può. Sarà l’ennesimo brano che raccoglierà migliaia di stream su Spotify grazie a un fandom estremamente solido, al momento, gli auguriamo resti questo anche in futuro, ma che difficilmente rimarrà.

Voto: ★★★★

4


ANGIE – SIGNORINA

Ma perché ad Amici si è sentita l’esigenza di trasformare Angie in una nuova Sarah Toscano? Perché qualsiasi ragazzo o ragazza che passa da quel luogo deve diventare una roba copia e incolla di qualcosa che già esiste, rovinandogli reputazione e carriera già a 20/25 anni?

Perché si è sentita l’esigenza di dare a Angie una canzone sovrapponibile a Sexy Magica, con un testo che sembra fatto con l’ausilio di Suno, che non otterrà lo straccio di mezzo risultato utile per lei e la sua carriera?

Partiamo da una nota prettamente tecnica: il brano è scritto da lei e Iacopo Sinigallia, musicato da Brail, heysimo e Saturno. Così è stato scritto.

La canzone è mezza pop, mezza dance, con un testo debolissimo e decisamente meno impattante rispetto a quello di Lettere Al Paradiso, che aveva un significato molto importante alle spalle.

Questa non ha un significato, non ha verve, non ha identità ed è francamente imbarazzante per una ragazza che, fuori da lì, un’identità stava cercando di costruirla e arrivata lì, invece, ha appiattito un percorso che poteva essere e che non è stato.

Speriamo, fuori da lì, che capisca che essere la copia di qualcun altro non è la soluzione per come le stanno facendo credere.

Voto: ★★★★

4


GARD – LACRIME DI FANGO

Blanco esiste già, Notti In Bianco e Mi Fai Impazzire sono già state fatte. Quindi, a conti fatti, che speranze può avere questa Lacrime Di Fango, considerando che non ha minimamente quel tipo di potenza espressiva e che Gard ha una voce che merita di fare cose diverse?

Far fare a Gard questo brano è un po’ come se si facesse fare jazz a Sfera Ebbasta, giusto per rendere l’idea di quanto non abbia senso per una voce soul fare una canzone che ha nei synth, nell’urban, nel pop punk la sua arma vincente.

È come chiedere a Pavarotti di cantare Smells Like Teen Spirit dei Nirvana.

Se prendiamo in considerazione il testo, si parla di rabbia che ci portiamo dentro ma che deve servire come monito per riuscire a costruire un futuro diverso e migliore. Testo abbastanza elementare a dire il vero, ma molto meglio di tante altre cose che quest’anno abbiamo sentito dentro Amici.

Purtroppo siamo ancora lontani dall’avere trovato un’identità chiara ma, di sicuro, Gard è quello che potenzialmente può crescere di più fuori da lì, considerando che finirà il trauma di dovere accettare brani decisi da altri che rovinano solo un percorso.

Voto: ★★★★

4


RICCARDO STIMOLO – GIRA

Un professionista non dovrebbe spingersi fino a tanto e chiedo scusa ma in questo caso è doveroso dire a chiare lettere: ma cos’è sta roba?

Stimolo ha quasi sempre cantato ballad, canzoni strappacuore che nelle sue mani e nella sua ugola risultano tutte uguali, dalla prima all’ultima. No, non è un vantaggio e non è sinonimo di riconoscibilità. All’improvviso arriva con una canzone up tempo copia e incolla di mille altre, senza arte né parte, che ha la stessa utilità di una pizza surgelata nel congelatore di un pizzaiolo. Esatto, che c’entra?

Non è il suo mondo, non è la sua cifra, non serve, occupa solo spazio nei server, non avrà nessun tipo di margine utile sul mercato, non ci fa vedere nessun tipo di crescita artistica.

Nel comunicato stampa viene scritto che si tratta di “un brano capace di fare girare la testa a chi la ascolta”. Direi che non c’è bisogno di aggiungere altro.

Voto: ★★★★

4


NERISSIMA SERPE – RIDERE DI TE

Prendere una canzone di Vasco Rossi e trasformarla in questa cosa qui è lesa maestà, non ci sono altri termini per descriverla.

Marracash fece una cosa simile con Gli Angeli e la fece benissimo. Qui siamo in un territorio davvero complicato da tracciare perché Nerissima Serpe non sa cantare, non ha neanche un briciolo di tecnica canora e per carità ci potrebbe anche stare, è un rapper del resto.

Se però a questo si aggiunge anche un testo che nulla aggiunge alla canzone di Vasco e, anzi, quasi la mortifica, allora viene da chiedersi perché adesso tutto venga concesso a tutti.

Nerissima Serpe, insieme a Papa V, è diventata un po’ una tassa da pagare nei featuring del mondo rap negli ultimi due anni. Stanno praticamente ovunque e adesso Nerissima ha deciso di pubblicare un suo album solista con questo come singolo estratto per le radio.

Come si dice a Roma: speravo de morì prima.

Voto: ★★★★

4


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