26 Giugno 2026
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26 Giugno 2026

Pagelle Nuovi Singoli 26 giugno: Levante (8), Emma e Fabri Fibra (7½), Gabry Ponte e Jovanotti (3)

I voti ai nuovi singoli italiani del 26 giugno, con la Golden Song della settimana.

Collage degli artisti recensiti nelle pagelle dei nuovi singoli del 26 giugno 2026
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NEW MUSIC FRIDAY 26 giugno 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

CONSIGLIATO

Emma, Fabri Fibra – Antidroga

Si parla tanto di ‘antitormentone’ quando viviamo un periodo in cui siamo troppo pieni di musica che ambisce a prendere lo scettro stagionale di canzone dell’estate e questa nuova canzone di Fibra ed Emma, anzi di Emma e Fibra per essere corretti dato che il brano è di Emma e il rapper è il featuring, scrive il proprio nome in questa lista anti-qualcosa.

Power ballad molto bella, intensa nel suo racconto d’amore vissuto tra alti e bassi con riflessioni sulla quotidianità di coppia e con una figura preponderante, quella di Emma, che dimostra (anche se non c’è più bisogno a questo punto della carriera) di essere unica per intensità, timbrica ed espressività.

Tu non la vedi, ascolti e basta, ma in base a come poggia il suo cantato sulle parole ne percepisci gli sguardi, le emozioni ed è un valore che non hanno in molti.

Fabri Fibra decide, invece, di andare in una direzione contraria rispetto ciò che ha pubblicato di recente e, soprattutto, si allontana dal mondo che ci ha raccontato l’estate scorsa con Tredici Pietro senza deludere.

Ottimo antitormentone questa Antidroga che conferma quanto si può essere proattivi e non banali in una stagione dove la banalità, da qualche anno e non si sa perché, è quasi diventato un obbligo da dovere esporre ovunque.

Voto: ★★★★★★★½


CONSIGLIATO

Juli, Biagio Antonacci – L’ultima canzone

L’estate di Juli, a meno di clamorosi colpi di scena, sarà con Biagio Antonacci e con L’ultima Canzone, una ballad che si trasforma nel ritmo tanto caro a Biagio, quello che include la pizzica, la musica latin pop sulla falsariga di Non Vivo Più senza Te ma in maggiore.

Unire questi due mondi è una cosa nuova per Juli, sempre ascoltato con dei progetti molto pop classici che valorizzano la sua chitarra, ed è una rinascita vera per Biagio che su queste cose è diventato un campione negli anni.

Vivere l’estate così, con questa mezza pizzica romantica, non è malaccio. Anzi.

Voto: ★★★★★★★
7


CONSIGLIATO

Amanda Roberts – Solamente tu

Molto interessante il mondo sonoro di Amanda Roberts, uno dei nuovi nomi della scena indie pop italiana. Il brano è prettamente pop in questo caso ma c’è tutta una parte di sperimentazione sonora, specialmente nella seconda parte, con anche l’introduzione di cori e doppie voci che rendono il brano quasi etereo.

Si narra un amore che manca dopo un addio dovuto a dei limiti che vengono raccontati dalla Roberts nelle strofe e che riguardano proprio il suo approccio alla vita che non è stato del tutto positivo e ottimista.

Un brano che serve, probabilmente, per affrancarsi da uno spazio emotivo che ha limitato non solo le sue giornate ma anche e soprattutto i suoi sentimenti.

Il nuovo capitolo della sua giovane ma già intensa carriera merita di essere seguito con attenzione.

Voto: ★★★★★★½


CONSIGLIATO

Caffellatte – Mi farei sparare (per trovare l’amore)

Carino il riferimento alla musica italiana anni 60 contrapposto, specialmente, al suono del basso che è invece moderno e interessante, elemento forse fondante di tutto il brano.

Attorno al basso, però, c’è un elemento che lascia perplessità a primo e anche secondo e terzo ascolto ed è il testo. Non è malvagio, sia chiaro, ma ci sono delle soluzioni forse un po’ scontate.

“AAA l’amore non c’è se lo cerchi, ti senti stretta dentro quei merletti. Sei una ragazza sola non solo di notte ma tutte le volte che cerchi l’amor”

Si parla, come al solito, d’amore agognato, da cercare e che non si trova. Si parla di solitudine data proprio dalla mancanza d’amore e questo non sembra un messaggio molto incoraggiante da lanciare però diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamo che una canzone con questo tipo di arrangiamento non lo si ascolta, oggi, tutti i giorni quindi bene così.

Rimangono delle perplessità sul testo ma tutto sommato si lascia ascoltare.

Voto: ★★★★★★
6


CONSIGLIATO

Cosmonauti Borghesi – Gocce di limone

Sì, finalmente. Ce l’avete fatta a trovare una chiave diversa dal solito e non Kolorseggiante cari Cosmonauti, voi che avete sempre avuto come grosso limite quello della eccessiva vicinanza al mondo di Stash e soci.

Stavolta, per quanto l’universo resti quello, almeno siete su un altro pianeta idealistico e ideale, giocando con quello che sembra essere un synth distorto che fa da tappeto a un ritmo afrobeat davvero interessante, così come è interessante lo special in toto che poi conduce al reprise che apre con nuovi suoni che arricchiscono il tutto.

C’è il profumo d’estate, la freschezza delle gocce di limone che ti scoppiettano sulla lingua, quella sensazione di salsedine sulla pelle ed è tutto costruito benissimo.

Continuate così, specialmente nell’uso di quel suono particolarissimo nella sua distorsione, perché potrebbe trasformarsi in un suono distintivo e caratteristico ma senza fare l’errore di ripeterlo in continuazione perché, altrimenti, diventate ripetitivi.

Dosaggi giusti e via andare.

Voto: ★★★★★★★
7


CONSIGLIATO

Frasa – Vita da ricchi

Finalmente un testo che non parla d’amore, è intrigante ed ha un tema: la vita normale di un ragazzo in una società in cui si vedono riferimenti costanti a un mondo fatto di sfarzo che ingannano la mente.

Questa volta Frasa gioca bene le sue carte con quella vena strafottente e divertente che mette energia con questo ritmo che strizza l’occhio al vecchio e sano blues, senza dimenticare che viviamo nel 2026 e che si può contaminare una qualità sonora attuale a quel mondo che ha fatto scuola.

I limiti di Frasa li abbiamo raccontati e, di certo, non spariscono con una sola canzone ma se questi sono i presupposti e non ci si limita a una sola canzone fatta per l’estate (e lo diciamo chiaramente che in questo marasma di brani lui avrà quasi zero chances dato che non è un grande nome, non illudiamo nessuno) allora, forse, inizia da qui la rincorsa verso un radioso futuro.

Voto: ★★★★★★½


CONSIGLIATO

M¥SS KETA, Miss Bashful – Hangover Girl

Se iniziamo a parlare di qualità del canto non se ne esce, tutto il mondo sa perfettamente che Myss Keta non è neanche vicina al concetto di canto. Qui siamo più di fronte un mondo attoriale, quasi teatrale, che gioca con la musica elettronica nel modo che, di volta in volta, appare più consono.

Siamo negli anni 90, periodo Spice Girls che decidono di fare un remix a modo loro di Vogue di Madonna ma senza cantare, raccontando questa donna tutta lusso e feste. Il perfetto ritratto di Myss Keta.

Miss Bashful è il feat ma, in pratica, non fa nulla. È quasi una macchietta e va bene così, il brano gioca molto sull’arrangiamento e non sulle figure delle due protagoniste.

Farà ballare nei club? Probabile, è azzeccata la scelta di virare sul vogueing in questo periodo storico quindi bene così. Non resterà nella storia ma va bene così.

Voto: ★★★★★★
6


CONSIGLIATO

Prima Stanza a Destra – L’unico ricordo

Uno dei ragazzi dello Spotify Radar decide di solleticare il mercato con un nuovo brano a sorpresa, L’unico Ricordo, che ci racconta il solito mix pesantissimo sulla voce che la rende irriconoscibile ma unica con questo falsetto perenne.

Si gioca tanto sui suoni uptempo che abbiamo imparato a conoscere nella musica di Liberato, per dare un riferimento, ed è interessante ogni singola scelta fatta su ogni singolo suono di questo brano che, all’improvviso, diventa quasi rock con questa chitarra che entra all’improvviso per movimentare ancora di più la situazione alla Kings Of Leon.

Sul testo, molto astratto per lunghi tratti, si parla di una lei che diventa l’unico ricordo che lo fa sentire a casa, ergo anche in questo caso abbiamo un brano sentimentale ma si gioca così tanto sui suoni vocali che molte parti sfuggono e, paradossalmente, per il tipo di progetto diciamo che ha tutto tremendamente senso.

Tutto sembra sfuocato, anche le parole, come se svanissero a poco a poco come i ricordi, quindi tutto acquista una dimensione di involontaria presenza emotiva che arricchisce la percezione dell’ascoltatore.

Prima Stanza merita sempre più considerazione perché le idee che ha non sono per nulla usuali, e menomale.

Voto: ★★★★★★½


PAGELLE NUOVI SINGOLI 26 giugno 2026 – I BOCCIATI DA AMI

BOCCIATO

Rhove – Parapluie

Rhove sta iniziando sempre più a trasformarsi in quelli che, un tempo, si chiamavano one hit wonder, vale a dire quegli artisti che fanno una canzone di estremo successo ma poi non riescono a riconfermarsi.

Il trapper non è andato bene in questi ultimi tempi, qualsiasi cosa abbia pubblicato non ha raggiunto risultati soddisfacenti e nemmeno lontanamente accostabili a quelli di Shakerando, Pelé e praticamente basta.

Siamo in un territorio che abbiamo conosciuto due o tre anni fa, quello del ritmo afrobeat, con il buon Rhove che ci racconta di avere trovato una grande forza nella ricerca di se stesso attraverso i viaggi intorno al mondo che fa ormai da qualche tempo.

In questo caso, dice sempre lui, ci troviamo in Asia, Thailandia e Bangkok per essere precisi, dove ha capito il sentimento della gratitudine e questa vena più allegra e spensierata si capta dal brano.

Il problema è che musicalmente non apporta nulla di nuovo rispetto mille altre cose che ascoltiamo giornalmente ed è un peccato perché l’Asia, per restare nel tema, ha tanti possibili suoni da potere introdurre ma stranamente non c’è nulla di asiatico, neanche lontanamente.

Evidentemente il viaggio è stato più umano, cosa per cui va fatto un plauso, che non musicale ed è qui che dispiace. Manca proprio quella parte lì per completare una splendida cornice di storytelling.

Voto: ★★★★★
5


BOCCIATO

Dimaggio – Danze della pioggia

Il vero problema di questa canzone è che la musica e il cantante sembrano viaggiare su due binari paralleli e che non si incontrano, perché poi il testo va benissimo.

Canzone triste, indie 100%, malinconica e piena di immagini che Dimaggio riesce a farti visualizzare bene ma il problema tecnico sulla poca amalgama tra il cantato e la musica non può non essere sottolineato. È una scelta? Forse sì, non esistono certezze, ma se anche fosse non è la scelta più giusta.

Sembra di ascoltare una canzone e poi, piazzata sopra, una traccia vocale quasi incollata con la forza e questa sensazione disturba l’orecchio specialmente nelle strofe.

Anche riascoltandola, pur apprezzandone (e lo sottolineiamo) tutta la parte testuale è davvero un peccato venire distratti da questa sensazione di avere due cose separate ma messe insieme perché sì.

Voto: ★★★★★
5


BOCCIATO

Emili Kasa – Goodbye

Questa canzone sarebbe stata anche bella se non fosse stato per un paio di elementi, partendo da uno che potrebbe condizionarla più di altri ed è la vicinanza al mondo sonoro ed espressivo di Joan Thiele, ma anche di Angelica Bove timbricamente.

Lo diciamo sempre in questi casi, non è colpa dei ragazzi se nascono con un timbro o con un altro, però si può sempre trovare una qualche chiave per diventare identitari e, in questo caso, se si chiudono gli occhi e senza conoscere il nome della protagonista, la sensazione è di star sentendo una delle due artiste, specialmente la Bove, e non Emili Kasa.

Un altro elemento è la poca comprensione delle parole, specialmente nella prima parte, che ne limitano la sua fruizione ad un orecchio che invece può amare delle esposizioni più limpide di ogni sillaba per godere appieno del significato di un brano che, come pare in questo caso, ha anche una certa importanza e intensità per come viene interpretato dalla sua autrice.

Quasi da colonna sonora, cinematografico nel suo arrangiamento, Goodbye è un brano dove si parla d’amore come sempre, altro grosso limite di questo periodo storico dove si riscontra una generale e generalizzata carenza di argomenti.

Con dei piccoli aggiustamenti e un’approfondita ricerca di suoni leggermente diversi, Emili Kasa potrà fare molto bene perché ne ha tutte le potenzialità ma questo brano non ci permette di potere affermare che sia l’inizio di una grande cavalcata. Magari lo sarà ma dipenderà solo da lei.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

Gabry Ponte, Jovanotti – DNA

La scelta di Jova di pubblicare un’altra canzone per l’estate, dopo Buon Vento che è una di quelle che può giocarsi il titolo di canzone dell’estate, appare incomprensibile strategicamente e ci porta a riaprire la riflessione sulla bulimia musicale di questi nostri tempi moderni.

Tra l’altro, a dirla tutta, questa canzone è molto ‘vecchia’, non vintage ma proprio vecchia, nella sua costruzione sonora scelta da Gabry Ponte. Sembra di essere tornati alla vecchia dance anni 2000 ma non in senso positivo, anche perché c’è un enorme problema all’ascolto ed è che la canzone non apre mai, si limita a ripetere strofa e ritornello in loop ma senza particolare costrutto.

Il ritornello, l’ultimo per essere precisi, poteva esplodere maggiormente e invece resta lo stesso che troviamo all’inizio quindi si resta fermi al punto di partenza e l’ascolto viene pervaso da una generale e dilagante noia, cosa strana dato che il brano è dance.

Il testo, poi, è estremamente ripetitivo come da tradizione dance ma anche qui è un peccato perché Jova ci ha abituati a ben altro, quindi tutto appare molto raffazzonato purtroppo.

Voto: ★★★
3


BOCCIATO

Jacopo Sol – Onda Blu

Jacopo Sol che prova a unire Irama e Biagio Antonacci non era nella bingo card del 2026 e, invece, eccoci qui a raccontare un brano che si allontana da quel mondo fighissimo, rock, che era riuscito a valorizzarlo molto ma molto di più qualche mese fa.

Perché questa scelta di inseguire l’estate, sapendo di avere poche chances, quando invece bisognerebbe concentrarsi sulla ricerca di un suono identificativo? Unire folk, pizzica e pop come già fanno altri big non ha molto senso strategicamente e pone Jacopo Sol nella posizione di non potere trovare aperture sul mercato. Sui suoi fan sì, di sicuro, ma sul mercato generico no.

Sul testo c’è poco da dire, è una canzone estiva raccontata con una vena malinconica, in minore, che però resta nell’alveo del nulla estivo che avremo dimenticato praticamente domani.

Davvero un peccato per un autore di così grande talento che si sta lasciando contagiare, forse, su richieste che arrivano dal mondo esterno e non sulla sua personale onda emotiva.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

Luca Dirisio – Non te ne sei andata mai

Quando si parla di icone del passato che sono rimaste, loro e nostro malgrado, bloccate nel tempo e nella memoria storica degli ascoltatori subentra sempre un ragionamento dettato dalla loro capacità di sapersi reinventare.

Ecco, questo non è il caso di Luca Dirisio in questo nuovo singolo che, intendiamoci, non è malvagio e neanche da insufficienza totale ma non ha quel quid che faccia pensare che possa giocarsi delle carte nell’attuale mercato musicale.

Ascoltare il suo nuovo singolo ci riporta indietro nel tempo di 20 anni e, invece, dovrebbe farci rimanere incollati al presente ma ciò non avviene perché l’attitude di Dirisio è quella e non è mai cambiata.

Il brano è estivo, classico pop dell’estate italiana, e racconta un amore che non c’è più (tema più usato di una forchetta durante i pasti di un’intera vita). Niente di nuovo all’orizzonte già di base, non lo sarebbe stato per nessuno, ma in più metteteci anche la voce di Luca Dirisio ed è subito 2006.

Il sogno di rivederlo ad altissimi livelli è sempre vivo e vivido, magari anche a Sanremo, ma non con canzoni vecchie di vent’anni perché altrimenti diventa davvero complicato.

Voto: ★★★★★
5


BOCCIATO

Michele Zarrillo – Ti amo

Mi permetto sommessamente di chiedere perdono per la schiettezza a un maestro come Michele Zarrillo ma il mio mestiere mi impone sincerità e schiettezza: questa canzone è noiosa e ci sono degli evidenti problemi con la tenuta della voce.

Non so se Michele Zarrillo leggerà mai queste righe ma ci tengo a specificare che chi scrive queste righe nutre il massimo rispetto per ciò che ha fatto e che ha regalato a più di una generazione. Purtroppo, però, ci sono circostanze dove il credito acquisito, e lui ne ha a fiumi, si scontra con una realtà che sarebbe irrispettoso anche non tenere in considerazione.

La realtà è che questo brano è fermo a trent’anni fa e può avere come bacino d’utenza solo un pubblico di super fan appassionati che non vedevano l’ora di sentire tornare un grande artista come lui con nuove canzoni. Desiderio esaudito, tutto bene, ma i limiti rimangono.

La struttura del brano è proprio stantìa, il testo carino ma inscrivibile nel listone dei brani d’amore che purtroppo sono davvero tanti, troppi, e la voce non regge più. O perlomeno, non regge in questo brano.

Nella prima parte, soprattutto, si sente una certa stanchezza nel canto, un timbro più graffiato del solito ma che ha tutto il sentore dei km percorsi e quando non c’è freschezza in voci come la sua tutto diventa triste perché nei ricordi c’è un Michele Zarrillo che canta dei brani con una forza, un controllo sovrumani ma questo limite lo abbiamo già sottolineato anche durante la sua ultima partecipazione come ospite a Sanremo.

Grandi elogi per la storia ma il presente non rende come un tempo e questo brano, purtroppo, lo conferma e dato che non si vive solo di ricordi ma anche di una storia da scrivere tutti i giorni, bisogna essere onesti con ciò che le orecchie ascoltano e con se stessi.

Voto: ★★★★
4


BOCCIATO

Niky Savage – Napoletana

L’unica cosa positiva di questa canzone è che finisce, per fortuna.

Se durasse tutta la vita saremmo messi male perché sentire per sempre “wa wa woah woah” e il racconto di una donna che, forse, Niky Savage ha visto solo nei sogni e nei film di Fast and Furious non è proprio il massimo dell’aspettativa di vita.

Questo ragazzo continua a spingere, tra l’altro, con questo timbro graffiato che non si capisce quanto sia naturale ma che, se continua così, gli distruggerà le corde vocali a brevissimo perché si capta che c’è dello sforzo.

Il brano è un classico brano elettronico trap che, però, per tipologia di modello testuale starebbe meglio addosso a un Tony Effe che non a un ragazzo con la baby face come Niky Savage, e forse per questo sforza il timbro perché così appare più savage, cchiù serbagg, cchiù liun per semi citare Gomorra.

Il mondo sonoro è quello già detto, Tokyo Drift a tutto spiano che qui in Italia fa molta presa sui giovanissimi ma non c’è proprio sostanza di base.

Tutto troppo artefatto, costruito, plasticoso, poco funzionale. Speriamo per lui che capisca che fare tutta la vita sta musica non gli darà una lunga carriera. La gente cresce, non si resta Peter Pan con le donne da dipingere come oggetti in vetrina.

Voto: ★★★
3


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