4 Febbraio 2022
di Interviste, Recensioni
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4 Febbraio 2022

Sanremo 2022: le pagelle della terza serata a cura del critico musicale

Sanremo 2022 pagelle terza serata
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Sanremo 2022 pagelle terza serata

Tananai – Sesso Occasionale ( arriva dal 4 )

Non si stonava così all’Ariston dai tempi delle Lollipop o della “Vita Tranquilla” di Tricarico, che però aveva tutt’un altro spessore, che ti lasciava tollerare pure le note sgraziate da citofono guasto.

Qui invece siamo di fronte ad un brano che è piccolino. Un gioco per stupire la sala che però ne ha viste di possibilità di divertirsi decisamente migliori. Sa un po’ di occasione sprecata, della gomma da masticare aperta per trovare la scritta: “non hai vinto, ritenta”.
Quattro ( confermato )


Elisa – O Forse Sei Tu ( arriva dal 8 )

L’orchestra ne ha dati di tiri mancini durante le prime esibizioni e non per incapacità senz’altro ma per calibrature sbagliate di potenza. Elisa però a differenza di tanti che sono inciampati ha portato a casa il risultato con una grazia che le è propria e qui messa al servizio di una canzone eterea ed universale.

Ognuno può sentirla propria, ognuno può avere qualcuno in mente a cui dedicarla, ognuno può essere “una scusa per farti sorridere”, “una piccola felicità, quella stupida voglia di vivere”. E quanto vogliamo sentirci stupidi?
Otto ½ ( la classe assoluta )


La Rappresentante di Lista – Ciao Ciao ( arriva dal 7.5 )

Fra le tante canzoni mooolto radiofoniche di questa edizione, La Rappresentante di Lista accende sicuramente il turbo e le sorpassa tutte a destra. E’ quel basso che regge il pezzo e che puoi sentire in gola? O forse è quella chitarra funky che sobbalza su un arrangiamento di percussioni che devastano la seconda strofa?

E’ l’irriverenza di un testo che non ha messaggi da lasciare se non quello di sovvertire le angosce quotidiane, liquidarle con un “ciao ciao” e muovere tutto quel che si può muovere a mo’ di ritmo? Non so esattamente, ma so che mi sto muovendo assieme a loro e la cosa mi basta.
Otto ( perché prende proprio )


Iva Zanicchi – Voglio Amarti ( arriva dal 7 )

La quota età importante quest’anno passa per un’altra ugola di meravigliosi passati ( l’anno scorso Oriettona ) che però ricorda ai fortunati giovincelli che se uno canta come deve cantare il pubblico ancora alza il culo dalle sedie e scroscia applausi. Iva è sporca nella voce, ha quel blues che le è congeniale e ben si sposa al viso segnato, al capello “cofanato”. E’ classica e consapevole di esserlo.

Ma ha stile e non somiglia a nessun’altra collega. Anzi non ha mai somigliato.
Sette ( confermato )


Achille Lauro – Domenica ( arriva dal 5 )

Fa simpatia, curiosità. Chiama attenzione e anche il vociare scostumato fra gente che si passa un “come si vestirà”, “cosa dirà”, “che scena metterà su”, “scandalizzerà”? Questo è Lauro. E’ personaggio che col tempo e la maturità migliora anche fisicamente, riempiendosi e smettendo quella magrezza scheletrica delle prime apparizioni. Il problema è che stavolta è SOLO personaggio.

La sua Domenica è sempre un giorno di festa ( grazie soprattutto al coro Gospel ), ma in questo caso è tipo… quelle domeniche nel mezzo delle ferie, quelle che non distingui da un Lunedì o un Giovedì; te le perdi. Ecco, il già sentito del brano è troppo pesante, fa questo effetto.
Cinque ( confermato )


Matteo Romano – Virtuale ( arriva dal 6,5 )

Canzoncina semplice, semplice. Scorrevole e piacevolmente adatta alla sua età, condita anche di termini tipici dell’era della virtualità, la tendenza dentro cui finire. Tiene bene il palco e non risente dell’emozione che artisti più blasonati non riescono a tenere a bada. Sarà l’incoscienza? La cosa senz’altro gli fa bene. Mancano i bassi nella sua voce, ma la canzone in alcuni punti li richiede.
Sei ( leggermente in calo )


Ana Mena – Duecentomila Ore ( arriva dal 4,5 )

Ingarbugliata filastrocca a metà fra una nenia iberica, una “matrimonialata” partenopea e qualche suono anche di orientali matrici giusto per fare colore. Lei continua a cantare al sussurro e al pari a me continua ad arrivare complicato capirne il successo. In disco o su base è un continuo “copri copri” della sua voce, qui a Sanremo invece c’è la brava corista chiamata agli straordinari come fu già con l’Elettra boombastica.

Giustificherei se i pezzi fossero carini, ecco! La storia della musica è piena di Tracy Spencer da qualche hit stagionale e hanno avuto la loro dignità di meritare ricordo. Ma qui cosa resta?
Quattro ( e sono buono )


Sangiovanni – Farfalle ( arriva dal 6+ )

Approda all’Ariston portando se stesso. Una canzoncina leggera che descrive un amore che è giovane come giovane è la sua immagine. La sua presenza colorata sul palco è perfetta per il mondo che descrive come se lo vestisse. E la sua lei è bucolicamente la sua boccata d’aria. La parte cantata però è abbastanza precaria, doppiata da una seconda voce che lo tiene in riga.
Sei = ( calo )


Emma – Ogni Volta E’ Così ( arriva dal 6 )

L’orchestra porta su di se un abito elettronico che ha bisogno di qualche lavoro di sartoria per riuscire a starle. Alla prima, Emma deve fare qualche movimento di troppo per riuscire a non finire fuori e non essere coperta dalla stessa. Non ne giova la canzone che invece, poi riascoltata, diviene magicamente chiara e rivela che le scelte interpretative della nostra, anche quando non scrive di proprio pugno (ma non è questo il caso), sono sempre tute adamitiche. Emma difende l’essere donna e lo fa con il suo esserlo, anzi, Emma è proprio femmina ed oggi e qui, è ancora più chiaro
Sette + ( balzo in avanti )


Yuman – Ora E Qui ( arriva dal 6= )

Non buona la prima però alla seconda il miglioramento c’è. Sembra sempre un po’ spaesato in una canzone classica che non sfrutta la sua voce particolare, anzi l’appiattisce, le leva colore. Fa un po’ effetto Sergio Sylvestre nella sua attesa, ma al fine incolore, unica partecipazione sanremese. Arrivò sesto? E’ vero, ma chi si ricorda la sua canzone? Yuman corre lo stesso rischio senza nemmeno arrivare sesto, ma affogando nei bassi fondi della classifica.
Cinque ( calo )


Le Vibrazioni – Tantissimo ( arrivano dal 7+ )

Intro alla Kiss anni 80 e come sempre una forte energia da spendere. Seppur alla prima serata Sarcina aveva un po’ il freno a mano tirato, tanto da finire un paio di volte fuori strada, la canzone ha mantenuto la sua potenza con la batteria molto presente. Stasera Francesco canta meglio, tranne nel finale, quando vuole strafare e un po’ si riperde.
Sette ( piccolo calo )


Giovanni Truppi – Tuo Padre, Mia Madre, Lucia ( arriva dal 7 )

In tanti han parlato del suo non look, ma la canzone di Truppi è invece un cantautorato particolare; si tratta di un racconto che è un po’ raccontato, un po’ recitato e si concede ad una linea melodica solo nella parte dell’inciso. In quella parte riecheggia Pacifico, coautore del pezzo. Sicuramente fuori dalle logiche commerciali, eppure con un suo senso raffinato, con un suo valore artistico mica da poco.
Sette ½ ( cresce )


Noemi – Ti Amo Non Lo So Dire ( arriva dal 7 )

E convince anche al secondo ascolto Noemi, che è più in voce o forse semplicemente non coperta dall’orchestra. La fragilità sentimentale raccontata nel testo va in contrapposizione con la crescita del pezzo che esplode nell’inciso che sovverte la partenza da ballad. Il valore aggiunto è sempre la sua voce particolarissima e riconoiscibile.
Sette+ ( piccola crescita )

 

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