Nel 2027 ricorrono i cent’anni dalla nascita di Rosa Balistreri, la voce più autentica della canzone popolare siciliana. Nata a Licata il 21 marzo 1927 e scomparsa a Palermo il 20 settembre 1990, Rosa ha trasformato la propria biografia segnata da povertà, ingiustizie e carcere in un canto di riscatto che ha dato dignità alla lingua siciliana e voce agli ultimi. In vista del centenario, la Sicilia ha avviato un ampio programma di iniziative che culminerà nel 2027. In questo articolo, in costante aggiornamento, raccogliamo il ritratto dell’artista e tutte le iniziative delle celebrazioni via via che vengono annunciate.
Articolo in aggiornamento. Il programma del centenario è in via di definizione. Aggiorneremo questa pagina con concerti, mostre, pubblicazioni ed eventi man mano che verranno resi ufficiali.
Chi era Rosa Balistreri
Rosa Balistreri è stata una delle prime grandi interpreti a portare la musica popolare siciliana sui palchi di tutta Italia. La sua è una vicenda umana durissima: infanzia nella miseria a Licata, un matrimonio imposto, la detenzione, l’emigrazione a Firenze, dove entra in contatto con l’ambiente culturale che la avvia alla carriera. Da lì la voce di Rosa diventa strumento di denuncia sociale, capace di raccontare i contadini, le donne, gli emarginati e i migranti del suo tempo.
Negli anni Sessanta e Settanta collabora con figure centrali della cultura italiana come Dario Fo, Andrea Camilleri e Renato Guttuso, e diventa simbolo delle lotte per i diritti dei lavoratori e delle donne. Il suo repertorio, spesso ridotto all’etichetta di musica folk, nasce in realtà da un lavoro colto di recupero: molti dei brani che porta al successo attingono al lavoro di ricerca di Giuseppe Ganduscio e al cosiddetto Corpus Favara, prima di arrivare a nuove fonti e collaborazioni. Questo intreccio tra tradizione popolare e riscrittura d’autore rende la sua figura centrale nella storia della musica etnica italiana.
Il centenario di Rosa Balistreri: le iniziative verso il 2027
Le celebrazioni sono coordinate dalla Fondazione Made in Sicily di Giovanni Callea e Davide Morici e dalla Fondazione Rosa Balistreri di Licata, con il sostegno di istituzioni ed enti culturali. Il programma prende il nome di Cent’Anni e si articola in diverse direzioni.
Il Manifesto Cent’Anni
Il cuore simbolico del percorso è il Manifesto programmatico “Cantare la Sicilia, narrare l’umano”, un documento che individua i principi delle celebrazioni: memoria attiva, valorizzazione della lingua siciliana, libertà e indipendenza femminile, cultura come strumento di identità. Il Manifesto ha già raccolto le adesioni di realtà istituzionali e culturali come la Regione Siciliana, il Comune di Palermo, il Comune di Licata, il Teatro Massimo di Palermo, il Conservatorio di musica e l’Associazione degli italiani di Chicago, oltre a centinaia di cittadini.
Accanto alle adesioni istituzionali, un gruppo di donne siciliane attive nella cultura, nello spettacolo, nella ricerca e nell’informazione ha sottoscritto pubblicamente il documento: tra loro la conduttrice Giusi Battaglia, la fotografa Shobha Battaglia, l’autrice Claudia Fauzia, la filosofa Maura Gancitano, l’astrofisica Violette Impellizzeri, l’avvocata e attivista Chaty La Torre, la cantautrice Giulia Mei, le attrici Ester Pantano e Lucia Sardo e la giornalista Marina Turco. Tra gli obiettivi indicati dal Manifesto figurano la candidatura del canto popolare siciliano a patrimonio immateriale UNESCO e l’emissione di un francobollo celebrativo.
Il libro “La mia Rosa”
A dare il via al percorso è stato il volume La mia Rosa. Memoria viva di Rosa Balistreri di Felice Liotti, edito da Navarra Editore, che raccoglie aneddoti, documenti e materiali inediti sulla vicenda umana e artistica dell’artista, con una prefazione di Giovanni Callea e contributi del musicista Francesco Giunta.
Il murale a Palermo
Tra le iniziative è prevista la realizzazione di un murale dedicato a Rosa a Palermo, intitolato “Cent’anni” e affidato allo street artist Giulio Rosk. L’opera rientra nell’Itinerario delle Radici, il progetto che racconta le figure simbolo della Sicilia attraverso opere pubbliche nello spazio urbano.
Rosa nelle scuole
Il progetto “Un Secolo di Rosa. I cento anni di Rosa Balistreri nelle scuole”, coordinato da Pino Apprendi con una consulta scientifica di etnomusicologi, porta lo studio del canto popolare nelle aule. Sul fronte istituzionale, la Regione Siciliana ha stanziato un finanziamento dedicato a progetti artistici nei licei musicali e nelle scuole a indirizzo musicale dell’isola.
Rosa Balistreri oggi: l’eredità nella musica contemporanea
La figura di Rosa continua a parlare al presente. Nel 2025 Carmen Consoli ha firmato la colonna sonora del film L’amore che ho, diretto da Paolo Licata e dedicato alla vita dell’artista, da cui è tratto anche il brano L’amuri ca v’haju. Un progetto che riporta la sua storia a una nuova generazione di ascoltatori. Tra le voci più giovani, Delia ha indicato in Rosa un riferimento dichiarato, portando il repertorio e la lingua siciliana dal palco di X Factor fino a quello degli Arcimboldi di Milano.
Foto: ufficio stampa Cent’Anni, Fondazione Made in Sicily / Fondazione Rosa Balistreri











