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Miglio canta l’incertezza del vivere nel disco “Traumfabrik Again”

Il disco, prodotto con Francesco Fantini, contiene 10 tracce e collaborazioni con Rodrigo D’Erasmo, Whitemary e Plastica

di Fabio Gattone (Blogger) · 

Traumfabrik Again è il titolo del nuovo disco della cantautrice Miglio (all’anagrafe, Alessia Zappamiglio). L’album, disponibile dal 24 ottobre 2025, esce per l’etichetta Peroni Dischi che fa parte del contenitore creativo HOM (House of Music), nato dalla visione di Asian Fake.

Il disco di Miglio, anticipato dai singoli Musica elettronica e Love mai love, è il frutto di due anni di scrittura e produzione. Al riguardo, l’artista racconta: “In questi due anni ho lavorato a questo disco che risulta rappresentativo su molti fronti. Parliamo di tempi scanditi da alternanze, tra spasmi e assestamenti, affetti artificiali e sperimentazione personale, nel mezzo musica frenetica brutale per provare a liberarci dai mezzi “extra artistici”. E’ importante rimanere vicini a un sentire. L’incertezza ha in realtà un potere conoscitivo straordinario e in questo lavoro è stata accolta. Buon ascolto”.

Traumfabrik Again è l’esito di un percorso fatto di scosse, di assestamenti e di un’urgenza creativa che non ha mai smesso di pulsare. “Traumfabrik” significa “fabbrica dei sogni” in tedesco. Ma non solo. Il titolo è un riferimento culturale che proviene da Bologna, città di adozione dell’artista. La Traumfabrik fu, tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80, un appartamento occupato che divenne laboratorio creativo e crocevia della controcultura. In quel luogo si incontravano fumettisti, musicisti, visionari e outsider. Miglio riprende quel nome, per trasformarlo in un contenitore personale.

Miglio pubblica il disco "Traumfabrik Again"

Miglio si muove tra intimità e coralità

Le 10 tracce del disco racchiudono visioni del vivere quotidiano e le sue incrinature. Raccontano storie personali e collettive, che si intrecciano con uno sguardo attento alle crepe del nostro tempo. Sono piccoli scorci sul mondo e sulla società che abitiamo, raccontati in forma poetica.

Traumfabrik Again è anche un disco che parla di resistenza, intesa come gesto necessario per reagire all’apatia e all’inerzia esistenziale. Racchiude la volontà di manifestare e l’urgenza di collettività opposta al silenzio passivo. Si colloca a metà tra intimità e coralità, tra esperienza individuale e urgenza comune.

Sotto l’aspetto musicale, l’impianto sonoro di Traumfabrik Again è caratterizzato da elettronica, sintetizzatori analogici, e drum machine meccaniche. Il disco è frutto della collaborazione con Francesco Fantini, compositore e producer italiano con un background internazionale, attivo tra elettronica sperimentale e musica per immagini. La produzione si basa su pochi elementi, essenziali e incisivi, capaci di sorreggere la liricità dei testi.

L’album vede la partecipazione di artisti della scena contemporanea. Tra questi, i remix curati da Plastica e Whitemary; nonché l’intervento di Rodrigo D’Erasmo sugli archi di Love mai love.

Ecco la tracklist di Traumfabrik Again:

1) L’amore ci farà a pezzi
2) Fedeli alla linea
3) Love mai love
4) Cattolico
5) Freak
6) Karl-Marx-Allee
7) Musica elettronica
8) Vertigine
9) Musica elettronica – Plastica REMIX
10) Musica elettronica – Whitemary REMIX

“Traumfabrik Again”, track by track

1) L’amore ci farà a pezzi
È un brano viscerale, nato da immagini e sentimenti privati che si sono intrecciati con altre suggestioni. Tradotto in inglese diventa Love Will Tear Us Apart, titolo del celebre pezzo dei Joy Division: proprio la sua resa in italiano ha aperto un varco creativo che ha portato alla scrittura, dove Miglio ha riversato frammenti delle sue storie. La produzione è minimale ma al contempo frenetica e distorta.

2) Fedeli alla linea
È un brano che stratifica immagini eterogenee e contraddittorie, dove la singolarità si apre a una coralità più ampia. Dentro convivono resistenza e reazione, come se ogni verso fosse un gesto di opposizione e al tempo stesso un invito a non cedere all’inerzia. L’ossessione privata diventa materia collettiva, attraversata da echi di influenze e controculture che ne amplificano la tensione. Ne nasce un linguaggio urgente, che trasforma fragilità e desiderio in un atto di sopravvivenza e possibilità.

3) Love mai love
Love mai love è un rito sonoro che si rinnova a ogni ascolto trasformando la fragilità in ricerca emotiva e bisogno di senso. Il suono cresce all’interno della composizione attraverso articolazioni elettroniche e stesure organiche evocando spazi notturni e paesaggi post-industriali, ma si nutre anche di intimità e contraddizioni. Il contributo di Rodrigo D’Erasmo, che ha registrato gli archi, aggiunge ulteriore profondità al brano.

4) Cattolico
Cattolico è un brano articolato da figurazioni quotidiane idealizzate e da disillusione, aspettative e ordinarietà non scelta ma imposta socialmente. Vi è una descrizione aspra della nostra contemporaneità, c’è intima denuncia e ricerca in uno spazio riservato alla nostalgia privata di un sentimento.

5) Freak
Freak rappresenta l’inno storto del disco e racchiude i punti centrali della narrazione di questo lavoro, c’è resistenza e manifestazione, c’è collettività e protesta, c’è marginalizzazione e rifiuto di oppressione e passività. La matrice sonora si compone di strati di sintesi elettronica che riporta quasi a uno scenario epocale, spaziale.

Migliora rilascia il nuovo disco "Traumfabrik Again"

6) Karl-Marx-Allee
E’ un brano che è stato scritto dopo un viaggio a Berlino. I viali sono quelli di una città notturna fatta di libertinaggio esistenziale. Tra club e vivide visioni personali, c’è luce dopo il buio, c’è forza e liberazione.

7) Musica elettronica
Nata sotto cieli bassi che non promettono nulla, in una fabbrica dei sogni post-industriali. Musica elettronica racconta l’attrito tra l’abitudine e il desiderio di fuga. Come uscire da un club e ritrovarsi in piazza a manifestare. Una traccia può essere una posizione, un brano può contenere dissenso, desiderio, direzione. Si può disturbare la superficie con ciò che resta sotto e forse non è importante fare rumore, ma creare significato.

8) Vertigine
È la traccia finale del disco ed è la più scarna, è stata registrata in studio senza effetti ne produzione, solo piano e voce cruda, filtrata solo da un microfono in presa diretta. E’ una ballata dark in divenire, senza artifici.

9) Musica elettronica – Plastica REMIX / 10) Musica elettronica – Whitemary REMIX
Due remix firmati da Plastica e Whitemary, figure di spicco della scena elettronica italiana, ampliano lo spettro sonoro del brano. La loro interpretazione non è un semplice esercizio di stile, ma un atto di condivisione e rigenerazione: il pezzo si apre a nuove sensibilità e visioni artistiche, trasformandosi in altro. Ogni versione diventa un territorio differente, capace di preservare l’anima originaria e al tempo stesso di sovvertirla, restituendo al brano una nuova vita, plurale e in continua metamorfosi.