Guida all’ascolto di “La strada per Agartha”, nuovo album di Leo Gassmann. Un disco ricco di contaminazioni e collaborazioni
Nel disco anche grandi musicisti internazionali come Gem Archer e Andy Bell degli Oasis, e J Sharrock, Batterista dei Gorillaz.


Leo Gassmann dopo il ritorno al Festival di Sanremo pubblica La strada per Agartha, un disco fuori dal 24 febbraio ricco di collaborazioni da Massimo Dapporto, voce narrante del disco, a Edoardo Bennato, Raul Kamble, passando da L’ennesimo, Matteo Costanzo a Will The People.
Collaborazioni anche autorali, come quella con Riccardo Zanotti, che oltre a Terzo cuore, brano presentato in gara al Festival, firma Volo rovescio, ma anche Giovanni Caccamo e Lodo Guenzi.
Sono presenti inoltre nel disco anche grandi musicisti come Gem Archer e Andy Bell, chitarrista e bassista degli Oasis, e J Sharrock, Batterista dei Gorillaz.
L’album è scritto e prodotto Leo Gassmann, Marco Paganelli, Giorgio Pesenti, Riccardo Zanotti, Matteo Costanzo e Giuseppe Taccini. Matteo Costanzo e Giuseppe Taccini ne hanno curato anche la produzione musicale.
La strada per Agartha è un “concept album”, realizzato con gli amici di una vita e collaboratori che per Leo rappresentano una ‘seconda famiglia’. Il cantautore lo racconta così:
“È un po’ come fosse il mio primo album. “Il dio fumoso” di Willis George Emerson, che racconta di un viaggio fantastico di un marinaio che circumnaviga il mondo e scopre una civiltà sotterranea di giganti che vivono di musica e agricoltura, in totale pace e armonia.
I temi racchiusi nell’album sono molteplici: la ricerca della bellezza e dell’amore per la musica, la rivendicazione della libertà di espressione e di vivere come si vuole e il tema della tutela dell’ambiente.
La copertina del disco, scattata dal fotografo Francesco Rampi, vede l’artista sui banchi di scuola assieme ad un gruppo di bambini, che rappresentano non solo la giovinezza, ma anche la speranza per un futuro e un mondo migliore.

Leo Gassmann Leo Agartha
1. Agartha
È l’intro dell’album con la voce narrante di Massimo Dapporto. È tratta da una poesia di Giancarlo Scarchilli, riadattata per l’occasione per il ‘concept’ del disco.
“La voce di Massimo è famigliare a tutti gli italiani: è stato il doppiatore di Buzz Lightyear nella saga di ‘Toy Story’, ad esempio. Ogni volta che la sento mi ricorda la voce di mio nonno e mi fa piangere ogni volta. Rappresenta la mia coscienza che anticipa il viaggio che sto per intraprendere in questo album” – racconta l’artista.
2. La mia libertà
Il brano ruota attorno al concetto di libertà, dalla prospettiva di un bambino. È dedicata a tutti quei bambini che crescono in contesti difficili, in Paesi in cui i diritti sono negati. In una situazione globale più incandescente che mai, è un inno alla libertà: di pensiero, di essere, di vivere la vita come si vuole, di amare nella maniera in cui si desidera, senza pregiudizi. Alla scrittura del testo ha partecipato
anche Giovanni Caccamo.
3. Volo Rovescio
È il secondo brano scritto con Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Un brano energico in cui l’artista canta: “aiutami a perdere il cognome che ho, aiutami a perdere il colore che ho”.
Parla dell’importanza di non giudicare una persona dal suo aspetto fisico o dal cognome che porta. Il ‘volo rovescio’ è la sensazione che si prova quando c’è qualcuno che ti fa star bene e capovolge la prospettiva (il senso proprio del termine indica la tecnica di pilotaggio che si effettua con un volo rettilineo uniforme con il veicolo “capovolto”).
4. Caro Lucio
Scritto durante il primo ‘lockdown’, è la risposta a “L’anno che verrà” di Lucio Dalla.
“Mi sentivo solo, non riuscivo a parlare con gli altri. Il periodo che stiamo vivendo, dominato dalla pandemia e dalla guerra, è simile agli stravolgimenti che hanno caratterizzato il contesto sociale in cui è stata scritta la ‘lettera’ di Lucio. In tali difficoltà, immaginare di ‘dialogare’ con lui mi ha dato conforto. C’è persino un ululato nel ritornello, che rimanda ad un mondo ancestrale e magico, dove possiamo essere chi vogliamo” – racconta Leo Gassmann.
5. Without You (feat. Will & The People)
Il brano è nato in Inghilterra dove l’artista ha incontrato la band britannica formata da quattro talentuosi cantautori e musicisti. Rispecchia il ‘concept’ dell’album ed è stata realizzata un’ora prima della fine del viaggio di Leo in UK, poco prima del volo di rientro in Italia.
“È venuto fuori prima il ritornello e poi la strofa, in maniera assolutamente naturale. Questa collaborazione per me è importantissima, apre la finestra ad un mercato internazionale. Mi piace scrivere e cantare anche in inglese” – afferma Leo.
6. Terzo Cuore
“Terzo cuore parla di un amore eterno destinato a non essere mai dimenticato. È il nostro cuore di scorta che non smetterà mai di battere e del quale è difficile fare a meno. Quando tutto sembrerà andare male ci sarà sempre il ricordo di un amore che ci darà la forza di reagire e di andare avanti”.
7. Io vorrei che per te (feat. Edoardo Bennato)
Originariamente incluso nell’album di Edoardo Bennato “Pronti a salpare” del 2015, è il proseguo de “L’isola che non c’è”.
“È stato un onore cantare questo brano con lui. Il testo riflette sul cambiamento climatico. Senza aria pulita, il mondo non ci sarebbe. La terra si sta ribellando” – lancia un appello Leo. A 43 anni di distanza dal celeberrimo brano del cantautore, polistrumentista e rocker italiano, il tema ambientale è più rilevante che mai. La canzone è stata arrangiata tra Napoli e Firenze e vede la partecipazione del chitarrista di Bennato, Giuseppe Scarpato.
8. Fuori di testa
È il brano più rock del disco. “È uno dei miei preferiti ed è un brano di protesta nei confronti di un amore finito. Sarà sicuramente il più divertente da cantare live, mi immagino di fare stage
diving”. Esce la rabbia di Leo ed è ispirato alle sonorità dei Pixies.
9. Lunedì (feat. L’Ennesimo)
La canzone è nata durante un viaggio in furgone. L’Ennesimo cantava la canzone ad una fiera di paese in Calabria. “Un brano che mi divertiva, che sognavo di poter cantare davanti a tante persone. Esiste un videoclip amatoriale del pezzo, che ho girato con i miei amici a Roma”.
10. Siamo a metà
Co-scritto con Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale. “Stimo tantissimo la band, è un brano che immagino possa essere cantato negli stadi”. Sonorità brit-pop, è un pezzo divertente che parla
d’amore attraverso giochi di parole.
11. Maledizione
È un brano che parla di un addio, di una relazione finita, difficile da dimenticare e lasciar andare. “Dammi un minuto per convincermi a lasciarti andare”- canta Leo nel pezzo. È stato scritto durante
la vittoria dell’Italia agli Europei di Calcio nel 2021. Troviamo Gem Archer e Andy Bell, rispettivamente chitarrista e bassista degli Oasis. Alla batteria c’è invece J. Sharrock dei Gorillaz.
12. In un addio (feat. Matteo Costanzo)
Si tratta di brano già edito di Matteo Costanzo. “È un artista che stimo, nonché uno dei miei migliori amici. Parla di un addio che ci cambia la vita”- dice Gassmann. Sancisce la forte amicizia fra Leo e Matteo, che ha influenzato l’album in generale. “È un brano dal sapore cinematografico, lo vedrei bene in un film come colonna sonora” – prosegue l’artista.
13. Io non ho paura
È un brano nato in un viaggio in furgone tra le montagne della Basilicata, durante il quale l’artista e altri cantautori si esibivano per strada. Parla del concetto di non avere paura di amare una persona al di là di tutte le difficoltà che possono sorgere nella la vita. Il ritornello è cantautorale.
14. Figli dei Fiori (feat. Rahul Kamble)
“È uno dei brani chiave del disco. Parla di ripartenza collettiva, del ritorno al dialogo fra diverse generazioni, del fare le cose con le persone a cui si vuole bene, per rendere il mondo un posto migliore”. È
un brano figlio del mondo, in cui la cultura italo-europea con sonorità alternative-pop alla Bon Iver si mescola con il mondo musicale indiano e orientale. Rahul Kamble è un cantautore indiano, noto per il suo lavoro in produzioni di Bollywood. “Amo campionare i suoni che sono presenti al momento della scrittura e della composizione di un brano. Il cinguettio degli uccelli che sentite è
proprio quello presente quando ho scritto la canzone” – aggiunge Leo Gassmann.
Alla fine di Figli dei Fiori” ritorna in chiusura la voce di Massimo Dapporto, che invita le persone ad essere ciò che vogliono e ad inseguire i propri orizzonti senza paura del giudizio altrui.
“Il messaggio del disco è proprio questo: libertà di espressione e di fare musica. La musica fa dialogare gli artisti, fa divertire ma invita anche alla riflessione. Le mode passano, le idee non muoiono mai” – conclude il cantautore.
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