Testo e significato di Quello che deve essere sarà, il brano di Emma Nolde finalista alle Targhe Tenco 2026 nella categoria Migliore Canzone Singola. Un riconoscimento che conferma il percorso della giovane cantautrice toscana nella canzone d’autore italiana.
Emma Nolde e le Targhe Tenco 2026
Per il secondo anno consecutivo Emma Nolde entra in una cinquina delle Targhe Tenco. Nel 2025 era finalista come Miglior Album in Assoluto con NUOVOSPAZIOTEMPO e aveva inaugurato l’edizione con la sua reinterpretazione di Lontano, lontano di Luigi Tenco, il brano che da tradizione apre la rassegna dedicata alla canzone d’autore. Quest’anno è tra i finalisti per la Migliore Canzone Singola con Quello che deve essere sarà, in una cinquina che per un ex aequo conta sei brani: oltre a Nolde, in lizza ci sono Mauro Ermanno Giovanardi, Ditonellapiaga, Moni Ovadia con Giovanna Famulari e Michele Gazich, Tosca e Bianca D’Aponte. Il ballottaggio decreterà i vincitori, che saranno premiati al Teatro Ariston di Sanremo in autunno.
Il valore del brano era già stato riconosciuto, paradossalmente, da chi aveva scelto di lasciarlo fuori da un altro palco. In conferenza stampa al Festival di Sanremo 2026, Carlo Conti aveva definito il pezzo di Emma Nolde “fortissimo”, parlando apertamente di rimpianto per non averla inserita tra i Big. La finale alle Targhe Tenco arriva così come una conferma su un altro versante, quello della canzone d’autore.
Quello che deve essere sarà: il significato
Il brano, scritto da Emma Nolde insieme ad Andrea Pachetti, è una riflessione lucida di chi, attraversando i propri vent’anni, si interroga su quale direzione dare alla propria vita. Il cuore del testo è il tentativo di liberarsi dall’inganno di dover restare per sempre fedeli alle idee che col tempo abbiamo trasformato in certezze assolute. La cosa più difficile, suggerisce la canzone, è accettare l’imprevedibilità di ciò che accade.
La struttura è quella di un giuramento a sé stessi. Nelle strofe Nolde elenca una serie di promesse: essere onesta fino ad arrossire, perdere il controllo, smettere di complicare, ridere fino a piangere. È un programma di liberazione personale che passa per la vulnerabilità accettata come valore, non come debolezza. Le immagini scelte sono semplici e fisiche: la leggerezza dell’elio, il ghiaccio su cui scivolare, il vetro trasparente di una finestra che si apre.
Il ritornello, costruito sulla ripetizione di “lascia che sia” e “distendi le braccia”, è l’opposto del controllo: un invito a mollare la presa e a fidarsi del corso delle cose. La frase che dà il titolo, Quello che deve essere sarà, non è rassegnazione ma accettazione attiva, la scelta di non forzare ciò che non si può governare, comprese le relazioni che potrebbero non durare (“il mondo ci sarà comunque, anche se non sarà insieme”).
C’è anche una dichiarazione di misura che è quasi una poetica generazionale: “Io non voglio l’infinito, mi bastano tre persone”. Un rifiuto della grandezza a tutti i costi a favore di qualcosa di piccolo, vero e sostenibile.
Quello che deve essere sarà: il testo
Di seguito il testo del brano, riportato nel contesto dell’analisi.
Mi voglio giurare
Che sarò onesta fino ad arrossire
Che perderò il controllo fino a mettermi in ridicolo
E correrò il pericolo di esagerare
Mi voglio giurare
Che smetterò di complicare
Voglio ridere, ridere fino a piangere
Fino a singhiozzare
Fino a non ricordare che esiste una fine
E leggera come l’elio, tanto leggera da volare
Farò della mia rabbia ghiaccio, ghiaccio su cui scivolare
Lascia che sia, molla la presa
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, distendi le braccia
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, stiamo a vedere
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, distendi le braccia
Prenditi quello che sarà
Mi voglio giurare
Che sarò onesta fino ad arrossire
Mi voglio vergognare, voglio farlo ancora
E se proverò dolore, almeno proverò qualcosa
E trasparente come il vetro, come finestra che si apre
Ti dirò le mie paure e mi lascerò salvare
Cercherò la verità, non cercherò di aver ragione
Io non voglio l’infinito, mi bastano tre persone
E leggera come l’elio, sarà più facile volare
Quando accetterò i miei sbagli, quando io ci farò pace
Noi non forzeremo niente, noi due lo sappiamo bene
Il mondo ci sarà comunque, anche se non sarà insieme
Lascia che sia, molla la presa
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, distendi le braccia
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, stiamo a vedere
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, distendi le braccia, ah-ah
Lascia che sia, molla la presa
Quello che deve essere sarà
Lasciamo che sia, prendimi le braccia
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, se non sarà insieme
Quello che deve essere sarà
Lascia che sia, distendi le braccia
Prenditi quello che sarà
Compositori: Andrea Pachetti, Emma Nolde
Domande frequenti su Quello che deve essere sarà
Di cosa parla Quello che deve essere sarà di Emma Nolde?
Il brano racconta il bisogno di lasciare andare il controllo e accettare l’imprevedibilità della vita, attraverso una serie di promesse fatte a sé stessi nel pieno dei vent’anni.
Quello che deve essere sarà è candidata alle Targhe Tenco?
Sì, il brano è tra i finalisti delle Targhe Tenco 2026 nella categoria Migliore Canzone Singola, che quest’anno conta sei candidati per via di un ex aequo.
Chi ha scritto Quello che deve essere sarà?
Il brano è stato composto da Emma Nolde insieme ad Andrea Pachetti.
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