C.Volo S.p.A., la società che gestisce la RCF Arena di Reggio Emilia, è tornata a parlare della vicenda del festival saltato a Campovolo con due comunicati diffusi il 27 giugno 2026. Nel primo respinge le accuse dell’ex direttore artistico Victor Yari Milani, nel secondo le dichiarazioni dell’impresario Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts. In entrambi i casi la società parla di affermazioni diffamatorie e annuncia di voler valutare azioni legali.
I due interventi arrivano a chiusura di una delle vicende più discusse dell’estate live italiana, quella del festival che doveva portare alla RCF Arena Kanye West e Travis Scott e che è invece naufragato tra cambi di nome, l’addio del direttore artistico e il divieto del Prefetto. Per chi non ha seguito tutti i passaggi, di seguito una ricostruzione, seguita dal contenuto dei due comunicati.
Cosa era successo: la vicenda dal festival al divieto
Il progetto era nato come Hellwatt Festival, presentato come uno degli eventi musicali più ambiziosi mai organizzati in Italia. Sul palco della RCF Arena erano attesi, tra gli altri, Kanye West (Ye), Travis Scott, Swedish House Mafia, Martin Garrix e Wiz Khalifa, su cinque giornate tra il 4, 5, 11, 17 e 18 luglio. Della line up iniziale avevamo parlato nell’articolo di annuncio del festival.
All’inizio di maggio C.Volo S.p.A. ha allontanato il fondatore e direttore artistico Victor Yari Milani, e il festival è stato ribattezzato Pulse of Gaia. Pochi giorni dopo, il 14 maggio, Milani aveva raccontato la sua versione dei fatti in una videointervista esclusiva con Alvise Salerno, collaboratore di All Music Italia, all’interno del format Music Teller: la trovate nell’articolo Victor Yari Milani racconta la sua versione a Music Teller. In quell’occasione, come scritto allora, era stato precisato che i soggetti citati avrebbero avuto pieno diritto di replica.
La svolta decisiva è arrivata il 29 maggio. Il Prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri ha vietato i concerti di Kanye West e Travis Scott, in programma il 17 e 18 luglio, con un provvedimento adottato ai sensi dell’articolo 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Secondo quanto comunicato dalla Prefettura, la decisione è stata assunta per esigenze di ordine e sicurezza pubblica, tenuto conto della connessione temporale tra le due manifestazioni e dell’elevato afflusso di pubblico previsto in 24 ore in una struttura da circa 103.000 spettatori. Sulla valutazione hanno inoltre pesato l’annullamento di precedenti concerti del rapper statunitense in altri Paesi e il rischio di contromanifestazioni. Il provvedimento è arrivato dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 25 maggio, convocato a seguito delle istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia.
Con la caduta dei due concerti di punta sono saltate anche le altre date, il 4, 5 e 11 luglio, e con esse l’intero festival.
La replica di C.Volo alle accuse di Victor Yari Milani
Nel primo comunicato C.Volo S.p.A. respinge quelle che definisce accuse denigratorie attribuite a Milani e pubblicate su una testata locale. La società sostiene che l’ex direttore artistico si sarebbe lanciato, sono parole del comunicato, in affermazioni tanto suggestive quanto lontane dal vero.
Tra i punti contestati, la società cita un presunto riferimento a rapporti di favore con un partito politico per una festa che, scrive C.Volo, si tiene per tradizione trentennale nell’area del Campovolo, gestita solo recentemente dalla società. C.Volo contesta inoltre l’annuncio di non meglio precisate rivelazioni e di documentazione in possesso di Milani, e respinge le interpretazioni sul mancato ricorso al TAR contro il provvedimento prefettizio, affermando che l’ipotesi del ricorso era stata presa in esame fin dalla notifica dell’atto.
La società sottolinea che Milani non è mai stato parte della struttura sociale ma un collaboratore esterno, il cui rapporto è stato risolto agli inizi di maggio, e annuncia che valuterà la genuinità e la liceità del possesso dei documenti citati. Nel comunicato C.Volo dichiara infine che assumerà le iniziative legali del caso a tutela della propria reputazione, riservandosi di chiedere il risarcimento dei danni.
Il secondo comunicato: la risposta a Claudio Trotta
Il secondo comunicato è rivolto alle dichiarazioni di Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts, pubblicate sempre su una testata locale. C.Volo le definisce diffamatorie e prive di fondamento e si dice sorpresa che un professionista considerato tra i maggiori operatori del settore abbia reso pubblica una ricostruzione che, a suo dire, non corrisponde alla realtà.
Secondo la versione della società, Trotta avrebbe proposto di gestire la RCF Arena in sostanziale esclusiva a costo zero, chiedendo l’estromissione totale di C.Volo, che è la concessionaria dell’area pubblica e non può, scrive la società, uscire completamente di scena senza rischiare la revoca della concessione. C.Volo contesta inoltre a Trotta di aver indicato come interlocutore un altro soggetto, Coopservice, precisando che quest’ultima, pur avendo propri rappresentanti negli organi della società come gli altri soci, non avrebbe mai esercitato un potere decisionale diretto sulle scelte aziendali. Anche in questo caso la società annuncia di voler conferire ai propri legali il mandato per contrastare le dichiarazioni nelle sedi competenti.
La vicenda, allo stato, resta aperta sul piano legale. All Music Italia continuerà a seguirne gli sviluppi, dando spazio a tutte le parti coinvolte nelle forme e nei tempi corretti.











