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Caparezza: “Sono critico soprattutto con il presente e devo fare pace con il futuro”

Sono passati quasi quattro anni dalla pubblicazione di Prisoner 709, e ora Caparezza torna con il nuovo album intitolato Exuvia. Ecco le parole dell'artista pugliese.

di Simone Zani · 

Caparezza Exuvia

Sono passati quasi quattro anni dalla pubblicazione di Prisoner 709, e ora Caparezza è pronto per tornare con un nuovo album intitolato Exuvia (Polydor / Universal Music).

Un disco dell’artista pugliese si presta ogni volta a numerose chiavi di lettura, grazie a un’idea di fondo che si snoda e si veicola attraverso le varie tracce in una tracklist ragionata, sensata.

“Questo è il mio ottavo disco e necessariamente deve fare i conti con gli altri 7! La fiamma rischia sempre di indebolirsi e non è così facile pubblicare un album che abbia senso. Non mi interessano i dischi belli, ma preferisco quelli con un senso.”

Exuvia rappresenta la celebrazione del rito del passaggio, in cui convivono numerose anime.

“Sono critico con il passato, con il presente, ma devo fare pace con il futuro. Anche nel presente si sono sgretolati i punti di riferimento. Accetto il cambiamento, ma non lo giustifico. Ne prendo atto, ma in questo disco c’è molto più spaesamento rispetto al presente, perchè ho trovato più valore anche nel mio passato.”

Caparezza

Se Prisoner 709 rappresentava la prigionia che si chiude con la fuga, Exuvia è il disco che celebra la fuga, con la metafora della foresta. Una possibile trilogia che potrebbe in futuro chiudersi con un progetto che celebra la libertà, considerata da Caparezza nel disco precedente come un’utopia.

Exuvia è fortemente condizionato da numerose suggestioni e la chiave per comprendere il disco è legata a doppio filo con la figura di Federico Fellini. Guardando il film Otto e Mezzo e leggendo Il viaggio di G. Mastorna, sceneggiatura di un film che il regista riminese non realizzò mai, si può comprendere il senso di un lavoro così profondo e che trasuda una verità soggettiva sulla quale si può riflettere.

“Quando ci si ritrova in una foresta e ci si perde si ha la sensazione di vivere la bellezza della luce e il dolore delle tenebre. Si vive di momenti tristi e divertenti ed è un po’ la metafora della vita.”

Exuvia è una riflessione su passato, presente e futuro vissuta con la consapevolezza di chi ha metabolizzato anche le scelte sbagliate, traendone esperienza e linfa vitale.

“Non voglio essere Peter Pan! Lo odio perchè è un personaggio che non si prende mai le sue responsabilità!”

Sulla copertina c’è un simbolo che rappresenta il passaggio da una condizione attuale (cerchio grande) ad una futura (cerchio piccolo) attraverso una serie di spirali (simbolo di morte e rinascita in gran parte delle culture del pianeta).

Exuvia è il resto di un esoscheletro dopo la muta di un insetto. Un processo di cambiamento nel quale non si può non considerare la morte. Un processo qui rappresentato come positivo, come la forza motivatrice che guida il tempo limitato che ha a disposizione.

CAPAREZZA EXUVIA – CONFERENZA STAMPA

Caparezza ha annunciato su Instagram l’uscita del nuovo progetto discografico. L’artista da sempre ha un rapporto controverso con il mondo social. Della sua vita privata si sa poco o nulla.

“Appaio magicamente sui social solo quando c’è da annunciare l’uscita di un disco. Io uso i social per promuovere quello che faccio e non quello che sono. Può essere l’utilizzo più sbagliato, ma per me no! Preferisco sempre parlare del mio album. Il più grande paradosso… è che mostro nei dischi il mio lato più interiore.”

Quando fu annunciata l’uscita di Exuvia, in molti hanno ipotizzando un addio alla musica da parte di Caparezza. È davvero così?

“Non lo so e non dipende solo da me. Dopo ‘Prisoner 709’ ho avuto la tentazione di chiudere questo nuovo album in un cassetto, ma ho anche pensato a una possibile trilogia: prigionia, fuga e libertà. Lascio aperta una finestra, non si sa mai.

Quello che è certo è che rispetto al passato sono un uomo diverso. Se mi aggirassi sempre in una comfort zone non sarei più me stesso. Anche per questo motivo ho ridotto le chitarre elettriche all’osso e ho cantato molto di più.”

Il rito di passaggio che è il filo conduttore del progetto si svolge in una foresta, luogo magico, incantato, ma tremendamente reale. Un ambiente foriero di suggestioni in cui ci si può perdere, ma anche ritrovare.

La crescita personale ha come unico effetto collaterale la perdita della meraviglia e la selva può rappresentare un’ancora di salvezza.

Caparezza

Il disco si apre con il brano Canthology, che rappresenta una sorta di intro in cui Caparezza riassume la sua carriera riprendendo personaggi ed elementi di tutti i sette dischi precedenti a Exuvia. Una sorta di rilettura del passato con il quale l’artista pugliese ha fatto pace, come si evince anche in Campione Dei Novanta, in cui ricorda i primi passi della carriera in cui si presentava come Mikimix.

“A volte il traguardo comincia da un passo falso. Quale miglior pretesto di un rito di passaggio per riflettere su ciò che è stato? Finalmente affronto di petto la questione Mikimix che è stata vissuta da me non benissimo e con un po’ di vergogna. In fondo quando vedo quel ragazzo di vent’anni mi fa molta tenerezza perchè ha precorso i tempi, avendo iniziato quando stava per nascere il rap italiano.

Nella scena musicale quando parti con il piede sbagliato è faticoso risalire. Sono passati vent’anni da allora e ora ho il diritto di riappacificarmi con quello che è stato perchè mi devo approcciare con il futuro. Nella mia testa, però, non nego che è stato un passo falso.”

Un pezzo in cui si nota uno spunto riflessivo notevole è Contronatura, brano difficile da spiegare e da raccontare.

“Si dice che la natura sia un libro aperto. Sì, ma di quale autore? La natura per Leopardi era matrigna. Lui si soffermava sul lato oscuro, anche se non c’è solo quello.

La natura è dalla nostra parte e deve essere salvaguardata, ma non dobbiamo dimenticare che esisterà anche quando non ci sarà più l’uomo.

La natura è anche cattiveria, deserti. C’è un lato dark e il brano descrive il continuo gioco tra buio e luce.”

Come Pripyat parla delle mutazioni non genetiche, ma legate al tempo che passa.

“Mi soffermo in particolare sul ruolo del rap. Io sono nato nel 1973, anno che secondo Wikipedia ha visto i primi esempi del genere. All’inizio il rap aveva un”idea del riscatto sociale, ma poi è cambiato, si è modificato. Tanto che ora mal digerisco un certo tipo di rap.

Il primo disco che acquistai fu degli Assalti Frontali, un progetto molto politico e senza rime. Poi mi appassionai di Frankie Hi NRG, che mi ha portato a innamorarmi di un certo stile, rappando quasi come un divulgatore.”

Nel disco, poi, spiccano pezzi come Eyes Wide Shut, un elogio all’arte, e La Scelta, il singolo in cui convivono due figure apparentemente opposte come Beethoven e Mark Hollis dei Talk Talk.

Una menzione speciale a Zeit!, un brano che prende spunto da Lettera al Padre di Kafka e La Certa

CAPAREZZA – LE SUE PAROLE SU LIVE E TEMI DI ATTUALITÀ E…

Caparezza tornerà dal vivo, ma solo nel 2022.

“Non sto ancora pensando al live. So che partiremo nel 2022 e ci lavorerò prossimamente. Sarà un tour teatrale perchè è la dimensione più adatta per questo disco. Tutto l’impianto scenico sarà a servizio di quello che starò dicendo. Manterrò questa linea, però non ci sto ancora pensando concretamente.”

I messaggi che lancia Caparezza sono sempre ricchi di significato, ma in un periodo storico in cui si predilige una comunicazione più snella e con contenuti meno profondi, non c’è il rischio di sembrare fuori tempo?

“Non voglio passare per il rapper acculturato. Tutto quello che cito l’ho appreso per curiosità e non per ostentarlo. Il mio mondo ora non è più quello dei cartoni animati. Oggi ho altri interessi che non voglio sbandierare, ma mi servono per spiegare certi stati d’animo. Mi fa piacere se qualcuno si incuriosisce e approfondisce gli argomenti. Gran parte delle cose che io so me le suggerisce il mondo esterno.”

Caparezza in passato è salito sul palco di Piazza San Giovanni per il Concertone del Primo Maggio, ma anche a Taranto per un’altra manifestazione in programma il giorno della Festa del Lavoratori.

“Quello che ha detto Fedez credo sia condivisibile. Non ci sono punti sui quali si può obiettare. Sono sorpreso che abbia suscitato clamore, perchè non ho sentito cose fuori di testa.

Se ne sta parlando tanto perchè certe parole sono state pronunciate da una persona che ha un audience, ma non possiamo dimenticare che su quel palco sono state numerose le prese di posizione.

Io ho avuto i miei problemi con il mondo della politica, soprattutto con Vieni a Ballare in Puglia. In quel momento c’erano degli Assessori che invitavano a boicottare i miei concerti e si opponevano al premio che Legambiente mi fu assegnato dopo la pubblicazione di quel brano. Cosa succederà? Niente! Si parlerà dell’intervento, ma non del contenuto.”

Caparezza

Interessante il punto di vista su Bauli In Piazza.

“Sono manifestazioni lecite, ma il problema è capire tutto questo a cosa porta. Nel tempo ho cominciato a sviluppare una disillusione verso gli hashtag. Cosa è servito postare dei fogli sui social? A nulla…

Almeno con Bauli In Piazza si pone l’attenzione manifestando il disagio. Preferisco che si portino i bauli nella piazza piuttosto che fotografie sui social perchè non credo che portino a qualcosa.

Ogni manifestazione è giusto che si faccia, ma preferisco concentrarmi su qualcosa di concreto.

Per esempio pure io sono a favore del DDL Zan, ma ho perso la fiducia in certe manifestazioni pubbliche.”

Ma come si può cambiare?

“Con la concretezza. Personalmente collaboro con alcune realtà mettendomi a disposizione e facendo operazioni sul campo. Per esempio sono al fianco del progetto Scena Unita, che supporta concretamente chi ha bisogno.”

Quanto AMI Caparezza?

Qui voti Caparezza come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.

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Foto di Albert D’Andrea