23 Febbraio 2026
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23 Febbraio 2026

Bambole di Pezza, intervista a Sanremo 2026: “Siamo le outsider, il nostro rock per unire e ispirare”

La scelta di partecipare, il rapporto con l'industria e i progetti futuri.

Le Bambole di Pezza in un'immagine promozionale per Sanremo 2026
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Intervista video a le Bambole di Pezza, la vera quota rock, femminile del Festival di Sanremo 2026. Unica band interamente al femminile in gara, portano sul palco dell’Ariston il brano Resta con me, un pezzo che, come ci hanno raccontato nella nostra videointervista, non è una canzone d’amore ma un invito alla presenza, alla connessione e all’unione.

Siamo le vere outsider, e un po’ anche le guastafeste“, esordiscono con ironia. La loro partecipazione a Sanremo è una scelta precisa: entrare nel mondo mainstream per dare un esempio e una rappresentazione forte. “Lo facciamo per dare una rappresentazione di una band femminile su quel palco e portare l’esempio a tante ragazzine, sperando che inizino a suonare il basso, la batteria e mettano in piedi tante band“.

BAMBOLE DI PEZZA: “IL NOSTRO FOCUS È SUL LIVE, NON SUI NUMERI”

In un’industria discografica sempre più ossessionata dai numeri e dalle tendenze social, le Bambole di Pezza rivendicano con forza la loro identità legata alla musica suonata. “Il nostro focus è sul live, il contatto col pubblico. Quello ci garantisce una zona di comfort, perché lì c’è la nostra verità“, spiegano. Una verità costruita su anni di palchi e un solido zoccolo duro di fan, che permette loro di guardare con distacco le dinamiche del mercato.

È un mondo complicato e a volte violento“, ammettono, criticando la superficialità con cui i social media a volte premiano più il “fenomeno trash” che la meritocrazia. “A volte i social riconoscono più il ritornello che funziona per qualche motivo, ma non perché c’è dietro una vera arte“.

DA “NEMICO” A SOGNO: L’EVOLUZIONE DEL RAPPORTO CON SANREMO

Il progetto Bambole di Pezza nasce anni fa, in un contesto in cui la cultura punk e alternativa vedeva il mainstream, e Sanremo in particolare, come un nemico. “Una volta c’era più definizione, eravamo forse noi stessi un po’ più contro quello che era il mainstream”, raccontano. “Oggi c’è più trasversalità, anche i nostri ascoltatori non hanno pregiudizi verso Sanremo”.

La svolta è arrivata con la nuova formazione, le “Bambole di Pezza 2.0”, e l’ingresso di Cleo, la cantante, che ha portato una nuova determinazione: “Io sono arrivata e ho detto: ‘Io lo voglio fare di lavoro. Qualunque altra opzione per me non esiste‘”. Un’energia che ha contagiato tutta la band, trasformando un sogno in un obiettivo concreto.

DOPO SANREMO: UN TOUR E UN NUOVO ALBUM

Il futuro post-Festival è già scritto e si chiama, ovviamente, musica live. Ad aprile partirà un tour nei club che toccherà sette città italiane (qui le date), seguito da un nuovo album. “C’è tanto amore nel nuovo disco”, anticipano, “amore per la vita, per le persone, per i sogni. Ma c’è anche tanta cazzima da Bambole di Pezza. L’abbiamo ascoltato ed è rocchissimo!“.

Le date del “CLUB TOUR 2026”, prodotto e organizzato da Friends and Partners e Color Sound, sono:

  • 15 aprile – Milano, Fabrique
  • 21 aprile – Firenze, Viper
  • 23 aprile – Padova, Hall
  • 28 aprile – Torino, Concordia
  • 6 maggio – Bologna, Estragon
  • 7 maggio – Roma, Atlantico
  • 9 maggio – Napoli, Casa della Musica

E cosa vorrebbero che il pubblico dicesse di loro alla fine di questa avventura sanremese? Le idee sono chiare: “Speriamo di sentire un po’ meno ‘belle’ e un po’ più ‘brave’. E che siamo rock and roll. Che spaccano“.

BAMBOLE DI PEZZA LA VIDEOINTERVISTA