Sugarfree e Alex Britti insieme in Siamo diversi, brano contro gli estremismi
Il brano nasce dalla collaborazione con il chitarrista dopo l’esperienza condivisa a Ora o mai più.

“C’è chi detta legge e vuole il Nobel per la pace”. È una delle frasi più dure di Siamo diversi, il nuovo singolo degli Sugarfree in uscita il 6 novembre 2026 con la partecipazione di Alex Britti. Una canzone che porta la band siciliana lontano dai temi sentimentali dei suoi successi più conosciuti per affrontare guerre, razzismo, ipocrisia politica e abusi di potere.
Scritto da Matteo Amantia e Giuseppe Lo Iacono, con la collaborazione di Marco Zangirolami, il brano nasce da una composizione blues e si sviluppa attraverso un arrangiamento più vicino al rock, affidato proprio a Britti, che ha suonato tutte le chitarre. La produzione è di Momenti Sonori Srl, mentre l’editore è Miseria e Nobiltà.
Il risultato è una canzone dal linguaggio diretto, in alcuni passaggi volutamente crudo, che mette al centro una domanda ripetuta nel ritornello: “Dov’è l’umanità, qual è la verità?”. Un interrogativo che accompagna la denuncia degli Sugarfree verso chi alimenta conflitti e divisioni, senza distinguere tra estremismi di destra e di sinistra.
Sugarfree e Alex Britti, la prima collaborazione in studio dopo Ora o mai più
Per Matteo Amantia e Alex Britti si tratta del primo brano originale realizzato insieme. I due avevano condiviso nel 2025 l’esperienza di Ora o mai più, il programma di Rai 1 nel quale Britti aveva ricoperto il ruolo di maestro e Amantia quello di concorrente.
Il loro percorso televisivo era cominciato con la vittoria della prima puntata e si era concluso con il secondo posto di Amantia. Durante la finale avevano anche interpretato insieme Oggi sono io, uno dei brani più conosciuti del repertorio del cantautore romano.
La collaborazione si sposta ora in studio, ma con ruoli differenti: Britti non interviene come autore del pezzo, bensì come musicista e arrangiatore. La sua partecipazione nasce da un’affinità musicale con l’idea blues sviluppata da Amantia e Lo Iacono.
“La prima cosa che mi ha colpito è stata l’idea musicale. Matteo e Giuseppe erano partiti da una sonorità blues che ho subito sentito vicina al mio modo di suonare. Mi hanno lasciato spazio per lavorare sulle chitarre e ho cercato di dare al brano un carattere più rock, seguendo anche l’energia delle parole”, ha spiegato Britti.
Il contributo richiama una componente importante della sua formazione musicale, precedente al successo da cantautore. Prima di affermarsi con Solo una volta (o tutta la vita) e vincere il Festival di Sanremo 1999 tra le Nuove Proposte con Oggi sono io, Britti aveva infatti suonato blues anche al fianco di musicisti come Rosa King, Buddy Miles e Billy Preston.
Questa dimensione strumentale è tornata al centro anche di Mojo, il suo primo album interamente strumentale pubblicato nel 2022.
Il testo di Siamo diversi: la critica agli estremismi e all’ipocrisia politica
Il nuovo singolo degli Sugarfree affronta temi lontani dalle canzoni che hanno reso popolare la band. Nel testo compaiono missili, guerre, razzismo, menzogne e abusi di potere. Il bersaglio è l’ipocrisia di chi predica la pace mentre alimenta divisioni e violenza.
La posizione del gruppo emerge anche in uno dei passaggi più espliciti: “Gli estremi di sinistra e di destra, andate sempre dritto fuori dalla terra”. Una frase che estende la critica a entrambi gli schieramenti, mettendo al centro la condanna di ogni forma di estremismo e prevaricazione.
Non viene indicato un conflitto specifico né viene preso di mira un singolo governo. Il riferimento è più ampio e riguarda le conseguenze delle guerre, le discriminazioni e la difficoltà di riconoscere il valore della vita altrui.
“Da artisti abbiamo sentito il bisogno di esprimere il nostro pensiero su un argomento delicato e certamente scomodo. Quello che sta accadendo nel mondo ci preoccupa profondamente. Le guerre, le nuove forme di razzismo, la violenza di alcune politiche internazionali ci hanno portato a chiederci dove sia finita la nostra umanità”, ha dichiarato Matteo Amantia.
Il cantante ha poi spiegato il senso della scelta di affrontare un argomento così distante dal repertorio più conosciuto della band: “Nel brano c’è rabbia, perché è difficile rimanere indifferenti davanti a certe atrocità, ma c’è soprattutto una richiesta di pace. Siamo diversi per storia, cultura e convinzioni, e proprio per questo dovremmo imparare a rispettarci”.
Da Cleptomania a Siamo diversi: il nuovo capitolo degli Sugarfree
Per comprendere il cambiamento di argomento basta tornare al 2004, quando gli Sugarfree conquistarono il primo posto della classifica italiana dei singoli con Cleptomania. Il brano rimase in vetta per cinque settimane, totalizzò 22 settimane nella top five e superò le 60.000 copie vendute.
La band catanese consolidò il proprio successo nel 2006 con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove presentò Solo lei mi dà. Nel 2008 arrivò poi Scusa ma ti chiamo amore, legata all’omonimo film di Federico Moccia.
Un repertorio che ha associato a lungo il nome degli Sugarfree soprattutto alle canzoni sentimentali e alle sonorità pop-rock. Con Siamo diversi, Amantia e Lo Iacono scelgono invece una scrittura più apertamente politica e sociale, senza rinunciare alla componente rock che caratterizza il nuovo singolo.
La pubblicazione arriva dopo un periodo di rinnovata attenzione verso Matteo Amantia, anche grazie alla partecipazione a Ora o mai più. Nel febbraio 2026 gli Sugarfree avevano pubblicato Avevo bisogno di te, proseguendo l’attività discografica della band.
Il nuovo singolo sarà accompagnato da un videoclip ufficiale. Il progetto vede Andrea Lacquaniti nel ruolo di A&R, mentre il booking è affidato a Francesco Monteleone e Pasquale Lacquaniti di Momenti Sonori Srl.
Con Siamo diversi, gli Sugarfree affrontano un tema che raramente aveva trovato spazio nel loro repertorio più popolare. Al centro ci sono la condanna della violenza, il rifiuto delle discriminazioni e la richiesta di rispetto tra persone e popoli, affidati a una base blues-rock costruita anche attraverso il lavoro alle chitarre di Alex Britti.
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