Le Audizioni di X Factor 2026 sono finite e io ho un problema: non ho ancora un concorrente preferito.
L’anno scorso, arrivata a questo punto, qualche voce l’avevo già cerchiata. Quest’anno no. E non ho ancora capito se sia un bene o un male.
Potrebbe significare che il livello generale è abbastanza alto e che qualcuno verrà fuori davvero ai Bootcamp. Oppure, al contrario, che siamo davanti a una media abbastanza uniforme, in cui nessuno riesce ancora a spiccare davvero.
Questa terza puntata, lunghissima e pienissima di concorrenti, è stata soprattutto la serata delle band. A un certo punto ho seriamente pensato che avessero deciso di schiaffarle tutte insieme nell’ultima Audition.
Eppure l’unica esibizione che mi ha fatto pensare davvero «bomba» è stata proprio quella di una band: Le Distanze con Space Monkey dei Placebo.
Quando poi Giorgia ha detto che tra i concorrenti visti alle Audizioni potrebbe esserci il vincitore di questa edizione, ho provato a immaginarlo. Niente. Buio totale.
Le Pagelle di All Music Italia dell’ultima puntata delle Audizioni di X Factor 2026
Irama
★★★★★★★½ 7½
Irama continua a sembrarmi un grande osservatore. È posato, ascolta molto ed è estremamente sicuro di quello che dice e, soprattutto, di ciò che sta cercando.
All’inizio delle Audizioni mi sembrava ancora alla ricerca del proprio posto al tavolo. Tre puntate dopo comincio a vedere molto meglio il suo ruolo.
Non è uno che parla tanto per parlare: quando interviene sembra avere già chiaro dove vuole andare. E questo, per me, merita rispetto.
Mi è piaciuto anche con Sara Bronzini, quando ha messo a fuoco il contrasto tra la fragilità della persona e la potenza del cantante, che deve riuscire a prendere quella fragilità e trasformarla in interpretazione. È probabilmente questo l’Irama che vorrei vedere di più andando avanti.
Il vero test saranno i Live: lì capiremo quanto questa sicurezza riuscirà a trasformarsi anche nella capacità di costruire e difendere una squadra.
Paola Iezzi
★★★★★★★ 7
Paola Iezzi continua invece a sembrarmi un po’ più spenta rispetto agli anni scorsi. Non come presenza televisiva, ma proprio nel giudizio musicale.
Nelle prime edizioni al tavolo era molto puntuale, quasi didattica. E sì, magari sul web qualcuno l’aveva trasformata nella “maestrina”, ma a me quella Paola piaceva.
Sapeva spiegare cosa non funzionava, entrava nella tecnica, nell’interpretazione, nell’identità di chi aveva davanti. Quest’anno questa precisione c’è ancora, ma emerge meno.
Con Sara Bronzini, per esempio, parla dell’“anima rotta” che avrebbe voluto sentire dentro Un sorriso dentro al pianto. Io Sara l’ho trovata bravissima e forse qui sono meno severa del tavolo, ma è esattamente il tipo di osservazione che vorrei sentire più spesso da Paola.
Rimane una delle persone che può dire le cose musicalmente più interessanti. Vorrei semplicemente sentirgliele dire più spesso.
Francesco Gabbani
★★★★★★ 6
Questa settimana Francesco Gabbani è stato meno pedante del solito. E, incredibilmente, non abbiamo neanche una grande polemica a cui aggrapparci.
Interessante il confronto con Chiara Lodiva, che Giorgia chiama Clode, e il suo inedito Larghi: Gabbani riconosce la scrittura, pur trovandola poco pop. Almeno qui si apre un discorso che riguarda davvero il tipo di artista che potrebbe funzionare dentro X Factor.
Continuo però a non amare molto il modo in cui dice le cose. La sufficienza resta.
Jake La Furia
★★★★★★★ 7
Jake La Furia fa Jake La Furia. E probabilmente va bene esattamente così.
È severo, a volte persino di più con chi arriva dal rap, ma è coerente con il suo ruolo e con il linguaggio che ha costruito al tavolo.
Con Kora, per esempio, non si accontenta della cover di Nayt: se ti presenti come una che scrive, la domanda diventa immediatamente se sei capace di scrivere a quel livello. È una richiesta dura, ma ha senso.
Jake non deve trovare un personaggio. Ce l’ha già.
Giorgia
★★★★★★★★ 8
Giorgia si sta trasformando definitivamente nella persona che raccoglie i concorrenti quando scendono dal palco.
È molto materna. Si sente persino dal tono della voce: lo abbassa, lo addolcisce, usa quella vocina che viene fuori quasi automaticamente quando vogliamo rassicurare qualcuno.
Tra facce, battute e piccoli interventi riesce a essere ironica senza rubare la scena. Potrebbe tranquillamente stare al tavolo dei giudici, ma ho sempre più l’impressione che sia proprio lei a non desiderare quel ruolo.
Le piace essere super partes. E forse è esattamente per questo che funziona.
Nelle Audizioni registrate ha inevitabilmente meno spazio rispetto ai Live, ma porta comunque a casa la serata.
Mi continua a incuriosire anche la varietà delle canzoni che arrivano sul palco. Quest’anno devo dire varie “chicche” che sono andata a riascoltare nella versione originale.
Rimane però una questione che torna praticamente ogni anno: quanto sono realmente autonome le scelte dei concorrenti e quanto, invece, i brani vengono proposti o indirizzati dagli autori? È un meccanismo che dall’esterno non è mai del tutto chiaro e che inevitabilmente cambia anche il modo in cui si può leggere un’Audition.
I Golden Point della serata
GOLDEN POINT
Le Distanze – 9 sono la mia esibizione della serata. Punto. Con Space Monkey dei Placebo finalmente mi sono fermata ad ascoltare davvero. Compatti, strani il giusto, con una personalità che si intravede già. Bomba.
Sofia Sole Cammarota – 8. Canta Oscar Winning Tears di RAYE e per me è una delle migliori della puntata. Molto tecnica, forse deve ancora farci capire meglio chi è, ma intanto c’è parecchio materiale.
Kora – 8. Mi è piaciuta parecchio, soprattutto per la scelta di Prima che di Nayt. Jake le lancia una sfida precisa sulla scrittura: ai Bootcamp voglio vedere proprio quello. Se scrive davvero, adesso deve dimostrarlo.
Alex Fontana – 7½. Una specie di cortocircuito tra Napoli, Lenny Kravitz e lo spirito di Liam Gallagher che, per qualche ragione, funziona. Non so ancora bene dove collocarlo, ma almeno quando sale sul palco succede qualcosa.
Molto bene anche le Hey Darling, power trio femminile alternative punk che porta Jerkin’ degli Amyl and the Sniffers. In mezzo a tutte le formazioni viste questa sera, loro me le ricordo. 7
Angela Cotterle, 26 anni, da Trieste, si prende una responsabilità enorme: Generale di Francesco De Gregori. Per me è una canzone cult, quindi partiva con un problema gigantesco: se tocchi male certi pezzi mi perdi immediatamente. Lei riesce invece a starci dentro senza farmi desiderare che finisca. Che è già molto. 7
Vito Damiano, 22 anni, arriva da Verzino, in Calabria, e porta Say Something di A Great Big World e Christina Aguilera. Standing ovation e quattro sì: è uno di quei passaggi della puntata che vale almeno la pena segnarsi. Mi ha incuriosito molto.
DT1 – 7. Angelo Caianello porta Stupida avventura di Nino D’Angelo, riscrivendone una parte. Il sette glielo do anche solo perché qualcuno finalmente ha avuto il coraggio di portare Nino D’Angelo a X Factor. Per il resto, musicalmente non è esattamente il mio mondo.
Milla, Camilla Letizia, arriva praticamente dall’oratorio: prima di X Factor si era esibita soltanto lì. Al netto di tutta la costruzione televisiva che inevitabilmente accompagna storie del genere, mi interessa capire quanto possa crescere una voce ancora così poco esposta. 6
Elia Ballancin – 6½. Con Il mare d’inverno parte male, poi recupera. Non sono ancora convinta, ma capisco perché tre giudici abbiano voluto rivederlo.
Assolutamente da rivedere:
Chiara Lodiva con Larghi mi incuriosisce più per quello che potrebbe diventare che per quello che è già.
Quando Paola le dice che è bellissimo quello che scrive, mette a fuoco il punto: lì c’è una penna da osservare. Su Heresiana e la sua riscrittura di Donatella continuo invece a non sapere bene cosa pensare. L’idea è evidente, ma tra idea, provocazione e risultato finale c’è ancora parecchio spazio.
I Rawstrings portano Maniac e confermano quanto questa puntata sia stata affollata di gruppi. Anche i Matilde G, con Physical, contribuiscono alla sensazione che gli autori abbiano deciso di concentrare qui buona parte delle band.
Chiara Giannella prende quattro sì con No Roots di Alice Merton. Brava, tecnicamente non c’è molto da discutere, ma io non sono ancora convinta. E forse il punto è proprio quello che le dice Irama: adesso voglio vedere chi sei. Davide De Luca porta i Jamiroquai con Virtual Insanity. Anche qui la domanda arriverà più avanti: quanto di quello che abbiamo sentito appartiene davvero a lui?
X Factor 2026: e adesso finalmente arrivano i Bootcamp
La chiusura con Ekaterina Dobrynina, 27 anni, arrivata dalla Siberia, che canta Bella ciao è stata talmente surreale da diventare quasi liberatoria.
Un brano inevitabilmente carico di un significato politico, storico e identitario che, in questa versione, perde quasi del tutto la propria dimensione di appartenenza e diventa una festa. A un certo punto, tra Bregović, la Siberia e X Factor, non sai più esattamente dove ti trovi. E forse va bene così.
Devo anche dire che questa volta ho percepito meno Audizioni costruite interamente intorno allo scherzo sul concorrente. Dopo le critiche nate nelle prime settimane, compreso tutto quello che si è detto sul caso Teo Bok, la differenza si nota. Non sappiamo naturalmente se le due cose siano collegate: potrebbe essere semplicemente una caratteristica del materiale scelto per questa puntata.
C’è poi un elemento che, secondo me, contribuisce alla sensazione di monotonia generale. Le Audizioni che vediamo in televisione sono il montaggio di sessioni di registrazione concentrate in poche giornate: basta guardare gli abiti dei giudici per riconoscere i diversi blocchi. Dopo tre puntate, certi meccanismi e certe reazioni finiscono inevitabilmente per ripetersi.
Ed eccoci quindi ai Bootcamp.
Per la prima volta ci arrivo senza avere qualcuno per cui tifare. Non so se questo significhi che X Factor 2026 abbia tanti concorrenti potenzialmente forti oppure nessuno davvero fortissimo. Ed è probabilmente la cosa che mi incuriosisce di più.
Dalla prossima settimana queste pagelle non saranno più mie. Scoprirete chi prende il mio posto, mentre io mi sposterò a metà settimana con un appuntamento in cui proverò ad analizzare in maniera un po’ più specifica quello che succede dentro X Factor.
Perché le pagelle le lascio. X Factor, no.
Tutte le esibizioni e i verdetti della terza puntata: X Factor 2026, le esibizioni e i verdetti dell’ultima puntata delle Audizioni. Il calendario completo della stagione: X Factor 2026: tutte le notizie sulla nuova edizione.
Foto: Virginia Bettoja/Sky



















