Nicolò Filippucci è stato tra i protagonisti della 56ª edizione del Giffoni Film Festival, dove ha vissuto due momenti diversi accomunati dalla stessa cosa: il dialogo con i più giovani. Prima l’incontro con i jurors in Sala Truffaut, poi il live serale in Piazza Lumière. Nel mezzo, l’intervista ai microfoni di All Music Italia.
Per il cantautore era la prima volta a Giffoni, e l’impressione se l’è portata a casa dai corridoi più che dal palco.
“C’è una bellissima atmosfera, devo dire. Ho già visto tanti ragazzi, ho parlato con loro, quindi sono molto contento perché è stata anche una cosa molto interessante da fare.”
Nicolò Filippucci e Mantra: “Volevo vivermi i miei vent’anni”
L’artista ha parlato del suo ultimo singolo, Mantra, uscito da poche settimane. Dopo Laguna il cambio di registro è evidente, e lui lo spiega senza costruirci sopra una teoria.
“Era un periodo che era un pochino più spensierato. Volevo vivermi un po’ i miei vent’anni da ragazzo che si diverte, e da lì è nato Mantra. Siamo andati in studio, abbiamo costruito piano piano questa canzone, che secondo me rispecchia un po’ anche quella parte un pochino più casinara di me stesso. Anche un pochino più dance, un po’ magari discoteca. Fanno parte di me.”
Il sogno di Wembley e la canzone che avrebbe voluto scrivere
Alla domanda su quale sia la cosa impossibile che vorrebbe realizzare in musica, Nicolò Filippucci ha prima corretto la premessa, poi ha risposto puntando molto in alto.
“Secondo me niente è impossibile, ma molto difficile casomai. Cantare a Wembley, non lo so perché. È una roba che uno dice ovviamente impossibile, anche perché è più verso l’internazionale. Però ci hanno cantato veramente i più grandi, quindi sarebbe sicuramente un sogno e qualcosa di molto difficile.”
Sulla canzone che avrebbe voluto scrivere lui, la risposta va indietro di trent’anni: Almeno tu nell’universo di Mia Martini. Restando su nomi più recenti, ha citato Giorgia, che negli ultimi mesi gli ha dimostrato apprezzamento e con cui c’è già stato un incontro di persona.
“In un’occasione ci siamo anche visti, è stata super carina. Sono molto contento, anche perché avendo iniziato da poco magari incontri i tuoi idoli, gli artisti con cui sei cresciuto. È veramente molto bello anche poterci solamente parlare.”
“I piccoli artisti hanno tante cose in più da dire”
La parte più interessante dell’intervista arriva sulla domanda più semplice, quella sull’opinione impopolare a proposito della musica italiana. La risposta è una posizione precisa, e non riguarda solo gli emergenti.
“Spesso, secondo me, i piccoli artisti hanno tante cose in più da dire. Piccoli adesso in generale, non tra emergenti e non.”
Detta da un artista che è passato da Sanremo Giovani a poco più di un anno fa, è una dichiarazione che vale più di un endorsement generico alla scena indipendente.
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