Francamente è tornata con Bitte Leben, il nuovo album uscito il 17 aprile, un disco che avevamo già raccontato nella nostra recensione come un lavoro che si muove per accumulo, per immagini, per attraversamenti. Non una definizione, ma una stratificazione.
E nell’intervista rilasciata a All Music Italia questa traiettoria si chiarisce ancora di più.
Perché Bitte Leben, “per favore vivi” non è uno slogan. È quasi una richiesta che resta sospesa, senza imporre una risposta unica.
“Mi rivolgo a chiunque”: un titolo che non chiude ma apre
“Mi rivolgo a chiunque approcci a quest’album”, dice Francamente. Ma subito dopo restringe e allarga insieme il campo: le persone vicine, le biografie incontrate, quelle fatte di ostacoli che però, una volta attraversati, costruiscono identità.
E poi lei stessa. “È anche rivolto a me”.
La parola “leben” resta lì, mobile, quasi intraducibile in modo definitivo:
“È un invito a vivere la vita con tutte le sue difficoltà, ma che potesse avere anche significati diversi. Ognuno la vive a modo proprio”.
Un disco che nasce senza gerarchie
Quello che colpisce è il modo in cui questo disco prende forma. Non come gesto individuale, ma come spazio condiviso.
“Abbiamo trattato lo studio come un laboratorio”.
Un laboratorio vero, in cui l’ego resta fuori dalla porta:
“A vincere doveva essere la musica, non il fatto che un’idea fosse mia o di qualcun altro”.
Un anno di lavoro, incontri continui, persone che entrano, suoni che si depositano. Alla fine restano undici tracce.
In fondo, Bitte Leben sta proprio lì: nel provare a stare dentro le cose senza addolcirle. Nella periferia che non diventa estetica, nella famiglia che tiene insieme appartenenza e distanza, nelle città che non danno risposte ma aggiungono possibilità. È un disco che non chiude, non sistema, non semplifica. Si muove, attraversa, resta aperto.
E nell’intervista questo movimento si sente tutto: nelle parole, nelle esitazioni, nei cambi di prospettiva che non cercano mai una sintesi facile.
Poi, alla fine, arriva anche una risposta che rimette tutto a terra.
Se Bitte Leben fosse un cibo/bevanda cosa sarebbe?
Guarda l’intervista.
Foto in copertina di Cosimo Buccolieri











