Festival di Sanremo 2026: le pagelle ai brani dopo l’ascolto in anteprima. Ditonellapiaga e Serena Brancale svettano su tutti
La stampa italiana si è riunita, tra Milano e Roma, per ascoltare i brani in gara.


SANREMO 2026 – LE PAGELLE DI ALL NUSIC ITALIA AI BRANI IN GARA DOPO L’ASCOLTO IN ANTEPRIMA. La data di oggi, lunedì 26 gennaio 2026, è quella di uno dei giorni più attesi dagli amanti di musica italiana. Oggi infatti la stampa ha ascoltato in anteprima le 30 canzoni in gara al Festival di Sanremo 2026. Anche quest’anno, All Music Italia ha partecipato e a seguire trovate le nostre pagelle.
Ricordiamo per correttezza che, a parte qualche raro caso di giornalista “patinato” (come svelato da Conti inavvertitamente), le nostre pagelle e giudizi sui brani in gara, e dei colleghi, sono frutto di un singolo ascolto della canzone, in una sequenza di 30 brani ascoltati uno dietro l’altro.
Questo per dirvi che, nel mese di febbraio, a seguito di un ascolto più approfondito, alcuni giudizi potrebbe cambiare (come avvenuto con Rkomi, per esempio, lo scorso anno).
Detto questo andiamo a scoprire che edizione sarà, musicalmente parlando, questo quinto Festival non consecutivo con Carlo Conti alla guida nella doppia veste di presentatore e direttore artistico.
SANREMO 2026 – LE PAGELLE AI BRANI IN GARA DOPO L’ASCOLTO IN ANTEPRIMA
★★★★★★★½
Arisa – MAGICA FAVOLA
E’ tornata quella Arisa da certezza assoluta a Sanremo. Anche per lei una ballad, l’ennesima bella ballad della sua carriera al festival (e non solo). Una canzone dove si analizza la vita, l’amore e i suoi cambiamenti lungo i decenni.
E’ un po’ una favola con un inizio, uno svolgimento e una fine molto lineare, una delle poche che racconta una storia reale fatta di momenti di vita chiari che partono dai 10 anni e finiscono nel presente.
La sezione d’archi domina lungo tutto il brano e già questo può dare una dimensione di come sarà il brano. Arisa non sfigura neanche questa volta, forse manca giusto quel je ne sais quoi per riuscire ad ambire alla vittoria del Festival ma questo brano ce la restituisce con una luce potente.
FRASE:
“A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce, a quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace”
★★★★★★½
6½
Bambole di Pezza – RESTA CON ME
Il testo è intenso, si parla di unione e supporto tra persone in momenti difficili, quelli che stiamo vivendo di questi tempi. Non solo, c’è anche tanta consapevolezza di essere donne forti che hanno costruito la propria forza sotto i colpi delle delusioni ma colpire non vuol dire abbattere. Per fortuna.
Alla vigilia si era parlato di rock, di puro rock e invece il brano è molto più pop rock rispetto alle aspettative.
Le Bambole si presentano a Sanremo con una parte del loro mondo che, però, scelgono di annacquare con del pop in perfetta salsa sanremese che le depotenzia molto.
Sì, le chitarre e la batteria potente sono gli elementi principali del brano ma non è un brano rock, neanche lontanamente, se intendiamo il rock come Metallica, Guns o punk come i GreenDay. Se lo intendiamo alla Ligabue, allora, sì ma quello non è rock.
FRASE: “Ho camminato sola, sono una donna che non guarda in faccia niente. Mi hanno guardato male ma è il giudizio della gente”
★★★★★★
6
Chiello – TI PENSO SEMPRE
Chiello dimostra di essere uno degli artisti più interessanti e importanti di questa nuova generazione di cantautori e decide di fare il proprio esordio a Sanremo con quel Tommaso Ottomano che ha già reso grande, con la sua qualità artistica, Lucio Corsi l’anno scorso.
Attenzione, questo brano non ha nulla a che vedere con il mondo di Corsi, anzi potremmo dire che la somiglianza maggiore in termini melodici, musicali è con i Baustelle.
Chiello è un cantautore che spazia tantissimo tra i generi ma il focus è prettamente indie. Si parla di amore e dell’utilità di questo sentimento nella propria vita, partendo anche qui da una cocente delusione che lascia l’amaro in bocca.
FRASE: “Quindi amarsi a cosa serve? Se finiamo per odiarci quanto tempo che si perde a dirsi Ti Amo e dopo addio”
★★★★★★★
7
Dargen D’Amico – AI AI
Il poeta del rap italiano torna con la versione uptempo migliore che potesse portare, con un mix tra pop, funk con venature dance. Anche in questo caso si balla, magari meno coinvolgente di Dove si Balla ma comunque intrigante per l’ascoltatore.
Si riflette sull’uso dell’AI al giorno d’oggi e di come può portarci ovunque, farci vivere qualsiasi realtà, ma non solo perché l’aiai fa riferimento anche al dolore che può dare e creare una relazione, dunque doppio significato ma ben amalgamato.
Come sempre, Dargen gioca con le parole dando loro più significati e più interpretazioni ma, nella loro totalità, il significato strutturale del brano resta quello appena citato. Da aggiungere anche una riflessione sul nostro Paese, sulle proprie caratteristiche geografiche ed enogastronomiche.
Dargen cerca sempre di mettere, magari come easter egg, dei temi che vanno oltre le apparenze e anche in questo caso ce ne sono un paio, in particolare una sull’essere straniero in Italia.
Altra cosa interessante, la canzone parte con una strofa molto lenta, quasi romantica, ma poi parte e non si ferma più.
FRASE: “Dalla costa si vede l’Africa e lei che si tuffa. Ti prego guardala, ha più curve di Gardaland”
★★★★★★½
6½
Ditonellapiaga – CHE FASTIDIO!
La hit di quest’anno, poche storie. Margherita Carducci porta la cassa in quattro e il ritmo a modo suo, vuole prendersi tutto con una canzone che piacerà a tutti. Si balla dall’inizio alla fine, l’Ariston si trasformerà nel Papeete.
C’è leggerezza, c’è ironia in un testo dove si parla delle cose che possono dare e, anzi, che creano un reale fastidio nelle nostre giornate, a tutti i livelli.
Bello tutto, poco altro da aggiungere se non che questa è una di quelle che all’Eurovision spaccherebbe tutto.
FRASE: “La moda di Milano (che fastidio!), lo snob romano (che fastidio!), il sogno americano (che fastidio!), il politico italiano (che fastidio!)”
★★★★★★★★
8
Eddie Brock – AVVOLTOI
Questa è la classica canzone diesel, da social. A primo impatto la senti e vuoi andare avanti ma non ha nulla di particolare, è una ballatona alla romana da cantare in riva al mare dedicandola a una ragazza che vuoi conquistare con un giro di accordi iper semplice e ripetitivo.
C’è anche il “NANANANAAAA” che serve per attirare i cori da stadio o da palazzetto ma, in se e per se, il brano non è eccezionale. La chitarra rock aiuta a rendere il brano più interessante ma c’è poco da salvare a primo ascolto.
Si parla di un amore che nasce da un’amicizia e che fa paura. Trasformare qualcosa di puro come l’amicizia in amore può essere un pericolo e potrebbe distruggere un rapporto.
Per questo motivo, infatti, l’amore resta immaginario e non diventa mai reale anche perché di mezzo c’è il terzo incomodo che rovina i piani e, guarda caso, il terzo è sempre la brutta persona da cui andare via. Tutto molto scontato.
Andrà bene in radio e sui social? Probabile, è quella roba lì.
FRASE: “E’ inutile che perdi il tempo consumandoti quegli occhi così belli piangendo per quel bastardo”
★★★★★½
5½
Elettra Lamborghini – VOILÀ
Elettra Lamborghini che fa Elettra Lamborghini, chi l’avrebbe mai detto. Inaspettato proprio… C’è anche l’ormai famosissimo e immancabile “elettraaaa, elettra lamborghiniiiii”, topline capace di superare anche quella ancora più storica “Yo, Baby K”.
A parte gli scherzi, non aspettatevi nulla più o nulla meno rispetto ciò che immaginate perché parliamo di un brano popdance che ha come unico obiettivo quello di far ballare e dare ritmo, attraverso citazioni (testuali e non musicali) alla Carrà, a Ballando con Le Stelle ma anche a Nessun Dorma.
Una di quelle che potrebbe diventare una hit clamorosa fuori dal festival ma che in gara, se nutriamo un po’ di rispetto per quel palco, diciamo che non va a fare granché.
FRASE: “E allora viva viva viva la Carrà, ballare e poi finire giù per terra. Viva l’amore amore amore che si fa”
★★★★★
5
Enrico Nigiotti – OGNI VOLTA CHE NON SO VOLARE
Il Nigio torna a Sanremo con un brano ‘alla Nigiotti’, una ballatona in cui il focus è la crescita e il viaggio della vita. Questa canzone è bellissima, scritta anche con Pacifico (e si sente), dove Nigiotti mette in gioco se stesso e le proprie fragilità umane.
Nigiotti sceglie di porre l’accento sull’atmosfera, sugli accordi che creano empatia nelle orecchie dell’ascoltatore e lo fa con un brano che diventa lo specchio riflesso del pensiero di un uomo maturo che lascia da parte i sogni per concentrarsi sulla realtà.
Uno di quei brani che diventano difficili da imparare a memoria subito ma che ti lascia comunque qualcosa dentro, una traccia importante che squarcia il pensiero e l’anima.
FRASE: “Specchio forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà, e c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità”
★★★★★★★
7
Ermal Meta – STELLA STELLINA
Ermal Meta torna a Sanremo e sorprende con ritmi e suoni che provengono dal mondo arabo, non un mondo usuale per i suoi ascoltatori e per il pubblico in generale ma che, proprio per questo, colpisce.
La sezione ritmica è quella dell’afrobeat, ci sono strumenti orientali e ci si immerge in quel mondo, per l’appunto, medio orientale che fa da sfondo al racconto di questa storia legata a una bambina, “figlia di nessuno” in “una terra che non ci vuole” e che “ha vissuto solo un giorno”.
Non ci sono riferimenti diretti alla situazione palestinese ma sembra essere stata costruita per parlare di temi provenienti da quelle parti lì. Molto bella, originale e intensa, una delle pochissime di questa edizione con un tema reale e attuale.
FRASE: “Figlia di nessuno, melodia di un canto quello della gente che ti ha amata tanto. Oh, mia bambina, la notte è nera nera la rabbia e la preghiera non basteranno più”
★★★★★★★
7
Fedez & Masini – MALE NECESSARIO
La ballad di Fedez e Masini arriva inaspettata e suona molto bene nelle orecchie, soprattutto grazie al ritornello di Marco Masini che fa capire come si deve (dovrebbe) cantare.
Fedez parla del suo passato, di nuovo, lanciando anche delle frecciatine niente male (“ci si dimentica che Giuda se la faceva con gente per bene”) e facendo rap vero, belle barre scritte con consapevolezza.
Marco Masini canta solo nei ritornelli, lo scheletro è di Fedez e l’equilibrio funziona molto bene, quella che sembrava una scelta inizialmente stravagante risulta essere centrata.
E’ una power ballad che farà parlare e piacerà moltissimo, è vincente già dal primo ascolto.
FRASE: “La gente pudica giudica, che brutta gente che frequenta Fedez ma ci si dimentica che Giuda se la faceva con gente per bene”
★★★★★★★½
7½
Francesco Renga – IL MEGLIO DI ME
Uno dei (pochi) brani scritti da tantissime persone, 6 in totale, per raccontare il bilancio personale di una persona adulta che ha sbagliato e ha capito, dalle cicatrici che si porta dentro, come risollevarsi pensando semplicemente che gli errori capitano.
Power ballad come mille altre, nulla di clamoroso o memorabile all’orizzonte, impostata per cercare di sfruttare al meglio la grande estensione vocale di Renga.
Non una di quelle che lascerà il segno a lungo termine ma che, di certo, nobilità Francesco Renga dopo un paio di partecipazioni degli anni scorsi non proprio esaltanti.
FRASE: “Sai sono ritornato là dove le paure nascono, non scapperò come ho sempre fatto”
★★★★★
5
Fulminacci – STUPIDA SFORTUNA
Cantautorato pop alla Fulminacci ma, soprattutto, alla romana. Esiste una scena cantautorale romana che fa questo genere da tanto tempo (dei ‘nuovi’ prendete Franco126, per farvi capire). E’ diventato un suono riconoscibile e identitaria di un’intera categoria, incluso lo stesso Fulminacci che resta nel suo.
Il testo è semplice, non ci sono ghirigori o frasi memorabili. Il tema è l’amore finito, come in molti altri casi, dunque anche qui non si gioca su un terreno nuovo o innovativo né nella formula né nella struttura.
Anche qui, non brutta come canzone ma una di quelle che passa e non te ne accorgi.
FRASE: “Stupida stupida stupida sfortuna, tu come stai gelida gelida gelida paura?”
★★★★★★
6
J-Ax – ITALIA STARTER PACK
Il country a Sanremo non era stato preso in considerazione e, invece, eccolo qui. E’ proprio country, non c’è ombra di dubbio, ed è una di quelle cose che l’Italia non ha mai capito più di tanto musicalmente ma che, in questa salsa, può conquistare i cuori degli ascoltatori.
Si parla dei difetti dell’Italia e degli italiani, dall’eccessivo campanilismo alle proteste fatte per motivi futili e che escludono robe importanti come, per esempio, gli stipendi adeguati.
Cornetti, caffè, furberie, mammoni, le caratteristiche tipiche raccontate all’estero del nostro Paese. Il brano fa ballare, ha ritmo e farà un buon festival. Resta il dubbio sul genere musicale scelto ma la risposta scioglierà ogni nodo.
FRASE: “Sto Paese è come la precedenza, e solo di chi se la prende, non è mai di chi ce l’ha…”
★★★★★★
6
LDA & Aka 7even – POESIE CLANDESTINE
Due ragazzi che volevano divertirsi a Sanremo con una canzone da ballare, nulla più. C’è il reggaeton anche per loro, molto Gigi D’Alessio old style come atmosfera.
E’ un caso che da Napoli i due progetti più giovani in gara abbiano portato il reggaeton o possiamo dire che sia un genere ‘territoriale’ quest’anno? Difficile da dirsi ma così è, da Napoli sono arrivate solo canzoni uptempo (escluso Luchè) che vogliono portare ritmo e allegria.
Per quanto riguarda il significato del brano, parla d’amore ma non in modo semplice. Sembra uno di quegli amori davvero tanto strani ma perché il testo è un po’ confusionario nella sua forma e struttura.
Il problema di questo brano non è tanto che sia uptempo, quanto che sia “italoamericano, dammi un bacio su un taxi cabrio”. Riproposizione di Serena Brancale nel 2026 e no, non è il massimo.
FRASE: “Cosa c’è tra la vita e la morte, se non un paradiso di colpe. Siamo anime in preda alla sorte”
★★★★½
4½
Leo Gassmann – NATURALE
Ballad che inizia con la voce roca di Leo Gassmann e che continua così per tutta la durata del brano. Sfumature jazz per un brano che racconta un amore finito, messo giù con frasi abbastanza banali.
Non una di quelle che potremmo definire ‘memorabile’. Diciamo che si lascia ascoltare in mezzo a una playlist qualsiasi di canzoni italiane a primo ascolto e impatto ma nulla di incredibile.
FRASE: “Ci siamo trovati, lasciati e poi ritrovati con altri, riempiti di baci che mi sembravano schiaffi”
★★★★★
5
Levante – SEI TU
Per come l’aveva presentata, questa sembrava una ballad memorabile e d’altri tempi. Siamo davanti a una power ballad in questo caso e, anche in questo caso, si parla di amore tra due persone. Non è chiaro se l’amore sia per un adulto, per un figlio o una figlia, un amore che si traduce in forte amicizia.
E’ il racconto di questo amore che rende forti, che arricchisce. Musicalmente parlando c’è un acuto alla fine con cui Levante strapperà senza dubbio gli applausi del pubblico e che permette di capire quanto, tecnicamente, sia validissima.
FRASE: “Ah se potessi vestire la mia pelle, vibrare del mio suono, sapresti perché non ho mai trovato il modo per spiegare cos’è l’amore”
★★★★★★
6
Luchè – LABIRINTO
La canzone è in italiano, non in napoletano come qualcuno aveva detto sui social.
Per quel che riguarda testo e musica, immaginate una classica base rap dove Luchè prova a cantarci sopra, nel ritornello, mentre le strofe sono raccontate e il tema è quello che ci si poteva aspettare: le difficoltà dell’essere cresciuto in un luogo difficile e, nonostante questo, essere riuscito a trovare la via d’uscita dal buio per andare verso la luce. Il problema è che appare molto pieno di sé.
Una quantità di autotune difficilmente calcolabile, Luchè sembra senza voce ma probabilmente è un effetto voluto per sottolineare la rabbia e la stanchezza di un viaggio di vita molto complicato da gestire. Un effetto che, però, risulta disturbante e non adatto a quel palco.
Quello che risalta più di tutto è un essere eccessivamente pieni di sé e sottolineare la propria forza di fronte droga, brutte strade, odio, botte varie. Questa canzone è, a tutti gli effetti, una prova di forza. Tutto troppo o tutto troppo poco, manca un senso di equilibrio che sarebbe stato necessario.
FRASE: “Non conta l’ego, contano i concetti. Nessuno l’ha capito. Competiamo con noi stessi”
★★★★
4
Malika Ayane – ANIMALI NOTTURNI
Ritmo funky anni 70 che inizia con un ululato (davvero) che subito cattura, molto coinvolgente con anche un ritornello di grande impatto.
L’ululato diventa un tratto distintivo anche durante l’inizio delle altre strofe, un sample ben calibrato che non diventa cringe o fuoriluogo.
Merk and Kremont hanno lavorato bene sui suoni e sulla produzione, andrà benissimo in radio anche grazie al significato del brano stesso che è legato alle relazioni che vivono nell’ombra.
Si parla di Farà ballare e appassionare, ottimo ritorno in gara.
FRASE: “Sai potrei svegliarmi con te ogni mattina e guardare l’alba come fosse la prima”
★★★★★★½
6½
Mara Sattei – LE COSE CHE NON SAI DI ME
Sara Mattei torna in gara con una ballad, scritta sola e musicata dal futuro marito e dal fratello (ThaSup). E’ cresciuta, si sente e si avverte che artisticamente c’è stata una maturazione importante.
Canzone con uno sviluppo in crescita e in apertura dalla seconda strofa in poi, con il graduale inserimento di una sezione ritmica e di vari strumenti orchestrali che rendono il brano più ricco ma non confusionario.
Classica canzone sanremese, ottima scelta anche parlare di se stessa e del rapporto con il futuro marito. Questo è, una canzone d’amore ottimista.
FRASE: “Tutte le notti a dirsi le cose che non sai di me, la voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine”
★★★★★★½
6½
Maria Antonietta & Colombre – LA FELICITÀ E BASTA
I nuovi ComaCose dopo i ComaCose con un brano pop in cui parlano della forza che la condivisione dell’amore crea in due persone.
In due si possono “fare le rapine”, si può prendere in mano la felicità e farla crescere, abbassare le ansie date dal dovere rispettare delle aspettative random, si possono fare mille cose sapendo di potere contare l’uno sull’altra e viceversa.
Il brano è uno di quelli che può piacere molto. In ottica gara può tranquillamente stare a metà classifica.
FRASE: “e’ più facile se siamo insieme, mi difendo molto meglio dalle ansie paseggere”
★★★★★★
6
Michele Bravi – PRIMA O POI
Michele Bravi è triste, lo sappiamo noi e lo sa lui a tal punto da scherzarci sù molto spesso. In questo caso la tristezza assume i panni di una ballad in cui si parla di mancanza, di quella persona che anche dopo anni non smette di far parte dei nostri pensieri.
Una canzone che si arricchisce grazie al suono della sezione orchestrale a riempire e creare la giusta atmosfera a questo brano suonato in maggiore, cosa strana data la natura del sentimento.
Magari non vincerà ma la sua canzone avrà un forte impatto negli ascolti delle persone che hanno bisogno esattamente di questa cosa qui e lui è l’unico in grado di saperla dare molto bene.
FRASE: “Scorrere le foto fino all’infinito e ridere da solo, pensa tu che scemo, e in fondo ancora ci spero”
★★★★★★★
7
Nayt – PRIMA CHE
Come solito per Nayt, una canzone che va oltre la semplice lettura del testo. Qui bisogna andare oltre, bisogna leggere tra le righe di questa canzone dal ritmo cadenzato che va nel terreno del pop rap in salsa sanremese.
Anche in questo caso si riflette molto su noi stessi, sul mondo che ci circonda, sul fermarsi e pensarci bene prima di fare qualcosa. A primo impatto canzone molto strana ma nel senso buono del termine.
Bisogna darsi tempo per capirla, sembra un po’ lo stesso discorso fatto per Rkomi lo scorso anno. A primo impatto appare strana ma poi, poco a poco, arriva e si capisce.
FRASE: “Prima di farmi domande, per del giusto e sbagliato, io chi sono, chi sei te?”
★★★★★★½
6½
Patty Pravo – OPERA
Canzone scritta da Giovanni Caccamo, ballatona che inizia con un pianoforte molto dolce e che apre nel ritornello con una batteria e una chitarra elettrica ad accompagnare una sezione d’archi che rendono il brano molto arioso, accompagnando bene la voce della sua interprete.
Patty Pravo è musa ispiratrice e lo sa, lo dice, lo canta. Una canzone che le rende tanta giustizia e che la racconta appieno.
FRASE: “Nella vanità io sono Musa, colore tagliente e poi Opera”
★★★★★★½
6½
Raf – ORA E PER SEMPRE
Immaginate una canzone melodica italiana suonata dall’orchestra di Sanremo, una classica canzone sanremese vecchio stile dove si parla d’amore eterno e di resistenza di questo sentimento nel corso del tempo.
Una canzone bella, su questo non ci piove, ma che profuma di ‘vecchio stile’ e che, di conseguenza, può trovare appoggio e supporto in una parte di pubblico specifica ma nulla più.
Non viene voglia di ascoltarla più volte, per quanto (lo ribadiamo) non sia per nulla una brutta canzone. E’ una di quelle che ascolti, dici “ok, bene” e passi avanti in serenità.
FRASE: “E tu sei sempre la più bella, il tempo ti sta una meraviglia, e ogni segno sulla pelle parla di te”
★★★★★½
5½
Sal Da Vinci – PER SEMPRE SI
La canzone meme di quest’anno, con il massimo rispetto.
Prendete una base classica di una qualsiasi canzone neomelodica, unitela a Rossetto e Caffè, aumentate un po’ i bpm ed ecco qui la canzone che piacerà tantissimo alle mamme e alle nonne affezionate a Gigi D’Alessio e a tutto quel mondo melodico o neomelodico con accenni di anni 80.
Si parla di matrimonio, preparatevi a sentirla come sottofondo nei programmi di Real Time. Matrimonio a Prima Vista o Il Castello delle Cerimonie sono dietro l’angolo, sarà un successone sui social e in streaming ma brutta è brutta.
FRASE: “Sì soltanto sì, per questi giorni e mille altri ancora un semplice sì, l’eternità è dentro una parola”
★★★★
4
Samurai Jay – OSSESSIONE
Diciamo che se volessimo sintetizzare la spiegazione di questa canzone, Sanremo non è per nulla il posto adatto. Attenzione, non è brutta, è solo fuori dal proprio habitat ed è fondamentalmente inutile.
Canzone estiva, classica canzone inutile estiva che finirà nel calderone delle canzoni estive quando arriverà il momento ma nulla di incredibile o entusiasmante da sottolineare.
Probabilmente è stata scelta per mettere un po’ di ritmo a un’edizione piena di ballad e di amore, sarà una di quelle con la coda più lunga, preparatevi a sentirla fino alla fine del 2026 con record su record in streaming. La domanda è solo una: ma cosa c’entra a Sanremo?
FRASE: “Andale andale, scatta un po’ di foto e poi mandale”
★★★
3
Sayf – TU MI PIACI TANTO
Uptempo inaspettata da parte di Sayf, non c’è rap come da iniziali previsioni e una riflessione sull’Italia molto forte. Un’Italia che piace a Sayf, c’è questo “tu mi piaci tanto” che ripete di continuo ma, nonostante ciò, non dimentica di sottolineare i problemi che questo Paese si porta dietro da sempre.
Il ritmo, la sezione ritmica, è molto simile a quella di Rosa Chemical e di Made in Italy ma sono due canzoni completamente diverse. Giusto per far capire il ritmo, nient’altro.
FRASE: “Tu figlio di un muratore, l’Emilia che si allaga, e la Liguria pure e intanto che si ride e che si fa l’amore le tue tasse vanno spese in un hotel a ore”
★★★★★★★
7
Serena Brancale – QUI CON ME
E’ tornata la Brancale dei vecchi tempi, quella del Blue Note, quella del jazz, quella che ha il mestiere per le mani da sempre e che è stata costretta a metterlo in un cassetto in questi anni perché l’Italia è quel Paese dove chi sa cantare e ha qualità, spesso, non viene considerato. Appena arriva Baccalà, boom e si esplode.
Magari tornerà a fare quelle robe virali, da classifica, ma c’era un grande, enorme bisogno della Brancale enorme artista da enormi canzoni.
Una canzone meravigliosa, la vittoria se la dovrebbe giocare senza ombra di dubbio ma, lo sappiamo, il pubblico italiano è molto strano nelle valutazioni quindi capiremo. La standing ovation all’Ariston arriverà senza dubbio.
FRASE: “scalerei la terra e il cielo, anche l’universo intero, per averti qui con me”
★★★★★★★★
8
Tommaso Paradiso – I ROMANTICI
Ballad dedicata alla figlia. Classica canzone alla Tommaso Paradiso, puro itpop che in radio farà molto ma molto bene. E’ una riflessione sugli errori del passato da non ripetere con la nuova generazione.
Ma attenzione perché questi errori vengono commessi ancora oggi, dunque non c’è ancora un risvolto positivo ma, nonostante tutto, l’amore vince e gli errori acquisiscono il peso giusto che devono avere all’interno di una relazione, se parliamo di errori da cui si può trarre un insegnamento.
Non una di quelle che cambia la storia ma una di quelle che a Sanremo può fare veramente bene.
FRASE: “Spero mia figlia sia uguale a sua madre, bellissima che non so come fa”
★★★★★★½
6½
Tredici Pietro – UOMO CHE CADE
E’ il turno dell’R&B, come da previsioni, che però si trasforma in canzone classica pop nel ritornello. Si fondono molto bene rap, r&b e pop e questo rientra tutto perfettamente nelle competenze e nel sound che Tredici Pietro ha fatto ascoltare in questo periodo, specialmente nel suo ultimo album in ordine di tempo pubblicato.
Nonostante la presenza di Antonio Di Martino alla scrittura, non aspettatevi nulla di irriverente come succedeva con Colapesce, si parla di un uomo che vive la pesantezza dei sentimenti e della vita. C’è tanta fragilità e tanta voglia di risalire da momenti di calo emotivo e vitale.
Molto carina, specialmente per le radio.
FRASE: “Chiudimi la porta in faccia se rivedermi piangere un po’ ti rilassa”
★★★★★★★
7
Quanto AMI Ditonellapiaga?
Qui voti Ditonellapiaga come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.
Il tuo voto entra in AMI Charts, la classifica degli artisti votata dai lettori, che esce ogni sabato.






