Federico Zampaglione denuncia i finti sold out: “Così distruggono artisti e carriere”
Una sceneggiatura amara svela il sistema che riempie i concerti di cui si sta occupando anche Selvaggia Lucarelli.
di La Mosca Tze Tze (Disturbo della quiete pubblica) · (ultimo aggiornamento il )

“Solletica l’ego di qualcuno, meglio se ingenuo o megalomane, e poi… mangiaci sopra a vita”. Così scriveva qualche giorno fa Federico Zampaglione, voce e penna dei Tiromancino, in un lungo post su Facebook che ha riportato al centro della conversazione uno dei grandi non detti della musica dal vivo: i finti sold out.
Ne avevamo parlato anche noi, mesi fa, in un articolo tra il satirico e il documentato, elencando casi concreti di sconti oltre il 60% su biglietti di concerti annunciati come trionfi. Se ve lo siete perso, lo trovate qui.
Andiamo a scoprire cosa ha scritto Federico Zampaglione, parole che trovano poi conferma nella lucidissima, ne parleremo presto, inchiesta di Selvaggia Lucarelli.
Il racconto di Zampaglione: quando l’ufficio stampa annuncia il miracolo
Federico Zampaglione lo chiama “una sceneggiatura”. Una conversazione ipotetica – ma fin troppo realistica – tra un giovane artista e il promoter che lo convince a puntare agli stadi dopo un singolo virale. I biglietti? «Li regaliamo. Con la spesa. Ai dipendenti delle banche. Li spargiamo nei locali. Facciamo retate con gli influencer». Ma il costo di tutto questo lo paga l’artista. Letteralmente.
L’obiettivo non è l’incasso, ma l’immagine. La narrazione. Il miracolo in prima pagina: “Tour sold out!” Anche se il prato è pieno solo perché qualcuno, da qualche parte, ha ricevuto un coupon aziendale con lo sconto del 70%.
Contratti capestro e controllo totale: “Ora fai solo quello che ti dico io”
Nel racconto di Zampaglione, il giovane artista accetta pur di non “perdere la faccia”. Ed è lì che si consuma il vero flop: non quello davanti al pubblico, ma quello dietro le quinte. «Da questo momento in poi – scrive – tu fai solo quello che ti dico io. E tutto ciò che guadagni per un buon 85% è mio».
Un contratto che non prevede libertà di movimento, ma solo recupero crediti. E intanto l’artista, per onorare il debito, canta ovunque: convention, eventi brandizzati, format TV, qualsiasi cosa purché serva a rientrare. Non c’è fallimento, perché è l’artista a pagare sempre.
Il bluff è sistemico. E chi lo racconta perde qualcosa
Il sistema dei finti sold out non è nuovo, e non è segreto. Ma parlarne apertamente è raro. Farlo da dentro – come ha fatto Federico Zampaglione – è quasi un atto di sabotaggio. In un’industria dove tutto deve sembrare successo, dire la verità è il gesto più radicale che si possa compiere.
La nostra Mosca aveva già raccolto una lunga lista di concerti riempiti a suon di sconti e convenzioni, da Zucchero ai Negramaro, passando per Fiorella Mannoia, RengaNek e Il Volo. Ma allora era satira. Oggi è cronaca. Oggi è un artista a confermarlo.
Un sistema che continua a suonare, anche se stonato
Nel frattempo, i Tiromancino sono partiti con il La descrizione di un viaggio Tour25, omaggio ai 25 anni di un disco che li ha segnati. Ma Zampaglione guarda anche al futuro degli altri: «Questo post non è riferito a nessuno in particolare, ma a un’abitudine che da anni sta distruggendo il meccanismo dei concerti».
E la domanda resta. La stessa che ci facevamo lo scorso ottobre: quali concerti fanno davvero sold out?
La Mosca Tzè Tzè
(PS: a proposito… l’inchiesta di Selvaggia Lucarelli dice le stesse cose. Solo con meno zzz.)
Quanto AMI Cristina?
Qui voti Cristina Scuccia come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.
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