Pagelle nuovi singoli 9 gennaio: Ultimo bene, Santoianni è un big, Tiziano Ferro pubblica la hit dell’album
Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno



New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 9 gennaio 2026 (con qualche recupero delle scorse settimane), a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.
Torna Ultimo, arriva Guè con un singolo estratto dal nuovo album, vengono estratti nuovi singoli dagli album di Giorgia e Tiziano, il fenomeno Soltero e molto altro ancora in questa nuova settimana.
All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.
Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.
NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 9 gennaio 2026
I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
GIORGIA – CORPI CELESTI
La melodia del nuovo singolo di Giorgia, estratto dal fortunato album G, sembrerebbe quella di Diamonds di Rihanna, così come sembrerebbe fotocopiata la progressione armonica lungo tutta la durata del brano, oltre alla sezione ritmica.
Insomma, dal punto di vista musicale siamo di fronte a un brano non originale ma molti diranno che non sia così perché cambia la tonalità. Il brano di Giorgia è in Si minore mentre Diamonds è in Fa diesis minore quindi a un orecchio distratto o non avvezzo alla materia sembrano due canzoni diverse.
E’ un problema che riscontriamo in larga parte della musica italiana da, ormai, qualche anno a questa parte ma non è questa la sede per parlare del tema, approfondiremo in altri articoli o editoriali.
Passando al resto, testo e interpretazione dunque, è innegabile che Giorgia abbia messo la giusta intenzione in questo brano scritto per lei da Alex Vella, Federica Abbate e e Cripo dunque su di lei, come sempre, c’è poco da dire se non sottolineare che sia sempre una spanna sopra a tutti.
Per quanto riguarda il testo, come il 90% dei brani pop odierni non ha dei picchi letterari o robe simili. E’ un buon testo per una buona canzone pop da radio che verrà memorizzata molto facilmente dagli ascoltatori, dunque ci muoviamo su due terreni che a un certo punto si incontrano: originalità davvero scarna da un lato, efficacia radiofonica e immediatezza dall’altro.
Contando tutto, dire che il brano sia insufficiente sarebbe davvero azzardato quindi eccoci in questa sezione e anche con convinzione ma ci muoviamo con la consapevolezza di non essere di fronte a un brano memorabile come altri del passato, anche recente, di Giorgia.
★★★★★★½
6½
LEONARDO DE ANDREIS – SOLTERO
Davvero vogliamo commentare la rivincita improvvisa di questo ragazzo? C’è poco da dire, ha vinto tutto ciò che si poteva vincere con una canzone semplice, anche qui poco originale (la progressione armonica è quella di Just The Two Of Us e ricorda anche Calma e Sangue Freddo di Luca Dirisio nel ritornello), che ha saputo intercettare l’emotività del periodo a cavallo tra natale e capodanno.
Il timing è stato il fulcro della buona riuscita di questa canzone che basa tutta la sua forza sul ritornello, con questa “io rimango soltero (single)” che ha fatto breccia nel cuore di tutti i single d’Italia che si sono ritrovati a rispondere alle domande fastidiose dei parenti durante il cenone o il pranzo di Natale.
Non c’è molto altro da aggiungere, se non che esplosioni così repentine molto spesso restano casi isolati senza nessun follow up ma ci auguriamo che, almeno questa volta, la qualità e la tenacia di questo ragazzo possano avere la meglio sul nulla giornaliero che viene proposto dall’algoritmo di TikTok.
★★★★★★½
6½
TIZIANO FERRO – SONO UN GRANDE
La title track dell’ultimo album di TZN è anche quella che apre il progetto e che fa capire subito con chi si avrà a che fare nei successivi 35 minuti di ascolto.
Un uomo maturo che analizza i suoi sbagli, le sue cadute e i disastri della sua relazione ma che, nonostante tutto questo, trova la forza di rialzarsi.
Indubbiamente tra le migliori tre tracce dell’album, sicuramente meglio di Fingo&Spingo e sullo stesso livello, forse qualcosina di più, di Cuore Rotto. La verità e la schiettezza del racconto servono a restituire un Tiziano di livello e questo gioca a suo favore ormai da settimane.
★★★★★★½
6½
GEOLIER FEAT 50 CENT – PHANTOM
Due pesi massimi del rap, uno italiano e uno mondiale, si incontrano per fare hip hop di inizi anni 2000 con un’impronta quasi più americana che italiana.
Si potrebbe dire che a guadagnarne sia Geolier ma, in realtà, non c’è nessuno dei due che ne guadagna più dell’altro da questa collab, sono esattamente allo stesso livello (ed è alto).
50 Cent sembra quello dei tempi d’oro, nonostante adesso sembri più il suo commercialista per come va in giro, e Geolier fa capire ancora una volta come si deve fare rap in un certo modo.
Questo brano ha tutto quello che serve per essere un gran bel brano hip hop, per fortuna.
★★★★★★★½
7½
FAUSTO LAMA – A TANTO COSì
E’ tornato Coma senza Cose, il buon Fausto Lama che riappare da solista dopo più di dieci anni ma non con lo pseudonimo Edipo, quello usato fino al 2015.
La fine del matrimonio con California, l’altra parte dell’ormai ex duo, è stata metabolizzata ormai da tempo e questa canzone sembra essere stata scritta proprio per mettere la parola “fine” al flusso di pensieri che ne sono derivati.
Canzone pop dance, sulla falsariga di Cuoricini, che poteva mettere un po’ di paura per la sua buona riuscita senza la parte femminile ma che, invece, a dispetto delle previsioni nefaste è molto carina.
Sembra quasi come sentire ancora i CC nei momenti felici. Certo, manca quel senso di completezza dato dal dualismo vincente dei due ex ma funziona, anche piuttosto bene.
Fausto Lama è “a tanto così” dal riuscire a ingranare da solo, questo è solo l’inizio e speriamo riesca.
★★★★★★★
7
ULTIMO – ACQUARIO
Se questa canzone l’avesse fatta Pino Scacciapepe da Canicattì (nome inventato, ndr) non ne avrebbe parlato neanche sua madre, nessuno l’avrebbe considerata e, anzi, nel caso in cui qualcuno fosse arrivato a conoscerla avrebbe detto che sembra la versione accelerata di Dalla Pelle al Cuore di Venditti, scartandola a priori.
Siccome l’ha fatta Ultimo, eccoci qui a raccontare della solita canzone pop di Ultimo che piacerà tantissimo ai suoi fan e che farà quasi ribrezzo alla controparte che non lo sopporta per partito preso.
Cosa dire di più di una canzone che va solo ad aggiungersi allo stuolo, ormai infinito, di canzoni di questo neo-trentenne dal successo fuori dall’ordinario e con migliaia di persone pronte a sostenerlo fino alla morte? In realtà poco, perché di elementi innovativi o diversi dal solito non ce ne sono.
Al di là di tutto, però, l’onestà intellettuale deve sempre prevalere e, per onestà, bisogna dire anche che se le radio italiane dovessero decidere di non trasmettere questo pezzo (cartolina digitale ricevuta alle 23:59, quindi è un singolo a tutti gli effetti) farebbero un errore madornale.
Il brano è perfetto per le radio, non ci sono scorciatoie, e se non lo si passasse sarebbe anche difficile spiegarlo agli ascoltatori dato che, molto spesso, in programmazione nelle radio commerciali ci sono canzoni dieci, cento, mille volte più inutili e qualitativamente scadenti.
Poche storie, può essere (e lo è) il solito brano di Ultimo che nulla toglie e nulla aggiunge alla sua carriera, su cui si può dire ben poco, ma è oggettivamente una hit.
★★★★★★★
7
DAIANA LOU – MEDUSA
Si prende spunto dalla leggenda di Medusa e da lì si parte con il racconto di una donna disillusa e sola che non viene avvicinata da nessuno.
Una storia triste che, tra l’altro, viene narrata benissimo anche grazie alla base coinvolgente, in minore, un po’ alla Rappresentante di Lista. Daiana lou sembra molto Veronica Lucchesi in questa occasione.
C’è una crescita interna nel brano, come uno stato emotivo che parte quasi rassegnato e che, dalla rassegnazione, si evolve in un moto rabbioso che porta la stessa cantante quasi a lanciare in faccia all’ascoltatore le parole e le frasi che pronuncia.
Una rabbia che arriva dritta e chiara e che permette al brano di vivere lungo tutta la propria durata senza stacchi d’attenzione e questa è una cosa rara, al giorno d’oggi, nella musica italiana.
★★★★★★★
7
PAGELLE NUOVI SINGOLI 9 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI
COMEILMIELE – KILL BILL
C’è qualcosa di strano in questa canzone, quasi come fosse ‘sporca’ all’ascolto ed è difficile da spiegare perché il brano vuole cercare di avvicinarsi al pop-punk, dunque essere sporco nei suoni è una caratteristica del genere.
Questo, però, non può giustificare il fatto che durante tutta la seconda parte del brano la voce venga oscurata dalla base o che, all’inizio, la registrazione sembra essere stata fatta con un microfono di bassa qualità (e non di proposito) senza una lavorazione adeguata in post.
Per quanto riguarda la base, si poteva spingere sull’acceleratore soprattutto con le percussioni perché il problema maggiore sta nella ripetitività. Sembra che tutto resti immutato e non cambi mai dall’inizio alla fine, quasi in loop, e l’assolo di chitarra non aggiusta le cose ma le fa percepire più confusionarie.
Del tipo “stiamo facendo punk, mettiamoci l’assolo che nel genere ci sta”. Non sto dicendo che sia andata così ma, ascoltando il brano, sembrerebbe quasi di sì per mancanza di idee nello sviluppo del brano.
Si poteva lavorare meglio questa canzone sotto molti aspetti. Testo e voce della cantante fanno risalire il voto di un punto ma, anche qui, c’è bisogno di più cazzimma e più grinta se si vuole fare questo genere. Una voce pop prestata al punk può starci, certo, ma l’intenzione nell’esposizione diventa vitale e qui ci voleva quel qualcosa in più che è mancato.
★★★★★
5
GIUSY FERRERI – MUSICA CLASSICA
Giusy Ferreri è l’esempio della confusione che non dovrebbe esistere nella musica italiana.
Aveva annunciato la partenza di un progetto collettivo, la superband Bloom, che doveva permetterle di sfogare la propria anima rock e che sembra essere sparito dopo solo un album di scarso successo commerciale, fatto due anni fa, e adesso torna solista con un singolo che sembra uscito dai cassetti di Federico Zampaglione chiuso dai primi anni 2000.
Qui non si tratta di evolvere il proprio suono ma di avere le idee chiare e sono anni che, almeno per il grande pubblico, Giusy Ferreri sembra invece essere avvolta da un’anatema che non le permette di avere nessuna idea specifica.
Un giorno è rock, il giorno prima faceva i tormentoni, oggi è pop, domani cosa sarà? Attenzione, essere eclettici non è un male anzi è una grande ricchezza ma bisogna esserlo con cognizione e con uno storytelling che permetta all’ascoltatore di capire cosa succeda.
Non ragionate da fan, ragionate da pubblico generalista che è quello a cui si è sempre rivolta la Ferreri e che non si informa più di tanto: per loro, che sono la stragrande maggioranza, Giusy Ferreri è quella dei tormentoni estivi e del megafono a Sanremo che l’ha trasformata, suo malgrado (e noi ci dissociamo categoricamente), in un meme.
Ritrovarla così è spiazzante, bisogna lavorare di storytelling forte ma sembra che questo racconto non esista. Si buttano fuori canzoni come questa Musica Classica e come va, va.
Progetto confusionario, al momento, che difficilmente porterà frutti ma l’augurio è quello di un errore di valutazione e che la canzone diventi una megahit che le permetta di rilanciare le proprie ambizioni.
★★★★★
5
KID YUGI FEAT ANNA – PUSH IT
Cosa è successo a Kid Yugi? Perché si è lasciato corrompere dal mercato con questo brano così tanto basico e fuori dai suoi canoni?
Push It è una canzone perfetta per Anna, robetta da 15 secondi per i social e specialmente per TikTok da dimenticare dopo due settimane, ma sbagliatissima per Yugi, raccontato da tutti (incluso il sottoscritto) come il più grande talento del rap di nuova generazione.
Se questo è l’incipit di un album commerciale, all’opposto de I Nomi Del Diavolo che era molto molto bello, non possiamo sperare di navigare in acque tranquille. Sinceramente c’è poco da aggiungere, il brano è brutto e serve solo a titillare l’hype dei ragazzini ma nulla più.
★★★
3
NIKY SAVAGE – TIMMY TURNER
“AURA” direbbero i fan di Patrizio Official, “gasa” direbbero i quindicenni su TikTok, “è la stessa solfa di sempre, senza senso e senza motivo di esistere” dice Alvise Salerno.
A cosa serve questa roba? A chi serve? Cosa ci racconta? Cosa vuole dire? Il riferimento a Timmy Turner dei Fantagenitori è stato inserito a quale scopo? Cosa cambia rispetto ad altre canzoni di questo genere, dove sta la novità?
“Eh ma non ci deve sempre essere la novità” disse chi si fa andare bene tutto perché nella propria vita ha ascoltato due artisti in croce e non conosce la differenza tra D’Angelo e Nino D’Angelo.
Questa canzone non serve a nulla, non gasa, non si capisce e occupa solo spazio nei server che potrebbe essere occupato da chi ha qualcosa da raccontare.
Non ci siamo, ma proprio no.
★★★
3
GUE’ – LOQUITO
E’ difficile capire il perché Gué venga considerato il numero uno del rap italiano insieme a Marracash, considerando che per l’ennesima volta ha pubblicato una canzone che ha solo due cose buone: il flow e l’idea di mettere la voce della figlia. Per il resto è una canzone dove si flexano costantemente cose a caso.
Sarà l’ennesimo album che andrà al N1 in classifica su Spotify e nella classifica Fimi, spinto dagli streaming di canzoni come questa solo perché è Guè ma se fossimo di fronte un rapper qualsiasi, stesso testo e stessa base, non arriverebbe neanche in Top 400.
Lo status fa tutto ma queste sono pagelle basate sulla canzone, non sui nomi, e questa canzone non è bella.
★★★★
4
MIETTA – PER AVERE ME
Il voto di questa canzone è tutto per il testo, meraviglioso a dir poco. Canzone autobiografica e si capisce dal riferimento ad Almeno Tu Nell’Universo che davvero ha rischiato di cantare. Aneddoto bellissimo, tra l’altro, che la stessa Mietta ha raccontato in passato.
Perché, dunque, questa canzone è in questa categoria? Motivo semplicissimo: Mietta ha uno status gigantesco e merita di cantare questi testi su delle basi diverse. Questa, nello specifico, sembra una qualsiasi produzione che potrebbe ricevere una giovane cantante pop copia e incolla come tante ne stiamo vedendo in questi anni.
Immaginate la stessa melodia ma più rallentata, magari orchestrale, con una sezione d’archi e senza sezione ritmica e percussioni. Divina. Così, invece, sembra quasi omologata alle produzioni standard, di massa e perde tantissima potenza di fuoco.
Spero e mi auguro, quasi egoisticamente, che questo suggerimento venga accolto perché sia Mietta alla voce (intenzione, interpretazione stupenda) che il testo potrebbero davvero giovarne tanto.
★★★★★½
5½
BERNA – DIMENTICARE IL TUO NOME
Classica canzone pop melodica italiana con la stessa struttura di mille altre canzoni che ascoltiamo ogni singolo venerdì. Bello il timbro di Berna, davvero interessante e da seguire in ottica futura ma questo brano non è una di quelle cose che fanno alzare dalla sedia.
Canzone scritta, tra l’altro, anche da Nesli quindi la gioventù che viene accompagnata per mano da uno che la musica la mastica da tanti anni ormai. Nonostante questo, però, non è venuto fuori un risultato che può essere considerato di alto livello.
Si potrebbe dare la sufficienza? Sì, se la produzione fosse qualcosa di diverso ma così non è. Tutto così uguale, stantio con una progressione armonica che, ne sono sicuro, se guardassimo con attenzione ritroveremmo simile a tante altre cose.
Forza, non accomodiamoci nelle comfort zone perché non è più tempo. Per esempio, il brano successivo dell’album che si chiama Cosa Mi Fai ha già degli elementi molto più interessanti. Ripartire da qui è doveroso per non perdere la possibilità di ascoltare un timbro davvero interessante.
★★★★★
5
TONY MAIELLO – DUE GOCCE NEL MARE
“Sono stanco capo…”. Già, come il meme sui social, perché questa canzone è l’ennesima ballad italiana uguale a mille altre dove l’unica cosa che funziona è il ritornello.
Tony Maiello è un cantante davvero fenomenale ma queste canzoni che sta pubblicando ultimamente sono davvero blande. Forse, e dico forse, a Sanremo avrebbe fatto un figurone perché è proprio da Ariston e con l’orchestra, magari, avrebbe guadagnato punti ma ascoltata così, dopo circa 60 altre canzoni tutte fatte con lo stampino, non lascia nulla.
Questo cosa vuol dire? Facile, che magari a mente fredda ed estraniata dal contesto delle pubblicazioni settimanali potrebbe fare un altro effetto ma non si può non considerare, ugualmente, che di canzoni così ne vengono fatte a pacchi. Sembra quasi, a volte, che gli artisti si mettano d’accordo come per le canzoni estive o per quelle di natale.
Tutti insieme e tutti uguali, tipo esercito.
★★★★★
5
BIRTHH – TRUMAN
O questa canzone è stata registrata in mezz’ora così come viene, senza mettere minimamente attenzione al canto, oppure bisognerebbe rivedere un attimino la tecnica vocale perché in questo caso non ci siamo.
In un universo musicale italiano in cui abbiamo raggiunto un punto di saturazione senza precedenti, emergono due tipi di artisti: quelli bravi, ma davvero tanto bravi a cantare e quelli bravi a cantare e scrivere. Quelli bravi solo a scrivere ce la fanno come autori per altri, oppure ne viene fuori uno su un milione.
Non è più il tempo dell’autotune, non è più il tempo di dire “vabbè dai, tanto c’è la post produzione o il melodyne”. Ora, chiaro, questo è un discorso più generico ma lo faccio ugualmente perché metti caso l’ipotesi numero due di cui sopra sia reale allora houston abbiamo un problema.
Birthh sa scrivere davvero tanto bene, va protetta come i panda, ma questo non vuol dire chiudere un occhio se si sentono cose registrate così. Va benissimo la presa diretta (ammesso che lo sia ma credo di sì), lo fanno in molti, ma tecnicamente bisogna essere ineccepibili perché alla minima stonatura, al minimo fiato sbagliato, alla minima stortura tutto risalta di più.
★★★★★
5
CAMILLA PANDOZZI E KMAS – MADAME
C’è un enorme problema in questa canzone ed è lo stesso di molti altri: i volumi.
La base è davvero tanto più alta, soprattutto nel pre-rit e nel ritornello, della voce e si perdono praticamente tutte le parole di Camilla Pandozzi.
Questo problema non permette una corretta fruizione del brano e non va nascosto sotto a un tappeto, nonostante la base sia davvero molto carina e lei ci stia tanto bene sopra con il canto e l’interpretazione.
Bisogna prestare la massima attenzione a queste cose perché sono quelle che fanno la reale differenza quando si è emergenti e si vuole provare a fare il salto a un livello più alto.
Ad ogni modo, parlando proprio della base siamo di fronte una canzone pop dove l’elemento dominante è questo giro della tastiera digitale in loop che fa da scheletro attorno cui ruota tutto il resto.
Carina l’idea, se solo ci fosse stata una regolazione migliore in fase di mix sarebbe stata l’ideale.
★★★★★
5
GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 9 gennaio 2026 secondo All Music Italia.
TIROMANCINO – GENNAIO 2016
Questa canzone è bellissima, fine.
Avete presente le classiche canzoni di Federico Zampaglione dove il pianoforte fa da padrone e il racconto va seguito con attenzione per coglierne ogni singola sfumatura ma che, infondo, non è difficile da ricordare? Eccoci qui, di nuovo.
Il racconto di un incontro fatto nel gennaio del 2016 che non si dimentica, che resta sospeso nel tempo e che torna di continuo nella mente del protagonista.
Immagini chiare, riferimenti temporali altrettanto chiari che servono a circoscrivere il brano nello spazio e nel tempo, cosa che lo rende ancora più impattante.
Sì, a tratti sembra Piccoli Miracoli (sempre dei Tiromancino) come mood ma più rallentata e con meno strumenti. Detto questo, però, non è una nota negativa perché significa che il progetto non ha perso smalto nel tempo ma è riuscita a costruire un’identità forte prendendo spunto dalle cose altrettanto forti della propria discografia e a ‘manipolarle’ al meglio senza snaturarsi di una virgola.
L’emozione che trasmette questa canzone va sottolineata, così come va sottolineato che la musica italiana può e deve evolversi com’è giusto che sia e come è sempre stato ma certe cose non si possono mettere da parte o dimenticare. Proprio come il gennaio del 2016 per Zampaglione.
★★★★★★★★
8
SANTOIANNI – BRING
Di nuovo, un’altra bellissima canzone che si apre con una frase che già ti fa capire che non siamo di fronte a una canzone come le altre e che c’è riflessione attenta e puntuale alla base della scrittura di Santoianni.
“Come fanno i cani a superare i capodanni, che io mi sento male se non riesco pienamente a riposarmi”.
Qua si parla di vita reale, di domande che vengono poste con intelligenza. E’ folle, totalmente folle che questo ragazzo non sia tra gli ascolti di migliaia e migliaia di persone con la qualità che esprime in ogni singolo brano che pubblica. E non da oggi.
La scuola è quella dei cantautori italiani a cavallo tra i 90 e i 2000, specialmente Bersani, Silvestri e Fabi. E’ quel mondo lì e voltarsi dall’altra parte solo perché non fa pop classico o rap scadente così tanto amato dagli editor di Spotify è da corte marziale.
Santoianni è un big ma, forse, non siete ancora pronti per questo discorso.
★★★★★★★★
8
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