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Eurovision 2022: guida, recensioni e i video delle 40 canzoni in gara. Parte uno di quattro

Davide Maistrello analizza per noi le canzoni in gara alla 66esima edizione della manifestazione

di Davide Maistrello (Blogger) ·  (ultimo aggiornamento il )

Eurovision 2022 canzoni. L’Eurovision Song Contest sbarca in Italia. A dodici mesi dal trionfo europeo dei Måneskin, che vinsero la scorsa edizione in terra olandese con il brano Zitti e buoni, tocca al PalaOlimpico di Torino ospitare il festival musicale più seguito al mondo.

Quaranta le nazioni che si affronteranno dal 10 al 14 maggio nella 66° edizione della kermesse europea, pronte a scrivere nell’albo d’oro il proprio nome sotto quello di una band che in un solo anno è riuscita a conquistare la platea di tutto il mondo. Come di consueto, proponiamo la nostra guida all’ascolto attraverso la quale potrete iniziare a conoscere gli artisti che prenderanno parte all’Eurovision e sfideranno i padroni di casa Mahmood & Blanco e la loro Brividi nella corsa all’ambito microfono di cristallo.

Non cambiano le regole del gioco: anche quest’anno abbiamo ascoltato tutte le proposte in concorso, che andremo a presentare con una breve recensione di ogni brano abbinata a una valutazione in stelline (da una ☆ a cinque ☆☆☆☆☆) che contrassegna le chance di vittoria di ogni nazione.

La settimana eurovisiva entrerà nel vivo il 10 e 12 maggio con le due semifinali (per la prima volta trasmesse su Rai 1) raggiungendo il climax sabato 14 maggio per la finalissima, a cui l’Italia sarà ammessa di diritto in quanto campione in carica e paese ospitante. Lo show andrà in onda dal PalaOlimpico di Torino e vedrà alla conduzione Alessandro Cattelan, Laura Pausini e MIKA, mentre sono confermati al commento italiano Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio con l’aggiunta della conduttrice e speaker radiofonica Carolina Di Domenico.

Eurovision 2022 canzoni: guida, video e recensioni

🇦🇱 ALBANIA: Ronela Hajati, Sekret ☆☆

Il Festivali i Këngës, tradizionalmente la selezione che inaugura l’anno eurovisivo, ha visto quest’anno una leggera inversione di tendenza rispetto ai precedenti. Dopo una sequela di ballad tutte più o meno sovrapponibili – eseguita da artiste femminili con vocione e presenza scenica importante – il successo e il biglietto per Torino sono andati a Ronela Hajati, 32enne cantante di Tirana e interprete già popolarissima del pop made in Albania.

Sekret è un brano movimentato, caciarone, dai vaghi accenti balcanici ma che prende le mosse dal moombahton e dal reggaeton latino più spinto: la ricetta perfetta per aprire le danze durante la prima delle due semifinali, con Ronela che avrà l’arduo compito di inaugurare la 66° edizione della kermesse e coinvolgere con la sua energia il pubblico di tutta Europa.

L’Albania non manca una finale dal 2017 (miglior risultato il 5° posto di Rona Nishliu nel 2012) e con la giusta performance potrebbe riuscire a tornare a giocarsi un posto nei primi quindici.


🇦🇲 ARMENIA: Rosa Linn, Snap ☆☆

L’Armenia torna in gara nel 2022 dopo uno stop forzato di due anni, dovuto prima alla pandemia e poi ai postumi del conflitto armato in Nagorno-Karabakh: la parola d’ordine è sicuramente quella del rilancio, già inaugurato lo scorso dicembre con il trionfo di Maléna Fox (Arpine Martoyan) al Junior Eurovision di Parigi.

Per la versione “adulta” del contest la nazione del Caucaso propone una giovane cantautrice e la sua ballata country-pop, scritta in collaborazione con un team di autori americani di stanza a Nashville (fra cui Courtney Harrell, già in gara a The Voice USA nel team della leggenda country Blake Shelton).

La proposta non spicca per originalità, prendendo anzi le mosse da svariate situazioni di successo nel panorama musicale mainstream: ciò che può fare la differenza sono l’ottima produzione e soprattutto le doti vocali di Rosa Linn, che hanno convinto fin da subito i fan nelle varie tappe di avvicinamento alla settimana di Torino.


🇦🇺 AUSTRALIA: Sheldon Riley, Not The Same ☆☆

Arrivata come ospite nel 2015, l’Australia è ormai cittadina a pieno titolo della grande famiglia dell’Eurovision: a rappresentarla troviamo Sheldon Riley, artista di Sydney salito alla popolarità classificandosi al terzo posto nella settima edizione di The Voice Australia sotto la mentorship di Boy George.

Not The Same è una ballata autobiografica (eseguita forse con un po’ troppa teatralità) che racconta delle difficoltà di Sheldon nel suo percorso di crescita, affetto dalla sindrome di Asperger e inconsapevole della sua sessualità, in una famiglia fortemente conservatrice. La grande voce e l’interpretazione possono trovare riscontro con le giurie internazionali, che abbiamo visto negli anni premiare proposte analoghe (a partire da Rise Like A Phoenix di Conchita Wurst, vincitrice nel 2014 per l’Austria e caposaldo di un vero e proprio “archetipo” di successo all’ESC).

Resta da vedere quanto il pubblico possa rispondere a questa proposta, specialmente a sostegno di una nazione ancora vista come “estranea” alla competizione e mai troppo premiata dai telespettatori.


🇦🇹 AUSTRIA: LUM!X feat. Pia Maria, Halo ☆

Fra i tanti “pezzi d’Italia” che compongono il mosaico di questo 66° Eurovision Song Contest, l’Austria ha deciso di proporre tramite selezione interna LUM!X (Luca Michlmayr) – 20enne artista e disc jockey di madre italiana, salito alla ribalta internazionale grazie alle hit paneuropee Monster e Thunder (entrambe ad oltre 200 milioni di streaming su Spotify).

In entrambi i brani LUM!X era affiancato da Gabry Ponte, storico DJ degli Eiffel 65 e nome iconico dell’Italo dance a cavallo tra Novanta e Duemila: lo stesso Ponte compare tra gli autori di Halo, proposta dance-pop che vedrà Michlmayr affiancato alla giovane vocalist Pia Maria Außerlechner.

É proprio quest’ultima a rischiare di risultare il tallone d’Achille di questa proposta, in seguito ad alcune uscite pubbliche non proprio esaltanti che hanno fatto suonare il campanello d’allarme in casa austriaca. La qualificazione alla finale è un risultato alla portata, ma la lotta per raggiungerla sembra già rivelarsi più dura del previsto.


🇦🇿 AZERBAIJAN: Nadir Rustamli, Fade To Black ☆

Solo dieci anni fa l’Azerbaijan era una delle principali potenze dell’Eurovision, ma nelle ultime edizioni la rotta è cambiata e i petrodollari che finanziavano le proposte in gara all’inizio degli anni Dieci sembrano essere venuti meno assieme ai risultati (con un solo ottavo posto raccolto nel 2019, a fronte di sei top10 consecutive tra il 2008 e il 2013).

Come afferma il titolo della canzone, anche quest’anno la strategia sembra essere quella di “scomparire nel buio” – portando in Europa un pur bravo interprete con una ballata difficile, un filo pretenziosa e soprattutto estremamente triste. Molto difficile ipotizzare un piazzamento: una buona performance e il supporto delle giurie potrebbero anche spingere l’Azerbaijan nella metà sinistra della classifica finale, ma al momento vedo più probabile una qualificazione per il rotto della cuffia o addirittura un’eliminazione shock in semifinale.

EUROVISION 2022 canzoni guida parte 1 di 4

🇧🇪 BELGIO: Jérémie Makiese, Miss You ☆☆

Primo artista a venire selezionato per l’Eurovision di Torino, Jérémie Makiese arriva direttamente dalla nona stagione di The Voice Belgique (vinta con vasto supporto di pubblico, plauso della critica e bacio accademico) ma si diletta nel tempo libero come portiere di riserva dell’Excelsior Virton – squadra attualmente militante nella seconda divisione del campionato belga. Il brano che porta in gara è un esercizio di stile che potremmo benissimo vedere come winner single di un talent show: qualche anno fa avrebbe avuto sicuramente più fortuna, ma l’Eurovision si è evoluto in una direzione opposta e tende a premiare sempre meno proposte così standardizzate.

Il rischio di sparire nella massa è molto alto, per quanto il Belgio vanti comunque uno zoccolo duro di supporto che al momento lo proietterebbe ai margini della top ten.


🇧🇬 BULGARIA: Intelligent Music Project, Intention ☆

L’ambiziosissima Bulgaria degli ultimi anni ha visto quest’anno un passaggio di consegne, con l’epurazione di svariati membri della storica delegazione (fra cui la stessa Joana Levieva-Sawyer, artefice del ritorno dalla porta principale dei bulgari all’Eurovision).

La scelta è stata ufficializzata sul finire del 2021 ed è ricaduta su un supergruppo di genere progressive rock, fondato e prodotto dall’uomo d’affari Milen Vrabevski, in cui compare Stoyan Yankulov-Stundzhi (già in gara per la Bulgaria all’ESC 2007 e 2013, con un 5° posto assoluto come miglior risultato) come batterista.

Fin da subito il broadcaster è stato accusato di avere organizzato la selezione in maniera poco limpida, il che ha subito svalutato le quote della band – attualmente accreditata del ruolo di meme cringe dell’anno e fanalino di coda per gli scommettitori nelle chance di passaggio del turno.


🇨🇾 CIPRO: Andromache Dimitropoulou, Ela ☆

La ricetta di Fuego di Eleni Foureira (pop femminile di facile presa scritto da team svedese-cipriota, ritmi ballabili e coreografia) ha avuto talmente successo che l’isola di Afrodite si trova a riproporla per il quarto anno consecutivo, con l’aggiunta del twist della lingua greca a movimentare un po’ il tutto.

Se già nel 2021 una massiccia produzione a suon di sponsor non è bastata a salvare Cipro da un deludente sedicesimo posto (con premesse che davano Eleni Tsagkrinou e la sua El Diablo a ridosso dei primi cinque) gli addetti ai lavori sembrano pronosticare scenari ancora più infausti per la giovane Andromache, artista di origine greco-teutonica in piena rampa di lancio nel panorama musicale ellenico. Le chance di Cipro si giocheranno sulla performance live e sulla possibile assuefazione del pubblico a un tipo di proposta che vanta quest’anno svariate concorrenti dirette (in primis Spagna e Albania).


🇭🇷 CROAZIA: Mia Dimšić, Guilty Pleasure ☆

Chitarra acustica, violini e ritmi soffusi per Mia Dimšić, vincitrice a furor di popolo della selezione croata DORA lo scorso febbraio con l’ennesima midtempo country-pop più adatta a una sala d’attesa che a un contest musicale.

Chiara l’ispirazione al mondo musicale di Taylor Swift, tanto che gli utenti della rete hanno accusato Dimšić di plagio della sua hit Willow: l’interprete si è svincolata dalle accuse, rispondendo però con un mash-up del suo brano e di quello della cantautrice di West Reading. La Croazia non vede la finale dell‘Eurovision dal 2017 e la top 10 addirittura dal 2001: pur apprezzando i buoni propositi, non sembra questo l’anno che porterà alla tanto agognata inversione di tendenza.


🇩🇰 DANIMARCA: REDDI, The Show ☆

Fresche vincitrici del Dansk Melodi Grand Prix, le REDDI sono l’ultimo progetto musicale del popolare ed influentissimo produttore musicale danese Chief 1: una band pop-rock a trazione interamente femminile composta dalla cantante Mathilda “Siggy” Savery assieme alla chitarrista Agnes Roslund, la bassista Ida Bergkvist e la batterista di origini irachene Ihan Haydar. In una selezione dal livello quanto mai desolante (solo pochi anni fa la Danimarca saliva sul tetto d’Europa con Emmelie de Forest, la cui vittoria è stata seguita da proposte sempre più generiche, omologate e stantie) The Show è stata la scelta del popolo danese per cercare di salvare il salvabile e magari riorganizzarsi in ottica 2023.

L’obiettivo minimo – ovviamente il passaggio del turno – sembra al momento di difficile portata ma non da escludere totalmente, in particolare se qualcuna delle nazioni favorite dovesse “steccare” al momento opportuno.

 

Eurovision 2022 canzoni, la guida vi da appuntamento tra qualche giorno con la seconda parte della nostra analisi.