La nuova serata Eurovision di Sanremo 2027 piace alle artiste. Anna, la rapper più ascoltata d’Italia, ha già detto che preferirebbe vincere quella che il Festival. E non è l’unica. Il nuovo meccanismo voluto da Stefano De Martino, che separa la vittoria dell’Ariston dalla qualificazione all’Eurovision Song Contest, continua però a dividere il settore, con i siti specializzati che sollevano dubbi legittimi su una formula che, fino ad oggi, aveva garantito all’Italia risultati straordinari.
Anna e Paola Iezzi: le artiste votano sì
Le prime voci a levarsi a favore del nuovo meccanismo arrivano direttamente dalle protagoniste del pop italiano. Anna, l’artista femminile più ascoltata in Italia da due anni e dominatrice delle classifiche con il suo album d’esordio, ha risposto in modo inequivocabile a una domanda del Corriere della Sera. Alla richiesta se preferirebbe vincere il Festival o la serata che qualifica all’Eurovision, la rapper non ha avuto dubbi:
“Eurovision. Per i miei show vorrei un palco come quello e sento che potrei fare una figata per portare in alto la bandiera italiana e rendere più digeribile la nostra musica all’estero.”
Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona Paola Iezzi. In un’intervista rilasciata a SuperGuida TV, la cantautrice ha benedetto la scelta di De Martino:
“Cosa penso della serata Eurovision a Sanremo? Penso che qualcuno finalmente l’ha fatto. Era tanto tempo che volevamo tutti questa cosa, perché è corretto secondo me che l’Eurovision abbia un rappresentante a parte, che magari coinciderà col vincitore, ma magari no, e quindi sarà più adatto a quel tipo di palcoscenico.”
Il “caso” Annalisa e le occasioni mancate
Le parole di Paola Iezzi toccano il cuore della questione: la canzone perfetta per vincere Sanremo non è sempre la canzone perfetta per l’Eurovision. Un tema che torna ciclicamente ogni anno, specialmente quando brani dal forte potenziale internazionale si fermano a un passo dalla vittoria sanremese.
L’esempio più recente e discusso è quello di Annalisa con Sinceramente. Molti fan e addetti ai lavori erano convinti che quel brano, con la sua struttura uptempo e l’impatto visivo, avrebbe potuto fare benissimo sul palco europeo. La nuova regola avrebbe teoricamente permesso a un’artista come lei di non vincere la classifica generale del Festival ma di trionfare nella serata del venerdì, staccando il pass per l’Europa.
Un’ipotesi che però, almeno per il 2027, non si concretizzerà. Come vi abbiamo raccontato su All Music Italia, Annalisa ha chiuso le porte a una sua partecipazione a Sanremo 2027, preferendo concentrare tutte le sue energie sul debutto allo stadio San Siro previsto per il 12 giugno 2027: “Ho troppo da fare con San Siro, sennò vado in confusione”, ha dichiarato a TV Sorrisi e Canzoni.
I dubbi dei siti specializzati: perché cambiare un sistema che funziona?
Se gli artisti sembrano apprezzare la possibilità di giocarsi l’Europa con performance costruite ad hoc, le testate specializzate in dinamiche eurovisive sono molto più critiche. Portali come Eurofestival News ed Eurofestival Italia hanno sollevato perplessità sul senso di smantellare un sistema che ha reso l’Italia una delle nazioni più competitive del decennio.
Un’analisi approfondita delle criticità è stata firmata proprio su queste pagine da Davide Maistrello, che ha spiegato perché separare l’ESC dal Festival rischia di essere un errore. I nodi principali sono due: i risultati storici e i limiti strutturali.
Da una parte, il sistema attuale ha sempre garantito una varietà di proposte, dal rock dei Måneskin al rap di Mahmood, fino alla tradizione de Il Volo, che ha premiato l’autenticità rispetto alla ricerca forzata della “canzone eurovisiva”. Dall’altra, c’è un problema tecnico oggettivo: il Teatro Ariston non dispone degli spazi, dei led wall, delle automazioni e degli effetti speciali delle arene europee. Giudicare una “performance in ottica Eurovision” su un palco teatrale rischia di restituire un’idea falsata e parziale di ciò che l’artista potrebbe realmente portare in Europa.
La Rai, per voce del direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore, ha difeso la scelta parlando di un “assist evolutivo” per il Festival e promettendo sforzi produttivi per adeguare la resa visiva. La vera risposta, però, arriverà solo venerdì 19 febbraio 2027, quando la prima “serata performance” andrà in onda.











