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Pagelle nuovi singoli

Le pagelle ai nuovi singoli italiani in uscita Venerdi 12 Novembre: Sangiovanni e Madame, Blanco, Noemi, Gazzelle…

Come tutti i venerdì il nostro critico musicale, Fabio Fiume, recensisce per noi le uscite della settimana

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

Pagelle nuovi singoli italiani in uscita venerdì 12 novembre a cura di Fabio Fiume.

Arrivano succose le nuove pagelle questa settimana; succose perché molti artisti particolarmente attesi pubblicano un nuovo singolo e così sono diversi i nomi che si daranno battaglia in radio a partire da oggi per conquistare le posizioni più alte dell’airplay.

Cominciamo subito…

Alessandra Amoroso – Canzone inutile

Scritta a più mani ( Cheope, Takagi & Ketra, Abbate e Rocco Hunt ) questa canzone è al fine qualcosa che è Amoroso nel senso più prevedibile del termine. Classica ballata romantica che tira facile verso la lacrima di chi la canta e la sposta da quella nuova immagine più allegra e scanzonata che ultimamente si è data.

Per intenderci non è che il pezzo sia brutto, ma non è di certo nemmeno un nuovo miracolo per la sua carriera, ma qualcosa che si muove adagio nella più che testata confort zone. Senza sorpresa alcuna.
Sei


Androman – Ancorami

Rock ed effetti elettronici si palleggiano in maniera abbastanza paritaria e ben arrivano a sostegno di una voce che pur non essendo sufficientemente sporca ha personalità tale per poter percorrere queste strade. Inutile ricordare la mia battaglia sugli accenti che anche qui mi ispirerebbero più di una tirata d’orecchie. Comunque interessante.
Sei +


Lorena Bartoli – Dentro me

Tanta classe nel modo di cantare di Lorena una canzone che parla di gravidanza, di tutte quelle emozioni, forse paure, quando una donna scopre di portare una nuova vita dentro di se. La distinzione sta nelle dinamiche che sono cangianti e riescono a rendere meno prevedibile un brano che altrimenti correrebbe il rischio di essere una ballad di maniera. Molto personale, sicuramente non per le masse.
Sei +


Blanco – Finché non mi seppelliscono

Cavalca con padronanza anche gli up tempo Blanco, fra le realtà più interessanti del momento. E’ una questione di scrittura e di una fuga dalla banalità che, nel suo caso, non appare minimamente forzata. Le basi synth si nutrono inoltre di incursioni strumentali che rendono la possibilità di pensare al disco anche in versione live.

L’unica omologazione, se così la vogliamo chiamare, è qui la breve durata del pezzo che poteva avere invece facile evoluzione. Resta una traccia decisamente buona.
Sette 1/2


Emancipo & Neves – Uno

Nel mondo globale e spesso omologato qui si celebra l’unicità. Il testo ha alcuni passaggi interessanti senza tuttavia inciampare in qualche frase fatta. Arrangiamento leggero e ritmico, giocato strizzando l’occhio ad una world abbastanza all’acqua di rose. Il messaggio però arriva allegro e positivo e forse questo è il miglior modo per dire certe cose.
Sei 1/2


Gazzelle – Fottuta canzone

Atmosfere che virano in maniera decisa verso il rock per questa canzone fottuta in cui ci mette la faccia. In realtà Gazzelle ce l’ha sempre messa, scegliendosi un segmento musicale proprio e diventando un pioniere di stile. E seppur voce e indole lo facciano apparire il più convinto degli indie, in realtà l’artista è risultato credibile in ogni veste fin qui mostrata, anche adesso, tirato, sporco, rock, vero.
Sette

La Scelta & Pan-Ic – La via della seta

Molte influenze diverse convergono in questo pezzo che ammetto mi ha fatto pensare, per arrangiamento, a cose tipo Mattafix, che avevano proprio la capacità di mettere assieme le atmosfere e renderle amalgama piacevole. La band capitanata da Mattia Del Forno mantiene la prerogativa di esser sempre centrata ad ogni ritorno, padrona e credibile in quel che fa. E ancora non ci si spiega perché non arrivino grandi occasioni al pari delle buone cose realizzate. Ancora una volta più che buono.
Sette+


Lost – Con Un deca

Cover inutile, arrangiata in maniera tronfia, con suoni danzerecci abusati fin troppo di uno dei brani degli 883 che è proprio timbro di un momento passato e non fatto per essere tramandato ai posteri. E’ proprio fotografia, istantanea di un periodo anni 90 che, anche proprio come discorso, non è applicabile al mondo attuale, alle generazioni attuali. Ma poi nel percorso dei Lost… cosa c’entra? Boh.
Tre


Noemi – Guardare giù

Sicuramente Noemi ha trovato in questo anno una nuova forza che anche questa terza uscita conferma. Ha proprio una quadra interpretativa giusta per le canzoni che ha scelto. S’intravede anche una cura, qualcosa che probabilmente l’artista ha sentito appropriato, giusto.

Belle le dinamiche e la capacità della romana di giocare fra forza e pacatezza, prendendo spazi con un quasi parlato fra la melodia che la spezza e le fa guadagnare la capacità di catturare attenzione. Brava Noemi.
Sette+


Alessandro Proietti – Elettroshock

A metà fra un’intenzione rap che però non sboccia mai, ripiegando invece su un cantautorato molto moderno, attuale. Nel caso di Proietti la canzone segue una melodia che pure nelle parti più parlate che cantate ( le strofe ) riesce a non essere smarrita dall’ascoltatore. Il tutto è un po’ enfatizzato in studio e chiuso abbastanza frettolosamente, però tutto sommato la canzone risulta completa e ben strutturata.
Sei


Sangiovanni & Madame – Perso nel buio

La vita può cambiare in fretta e non dare tempo di abituarsi, di seguirne il movimento; ti catapulta altrove e con altri ritmi. La cosa è capitata ad entrambi gli artisti, diventati multiplatino in quest’ultimo anno ricco di soddisfazioni. Erano pronti anche a livello emotivo? Di sicuro loro erano amici prima e qui si cantano la possibilità di continuare ad esserci l’uno per l’altra, di ricordarsi di chiamare se si resta al buio.

Il risultato è modaiolo dal punto di vista della proposta in sé, ma arriva sincero come messaggio di amicizia e sostegno. Volersi bene non è certo peccato.
Sette


Sick Luke, Chiello & Madame – La strega del frutteto

Tre artisti assieme che incarnano ciò che è maggiormente diffuso fra le nuove generazioni e che qui riescono a confermarsi a buon livello con un uptempo che è trascinante, cantabile e non cade vittima dei soliti effetti che spesso soffocano voci ed intenzioni. Piacevole la linea di basso che regge la base e che è finanche insolita al giorno d’oggi.
Sette


Turchese – Straniera

Dall’apparenza scanzonata ma alla fine invece con una sua morale all’interno, quella di provare ad essere leggeri ed apprezzare anche piccole cose; pure un amore fatto di piccoli passaggi, atmosfere, banalissima voglia di stare assieme. La voce è molto istintiva ma adatta a questo tipo di composizione.
Sei


Veniero – Michael Jordan

Velo di malinconia per un pezzo che naviga su sonorità 80 e richiama all’attenzione un personaggio, Michael Jordan, non per celebrarne le capacità ma per prenderlo ad esempio come qualcuno a cui guardare con ammirazione. Bisogna ingoiare molta sabbia per pensare già solo di esserne in scia. E’ tutto piuttosto figurato comunque e la cosa tutto sommato è un bene. Permette all’artista di proporsi con originalità, lasciando trasparire un mondo da raccontare che può piacere o meno, ma è suo.
Sei 1/2


Zanzare – Munendo

Il brano non è malvagio però ammetto che mi ha fatto tanto pensare a Gabbani. E’ il modo di affrontare la musica che è molto similare, una gigioneria simpatica da guascone che ti piazzerà la marachella di lì a poco. Non male, si, ma attenzione a trovare una propria strada.
Sei =