SANREMO GIOVANI: le pagelle delle nuove proposte – parte 2 di 6

Sanremo giovani

Continuano gli ascolti da parte del nostro critico musicale, Fabio Fiume, delle canzoni dei 69 giovani in lizza per Sanremo giovani. Oggi la rubrica Sarà Sanremo? punta l’attenzione su altri 11 concorrenti (trovate qui la prima parte).

Cordio – Il paradiso

Delicata disamina in crescendo di chi dovrebbe esserci in paradiso, che alla fine è dimora di tutti quelli che hanno conosciuto difficoltà, il non ascolto. E poi i bambini! Il paradiso è pieno di bambini che in cielo sono i preferiti, arrivati troppo presto ed unici con le ali. Se avesse avuto un minimo di variazione sarebbe stata perfetta.
Sette

Daniele Magro – Cuorearmato

Ex X Factor prima, autore di successo poi, Daniele si propone meritatamente rimettendoci la faccia. Canzone adatta anche alle tante interpreti a cui ha affidato pezzi suoi, Emma in testa, per cui “schiena dritta e cuore armato” sembra uno dei suoi motti. Funziona nella concezione pop, ma manca una variazione che trascini verso l’ultimo inciso; lì c’è una pausa che proprio stride.
Sei

Dari – John Kennedy

Si cresce e si cambia stile. Una giornata di speranza non si nega mai a nessuno e già questa frase, forte e vera, meriterebbe lode. E la meriterebbe anche il coraggio del cambio, mai facile quando sei facilmente identificabile con uno stile specifico. Arrangiamento un po’ chiassoso e cantato che lascia già immaginare facili imprecisioni live, ma tutto sommato il pezzo funziona, tutto sommato c’han provato, come dice la canzone.
Sei ½

Dave Monaco – L’eternità è di chi sa volare
Classica con un arrangiamento che sembra uscito da Sanremo 1988 per la voce, echi nell’inciso compresi. Michele Zarrillo l’avrebbe resa una hit, ma ha pur 60 anni! Adesso sembra davvero un po’ fuori tempo massimo, così come l’evoluzione “bocelliana” prima maniera. Li siamo nel 94!
Quattro

Davide Mogavero – Tamigi

Particolare gioco di forze e pause in questo brano che l’ex talent ( un po’ tutti i talent ) rende quasi esclusivamente con voce, la sua voce bella e personale, lanciata in modalità Bryan Adams, e chitarra. Intervengono gli archi solo nel finale ed il risultato è particolarmente intimo.
Sette

Davide Papasidero – Ma sporcarmi no

Il talentuoso vocalist dà prova della sua bella voce aperta, pulita e dal vibrato naturale, usato però con coscienza e non messo ogni due per tre. Momento rap con tematica generazionale che apre all’ultimo inciso che di prepotenza può strappare l’applauso facile in platea. Musicalmente però poteva sorprendere di più.
Sei ½

Davide Petrella – Non può fare male

Indubbiamente al passo coi tempi, Petrella ha imparato ad aprire vocalmente rispetto alla sua esperienza all’interno de Le Strisce, dove invece tendeva a stringere e stridere. Pur non eccezionale ha di positivo che non sembra pensata per Sanremo, come molti fanno, ma per essere parte di un repertorio che però, anche con la band, ha giocato carte migliori.
Sei

Dile – Rewind

Ballata scritta benissimo, non mentendo sul linguaggio che i giovani usano ed in cui posso riconoscersi senza finti perbenismi. Insomma se è stata stronza non puoi chiamarla con un altro termine perché in stronza c’è proprio tutto quello che vuoi dire. In contrapposizione all’irruenza del testo, viene resa quasi totalmente piano e voce ed il risultato è che le parole arrivano ancor più forti e centrate.
Sette ½

Dinastia & Gli Ultimi – Corro libero

Contemporanea ma anche un po’ telefonata, nel senso che mentre ascolti riesci a percepire esattamente dove cadrà la linea melodica. Tuttavia funziona perché in qualche modo racconta qualcosa. Puoi anche non ritrovartici, però non puoi non ascoltare quel che comunque è un pensiero, un’idea ben formulata.
Sei +

Emilia Zamuner – Ti porterei lontano
Brava, molto brava. Peraltro con grande padronanza del proprio mezzo vocale, riesce a farti percepire la sua bravura senza dover spingere in chissà che modo. Però.. però.. il testo è un po’ la fiera del baratto e dell’usato, partendo già dall’intro che recita “Ti prenderei per mano, ti porterei lontano” che è in tal senso come una caduta in un cespuglio di ortiche. La scelta stilistica è indubbiamente adulta e pertanto andrebbe sorretta con testi migliori.
Cinque

Emme – Sorrisi viola

Voce personale e canzone presentata con un arrangiamento essenziale, chitarra e voce, con inciso in cui le battute vengono date con le botte sullo stesso strumento. E’ certamente un grido personale forte e che arriva come tale preciso, però la sensazione è che in qualche modo andasse completata, richiedesse un intervento in fase d’arrangiamento che chiudesse il cerchio.
Cinque

Appuntamento a domani con altri nuovi ascolti!

 

  Giornalista e critico musicale per All Music Italia, Il Roma e Pinklife magazine. In passato ha collaborato, tra gli altri, con Blogosfere e Riserva sonora, presentato eventi live e scritto e presentato programmi radiofonici per Radio Hinterland e Radio Club 91.