Condividi su:

X Factor 2026, le pagelle: il tavolo cerca la risata, Alice Fregoso sveglia la serata

Alice Fregoso è la voce che ci fa alzare la testa, mentre tra i giudici la ricerca continua del siparietto comincia a pesare

X Factor 2026 pagelle seconda puntata Audizioni con Irama, Paola Iezzi, Francesco Gabbani e Jake La Furia
Condividi su:

Eccomi, sono tornata per questa nuova stagione di X Factor. La verità è che le Audizioni non mi hanno mai fatto saltare dalla sedia e, arrivata alla seconda puntata, devo dire che ancora non è successo.

Qualche voce interessante c’è, qualcuna mi ha fatto finalmente alzare la testa dal computer, ma la sensazione più forte della serata riguarda ancora una volta il tavolo dei giudici. O meglio, quello che la televisione sembra voler fare del tavolo dei giudici.

Si parla meno delle scelte musicali, delle canzoni, degli arrangiamenti e degli stili. Si cerca molto di più il siparietto, la battuta, la risata. Lo so: esiste il montaggio e quello che vediamo è una drammaturgia costruita. Proprio per questo, però, il punto è ancora più evidente.

In una drammaturgia ben congegnata i personaggi devono avere caratteristiche diverse. Se tutti cercano la stessa leggerezza, alla lunga la leggerezza diventa pesante.

Le Pagelle di All Music Italia della seconda puntata delle Audizioni di X Factor 2026

Irama

★★★★★½

Irama sta ancora prendendo le misure al programma e si vede. Il problema è che sembra anche abbastanza evidente quale casella televisiva debba andare a occupare: quella lasciata vuota da Achille Lauro.

Solo che Lauro aveva una certa paraculaggine televisiva che gli permetteva di fare il personaggio senza sembrare continuamente impegnato a fare il personaggio. Irama, almeno per ora, sembra invece spesso cercare di stare al gioco degli altri.

Il momento più interessante arriva con Anastasia Manfroni, quando contesta la sua definizione di “cantautorato pop”. Sul principio ha ragione: un cantautore è innanzitutto un artista che scrive ciò che canta. Però la questione non finisce lì.

In Italia la parola cantautorato ha assunto dagli anni Sessanta in poi anche una precisa connotazione culturale, linguistica ed estetica. Dalla scuola genovese alla generazione degli anni Settanta, la canzone d’autore ha sviluppato forme di scrittura, fraseggi, centralità del testo e modalità interpretative riconoscibili. Quindi Anastasia sbaglia se riduce il cantautorato a un genere collocabile semplicemente negli anni Settanta e Ottanta, ma Irama semplifica altrettanto quando sembra negare che quella parola porti con sé anche una tradizione musicale precisa.

E poi abbiamo ri-scoperto che Irama ha due pappagalli. Benissimo. Però, se dopo ore di Audizioni una delle informazioni che mi rimane più impressa è questa, forse abbiamo un problema.


Paola Iezzi

★★★★★★ 6

Paola Iezzi dovrebbe tornare ad avere un po’ di più il polso della situazione.

Perché quando ascolta davvero resta una delle persone più interessanti del tavolo. Succede con Salvatore Picone, 19 anni, che canta You Are So Beautiful di Joe Cocker: Paola si commuove mentre lui canta e quello è uno dei pochi momenti della puntata in cui non serve aggiungere niente. Una voce arriva, una persona reagisce. Fine.

Anche il no agli Hålo, mentre gli altri tre giudici li mandano avanti, dimostra che continua ad avere un proprio criterio e non sente il bisogno di uniformarsi.

Però tra imitazioni, mossette e siparietti, anche lei finisce troppo spesso dentro quel meccanismo di leggerezza continua che sta appiattendo le personalità del tavolo. Paola funzionava benissimo proprio perché poteva essere ironica e, due secondi dopo, quella che riportava tutti alla musica. Vorrei rivedere maggiormente quella Paola. Amici come prima mi costa una fortuna


Francesco Gabbani

★★★★★ 5

Signor Gabbani, la melodia se la tenga pure lei. Così, almeno, gli restituisco la battuta.

La questione delle variazioni melodiche poteva essere un tema interessante lo scorso anno. Riproporla per il secondo anno consecutivo quasi negli stessi termini comincia invece ad assomigliare più a una fissazione che a un ragionamento musicale.

Succede con Maria Sara Costanzo e la sua versione di Amandoti dei CCCP. Un brano peraltro difficilissimo da affrontare proprio perché richiede una postura interpretativa fortissima: il rischio di fare il verso a Giovanni Lindo Ferretti, o di trasformarlo in un puro esercizio vocale, è enorme.

Maria Sara riesce invece a essere spontanea, autentica, emotiva senza risultare costruita. Cambia qualcosa? Sì. Ma la domanda dovrebbe essere se quella modifica abbia un senso nell’interpretazione, non semplicemente se la melodia originale venga rispettata nota per nota.

Gabbani ha esperienza e competenze sufficienti per portare al tavolo ragionamenti musicali molto più interessanti. Vorrei sentirlo argomentare di più e costruire meno tormentoni. Al secondo anno, questa storia della melodia è già troppo.


Jake La Furia

★★★★★★★ 7

Jake La Furia paradossalmente è quello che soffre meno il problema della comicità diffusa al tavolo. Per un motivo molto semplice: quello è sempre stato il suo ruolo.

La battuta secca, l’ironia, anche la provocazione un po’ scema servono a stemperare la tensione delle Audizioni. Funzionano perché arrivano da Jake. Se iniziano a farlo tutti, però, Jake perde automaticamente la propria funzione e il tavolo diventa una compagnia di amici che cerca continuamente il prossimo momento da clip.

Lui continua comunque a essere quello che mi sembra più centrato nel proprio personaggio televisivo. Non deve inventarsene uno.


I Golden Point della serata

GOLDEN POINT

La migliore in assoluto per me è Alice Fregoso. Ha 18 anni, arriva da Genova e porta Disfruto di Carla Morrison. È stata letteralmente quella che mi ha fatto alzare la testa dal computer. E dopo due ore di Audizioni, credetemi, non è poco.

Non ha bisogno di strafare, non cerca il momento a effetto e soprattutto sembra avere già una sensibilità interpretativa riconoscibile. Quando arriva una voce così, torna improvvisamente centrale la cosa che dovrebbe interessarci: ascoltare una canzone.

Ottima anche Maria Sara Costanzo con Amandoti. Mi è piaciuta proprio perché non sembra intenta a dimostrare quanto sia brava. È autentica e spontanea, ma soprattutto riesce ad avere una postura dentro una canzone complessa senza essere schiacciata dalla personalità dell’originale.

Salvatore Picone, 19 anni, con You Are So Beautiful di Joe Cocker conquista quattro sì e riesce a fare una cosa semplicissima e difficilissima insieme: emozionare senza costruire l’emozione. Anche Paola Iezzi cede mentre lo ascolta.

Segno anche Manuel Gargano: bellissima voce, ancora da lavorarci, ma c’è qualcosa che rimane dopo l’esibizione. E questa, alle Audizioni, è già una qualità importante. Quattro sì anche per lui.

Gli Hålo sono invece ancora parecchio acerbi. Portano Mentre tutto scorre dei Negramaro, prendono tre sì e un no da Paola e rischiano seriamente di fermarsi. Però qualcosa c’è. Non so ancora esattamente cosa, ed è proprio questo che mi incuriosisce: non sono pronti, ma non sono nemmeno vuoti.

Tra i promossi della serata ci sono anche Nicola Trois, quattro sì con Maybe Tomorrow degli Stereophonics; Martina Cerutti, anche lei con quattro sì; Patrizia Napolano, che canta e rappa Bang Bang e conquista l’intero tavolo; e Klem e Napoli Sotterranea, che costruiscono una performance decisamente più lavorata della media, incrociando Liberato e La cumparsita.

Capitolo a parte per Anastasia Manfroni. Scegliere Brava di Mina per un’Audition è quasi un’autocondanna. L’esperimento, l’esercizio tecnico, la voglia di mettersi alla prova sono tutte cose sacrosante, ma esiste anche il momento in cui farle. Qui la scelta del brano finisce per ritorcersi completamente contro di lei e l’Audition diventa più un’esposizione dei suoi limiti che delle sue qualità.

X Factor 2026: ma possiamo tornare a parlare un po’ di musica?

Alla fine è questa la sensazione che mi resta dalla seconda puntata.

Non chiedo che X Factor diventi una lezione di armonia o che i giudici comincino a parlare come manuali di tecnica vocale. Anzi, sarebbe probabilmente insopportabile.

Mi piacerebbe però che in televisione si facesse ogni tanto anche un minimo di divulgazione musicale. Parlare delle ragioni per cui funziona una scelta, di uno stile, di un arrangiamento, spiegare perché un modo di cantare appartiene a una tradizione e un altro a un’altra. Dare allo spettatore qualche strumento in più.

Invece sappiamo che Irama possiede due pappagalli.

Jake che fa Jake funziona. Paola che fa Paola funziona. Gabbani ha un proprio modo di leggere le canzoni. Irama deve ancora trovare il suo spazio. Se però l’obiettivo comune diventa essere tutti leggeri, simpatici e pronti alla battuta, le differenze spariscono.

E la prima puntata aveva già dato qualche segnale, dal lungo siparietto con Teo Bok ad altri momenti in cui la costruzione dello scherzo sembrava rischiare di pesare più dell’esibizione. Questa settimana la sensazione si conferma.

Giovedì prossimo ci tocca l’ultima parte delle Audizioni, poi finalmente arriveranno i Bootcamp. Io, personalmente, salterei volentieri tutta questa parte per andare direttamente ai Live.

 

Tutte le esibizioni e i verdetti della seconda puntata: X Factor 2026, le esibizioni e i verdetti della seconda puntata delle Audizioni. Il calendario completo della stagione: X Factor 2026: tutte le notizie sulla nuova edizione.