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Sanremo 2026, parola agli artisti: cosa raccontano davvero le canzoni in gara

Dalle confessioni intime alle scelte più coraggiose: i cantanti spiegano il senso dei brani che porteranno sul palco dell’Ariston.

Sanremo 2026, gli artisti raccontano il significato delle canzoni in gara
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CHIELLO“TI PENSO SEMPRE”

Chiello descrive “Ti penso sempre” come un oscillare continuo tra ricordi “a vuoto”, fatto di pensieri frammentati.

La canzone che porterò a Sanremo 2026 si chiama ‘Ti penso sempre’. È un oscillare tra ricordi a vuoto, sono dei pensieri frammentati”.

La scelta di portarla sul palco nasce anche dal suo carattere imperfetto, “storto”, proprio come piace a lui.

Ho capito che era la canzone giusta perché era almeno distorta, almeno storta, quindi ho deciso di portarla a Sanremo”.

La parola scelta per anticipare l’atmosfera del brano è “agonia”.

MICHELE BRAVI“PRIMA O POI”

Michele Bravi porta a Sanremo un brano che definisce un monologo “tenero, dolce e umano” sul senso di inadeguatezza e sul sentirsi fuori posto.

La canzone che presenterò a Sanremo 2026 si chiama ‘Prima o poi’. È un brano che è un monologo tenero, dolce e umano sul senso di inadeguatezza, di essere fuori posto. Io sono il primo protagonista di questa cosa, spero di saperlo raccontare dignitosamente là sopra”.

La decisione finale, racconta, è passata da un dettaglio molto “di casa”.

Mi sono convinto di mandare a Carlo questa canzone e non altre perché è la prima volta che mando il brano nel famoso gruppo di famiglia e mia madre mi risponde: ‘finalmente una bella canzone’. E quindi ho detto: vabbè, mando questa. Colpa di mia mamma”.

Per lui, inoltre, questo ritorno ha un valore simbolico: la sua storia sanremese è iniziata proprio con Carlo Conti.

Io ho iniziato a Sanremo proprio con Carlo Conti. La prima volta che mi ha scelto ero un bambino, presentavo ‘Il diario degli errori’. Quel Sanremo mi ha cambiato la vita e per me ritrovare Carlo adesso, un po’ più grandicello, è bello. Spero sia in qualche modo… non un cerchio che si chiude. Quindi simbolicamente ci vedo qualcosa, non lo so”.

La parola rivelata è “citofonare”: “perché quando ti ritrovi sotto la pioggia e non sai a chi citofonare, è un problema”.

ERMAL META“STELLA STELLINA”

Ermal Meta presenta “Stella stellina” come una canzone di resistenza e speranza, legata al racconto di una bambina. A convincerlo è stata, soprattutto, la sensazione “vera” provata mentre la scriveva.

Ciao, la canzone che porto a Sanremo nel 2026 si chiama ‘Stella stellina’, ed è una canzone che parla di resistenza e di speranza, il racconto di una bambina”.

Quello che mi ha fatto pensare che fosse la canzone giusta è il fatto di come mi sono sentito quando l’ho scritta, perché poi alla fine quel palco rivela tutte le emozioni che sono legate ad una canzone, soprattutto quando sono vere, quando sono anche brucianti a volte. E quindi tutte le volte che sono salito su quel palco e ho provato la stessa sensazione… e anche questa volta, quando ho scritto questa canzone, è stato così”.

La parola scelta è “primavera”.

SAL DA VINCI“PER SEMPRE SÌ”

Sal Da Vinci anticipa “Per sempre sì” come una celebrazione della promessa più grande: quel “sì” che unisce due persone e prova a resistere alle difficoltà.

La canzone che porto a Sanremo si chiama ‘Per sempre sì’ e celebra la più grande promessa che uno possa fare nella vita, quel sì che unisce per sempre due anime”.

Non è sempre facile il percorso tra due persone, c’è una magia che va al di sopra, che unisce delle anime per fare un percorso importante, duraturo, almeno quello che uno spera nella vita”.

La parola chiave che lascia è “prometto”.

ARISA“MAGICA FAVOLA”

Arisa racconta “Magica favola” come una canzone che arriva in un momento di bilanci: il bisogno di fermarsi, guardarsi indietro e raccontare quel passaggio al pubblico e a chi l’ha accompagnata nel tempo.

La canzone che porto a Sanremo si chiama ‘Magica favola’ e parla di una vita, e racconta di una vita. Sono arrivata in un momento in cui volevo fare un bilancio”.

Tra le cose che anticipa, c’è una frase che sente particolarmente sua: “romantico disordine”.

Mi piace molto come espressione, perché secondo me io sono un po’ caotica, un po’ disordinata, però non mi faccio colpa: secondo me c’è del romanticismo e della poesia anche nel disordine, nella caoticità delle persone”.

TOMMASO PARADISO“I ROMANTICI”

Tommaso Paradiso definisce “I Romantici” una dedica d’amore, tra le cose più sincere scritte di recente. E confessa che l’emozione vera arriverà solo a ridosso del palco.

La canzone che porto a Sanremo si intitola ‘I Romantici’ ed è una dedica, semplicemente una dedica d’amore”.

Mi ha fatto pensare che fosse la canzone giusta per Sanremo il fatto che è una delle canzoni più sincere che abbiamo scritto, che parla di cose vere”.

Questo viaggio come lo vivo non lo so, non vorrei pensarci fino a che non starò su quel palco, anzi quei cinque minuti prima che precedono la messa in onda”.

La parola anticipata è “davvero”.

SAYF“TU MI PIACI TANTO”

Sayf racconta “Tu mi piaci tanto” come una fotografia di un momento: personale, ma anche capace di prendere ciò che succede intorno. L’amore c’è, ma non come tema “fine a se stesso”.

Il brano che porto a Sanremo 2026 si chiama ‘Tu mi piaci tanto’, e come le altre canzoni che scrivo, mi piace pensare che sia un po’ una fotografia di un momento… prende un po’ tutto quello che circonda, sia in maniera personale che in maniera un po’ più sociale”.

Nel suo modo di presentarla cita anche Rino Gaetano:

C’è una frase di Rino Gaetano che mi piacerebbe citare, che dice: ‘se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me’, e quindi mi auguro che la capisca”.

La parola che sceglie di rivelare è “TENCO”. “Non dirò altro… non per presunzione, per mistero”.

MALIKA AYANE“ANIMALI NOTTURNI”

Malika Ayane presenta “Animali Notturni” come un brano che parla, soprattutto, della scelta: tra una moltitudine di possibilità, andare dritti verso ciò che si desidera e difenderlo.

La mia canzone a Sanremo si intitola ‘Animali Notturni’ e parla di tante cose, in realtà, ma in particolare parla dello scegliere tra una moltitudine… forse quella è la più grande forma di autodeterminazione e di leggerezza”.

Tra i motivi che la rendono “perfetta” per quel palco, Malika cita la sensazione di classico senza tempo e la prospettiva di una canzone destinata a durare.

Potrebbe essere stata scritta e composta in un qualsiasi momento della storia contemporanea, anche nel futuro… sembra un classico ma ha freschezza e contemporaneità”.

E l’altra cosa è un augurio… una longevità, perché ogni dettaglio va ad arricchire l’ascolto e l’esperienza nell’ascolto”.

La parola rivelata è “sensi”.

BAMBOLE DI PEZZA“RESTA CON ME”

Le Bambole di Pezza portano a Sanremo un messaggio netto: restare uniti, soprattutto quando è più difficile. E spiegano che la canzone nasce anche da un vissuto reale, interno alla band.

La nostra canzone che portiamo al Festival di Sanremo si chiama ‘Resta con me’ e parla del coraggio di restare uniti, soprattutto durante i momenti di difficoltà”.

Questo è un periodo non semplice a livello di società e quindi abbiamo pensato che una canzone che parlasse del fatto di stare uniti e stare assieme fosse in questo momento uno dei concetti fondamentali”.

È anche un po’ la nostra storia… nelle difficoltà, nei conflitti, qualcuna magari voleva andare via e allora le abbiamo proprio detto: ‘resta con me’, ‘restiamo assieme’. È un vissuto reale”.

La parola spoilerata è “tempesta”.

EDDIE BROCK“AVVOLTOI”

Eddie Brock presenta “Avvoltoi” come una canzone su un amore struggente e sul coraggio di riconoscerlo. E racconta un criterio molto personale per capire quando un brano “regge”.

La mia canzone per Sanremo 2026 si chiama ‘Avvoltoi’ e parla di un amore struggente e il coraggio di riconoscere quest’amore”.

“In genere a me le mie canzoni dopo due settimane mi stancano e comincio ad odiarle. E invece questa dopo due settimane ancora non mi aveva stancato: ho detto ‘guarda che forse è una bella canzone’”.

È la sua prima volta a Sanremo e la vive “con molta ansia”, ma con l’idea che, strada facendo, si imparerà a respirare meglio.

La parola rivelata è “spuliare”.

SERENA BRANCALE“QUI CON ME”

Serena Brancale torna al Festival con un brano che definisce una lettera alla persona più importante della sua vita. Il motivo della scelta è semplice: ogni volta che lo canta, si emoziona davvero.

La canzone che porto quest’anno a Sanremo si intitola ‘Qui con me’, ed è una lettera alla persona più importante della mia vita… ogni volta che canto questo brano mi emoziona fortemente”.

Ritorno a Sanremo quest’anno più serena, più consapevole e felice di raccontare qualcosa di autentico”.

La parola anticipata è “tempo”.

LDA & AKA 7EVEN“POESIE CLANDESTINE”

LDA e Aka 7even portano a Sanremo “Poesie clandestine”, un brano che descrivono come una storia d’amore viscerale, “carnale”, con immagini che possono adattarsi anche a una città o a un’idea.

Il titolo della nostra canzone è ‘Poesie clandestine’. La nostra canzone parla d’amore… un amore carnale, un amore forte, viscerale”.

Il significato può accostarsi a qualunque cosa, una città, una persona… Nel racconto ci sono due persone che si vogliono, ma non c’è l’intreccio: abbiamo fatto un po’ Beautiful. Era una soap opera”.

Tra i motivi che li hanno convinti: immaginarsela “a un falò di confronto” e la naturalezza con cui è nata, in studio, “flash”, essendo loro due anche nella stessa casa.

La parola spoilerata è “carnale”

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