significato delle canzoni del festival di Sanremo 2026
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Per Mara Sattei, Sanremo 2026 è l’occasione per riportare al centro anche la sua scrittura.
“‘Le cose che non sai di me’ è un brano che ho scritto con mio fratello, Dona ed Enrico Brun. È nato completamente in studio, in una giornata, ed è stato tutto molto naturale, nel flusso di quella session. È un brano che parla d’amore, una dedica molto importante alla mia storia d’amore. È dolce, sentito, racconta una parte di me molto importante e mi fa scoprire anche come cantautrice”.
Dopo l’esperienza sanremese precedente, Mara sentiva l’esigenza di portare qualcosa di più personale:
“Nell’ultimo Sanremo sono venuta con un brano bellissimo scritto da Damiano, ma oggi ci tenevo tantissimo a presentarmi con una canzone che raccontasse anche la mia scrittura. Spero arrivi nella maniera giusta e che le persone possano rivedersi nelle parole”.
La parola scelta per anticipare l’atmosfera del brano è “zucchero filato”, “perché è la parola che descrive il cielo”.
Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Fulminacci arriva a Sanremo con il suo consueto disincanto:
“La canzone in gara a Sanremo si chiama ‘Stupida sfortuna’. Non so mai bene di cosa parlano le canzoni che scrivo, però probabilmente parla di me che cammino di notte, penso a delle cose del passato, spero in delle cose del futuro e incontro un po’ di ostacoli da superare”.
La scelta del brano nasce da un’esigenza di onestà:
“Ho pensato che questa fosse la canzone giusta per Sanremo perché è una canzone molto onesta e parla di me. Secondo me essere onesti è la cosa che bisogna fare sempre, in qualunque contesto. Quindi è giusta per Sanremo come per qualsiasi altra situazione”.
La parola spoilerata è “Sanremi”.
Elettra Lamborghini – “Voilà”
Elettra Lamborghini torna al Festival con entusiasmo dichiarato:
“La mia canzone a Sanremo si chiama ‘Voilà’ e parla di un noto cantante italiano, o cantante italiana, chi lo sa. È una celebrazione della vita e dello stare bene”.
Fondamentale il processo di scrittura:
“Era una canzone scritta per me. Io ero in studio quando è nata, non è un brano che è girato tra artisti. È stata proprio pensata per me ed era da tanto che non ero così entusiasta di cantare un pezzo”.
La parola scelta è “amarena”.
Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Il brano di Tredici Pietro riflette sul senso del percorso:
“‘Uomo che cade’ parla del fatto che non esiste un punto d’arrivo né un punto di partenza, ma esiste solo il percorso. Tutto è nel percorso. Non me lo sono inventato io, l’ho capito sulla mia pelle”.
Un invito alla consapevolezza:
“La vita è tutta lì: nasciamo e moriremo senza accorgercene, tutto il resto invece va colorato. Non ci soddisferemo mai alla fine, quindi dov’è il punto d’arrivo se non sappiamo goderci il percorso?”.
La parola spoilerata è “figuraccia”.
J-Ax – “Italia Starter Pack”
J-Ax usa Sanremo come lente sull’identità italiana:
“‘Italia Starter Pack’ è il pacchetto base che ti serve per iniziare a essere italiano, vivere in Italia e avere a che fare con noi”.
Il palco dell’Ariston come luogo simbolico:
“Quando abbiamo finito il testo abbiamo pensato subito a Sanremo, perché Sanremo è l’Italia: è il palco dove tutta Italia guarda, commenta, si riconosce. Ci sembrava il momento migliore per fare un discorso come quello del brano”.
La parola rivelata è “cantiere”.
Dargen D’Amico – “Ai Ai”
Dargen D’Amico sfugge a definizioni semplici:
“È difficile fare una sintesi del brano. Parla di quello di cui parla, quindi degli elementi che ne danno il sapore: è un dialogo tra tempi, gusti, produzioni, sonorità e temi”.
Uno sguardo tra passato e futuro:
“Un ricordo del passato che diventa stimolo a mantenere una biodiversità dei materiali italiani anche nel futuro della canzone”.
La parola spoilerata è “raposo”.
Samurai Jay – “Ossessione”
Samurai Jay racconta una visione positiva dell’ossessione:
“‘Ossessione’ parla della sana ossessione: verso una donna, verso la musica, verso una passione. È la benzina che ci porta ad andare avanti”.
Senza calcoli sanremesi:
“Non c’è niente che mi faccia pensare che questa sia la canzone giusta per Sanremo, ma è un brano di cui vado molto fiero, mi fa muovere e mi rende felice quando lo ascolto”.
La parola chiave è “feeling”.
Ditonellapiaga
Ditonellapiaga porta sul palco un brano che la rappresenta pienamente:
“È un brano ironico, impertinente, sfacciato ma simpatico. Direi 100% Ditonellapiaga. Non mi sarei mai aspettata che sarebbe arrivato a Sanremo”.
Una scelta di autenticità:
“Per la carriera di un artista è importante portare su questo palco brani che ci rispecchiano, anche se non sono quelli che accontentano tutti. Sul palco voglio essere me stessa”.
La parola emblematica è “matta”.
Leo Gassmann – “Naturale”
Leo Gassmann definisce il suo brano un invito all’amore:
“‘Naturale’ è un grido d’amore e spero possa spingere le persone a volersi più bene, soprattutto a voler più bene alle persone che hanno accanto”.
Il legame con Sanremo è profondo:
“Sono un grandissimo fan di Sanremo fin da quando ero piccolo. Appena ho cantato il ritornello ho sentito che era la canzone giusta per questo palco”.
La parola scelta è “pace”.
Raf – “Ora e per sempre”
Raf torna al Festival con una storia che attraversa il tempo:
“‘Ora e per sempre’ è una storia d’amore. I protagonisti si incontrano alla fine degli anni ’80 e oggi si confrontano con un mondo completamente cambiato”.
La parola chiave è “empatia”.
Fedez & Marco Masini – “Male necessario”
Un brano che parla di crescita e trasformazione:
“Il male necessario fa parte dell’esistenza umana. È una celebrazione delle tempeste che attraversiamo, perché solo da lì possiamo uscire migliori”.
La parola rivelata è “il passato”.
Nayt – “Prima che”
Nayt porta a Sanremo una ricerca identitaria:
“‘Prima che’ parla di identità, di riconoscimento e di cosa possiamo scoprire di essere togliendo tutte le strutture sociali”.
Un flusso di coscienza:
“È un brano nato molto velocemente, in una giornata, come un flusso di coscienza. Riascoltandolo ho sentito un’emozione fortissima e un messaggio chiaro”.
La parola spoilerata è “posteri”.
To be continued.











