Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto (Media: 6,3)
Uno dei casi più divisivi del blocco. Alberto Muraro è tranchant con un 4: “Scusate ma no, soprattutto da Millennial cresciuto con Cristina d’Avena”, mentre Lorenza Ferraro si ferma al 5,5 e liquida l’operazione come “mash-up senza senso”, ricordando che “il rock, così come il punk, è un’attitudine: qui c’è solo tanta estetica”. Di tutt’altro avviso Anna Ida Cortese, che assegna un 8,5 e parla di “festa rock”, di un classico trasformato “senza paura” e di un finale “alla Led Zeppelin” che “ha acceso tutto”. Alessandro Genovese sintetizza: “Cristina D’Avena spettina le Bambole di Pezza”, mentre Oriana Meo la legge come “energia e infanzia”, con un caos che però regge fino in fondo. Media sopra la sufficienza, ma con una polarizzazione evidente.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi (Media: 8,2)
È tra i momenti più forti della serata. Anna Ida Cortese non ha dubbi e ringrazia Dargen “per aver parlato di guerra e di morte in prima serata”, travestendo tutto da leggerezza e costruendo “un modo obliquo, ma chiarissimo, per dire cose scomode”. Sulla stessa linea Lorenza Ferraro, che parla di “miglior esibizione della serata”: c’è un’idea, c’è un messaggio, c’è bellezza.
Convinto anche Alberto Muraro, che definisce la performance “di altissimo livello e interessantissima”, pur evitando di entrare nel merito politico. Alessandro Genovese sottolinea la capacità di attualizzare un classico della musica italiana, mentre Oriana Meo osserva che Dargen resta nella sua comfort zone, ma riesce a dare a Su di noi un senso diverso da quello che ha sempre avuto. Media alta e consenso quasi unanime.
Tommaso Paradiso con Stadio – L’ultima luna (Media: 6,5)
Omaggio che divide senza esplodere. Lorenza Ferraro parla di “tanta scena e poca sostanza”, sottolineando la differenza con Gaetano Curreri, che “salva l’intera esibizione”. Anche Alberto Muraro resta tiepido e si chiede se “si poteva fare di più”.
Di segno diverso Anna Ida Cortese, che ammette di amare gli Stadio e vede nell’omaggio a Lucio Dalla qualcosa capace di accendere anche Paradiso: “Si è lasciato andare. Bravi davvero”. Alessandro Genovese parla di una garanzia consolidata e di quel “pizzico in più” portato da Paradiso, mentre Oriana Meo osserva che, pur uscendo dal suo territorio, quell’effetto “sotto il sole di Riccione” resta difficile da dimenticare. Media compatta, senza strappi netti.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno (Media: 7,8)
Duetto che convince quasi tutta la redazione. Lorenza Ferraro è la più entusiasta e parla di una voce “pura emozione”, capace di pesare le parole e raccontare, definendo l’accoppiata perfetta ed emozionante. Anche Anna Ida Cortese sottolinea la “delicatezza rara” dell’omaggio, con voci che si incastrano in un’eleganza misurata.
Alessandro Genovese evidenzia la forte intesa tra Bravi e Mannoia e parla di cover centrata nel ricordo di Ornella Vanoni. Più cauto Oriana Meo, che fatica a valutare la performance al di là del brano e del nome sul palco, pur riconoscendo un risultato buono. Unica voce più fredda quella di Alberto Muraro, che parla di “occasione sprecata” e avrebbe scelto un altro pezzo. Media alta e consenso quasi unanime.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – Vita (Media: 7,5)
Uno dei momenti più emotivi del blocco. Lorenza Ferraro parla di esperimento riuscito e di una versione personalissima che mette a confronto due generazioni, sottolineando il coraggio della scelta. Anche Alberto Muraro evidenzia la sintonia padre-figlio e il momento toccante con Morandi visibilmente emozionato.
Per Anna Ida Cortese è stato come entrare in punta di piedi nella loro intimità: un duetto che ha fatto cantare anche dal divano. Alessandro Genovese parla di un “fil rouge” inaspettato tra padre e figlio, mentre Oriana Meo osserva che il paragone era inevitabile ma, a suo avviso, il test è stato superato. Media alta e giudizi compatti, senza vere crepe.











