A poche ore dalla finale del Festival di Sanremo 2026, Laura Pausini si è concessa a una conferenza stampa fiume, un incontro a cuore aperto in cui ha toccato tutti i temi caldi di questa edizione: dalla sua esperienza come conduttrice alla gara, passando per la polemica sulla sua esibizione per la pace e il suo rapporto con la critica.
Un bilancio finale che è anche una dichiarazione d’amore per il Festival, ma senza nascondere le difficoltà e le ansie di un’artista che, dopo 33 anni di carriera, non ha paura di mostrarsi vulnerabile.
laura pausini a sanremo 2026: “NON HO IL CORAGGIO DI TORNARE IN GARA”
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza stampa è stato quello in cui Laura Pausini ha parlato della possibilità di tornare in gara a Sanremo. Sollecitata da un aneddoto raccontato da Tiziano Ferro, che le confessò di voler tornare al Festival e lei glielo sconsigliò, Laura ha ammesso:
“Sì, una volta in America Tiziano mi fece sentire un brano dicendo che lo voleva presentare al Festival. Io gli dissi che mancava un anno e che secondo me doveva farla uscire, anche perché sei Tiziano Ferro, non hai bisogno di aspettare. Lo stesso accadde con Giorgia nel 2023 e le dissi: ‘Come fai a trovare il coraggio di andare in gara dopo così tanti anni?’. Io, sono sincera, non ho questo coraggio che hanno loro. Visto che vivo quotidianamente giudicata, perché devo mettermi un’altra ansia addosso quando uscendo normalmente coi dischi ricevo critiche positive e negative?”
“ELISA DIRETTRICE ARTISTICA? SAREBBE IMPORTANTE”
Sulla possibilità di diventare lei stessa direttrice artistica del Festival, la Pausini è stata netta: “Io non sono in grado ancora di essere direttrice artistica di un festival come questo. Dico ‘ancora’ perché fino a che non ho vissuto questa esperienza da conduttrice, ho sempre detto che non avrei mai condotto, e invece sono stata bene e non vorrei smettere”.
Ma quando le viene chiesto un nome per il futuro, non ha dubbi: “Elisa come direttrice artistica sarebbe una persona importante nella scelta di quelle che sono le nuove canzoni del futuro. Che sia una donna o un uomo, secondo me deve essere una persona capace, è un ruolo molto difficile”.
LA RISPOSTA ALLA POLEMICA SULLA COVER DI “HEAL THE WORLD”
Infine, Laura Pausini ha risposto a chi ha criticato la sua esibizione sulla pace, giudicata da alcuni troppo generica. La cantante ha difeso la scelta di “Heal the World” di Michael Jackson, spiegando che il messaggio semplice era voluto per arrivare a un pubblico vasto e trasversale.
“Non ho capito perché non ti è piaciuta l’idea di parlare di tutte le guerre. Perché, fai differenza tra una guerra e l’altra?”, ha risposto a un giornalista. “Abbiamo fatto una canzone, una presentazione scenica con dei bambini, dei gesti… io ho cantato delle parole che sono iniziate in falsetto e sono diventate in voce piena e di testa… quello è un messaggio. Finché io per voi sarò solamente una cantante italiana che va in Sudamerica e non una cantante che utilizza la voce per dire delle cose nel modo in cui si esprime, forse non vi basterà mai. È stato dato un messaggio attraverso la canzone”.











