25 Febbraio 2026
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25 Febbraio 2026

Ermal Meta a Sanremo 2026: “Stella Stellina”, la guerra raccontata senza nominarla

Una canzone che sfiora il conflitto senza nominarlo apertamente: tra simboli, silenzi e una parola scritta sulla giacca.

Ermal Meta canta Stella Stellina al Festival di Sanremo 2026 con la scritta Amal sulla giacca
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Ermal meta Stella Stellina di cosa parla veramente? Il significato non immediato della canzone.

La canzone crea curiosità, non solo per il titolo, che richiama una filastrocca infantile, ma per il contesto evocato e per una scelta visiva precisa: sulla giacca, durante l’esibizione della prima serata, la scritta Amal, che in arabo significa “speranza”.
Una parola piccola, ma non casuale.

Di cosa parla “Stella Stellina” – il significato della canzone

Nel brano Stella Stellina, Ermal Meta racconta la fragilità dell’infanzia dentro uno scenario di guerra. La prospettiva è quella di una bambina palestinese: non c’è cronaca, non c’è slogan, non c’è dichiarazione esplicita.
C’è un punto di vista.

Il conflitto non viene nominato in modo diretto, ma si percepisce attraverso immagini, silenzi e dettagli. Non è una canzone che spiega la guerra a Gaza: è una canzone che guarda cosa resta negli occhi di chi la vive.

La scelta narrativa è coerente con il modo in cui Meta ha sempre affrontato temi complessi: con discrezione, evitando proclami.

E proprio questa discrezione divide.
Per alcuni il messaggio è troppo implicito. Per altri è l’unico modo possibile per parlare di guerra su un palco generalista come Sanremo.

La parola “Amal” e una scelta delicata
Durante l’esibizione, Ermal Meta ha indossato una giacca con la scritta “Amal”. In arabo significa “speranza”.

Un dettaglio visivo che ha aggiunto un ulteriore livello di lettura al brano. Non una presa di posizione urlata, ma un segno. Una parola.
In un contesto polarizzato come quello che riguarda Gaza, ogni simbolo pesa. E ogni scelta diventa interpretazione.

Meta non ha trasformato il palco in un comizio. Ha scelto una traiettoria più sottile. E questo rende la canzone ancora più discussa.

Un tema che non emerge del tutto?
C’è un punto centrale: il tema della guerra non viene mai completamente esplicitato nel testo.
È una scelta narrativa che lascia spazio all’ascoltatore, ma che può anche creare ambiguità.
Parlare di Gaza oggi significa entrare in un terreno emotivamente e politicamente complesso. Farlo attraverso lo sguardo di una bambina significa spostare il discorso dall’analisi geopolitica alla dimensione umana.

Ma è sufficiente?
La domanda resta aperta.
Ermal Meta e la coerenza del suo percorso

Non è la prima volta che Ermal Meta affronta temi sociali o collettivi nella sua scrittura. Lo ha sempre fatto con un tono misurato, evitando l’enfasi.
A Sanremo 2026, con Stella Stellina, sceglie ancora una volta la sottrazione.

E in un Festival dove spesso domina il rumore, la sottrazione può essere una forma di esposizione ancora più forte.