Conferenza stampa Sanremo 2026 – 25 febbraio 2026
La mattina dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2026 è, come sempre, la mattina dei numeri (qui gli ascolti della prima serata). Ma non solo.
Se da una parte si parla di Total Audience, share e flessione, dall’altra la conferenza stampa si accende quando prendono la parola gli ospiti della seconda serata: Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo. E lì, improvvisamente, Sanremo smette di essere solo statistica e torna ad essere racconto.
Intanto fuori, dal palco del Suzuki Stage, il racconto è già popolare: pubblico incollato in piedi dalle 9:00 fino alle 11:30, fino alla fine del concerto di Gaia. Commenti sull’eleganza, complimenti alla conduzione, e ancora nessun “preferito” definitivo. Il Festival è appena cominciato.
Ascolti prima serata: 9,6 milioni e 58% di share
Il direttore generale Auditel, Paolo Luggato, ribadisce subito una cosa:
“Auditel misura, non commenta.”
Il dato è chiaro:
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9.600.000 di ascolto medio
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58% di share
Si parla di Total Audience, quindi integrazione tra televisione tradizionale e visione su device digitali.
Il dato che pesa di più nel confronto con l’anno scorso è un altro: davanti alla TV ieri sera c’erano 16.100.000 persone, contro i 18.700.000 dell’anno precedente.
Quindi 2,6 milioni di individui in meno davanti alla televisione, a prescindere dal programma visto.
È un contesto diverso, e questo cambia la lettura del risultato.
Carlo Conti: “Pensavo un po’ meno”
Carlo Conti si presenta con lo stesso sorriso dell’anno scorso.
Non ha battuto se stesso, ma non cambia espressione.
Pensavo un po’ meno.
Ammette che, per periodo e controprogrammazione, si aspettava qualcosa di più basso.
Non nasconde la flessione, ma rivendica il dato come “ancora altissimo”.
E poi quella frase che racconta bene il suo stato d’animo:
Non sono riuscito a battere me stesso, ma ho lo stesso sorriso.
Serenità, non trionfalismo.
E anche un’ammissione molto onesta: ogni anno lo scenario cambia, e i confronti assoluti sono sempre parziali.
Achille Lauro: identità, libertà e la Fondazione per i giovani fragili
Quando parla Achille Lauro, la conferenza cambia tono.
Non si limita al ruolo di co-conduttore. Racconta il suo percorso e soprattutto la nascita della sua Fondazione Madre, dedicata alle fragilità giovanili, ai disturbi comportamentali, alle dipendenze, alla solitudine.
È un metodo innovativo che intercetta i ragazzi prima della diagnosi.
Parla di ambienti difficili, di crescita, di responsabilità.
E poi torna su Sanremo come opportunità:
Sanremo ti offre 15-20 milioni di persone davanti. È una grande occasione per portare se stessi senza compromessi.
C’è una frase che riassume il suo percorso:
Ho portato quello che avevo in testa senza compromessi. E ha premiato.
E ancora:
Il fallimento è parte del percorso di successo.
Non è solo presenza scenica: è costruzione di identità.
E Lauro riconosce apertamente quanto Sanremo abbia inciso nel suo percorso.
Pilar Fogliati: l’arte come lente d’ingrandimento sull’Italia
Alla domanda se il Festival sia uno specchio o una lente d’ingrandimento del Paese, Pilar Fogliati risponde con una riflessione lucida:
Mi piace quando è l’arte a veicolare questo. L’arte ha meno giudizi, meno confini.
Sottolinea il ruolo dei giovani, delle tendenze, del “sentiment” che si muove attraverso musica, moda e linguaggi.
La sua chiave è chiara:
non è la polemica a raccontare l’Italia, ma la creatività.
Lillo: “Giocherò sul linguaggio di Sanremo”
Lillo promette ironia, ma non provocazione gratuita.
Vuole giocare sul linguaggio del Festival, sui tic sociali, sul modo di cantare e stare sul palco.
Mi piace giocare su quello che rappresenta Sanremo.
E rassicura:
Non farò sgambetti a Carlo.
Il tono è leggero, ma il messaggio è interessante:
Sanremo è un linguaggio codificato. E l’ironia funziona quando conosce quel codice.
Televoto e “cacciavite”
Claudio Fasulo chiarisce la modifica sul televoto:
la limitazione a un voto per utenza riguarda solo l’ultima sessione della finale.
Obiettivo dichiarato:
evitare il televoto compulsivo e “aggiustare il tiro con il cacciavite”.
È un intervento tecnico, non rivoluzionario, ma segna la volontà di rendere il sistema più equilibrato.
La scaletta non è casuale
Alla polemica sulla distribuzione dei favoriti nella scaletta, Conti risponde con una metafora da DJ:
Facciamo televisione come una playlist.
Alternanza tra brani lenti e veloci, uomini e donne, energie diverse.
Non sorteggio casuale, ma costruzione narrativa.
È una risposta chiara: Sanremo è uno show, non una sequenza notarile.
La seconda serata: cosa vedremo
I 15 Big che si esibiscono stasera
Carlo Conti ha ufficializzato in conferenza stampa la suddivisione dei 30 Campioni tra mercoledì e giovedì.
Stasera saliranno sul palco dell’Ariston, in rigoroso ordine alfabetico:
Bambole di Pezza
Chiello
Dargen D’Amico
Ditonellapiaga
Elettra Lamborghini
Enrico Nigiotti
Ermal Meta
Fedez e Marco Masini
Fulminacci
J-Ax
LDA & Aka7even
Levante
Nayt
Patty Pravo
Tommaso Paradiso
Ne deriva automaticamente che domani sera si esibiranno gli altri 15 Campioni.
Nuove Proposte: stasera le semifinali
Non solo i 15 Big.
La seconda serata segna anche l’inizio della gara per le Nuove Proposte.
Stasera le due semifinali:
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Nicolò Filippucci contro Blind, Elma e Sonico
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Mazzariello contro Angelica Bove
I vincitori delle due sfide torneranno domani sera per contendersi il primo titolo assegnato in questa edizione.
È un passaggio che spesso resta in secondo piano nella narrazione dei numeri, ma è qui che si misura la capacità del Festival di intercettare il futuro.
Ma soprattutto, due momenti musicali di Achille Lauro con Laura Pausini che, parole di Conti,
saranno televisione meravigliosa
Il riferimento a Crans-Montana e la scelta del brano
Durante la conferenza stampa viene chiesto ad Achille Lauro se stasera ci sarà un momento per ricordare le vittime di Crans-Montana.
A rispondere è Carlo Conti, che racconta un retroscena importante: inizialmente erano previsti due momenti musicali diversi, ma dopo aver visto quella madre cantare il brano di Achille davanti alla bara del figlio, la scelta è cambiata.
Ci siamo sentiti e abbiamo detto: dobbiamo fare questo. Lo faremo in maniera naturale. Parlerà la musica.
Non un annuncio plateale, ma una decisione emotiva.
Un cambio in corsa nato da un’immagine che ha colpito tutti.











