X Factor 2026, le pagelle delle Last Call: i voti più alti di Luca Jurman vanno a tre eliminati
I voti di Luca Jurman squadra per squadra, e un 2 ai giudici per le scelte della serata.
di Luca Jurman ·


Le pagelle di X Factor 2026 delle Last Call, andate in onda giovedì 15 ottobre su Sky Uno e in streaming su NOW, sono di Luca Jurman, vocal coach, cantante, arrangiatore e produttore. Conduce Giorgia, in giuria Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi.
Jurman vota 28 delle 29 esibizioni, da 4 a 6,5: Rio, per lui, resta senza voto. I 12 concorrenti dei Live Show, che partono giovedì 22 ottobre, e tutti i verdetti sono nel racconto delle Last Call. Le pagelle dei due Bootcamp e quelle di Amici 26 sono raccolte nella pagina delle pagelle di Jurman.
Le altre pagelle di Jurman, ad Amici 26: per Luca Jurman l’unica sufficienza è Manuel Meledina.
Siamo arrivati alle Last Call ovvero “Il gioco della sedia”! Ahahah
Chi se lo ricorda? Appena la musica si interrompeva chi rimaneva senza sedia veniva eliminato!
A quel gioco chiunque si incavolava o ci rimaneva male, e pensare che smettevano solo di giocare, figuriamoci questi ragazzi come ci rimangono con un gioco addirittura dove si può anche perdere la sedia conquistata…
Vabbè, la trasmissione inizia con i 4 giudici che intorno ad un tavolo giocano alle figurine, celo… manca… questo a me, questa a te, diciamo che è un mix tra asilo, negoziazione cinica e un non so che di trash!
Diciamo che questa è la parte che più lascia facilmente l’amaro in bocca, anche se già un po’ io ce l’ho perché mi aspettavo quest’anno di ascoltare qualche talento straordinario e davvero speciale, purtroppo l’amaro è veramente amaro amaro.
Dopo la presentazione di Giorgia si parte con la prima squadra, ovvero quella di Gabbani.
E ora, via! Il gioco della sedia inizia, anche se ve lo devo dire, io molti di loro non li ritengo pronti e adeguati ancora all’avvio di una carriera, non li avrei scelti, anzi, quasi tutti direi. Drastico? Vedremo col tempo.
Ricordo sempre che per motivi didattici non voglio scendere sotto il 4 per evitare l’umiliazione pubblica di chi già riceve il voto più basso, ma non nego che se molte performance avvenissero nella mia aula, spesso i 4 diventerebbero 2!
I voti inoltre hanno valore per la performance tecnica e la musicalità.
Ecco le pagelle delle Last Call di X Factor 2026.
Le pagelle di Luca Jurman delle Last Call di X Factor 2026
La squadra di Francesco Gabbani
Bulls on Parade (Rage Against the Machine)
Partono con grinta, ovviamente qui si giocano la sedia e la continuazione.
La cantante sulla parte rappata non è male come già avevamo visto, sufficiente il flow ma il timbro rimane piccolo e poco incisivo. Qui la parte di canto ovviamente non c’era, forse l’insieme è stato meglio della prima volta anche se la ritmica di questo brano è complessa per le sincopi che devono mantenere un Groove non proprio per tutti. Gabbani dice che hanno accelerato verso la fine ma io invece posso dire che la realtà è che aveva perso leggermente il tempo sui fill il batterista e ha dovuto recuperare per chiudere correttamente. Per l’esibizione vocale manca la certezza che fuori da questo possa reggere accorgimenti melodici più complessi. Per la Band 6-
Home (Edward Sharpe and the Magnetic Zeros)
Ha iniziato l’esibizione con un suono interessante, timbro che richiama molto il mondo internazionale, fresco, il vibrato un pochino stretto ma quasi in linea con il genere del brano, e la musicalità buona fino a che è restato nel timbro neutro. Ha anche fatto delle cose tecnicamente buone per quanto riguarda mordenti e acciaccature, ma poi, appena passato sui falsetti… proprio no, un mezzo disastro!!
La respirazione non è corretta, rumorosa, peccato davvero la scelta dei falsetti che ha rovinato tutta l’esibizione.
Mi domando però perché la maggior parte dei ragazzi oggi se gli si chiede come hanno cantato solo pochissimi dicono come stanno le cose realmente, perché se questo ragazzo pensa di aver cantato bene… allora è un problema serio! Non gli do il 4 dei falsetti solo per la musicalità delle strofe. 5.5
Uptown Funk (Mark Ronson feat. Bruno Mars)
Buona intonazione, respirazione a tratti compromessa dal tempo del brano e dalla mancanza di tecnica di rabbocco silente della presa di fiato sui tempi stretti, il timbro si sente che è curato e ricercato anche nelle parti di distorsione e negli attacchi dove il “Grattato” (termine per il profano) è necessario per l’interpretazione musicale. La pronuncia è buona, il vibrato però rimane sempre stretto e si era già notato, il Timing leggermente avanti e poco appoggiato per il genere, mi aspettavo cantasse con più melismi veloci sulle finali come il genere disco funk richiede e come sono anche ovviamente presenti nell’originale di Mars. La parte beatbox… insomma. Quando mancano certi dettagli purtroppo non riesco a non tenerli in considerazione per le valutazioni, malgrado questo ragazzo sembri sempre disposto e gentile io rimango sull’oggettività, e questa sensazione di mancanza di Groove l’avevo già avvertita sul brano precedentemente da lui proposto. Io le standing ovation non le condivido in generale!
Qui, anche se potrebbe dare di più (perché almeno canta) si sta sul 6.5
Space Oddity (David Bowie)
Si presenta con la chitarra, quando inizia a cantare ecco che sento subito un timbro che tende molto al medioso appena spinge un pochino di volume. La respirazione è limitata e un po’ rumorosa e questa poca presa di fiato che lei attua purtroppo si ripercuote sul sostegno delle note, specialmente quando cerca di scendere di dinamica (volume) e andare sul timbro arioso, lì il vibrato diventa strettissimo e per nulla controllato. La musicalità è anche buona ma con questi requisiti base mancanti perde valore. Tende anche ad articolare troppo poco e anche questo fa sì che il timbro rimanga schiacciato spesso. 5.5
A Thousand Years (Christina Perri)
Inizia male male, con voce spezzata, con un pianto ad ogni attacco che poi lo riporta anche nelle parti alte. L’emozione gioca bruttissimi scherzi. Il controllo è andato a farsi benedire in tutto purtroppo, vibrati stretti e non controllati, intonazione all’inizio molto instabile con spezzature di voce e mancanza di fonazione che sono rimaste attive fino alla fine. Per un attimo sulle parti alte sembrava potesse esserci un riscatto, ma niente, ha commesso una serie di imprecisioni che non possono essere nemmeno valutate. Male male. 4
Lonely Boy (The Black Keys)
Il cantante ha una buona naturalezza nel cantare questo genere, il timbro è buono e in linea con il brano, il suo sound in generale come ho già detto è comunque discreto ma vocalmente non fa trasparire un’abilità tecnica importante. La respirazione purtroppo anche in lui è quasi sempre a cavallo dell’inizio delle frasi cantate, e anche rumorosa, questo fa perdere spesso l’attacco a tempo.
La band a volte dà l’impressione di avere un buon insieme tranne in alcune parti davvero complesse dove anche il batterista tende a ritardare la conclusione dei fill, che spesso sono comunque complicati da inserire correttamente visto il cambio di accenti che spesso deve affrontare.
In pratica la band ha sì un’idea di insieme ma non è ancora formata con una forte identità, né vocale né strumentale. 6
Wish You the Best (Lewis Capaldi)
La sua esibizione scorsa è stata molto sopravvalutata, ma era abbastanza ovvio visto il livello della maggioranza dei partecipanti, vediamo cosa accadrà adesso.
Allora, so che sarò impopolare in questa valutazione, ma malgrado la sua intonazione e spinta vocale spesso buona e sostenuta la sua respirazione non è a posto, le sue dinamiche non sono ancora ben calibrate, sugli acuti tenuti non entra il vibrato dove invece sarebbe necessario per creare una discesa leggera di dinamica, che renderebbe la sua esibizione meno “cruda” e più fluida nei cambi melodici. Il timbro quando non spinge è naturalmente piacevole e con delle armoniche interessanti, poi appena inizia a spingere tende, per avere maggior controllo, a schiacciare il timbro quel poco che alla fine diventa statico e non impattante come invece potrebbe.
Il suo vibrato in generale è sufficiente ma ancora non usato bene. Il brano è bello ma la sua esibizione è abbastanza statica. 6+
La squadra di Jake La Furia
Rio (Niccolò Riolfo) – Pestifero (inedito)
Ecco, il super personaggio dell’edizione 2026!
Allora, vocalmente un disastro, nessun parametro esecutivo pervenuto. Dalla respirazione all’intonazione, fino ad un urlo che può solo resistere per la giovane età!
Ha solo 1 punto a suo favore, che è originale nell’esporre un’idea folle e fuori dagli schemi, che però poco ha a che fare con il mondo di X Factor.
È un progetto che non si può definire ancora, è un mix di punk rock, con animo riflessivo, satirico e allo stesso tempo di disagio.
Rimane invotabile perché fuori da un discorso musicale è più un’esternazione del sé con una base musicale.
Talkin’ ‘Bout a Revolution (Tracy Chapman)
Ecco che come avevo già previsto, qui viene fuori tutta la sua carenza vocale. A parte la pronuncia su cui evito di esprimermi perché non ha molto senso farlo, la sua musicalità anti/groove qui si svela in un secondo. Questa canzone ha una scansione ritmica che richiede una buona padronanza del timing ma soprattutto una conoscenza dei ritmi composti e non elementari come invece lei qui espone addirittura sotto il livello base. Il respiro è davvero assurdo! L’intonazione è saltuaria. Il timbro è poco estetico e insufficientemente libero, già solo il fatto di dividere la parola revolution cantando ree… (pausa)… volution… la dice già tutta! Voglio evitare di andare avanti a descrivere ciò che non va descritto, ma proprio no, ecco che viene fuori il “personaggio” e non la cantante. Meglio addirittura sulla chitarra. 4+
One (U2)
Inizia a tratti centrato a tratti meno preciso sull’intonazione, timbro tra i più interessanti di questa edizione, anche se nel suo caso il vibrato è sempre troppo presente, portamenti in linea con il genere ma riesce ad essere almeno un po’ originale, qualche leggera variazione sul tema melodico ma rimane all’interno delle variazioni possibili e senza mai strafare. Quando va sull’acuto di lancio ci va con una discreta padronanza e con una buona compressione vocale.
Se seguito bene potrebbe riservare qualche sorpresa interpretativa, anche se la tecnica quest’anno è un po’ sotto le aspettative generali. 6
Let Her Go (Passenger)
Timbro sporco che può sembrare all’inizio interessante ma poco dopo ci si rende conto che qualcosa potrebbe non essere a posto, qualche patologia in corso (causa reflusso?) le crea instabilità, inoltre questo suono diventa monotono perché non è sostenuto da abbellimenti tecnici. Il vibrato non è controllato, le dinamiche quasi inesistenti, è stata anche imprecisa sull’intonazione per tutto il brano perché non avendo una respirazione corretta le note lunghe erano tremolanti, fino a far trasparire incertezza in tutta la performance. Come ho anticipato già sul parametro dell’intonazione se parliamo di respirazione è davvero fuori controllo. Nota positiva? Che ho intrasentito qualche possibilità (forse con lo studio) di agilità proprio sul gruppetto di note di chiusura finale, ma tutto qui.
Ci si esalta per cosa? E perché dire per forza “Brava” quando non lo è stata? Perché tutto questo buonismo?? 5+
Last Nite (The Strokes)
Lo guardi, lo senti parlare e dici: e ora? Poi parte la base e il suo timbro cambia totalmente, si apre ed entra in un mondo parallelo ma di 30 anni fa! A parte il respiro di questa sera che era davvero fastidioso la sua intonazione era abbastanza buona e controllata, tranne qualche momento, anche nei portamenti che risultavano corretti dalla partenza alla nota d’arrivo, totalmente in linea con il genere. Il vibrato era accennato e lo ha inserito quasi nei momenti giusti, inoltre sa stare sul tempo in modo inaspettato. Certo il problema è anche che le esibizioni di quest’anno normalmente sono insufficienti quando appena uno è abbastanza intonato e un po’ in carattere con il brano si tende a farselo piacere più di quello che poi può davvero dare ad un secondo ascolto, perciò cerchiamo di stare nei dettagli. Questo brano non richiede né melodicamente né dal punto di vista dell’estensione una grande preparazione e dote. Sufficiente 6
L’amore esiste (Francesca Michielin)
Che stress ‘sto respiro rumorosissimo e brutto davvero che distrae tanto ma tanto tanto!
L’intonazione nelle parti alte è buona ma il timbro tende a schiacciarsi spesso per mancanza di sostegno, ed è un peccato perché a volte diventa interessante, infatti verso le ultime frasi finali del brano dove ha più tempo per gestire a modo suo la respirazione il suono si apre e fa apparire frequenze armoniche che per tutto il resto del brano vengono nascoste dalla poca padronanza generale. Il vibrato di base è abbastanza buono, le dinamiche invece hanno ancora bisogno di lavoro. Sul tempo non è male ma quel modo assurdo di respirare crea davvero danni di ritardo ritmico e quando cerca di recuperare lo fa con affanno, perché il tempo per rientrare nella frase successiva diventa troppo stretto. Che peccato 6-
River (Bishop Briggs)
Questa ragazza è molto giovane e tecnicamente ha molti problemi e questo va ad inficiare intonazione e controllo del vibrato, ma va detto che si sente che è portata ad un tipo di canto ricercato e complesso, è amante dell’R&B e si sente per la voglia di rifare i riff & runs del brano, ma c’è molto da lavorare perché questo genere richiede una precisione maniacale dell’intonazione, del ritmo e delle dinamiche, dinamiche che in questo caso hanno risentito anche loro della mancanza di studio tecnico approfondito e adatto al genere. Buona musicalità e sensibilità ritmica, ma ancora molto acerba. Questa esibizione è stata sotto qualche gradino alla sua precedente, peccato. 6
La squadra di Paola Iezzi
Training Season (Dua Lipa)
Parte con una certa convinzione, e al di là del respiro anche per lei inutilmente rumoroso, l’intonazione è abbastanza centrata ma il brano richiede tanto controllo dal vivo e malgrado il suo sia uno dei vibrati più centrati sentiti fino a questo momento quello che succede durante la performance è una perdita via via di controllo generale. Credo che l’agitazione stia anche giocando nel suo caso una carta perdente, è apparentemente sicura ma la voce… non mente mai!
Il timbro dopo un po’ si schiaccia anche a lei, e come ormai vi ho già più volte spiegato questo succede proprio per la poca gestione della respirazione, d’altronde la voce è uno strumento che vive sul fiato! Ha commesso l’errore di volersi concentrare anche sul movimento, forse per far vedere che si muove e che può fare un po’ di show da palco, ma in questa fase è meglio concentrarsi invece sulla voce!
Tutto sommato si intrasente una possibilità di lavorare su brani di estrazione vocale importante come l’R&B ma che richiedono anche in questo caso tecniche avanzate controllate che non so se all’interno di questo programma possano essere corrette adeguatamente e in così breve tempo. 6-
Scordarmi chi ero (Emis Killa)
Ecco, la quota inutile di Autotune è arrivata! A che serve? Comunque unica nota sufficiente c’è anche se lui pensa sia andata addirittura da Dio… la parte in extra beat che in verità era più un flow un po’ fast, l’extra beat serio è ben altro!
Comunque quando cerca di cantare anche con l’autotune si sente che è fuori intonazione di brutto!
Non ha nemmeno un timbro così particolare da essere differente da tanti altri rapper della scena del sottobosco nazionale, sinceramente non ne trovo nessuna particolarità così importante da riascoltarlo.
Il rap è una cosa molto più seria di come ormai viene dipinto qui in Italia, dove abbiamo raggiunto un livello mainstream anche in quello, e che ha contaminato il suo vero senso. Ma qui entriamo in un mondo di grandi scontri con le fanbase, e ne ho già abbastanza di lotte da fare. 4.5
Asilo Republic (Vasco Rossi)
Ehhh qui diventa quel momento di “stanca generale” che c’è bisogno un attimo di concentrazione per dire qualcosa su questa performance da band che a tratti sembra centrata e a tratti… quasi da medie e per fortuna non da “asilo”. Lui ha una voce interessante e articola bene ma in questo brano che cosa si vuole dimostrare? Perché l’intonazione è poco misurabile, e il sound generale era ovviamente sostenuto da delle sequenze. Diciamo che conoscendo l’originale non c’è stata una ricerca di personalizzazione adeguata per un brano che ha un’identità così forte come quella del Blasco più conosciuto. Non vado oltre. 5.5
Questo corpo (La Rappresentante di Lista)
In questo brano parte una personalità maggiore dell’ultima esibizione. Il problema che subito arriva alle orecchie anche di un profano è la pronuncia compromessa da una brutta abitudine di non articolare bene, dato anche il timbro che è scuro se non si apre di più la bocca per far sentire le vocali si rischia di diventare quasi simile allo stile personale di Madame, anche se qui grazie a Dio di autotune non si è sentita la presenza. La respirazione non è a posto ed è un peccato perché anche il vibrato a volte era sufficiente. Il tempo era abbastanza buono per un brano che punta anche sull’interpretazione, è riuscita a stare abbastanza in griglia ritmica, e le dinamiche anche se accennate hanno aiutato un po’ il suo difetto di chiusura del timbro. 6
Devastante (Olly)
Ecco un momento in cui si sente una post prod invasiva, corretta con minuzia nelle strofe dove però si è sentito troppo l’intervento del Pitch correction. Il timbro è sentito e risentito, se avesse la R moscia a chi somiglierebbe?? Già, diciamolo pure che non ha fatto nulla di eccezionale e di differente dall’originale!
Quando si imparerà che se bisogna far sentire come si canta se si portano certi brani si rischia di non far notare nulla di eccezionale? Specialmente se non si inseriscono soluzioni importanti?
Comunque troppa post e valutare così non ha senso se non per ritmo e forse timbro.
Quando ha accennato gli Oasis mi sono chiesto: ma sono sordi i giudici?? Ah no è vero, “ha la faccia”, come dicono loro… Mah. 5- ma anche meno
Somebody Told Me (The Killers)
Giovani ma le basi per un insieme da band sono abbastanza buone, anche se sul fill del finale si sono persi per poco.
Il neo è che in un brano così la voce deve avere un impatto più centrato e da cantante, anche se lui risulta intonato e le imprecisioni che ci sono state erano minime e non molto evidenti, alla fine non ha cantato la melodia con la giusta intenzione, ovvero da cantante.
Il respiro è anche qui fastidioso anche se in questo genere non è sempre rilevante. Il timbro è ancora un pochino acerbo, inoltre questi generi hanno bisogno di uscire ogni tanto dalla griglia ritmica appoggiandosi un po’ di più dando un senso di larghezza sul tempo che qui devo dire non c’era. La band ha suonato un po’ troppo meccanicamente tutto il brano, che invece a livello di timing doveva essere più rilassato. 5.5
Alexander Platz (Milva)
Canta in italiano, ci sono ovviamente dei difetti di pronuncia ma d’altronde con tutti quelli che cantano in francese di m… e inglese pure… lo ascolto. Parte con un suono sulle note gravi ben presente anche se scurisce ogni tanto in modo esagerato, ma questo lo ha fatto anche in inglese. Poi parte l’inciso, si apre il timbro e diventa stabile e ben piazzato, e mi fa per un attimo rimanere bloccato per vedere se sbaglia qualcosa o fa anche lì un qualcosa di troppo, ma rimane stabile, intonato, aperto, un vibrato ben calibrato e chiude la frase acuta con un piccolo gruppetto di note in modo preciso! La strofa successiva è recitata un po’ malino poi si riprende sul secondo inciso e lo canta con padronanza anche la seconda volta, dove fa un piccolo abbellimento e da lì si capisce che se guidato, togliendogli tutti quei vizi da classico interprete attorale francese, potrebbe riservare interessanti performance! Se fosse stato meno recitato gli avrei dato un voto maggiore, per questo rimane un 6.5
Where Is My Husband! (RAYE)
Quando ha detto il titolo mi sono fatto mille domande dopo che si era presentata con ben altre canzoni.
Parte decisa con un’intonazione centrata, brano difficile da interpretare e con alcuni passaggi che richiedono padronanza. La prima cosa che mi salta all’orecchio sono le chiuse delle frasi con quel vizio all’italiana sulle chiusure di allungare le note e le vocali con un OAH o EAH e con un portamento verso il basso che sinceramente tolgono groove ai brani di questo tipo! Toglietevi quel viziooooo!! Il vibrato è abbastanza buono, il ritmo quasi sufficiente, però tutti i riff con mordenti che sono nel brano non sono stati seguiti. Purtroppo il suo timbro in alcuni momenti somiglia ad Annalisa, specialmente quando spinge sulle note medio alte e inserisce il vibrato di modulazione. La respirazione però è meglio di tanti altri ma le dinamiche… non sono state belle e ben evidenti come nel caso di RAYE. Comunque 6+
La squadra di Irama
Forever Young (Alphaville)
Mentre parla si sente qualcosa che non va nella voce, inizia e si sente dal respiro rumoroso che c’è una fatica nel prendere fiato, l’intonazione è buona, il timbro a volte è un po’ troppo scuro, arricchisce alcune note con alcuni mordenti, il ritmo è abbastanza buono ma non ci sono guizzi di interpretazione nemmeno lì.
Purtroppo ad un certo punto ha cominciato a perdere l’intonazione, verso le note alte e si è fermata, questa cosa non va mai fatta! Mai! Peccato perché se si fosse ripresa magari avremmo ascoltato un qualcosa di più interessante? Questo stop è un allarme sulla stabilità emotiva per una pressione grande di un talent. Vedremo. 6-
Un ragazzo di strada
Allora, da come si sono esibiti sembrava fossero scarichi, poco grintosi, come se sapessero di non andare avanti, il cantante è stato anche abbastanza preciso nell’intonazione, ho sentito però la band e tutti i musicisti sul tempo traballavano un pochino. La voce è interessante timbricamente, la respirazione all’inizio molto rumorosa, poi nelle parti alte si sentiva di meno, ma comunque questo modo di respirare ha portato anche lui a non avere un buon controllo sulle finali delle note lunghe. Il finale è stato un po’… strano ammettiamolo, inoltre ha fatto un melisma fuori scala quasi arabian… con la band che si è persa un po’. 5.5
A mano a mano (Rino Gaetano)
Ecco quando sento questo tipo di esibizioni che tendono a copiare l’originale non riesco davvero a comprenderne le scelte, anche perché il paragone è sempre dietro l’angolo. Questo è un brano che se non fai qualcosa di davvero differente cantandolo con un’impronta più ricercata a livello di abbellimenti etc. è meglio evitare di farlo, primo perché vocalmente se fatto simile all’originale non può mettere in mostra delle grandi abilità tecniche se non quelle di una comunicazione del testo più intensa, secondo perché se come nel caso di Elia non c’è stato nulla di originale allora conviene evitarlo. Anche il timbro vicino al rauco forzato è una semplice imitazione di Rino Gaetano. Sì ok, intonato a sufficienza, a tempo a sufficienza, anche il respiro non era devastante ma?? 6-
Cambia un uomo (Marco Mengoni)
Portare un brano di Mengoni è un altro scoglio, ma parte in modo davvero diverso dall’originale, pieno di difetti e si sente un intervento di post produzione che non avrebbe dovuto esserci, peccato, preferisco sentire tutte le imprecisioni piuttosto che sentire una correzione in questo caso inutile, benché non facile da sentire per un profano. Il vibrato in certi momenti era leggermente sufficiente, l’intonazione senza correzione forse sarebbe stata leggermente fuori ma magari con più carica emotiva. Si sente che ha una sua vena sia da come canta un brano difficile e apparentemente non adatto a lui tecnicamente, benché sia stato sotto la sufficienza tecnica ha creato un piccolo interesse nell’ascoltarlo, ma solo piccolo. 6-
Somewhere Only We Know (Keane)
Aia, inizia con alcuni errori tecnici che purtroppo piano piano si stanno rivelando, forse perché stanno sentendo il peso addosso di questo format, o di un interesse forse più grande del vero loro valore, che è ancora da formare realmente.
Appena iniziato a cantare la voce del frontman inizia a perdere centratura dell’intonazione, il respiro è sempre invadente e il vibrato diventa un pelo più stretto di come dovrebbe essere. Si nota la sua musicalità e si sente che è uno che studia musica ma sul canto… non ci siamo!
Ci sono molte imprecisioni date da una mancanza di tecnica che potrebbe sicuramente sorreggere meglio la sua idea vocale. Da un certo punto dello special in poi comincia a caricare troppo l’enfatizzazione interpretativa, e diventa troppo eccessiva e ovviamente perde credibilità e verità oltre che controllo. Anche il timing comincia a perdere stabilità e la performance diventa perdente. Perché esagerare così?? Inoltre sul finale la stonatura… ha dato la stoccata finale. Il pubblico in sala è contaminato dalla situazione ma chi sta seduto a casa e ascolta… scopre le mancanze.
Ha anche stravolto male la melodia del brano! Lo avevo detto che forse si stava sopravvalutando una band ed un frontman che ancora devono formarsi bene, così rischiano di creare l’effetto rebound di un wow iniziale dei giudici e del pubblico! Attenzione attenzione, non è mai tutto oro ciò che luccica! 5+
(You Make Me Feel Like) A Natural Woman (Aretha Franklin)
Mmmm, purtroppo quando sento certi titoli di classici soul così famosi e difficili per i più esperti… mi preoccupo e spesso parto prevenuto.
Questa ragazza aveva già affrontato dei brani soul e avevo già espresso delle criticità sulla musicalità soul, perché insistere?? Vabbè partiamo:
Allora, Patrizia ha indubbiamente una buona estensione e un buon timbro aperto, anche l’intonazione è spesso centrata, tranne quando si sposta dalla sua zona comfort a livello di scale musicali, perché appena tenta di andare nel soul vero… lì viene fuori la mancanza di conoscenza.
Il vibrato a volte è un po’ troppo presente e alla fine il sound perde il senso del soul e diventa proprio italiano old style. Ecco noi in Italia abbiamo la forma mentis che appena si toccano note acute e potenti allora possiamo cantare blues e soul, ma non è così! Mancava proprio il linguaggio del genere ma ovviamente gli acuti così creano sì l’effetto wow! Mi spiace essere duro ma la verità sul genere va detta, buona voce e potenza, ma quel linguaggio non l’ha ancora imparato e forse sarebbe meglio per il momento cantare cose di elevata estensione ma non dove vengono tolti i virtuosismi tipici di quel genere, così sono costretto a dare un voto più basso perché non è un brano adatto ancora a lei, malgrado tutte le sue possibilità! Peccato per la scelta! 6+
8 miliardi di persone (Frah Quintale)
Il respiro infastidisce subito, ma va detto che la sua musicalità è attuale, peccato per il taglio del brano perché appena lei ha aperto la voce per cantare è finito subito il tempo, questo “peccato” però mi ha fatto capire che ero rimasto attento ad ascoltarla. Tolto il difetto del respiro il timbro se apre di più l’articolazione prende forma e diventa interessante. Intonazione buona e l’uso di acciaccature e un vibrato a volte di modulazione a volte misto fa capire ad orecchie attente che ha una musicalità più centrata della maggior parte dei concorrenti. Si sente un flow anche nel mix tra cantato e parlato che si appoggia sugli accenti giusti e con il giusto senso back beat che pochi amano sviluppare. Avrei voluto sentirla andare avanti e magari cantare note più alte, chissà se avrebbe meritato il voto più alto della serata? Perché tante volte invece di fissarsi sull’estensione bisognerebbe ascoltare la musicalità, che se manca quella… rimani solo un buon strumento acuto.
Interessante 6.5 che forse poteva diventare il 7- della serata! Vabbè rimaniamo con il dubbio!
Ok finitaaaa!!
Ma prima di chiudere mi rendo conto di chi è passato e chi no…
Giudici… maaa tutto bene??
Ma possibile che in questo paese se uno canta meglio di altri deve sparire??
Perché in questo paese i giudici devono sempre dimostrare di non capire un c..o?????
Stasera ho assistito ad una quantità di assurdità ingiustificabili!
Elogi a degli scarsi e batoste a quelli più meritevoli!
Tanti di quelli che cantavano meglio di altri li hanno mandati a casa, e molti con più personalità di altri… nulla, a casa anche loro!
Poveri ragazzi!
Ma a voi va bene così davvero?
Che ingiustizia!
Voto dei giudici? Per loro rompo la mia regola, 2!!
Per ora vado a prendermi un antiacido!
Tutte le esibizioni e i verdetti della puntata: X Factor 2026, le esibizioni e i verdetti delle Last Call. Il calendario completo della stagione: X Factor 2026 entra nel vivo: tutti gli aggiornamenti puntata dopo puntata.
Foto di Virginia Bettoja




