Home › Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli

Pagelle singoli del 24 novembre: Napoleone e Fulminacci , il nuovo cantautorato che convince. Morgan “tanta roba”, forse troppa

Le recensioni alle nuove uscite della settimana del nostro critico musicale

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 24 novembre a cura del critico musicale di All Music Italia, Fabio Fiume.

E dopo la cacciata via e pure in malo modo da X Factor, Morgan torna alla musica con un nuovo singolo che anticipa il tanto atteso lavoro d’inediti. Come sarà andato? Scopritelo di seguito assieme a questa nuova tornata di novità. Forse questa settimana non c’è nessun brano che vada al di là di una buon impatto, però va detto che non ho ascoltato nemmeno cose degne di un’insufficienza pesante. Siamo nella media va!

Non vi resta che proseguire nella lettura

NOTA

Vi ricordiamo che i voti delle pagelle di Fabio che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone.

Andando avanti nell’articolo si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordiamo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere positivo o negativo ma variabile e spiegato nella recensione stessa.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 24 novembre 2023

Nello Daniele – E che cè resta

Omaggio al fratello Pino, ricordato come uno che suonava da Dio. E come dare torto a Nello Daniele? Tuttavia questo non è sufficiente a rendere il pezzo fruibile se non in situazioni in cui invitato appunto a parlare ed omaggiare il fratello. Tolta questa componente la canzone non ha troppo motivo di essere, fra il percorso raccontato, le strade percorse appunto, la vita di quartiere ed un sound di chitarre e poco altro che però non hanno mai un cambio passo e che possono sortire effetto solo in chi ha amato il soggetto del testo. Come me.
Senza voto

Morgan – Si, certo l’amore

Confesso un mio limite: ho amato così tanto Morgan nei Bluvertigo ed in quelle produzioni lì al pari di quanto abbia avuto difficoltà a digerire il suo io solista. Di sicuro è un problema mio che forse non capisco il suo estro artistico, il suo essere sempre tanto oltre il senso comune di una forma canzone che ti resti, che si arpioni o grazie al testo o alla melodia, alla tua vita di uomo semplice.

Lui mette dentro alla sue produzioni sempre troppe cose. Qui l’effetto è quasi da musical in stile Rocky Horror Picture Show e di certo il mai troppo semplice Panella ai testi non aiuta a semplificare almeno da quel punto di vista. Non so davvero. Decido di non votare numericamente perché dentro ci sento molte cose belle, particolari, ma ce ne sono troppe e s’affogano. E a me, dico proprio a me, non rimane granché da portarmi appresso.
Senza voto

Massimiliano Varrese – Niente da dividere

Mentre è ancora tra le fila combattive del Grande Fratello, Varrese esce con una canzone per ricordarci che, oltre a fare l’attore a tempo pieno, se la cava anche col mondo della canzone. Il brano è fragilino assai; cantato con un enfasi che nemmeno Scialpi negli anni 80 (e li ci stava bene), su un sound più dance 90, ci racconta dell’amore in senso lato, del sentimento che col tempo s’adatta, si rinnova, cambia e presta il fianco ad ogni possibile nuova strada. Unica cosa sottolineabile è il finale con una percezione di tromba che almeno è un’idea. Per il resto rimane proprio pochino.
Cinque=
⭐⭐⭐⭐⭐=

gIANMARIA & Madame – Io ti conosco

La base melodicamente mi ricorda molto da vicino Somebody That i Used To Know di Gotye e Kimbra però a differenza di quel brano geniale, non gode di un inciso così potente dal punto di vista dell’apertura che facilità il cantare liberamente, anche se non lo si sa fare, diventando così un pezzo per tutti. gIANMARIA si fa preferire quando riesce ad essere più intimo anche perché quando decide di spingere tende ad urlare, pure se mitigando il tutto con imperanti effetti vocali tra cui invece Madame è di casa in maniera più padrona. Sicuramente però ha le carte giuste per strappare attenzione, però la somiglianza col brano belga è troppo schiacciante.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Luigi Strangis – Stupida libertà

Comincio subito dicendo una cosa: ho provato ad intonare sulla prima strofa del pezzo la frase che contiene la parola adesivi pronunciata con l’accento invertito tanto da rendermi conto che ci stava benissimo e senza fatica anche con l’accento giusto. E così nella seconda strofa la parola tramonto. E allora mi spiegate perché continuiamo ad oltraggiare la nostra lingua?

Per il resto la costruzione del pezzo non è malvagia; rende bene l’idea di ballata con accenti acustici, ben interpretata, con la giusta intenzione e le giuste dinamiche fra punti di forza e altri più dolci. Il testo è invece più fragilino; parla di difficoltà generazionali ma non si capisce esattamente verso cosa e perché.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Elasi & Willie Peyote – Autostop

Scorrevole ed orecchiabile, ha una base un po’ povera, troppo essenziale; pochi tratteggi di tastiera su una ritmica synth che mai trova variazione e qualche effettino qui e la. Peyote è talmente caratteristico e riconoscibile che, come entra, trasforma subito il brano in qualcosa di suo e lascia per paradosso alla nostra Elasi una parte da comprimaria. Si tratta di personalità e la nostra deve ancora un po’ cercare meglio dentro di se per rendersi padrona della scena. Al momento non è ancora propriamente riconoscibile.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

Giordie & Gionnyscandal – Rockstar

Di suo la chitarra ipnotica che regge il pezzo sarebbe pure bella, se non fosse che essendo praticamente il loop per tutto il brano alla fine diventa ansiogena se proprio non ti viene a noia. L’intelligenza è stata invece in un paio di punti di inserire delle aperture d’archi rigorosamente synth in sottofondo che però hanno il merito di dare spazio e variazione su tema. Scandal fa Scandal ma tutto sommato s’integra bene nel brano che forse, con un po’ di fantasia in più, partendo proprio da quella chitarra avrebbe potuto guadagnarsi un attenzione maggiore.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

PAGELLE SINGOLI 24 novembre 

Cassandra – Bonsai

“Mi sento un bonsai, plasmami come vuoi” è l’incipit dell’inciso di questo pezzo che paragona il nostro essere nel mondo al famoso albero nano che cresce secondo la direzione che noi gli si da potandolo di continuo. Il paragone è intelligente però nell’evoluzione di questo pop rock le strofe sono più potenti dell’inciso che gode appunto solo della frase topica, come quando uno trova la chiave giusta per aprire la porta, ma poi nella stanza non c’entra. Bisognava ampliare un po’. Musicalmente leggera ma almeno suonata per grazia ricevuta.
Sei =
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

Mara Sattei – Mare aperto

Già a Sanremo scorso la Sattei ci ha fatto vedere quante parole riesce a pronunciare in pochi attimi. Deve però stare attenta ad essere più chiara, perché non è che uno si possa sempre rincretinire a cercare di capire cosa dice; la cosa snerva. Detto questo il brano gioca con la velocità della base, alternando momenti di pausa, più soffusi, respirati ad accelerazioni improvvise in cui anche i suoni pompano, arriva qualche effetto sulla voce e tutto contribuisce alla poca chiarezza del testo. Non è malvagio ma avrebbe potuto essere lavorato con una maggiore attenzione da questo punto di vista.
Sei =
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

Asteria – Venere

Troppa Madame nelle intenzioni interpretative di Asteria. Il pezzo però ha un buon senso compiuto, con l’amore da cercare ed esplorare perché è un po’ come Venere, che oltre ad essere la dea dell’amore è anche una delle stelle più luminose nel cielo notturno, un faro guida costante. E quell’amore deve anche saperci accettare per come siamo.

A mio avviso però Asteria dovrebbe liberarsi un po’ dai troppi effetti applicati sulla voce che spersonalizzano e anzi creano analogie come sovra citate.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Emis Killa – Big bang

Raramente Emiliano ha parlato d’amore nelle sue canzoni. Qui invece è cantore di una storia d’amore, forse la sua. Le strofe sono accattivanti, giocate in doppia linea vocale con le basi maggiormente in spolvero. L’inciso invece è molto più corrivo ed anche un tantino giovanilistico nella scrittura. Mi aspettavo una maggiore profondità. Musica appropriata ell’artista con suoni urban e parecchi echi.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Nashley – Uno come noi

Canzone esistenziale su cosa si era, che vita si è fatti con quella strada di casa odiata, o una città che non ha mai dato niente. Ma anche nel mezzo del cemento ci sono fiori che rappresentano la speranza di potercela fare. Di positivo c’è che seppure il brano sia molto in linea con quel che si ascolta, la voce del nostro resta abbastanza pulita da effetti, che vengono utilizzati realmente solo come orpello per abbellire. Accettabile.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Gabry Ponte e Hanna – Pump Up the Jam

Titolo di una famosissima canzone house, iconica di un periodo specifico e di un annata in particolare, il 1989,su base di un’altra canzone famosissima dello stesso anno, la Ride On Time dei Black Box che fa anche da sigla e titolo alla mia trasmissione televisiva. Ponte riesce qui, sfruttando le peculiarità della di quel sound a non infarcire con i suoi soliti suoni che sono chiaramente tipici di circa un decennio dopo e la cosa giova al pezzo, perché avrebbe snaturato quel tipo di approccio dance.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

E veniamo alle zone più alte dei voti delle pagelle dei singoli del 24 novembre…

Febo – Fantasmi

I fantasmi sono anche tutti i sapori che un amore che è finito ci lascia attorno, nella nostre case, negli angoli condivisi. E chi se ne va lo fa sempre perché non vuole più nulla di noi, eppure non sa che si porta via invece decisamente di più, una reale parte di noi. Febo torna ad un cantautorato che prende spunti dall’indie moderno, quello legato a doppia mandata con il mondo più mainstream. Però il pezzo, pur furbo, arriva preciso, malinconicamente incazzato, perché le storie che finiscono possono anche lasciarci così: incazzati ma malinconici. Il finale tronco ed improvviso proprio no però Andrè!
Sette=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

Gianluca De Rubertis – Era già tutto previsto

Mi ha fatto tanto pensare ad un periodo specifico, quello di fine anni 60, di scritture alla Sergio Endrigo le cui melodie vengono però inglobate in una base alla Franco Battiato dei primi anni 80. Il connubio è originale e talmente fuori ogni proposta di quest’ultimo periodo che nonostante abbia matrici ben nette, appare una ventata di nuovo. Particolare senz’altro.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Elisa – Quando nevica

C’è magia nell’interpretazione di Elisa e questa è una sua caratteristica prioritaria. Dolcezza e forza si uniscono e non si prevalgono, viaggiano sulla stessa potenza d’impatto. Questa nuova collaborazione con Calcutta forse ha meno immagini di metropolitana poesia della loro precedente performance; sui si è più aulici e un filo fiabeschi. Come canzone permette di godere di un’ottima performance anche se a livello promozionale il pezzo è sicuramente meno impattante di “Se piovesse il tuo nome“.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Fulminacci – Baciami baciami

Sempre interessante Fulminacci nella sua scrittura, a volte intima e particolarmente sensibile, altre, come qui, scanzonata ma non per questo meno intelligente e soprattutto meno ficcante. Sound e impatto vocale procedono di pari passo in una scorrevolezza data anche dai vari passaggi fra strofa, bridge, inciso che godono di giusti incastri. E diavolo, quanto è importante dire ti amo? e Vaffa a chi non lo sa o peggio non sa farlo.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

E veniamo alla Golden Song della settimana nelle pagelle singoli 24 novembre…

Napoleone & Guè – Hitmania

Chitarre funk nell’inciso per Napoleone che si conferma padrone di un sound che fa Napoli, la Napoli musicale, quella bella, quella dei fasti. Anche l’uso del napoletano, qui in alcuni passaggi, si conferma come un rafforzativo del messaggio musicale che cavalca il tempo prendendo dal passato, portandolo nel presente con cognizione di causa, padronanza.

La presenza di Guè in questo caso è il tocco rap, la concessione alla modernità e poiché Napoleone meriterebbe già di suo spazi importanti, tanto vale chiamare uno dei più noti ed importanti del genere che magari aiuti in tal senso. Poi, che sia sempre uguale a se stesso, qui lascia il tempo che trova.
Sette +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Appuntamento a settimana prossima con le pagelle nuovi singoli.