NEW MUSIC FRIDAY 5 giugno 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI
I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
BENJI E FEDE E ALEX BRITTI – VIVA LA VASCA
Il singolo estivo di Benji e Fede è un esempio perfetto di come si debba studiare, apprendere e riproporre con intelligenza un concetto, un’idea. Lo scorso anno, infatti, a fare da ‘insegnanti’ sono stati Alfa e Manu Chao con la riedizione di Me Gustas Tu, quest’anno sono i due ex teen idol a riproporre una canzone storica ed estiva, La Vasca di Alex Britti, con un’altra sagace interpolazione.
Lo diciamo per chi non lo sapesse, questa non è una cover così come non lo era quella di Alfa lo scorso anno. Come detto, si tratta di interpolazione che equivale, per farla semplice, al risuonare da zero un brano del passato con un testo nuovo, un’idea più fresca e solo qualche elemento tecnico pratico del brano originale.
Nel caso specifico, la parte ripresa dell’originale è solo la prima parte del ritornello con, verso la fine, Alex Britti che fa un cameo cantando un pezzetto molto risicato e piazzato, tra l’altro, nelle retrovie in termini di mix rispetto le altre voci e gli altri suoni.
Ottima idea, realizzata bene. Riuscirà a copiare i risultati di A Me Mi Piace? Difficile dirlo ora ma è indubbiamente un brano che colpisce la parte affezionata all’originale e cattura quelli della nuova generazione in cerca di alternative valide per i prossimi mesi.
Voto: ★★★★★★★
7
GEOLIER – AUTORITÀ
L’estate di Geolier è totalmente hip hop, lontana dagli schemi soliti della bella stagione, e con un testo che racconta ciò che già aveva raccontato ma in una chiave diversa, cioè i disagi del quartiere di appartenenza, del rione, a cui fa da contraltare la sua figura che si erge a leader, carismatico e potente rispetto ciò che lo circonda.
Se la scelta per l’estate è questa allora tanto di cappello perché la produzione è molto audace, statunitense e di alto livello, con riferimenti soprattutto ai primi anni 2000 di 50 Cent ma non soltanto.
Molto forte l’immagine che viene regalata nel ritornello in cui viene detto chiaramente che l’unione fa la forza, che se viene sfiorato un solo membro della gang intervengono i suoi compari per proteggerlo. Un senso di unione che rende l’idea di quanto Geolier sia attaccato alla sua gente e quanto la gente sia pronta a fargli da scudo in caso di difficoltà.
Manca solo capire se, come altri suoi colleghi, anche lui vorrà inserirsi nella lotta ai vertici delle classifiche con un’altra plasticata estiva oppure se basta questa (che già va benissimo). Presumibile pensare che lo scopriremo a luglio, se non anche a fine giugno.
Voto: ★★★★★★½
6½
ANTONIA – OBBLIGO O VERITÀ
Questa versione di Antonia aveva già mostrato il suo primordiale potenziale all’interno della scuola di Amici ma, adesso a distanza di un anno, esplode con il vero, primo singolo adatto al grande mercato della sua giovanissima discografia.
R&B anni 2000, da Mary J. Blige a Kelly Rowland ma con un riferimento che appare molto chiaro ed è quello della compianta Aaliyah. Il modo di muoversi, di interpretare la musica ricorda quello della top player prematuramente scomparsa in Try Again e non soltanto.
Sul testo non mi soffermerei più del dovuto, il livello è quello di una canzone estiva ma a livello pratico tecnico svolge la propria funzione al meglio, poggiando perfettamente sulla base in ogni sillaba.
Questa è la versione migliore di Antonia, bisogna continuare così anche dopo l’estate e migliorare soprattutto sotto il profilo testuale per riuscire a imprimere, marchiare a fuoco il suo nome nella lista dei possibili futuri big della musica italiana.
Voto: ★★★★★★½
6½
DOLCENERA – EPOPEA
Riflessione esterna rispetto all’analisi del brano: se avesse portato questa al Song contest di San Marino sarebbe andata all’Eurovision a mani bassissime.
Canzone uptempo che ricorda la Dolcenera nel prime di qualche anno fa, con anche un’autocitazione nel testo che non dà la sensazione di narcisismo bensì di scelta sensata. Autobiografica a tratti lungo tutto il testo ma davvero impattante all’ascolto.
Si parla di notti di fuoco, di serate tutte da vivere e di possessione sessuale molto intrigante per la protagonista. Un brano estivo al 100% che funziona di più se lo si ascolta in un club, è perfetto per quel tipo di atmosfera.
Cassa dritta nel ritornello che, però, fa il paio al ritmo afrobeat delle strofe con anche un accenno jazzato e di samba che rendono il tutto più aulico, alto tecnicamente ma non ci si può aspettare di meno da una come lei.
Voto: ★★★★★★½
6½
FASMA – TULIPANI
Poco autotune (sembrerebbe) rispetto al solito, se non addirittura nulla in molte parti e già questa è una novità non da poco se parliamo di Fasma. La prima strofa va avanti in modo quasi trascinato, come fosse un pattern vocale su ostinato che, però, non dona un effetto armonico piacevole.
All’improvviso, però, ecco la svolta pop rock e ritmicamente da sveglia in faccia del pre ritornello e del successivo ritornello che ti permettono di dare la scossa a una struttura che sembrava inizialmente destinata all’oblio della delivery monotona.
D’un tratto diventa tutto molto interessante e decisamente più coinvolgente, il ritornello è uno dei migliori di questo periodo pre estivo senza dubbio. Il testo è la classica storia d’amore tormentata dove ci si prende e ci si lascia, un giorno va bene e l’altro va male. Nulla di nuovo all’orizzonte ma, almeno, ha il vantaggio di essere raccontata su una canzone che, arrivati al suo epilogo, ti fa venir voglia di riascoltarla.
Voto: ★★★★★★★
7
FRANCESCA MICHIELIN – STREGA COMANDA
In un momento storico dove tutti inseguono la formuletta vincente, Francesca Michielin si piazza dalla parte dei freak musicali e propone brani che definire ‘strani’ sotto ogni punto di vista è un eufemismo. Ed è bello, coinvolgente ma, soprattutto, stimolante.
Si parte subito con una sezione ritmica e un synth che ricordano molto le recenti produzione di Trent Reznor per Tron ma anche Gesaffelstein in OPR. Apprezzato come suono, anche perché in passato questo tipo di trovata e ricerca sonora, ovviamente con gli strumenti disponibili all’epoca, erano stati piazzati in alcune canzoni dal Maestro Franco Battiato.
Questo fa capire molto di quale sia il mondo che la Michielin sta cercando di battere, anche perché il testo è tutt’altro che banale nella sua scrittura. Si parla di streghe, nell’accezione vecchia del termine ma applicata nel mondo di oggi. Lei è una moderna strega che suona la chitarra e che ha la facoltà di potere prendere scelte indipendenti e individuali.
L’immaginario medioevale che sta regalando la cantautrice veneta è una delle cose più interessanti del panorama attuale, completamente diverso da ciò a cui siamo abituati ed è un bene. Finalmente qualcun* che fa quello che deve fare un’artista: proporre qualcosa di diverso.
Voto: ★★★★★★★½
7½
GIGLIO – TANTRA
Martina Giglio non è un nome conosciutissimo ma meriterebbe di diventarlo per ciò che propone. In questo caso siamo di fronte a un mix tra funky, pop, r&b e soul mescolati tra loro con metodo e ordine, come si confà (o si dovrebbe…) nella musica se ne si seguono regole ma senza restarne intrappolati nelle sue sovrastrutture, sperimentando come e quanto basta come in questo caso.
Anche il timbro è particolare, sulle note basse diventa caldissimo e si espande quasi come un abbraccio. Per darvi un riferimento chiaro, immaginate una Malika Ayane a livello vocale ma che riesce a toccare delle note più alte. Probabilmente la differenza, per essere ancora più preciso, sta nel riuscire ad andare più in alto di Giglio rispetto la Ayane ma comunque il mondo è quello.
La seconda parte del brano ha anche un synth praticamente uguale a quello usato dai Nu Genea che tanto vanno di moda, e menomale, che ci permette anche di apprezzarne la capacità di mettere un po’ di fusion a questo già ricchissimo universo sonoro.
Scoprite Giglio, ne varrà la pena.
Voto: ★★★★★★½
6½
IMMANUEL CASTO – AMORE ALIENO
Quando uno è un genio, rimane un genio per l’eternità. In questa categoria rientra al 100% Immanuel Casto che, di nuovo, racconta “senza pretese” e con “amor cortese” un altro aspetto importante del mondo contemporaneo, sempre poco preso in considerazione: la passione da far esplodere in un mondo che vuole limitarla e incatenarla, specialmente se prevede la presenza di “immigrati illegali” colpevoli di commettere “reati universali”.
Non esiste limite geografico quando si vuole amare, quando si vuole esplodere di felicità e gioia verso qualcuno ma questa esplosione viene interrotta dalla politica, rea di mettere dei paletti a qualcosa che non comprende appieno.
Un messaggio che non appare banale se lo analizziamo nel concreto, esistono tante persone bloccate da passaporti, leggi, e che non possono amare liberamente chi preferiscono, come se anche amare fosse ormai una colpa.
Casto torna con un brano che è più politico di quel che appare ma che, come al solito, ti strappa un sorriso beffardo.
Casto e divo, come sempre.
Voto: ★★★★★★½
6½
THE KOLORS, MERK E KREMONT, SERENA BRANCALE – PARTENOPE
Serena scusa una domanda, quanti featuring estivi vuoi fare quest’anno?
Risposta: sì.
Si potrebbe chiudere così il dialogo sull’ennesima canzone estiva, dopo quelle con Sal da Vinci nel suo album e con Samurai Jay, oltre quella già pubblicata con Delia e Levante, di Serena Brancale che, questa volta, viene intercettata dai vincitori di Sanremo, Merk & Kremont, che scelgono lei e i The Kolors.
Proprio la band di Stash piazza il solito tocco anni 70 funky e mette il ritmo necessario per animare tutto il resto che è molto più dance, in perfetto stile Merk & Kremont.
Sul testo glissiamo, è una canzone estiva quindi non aspettatevi assolutamente nulla di importante o impattante. Farà sicuramente successo, molto più di tante altre canzoni, ma è ancora presto per capire se sarà questa oppure un’altra la vera canzone dell’estate. Quella che dobbiamo considerare una vera hit non la si conosce ancora ma questa è sulla buona strada.
Voto: ★★★★★★½
6½
MICHELE BRAVI – IO TU LEI LUI
Se dicessimo che la canzone sia brutta mentiremmo, non è brutta. Anzi, è molto simpatica e riprende perfettamente il concept che Bravi ha iniziato a portare avanti nella sua commedia musicale da Sanremo in poi.
Quella che manca è l’abitudine all’ascolto di Michele Bravi su canzoni di questo tipo, considerando che lui ha sempre reso al massimo e al meglio in brani decisamente più strutturati e orientati verso linee melodiche e armoniche più tristi, in minore, in cui il racconto quasi ai limiti del depresso andante facciano da scudo alla vera felicità di questo ragazzo.
È già da un po’ di tempo che cerca di proporre brani più up, più felici o, comunque, simpatici e a poco a poco si entra in questo nuovo universo. A fatica ma ci si prova.
Voto: ★★★★★★
6
BABY K – TUCAMACARENA
La classica canzone estiva di Baby K che spera diventi una megahit ma sono anni che fatica. Che sia questo l’anno buono? Di certo, il ritornello che richiama la canzone del Genio di Gigi Proietti in Aladdin sorprende dato che melodicamente e armonicamente crea quell’effetto stacco tra strofa, blanda e ripetitiva nell’ottica della solita canzone estiva, e ritornello che invece coinvolge.
Non un capolavoro, neanche nel testo ma ormai a quello siamo ampiamente abituati dato che le canzoni estive sembra abbiano una specie di regola non scritta che non possano avere dei testi pregni e con un significato interessante. Sole, mare, spiaggia, amore che nasce, amore che muore sotto la luna piena, balli di gruppo e racchettoni. I testi estivi non prevedono altro, ormai, da anni.
Baby K non ha sfornato la megahit da n.1 in classifica ma, almeno, questo ritornello ha chance di diventare virale su Tiktok se viene creata una campagna di sponsorizzazione di un certo tipo. Bisogna investire perché con la concorrenza che c’è, anche lei rischia di rimanere al palo per l’ennesima volta.
Voto: ★★★★★★-
6-
MALIKA AYANE – UNA POSSIBILITÀ
Davide Simonetta, Paolo Antonacci, Pacifico e, per l’appunto, Malika Ayane. Uno squadrone di nomi straordinari per una canzone davvero molto molto simpatica e allegra che si mette in scia, seppur diversa, a quella di Sanremo 2026.
Malika Ayane se la gioca davvero bene con questo mix tra un brano dance anni 80 e la bellavita degli anni 50 alla romana, con anche un accenno ai Matia Bazar d’annata con Antonella Ruggero che male non fa.
C’è tanta qualità in questo brano, tante piccole chicche, come quella del cambio nello special gestito con dei cori che riempiono perfettamente l’atmosfera, ma anche questa percussione che spezza il ritmo del ritornello in modo strano ma coinvolgente.
C’è un po’ di Esercito del Selfie a dire il vero ma la voce di Malika è così unica che quasi lo fa dimenticare. Ottimo lavoro, una delle migliori di questa estate.
Voto: ★★★★★★★
7
TORMENTO, RKOMI – FREDDA COME L’INVERNO
Rkomi è tornato nel suo prime in questo brano, ma non quello rap bensì quello vicino al periodo di Taxi Driver. Accompagna il solito e perfetto Tormento che, come sempre, porta avanti un flow nelle strofe riconoscibile e con un’impronta davvero unica.
Il testo non è un fulmine di guerra, specialmente nel ritornello che è totalmente commerciale, ma la parte di Rkomi e le strofe di Tormento sono davvero di alto livello. Può giocarsela per una metà classifica estiva che passa e ascolti volentieri, non skippi.
Voto: ★★★★★★
6
PAGELLE NUOVI SINGOLI 5 giugno 2026 – I BOCCIATI DA AMI
LUK3 FEAT. CRISTINA LORA – MELODRAMMATICA
Fred De Palma e Ana Mena 2, il ritorno. Potremmo sintetizzare con un finto titolo cinematografico questo nuovo paragrafo della fresca carriera dell’ex concorrente di Amici che, per l’occasione estiva, sceglie di entrare a gamba tesa nel mercato con un feat internazionale. La scelta ricade sulla sconosciuta (nel nostro paese) Cristina Lora che, a tutti gli effetti, ha lo stesso peso che, ai tempi di D’Estate Non Vale, aveva Ana Mena.
Il brano è un mix di tante cose per nulla innovative o quantomeno diverse rispetto ciò che già conosciamo a memoria. Si parte da una base latina classica che viene condita da un testo molto basico a livello metrico, con incastri la cui ricerca semantica sembra essere durata un paio di minuti o poco più.
La voce di Luk3, in questa occasione, sembra molto simile a quella di Federico Rossi del duo Benji e Fede e, guarda caso, proprio oggi anche loro hanno pubblicato il singolo estivo. Il target, per tutta questa serie di motivi, è palesemente quello adolescenziale ma non stupirebbe se riuscisse a conquistare il pubblico più generalista che ama questo genere di canzoni per nulla impegnate.
Un altro nome da aggiungere alla già sconfinata lista dei cantanti per l’estate. Il mercato è saturo, qualcuno dovrà necessariamente rimanere al palo. Sarà Luk3 o i suoi competitor?
Voto: ★★★★★
5
DILE – MANNAGGIA A ME
Un ibrido tra Olly e Juli, Fulminacci e Leo Gassmann che potrebbe anche funzionare ma che, soprattutto nel ritornello, fa pensare troppo a questi nomi appena fatti facendo distrarre l’ascoltatore.
Dile ha sempre avuto una qualità evidente, la stesura dei testi su canzoni un po’ più ricercate e non si è mai ‘piegato’ nel seguire determinate dinamiche di mercato per lottare ad armi pari. Quest’anno, evidentemente, ha scelto di non combattere ma di adeguarsi ma il rischio è gigantesco con questo tipo di brano.
Struttura in maggiore con echi da falò in spiaggia e cori da cantare in compagnia, questo mantra “mannaggia a me lalalalala” risuona come la parte da imparare a memoria in modo facile e pulito. Non è da Dile.
Potrebbe funzionare ma potrebbe anche essere un tuffo nell’Oceano sconfinato dell’attuale discografia mainstream italiana che regala poche gioie e molti momenti di stasi. Speriamo possa trovare la propria pace sotto l’ombrellone.
Voto: ★★★★★
5
ELENA D’ELIA – NON È MICA FANTASIA
La domanda da farsi in casi come questi è: ma se l’avesse cantata un’emergente senza i riflettori puntati addosso staremmo qui a parlarne? Presumibilmente no e se lo si facesse la si liquiderebbe in cinque minuti.
È una canzone che ascolti una volta e non ti viene voglia di riascoltare, a meno che non si sia amanti della musica country pop alla KT Tunstall ad inizio carriera, quando ancora doveva capire che Black Horse and A Cherry Tree doveva avere un altro tipo di struttura per ottenere successo in tutto il mondo.
Questa canzone è suonata interamente in maggiore con un testo che è un elenco di cose viste e vissute come fosse una lista della spesa delle emozioni, un’anafora che, però, diventa una cantilena che ha la mera funzione di condurti al ritornello e basta, quasi un riempitivo in ottica esplosione del chorus.
Nel concreto, è quella la parte davvero forte e che viene sviluppata molto bene mentre la parte più debole a livello strutturale sono queste voci fuori campo piazzate all’improvviso che dovrebbero fungere da coscienza a posteriori e che, invece, diventano quasi un disturbo durante la narrazione.
Nel complesso non è neanche malaccio, il problema è che è una canzone acerba. Elena sta bene in questo mondo ma si capta che non è ancora pronta per affrontarlo dal punto di vista sonoro e vocale al 100%, il country è un linguaggio musicale molto maturo e ci vogliono delle voci più calde e profonde per farlo rendere al meglio.
Voto: ★★★★★
5
RRARI DAL TACCO – DAL TACCO
Questa canzone parla di una ragazza che fa la onlyfanser e che lascia il tipo per fidanzarsi con uno che arriva dalla Puglia. A un certo punto, mentre si parla di questa cosa, spunta la frase classica dei trapperini “rolex e bracciali sono le nostre manette” quindi ostentazione, oppure “se mi sali sul cazzo ti faccio rubare il tuo cazzo di mezzo”.
Ma in che senso, di grazia?
Allora, sia chiaro che il testo è simpatico, catchy, ci sta. Ha dei riferimenti al Guè di Fastlife che non dispiace per nulla a livello sonoro. Quello che non comprendo è il senso di sviare con le solite frasi da trapperino gangsta che la strada manco sa che forma abbia, tra parentesi, per far vedere che lui è forte e ha i soldi.
Davvero, ancora nel 2026, i rapper hanno bisogno di ostentare la propria ricchezza? Un po’ too much, credo lo abbiano fatto pure i rapper che non hanno i soldi per comprare un pezzo di pane, cosa che ovviamente dispiace, ma è per far capire che questa formula è ormai così tanto rodata da avere perso tutta la sua efficacia.
Canzone caruccia, nulla di trascendentale, ma questo Rrari non sembrerebbe avere un vocabolario così ampio, al momento, da riuscire a creare delle altre barre con ben altri significati e parole. Almeno, questa è la sensazione ma siamo sicuri che ci smentirà in futuro.
Voto: ★★★★★
5
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