Pagelle nuovi singoli 3 ottobre 2025: Emma torna con forza, Fiorella Mannoia regina del popolo
Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno



New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 3 ottobre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.
Il trionfo del pop e delle donne questa settimana. Il ritorno potente e resiliente di Emma, la forza degli esseri umani ‘normali’ sottolineata da Fiorella Mannoia, il cantautorato che stuzzica di Anna Carol. Spazio anche per Luk3, Fabrizio Moro, Venerus e molti altri
All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.
Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!
New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 3 ottobre
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EMMA – BRUTTA STORIA
Emma Marrone è tornata, insieme a Olly e Juli, e non perde tempo per far capire quanto sia carica e vogliosa di riprendersi la scena musicale con qualità e buon gusto.
Brutta Storia è una canzone totalmente pop che ricalca lo stile musicale ormai riconoscibile di Juli, una di quelle canzoni che in radio si ascoltano e riascoltano senza sosta, il cui elemento cardine (come in tutte le canzoni di Juli) è la chitarra acustica arricchita, nel contorno, da tutto il resto dei classici strumenti da band pop (basso, batteria, tastiera e sequenze elettroniche minime).
Lato testuale, Emma e Olly raccontano un amore ormai lontano, uno di quegli amori fugaci ma importanti, di quelli che ti segnano. Emma è ferita nel brano ma mai doma e questa è l’ennesima conferma della sua forza, artistica e di spirito.
Se queste sono le premesse del ritorno, il futuro può solo sorridere.
★★★★★★★½
COEZ – MR NOBODY
La solita canzone di Coez, nulla di nuovo all’orizzonte rispetto a quello che ascoltiamo da anni. Una canzone mezza pop, mezza rap con il solito ritmo e la solita cadenza musicale e vocale.
La valutazione, dunque, va fatta sul testo e quello raggiunge la sufficienza. Non un fulmine di guerra ma comunque simpatica nella sua idea di considerarsi Mr Nobody, un signor Nessuno in un mondo pieno di nulla.
Vita regolare di un ragazzo che passa le giornate tra sere stravaganti e felicità che gli passa davanti gli occhi senza mai incrociare il suo cammino.
Una di quelle persone che, a una certa, cerca di dare una svolta con le piccole cose ma che, alla fine, si ritrova sempre lì, in mezzo ai drammi e con la musica come unica valvola di sfogo.
Sufficiente, come detto, come tutto l’ultimo album 1998 in cui non c’è un singolo che può essere considerato come una vera hit come quelle del suo recente passato con Frah Quintale o quelle del suo passato un po’ più remoto, dal 2016 in avanti.
★★★★★★
LUK3 – L’ULTIMO BALLO
Il giovane Padawan è tornato e sembra che le lezioni con il maestro jedi, in questi mesi, a qualcosa siano servite perché il brano è un passo avanti notevole rispetto alle canzoni più adolescenziali del passato.
Diciamo che l’asticella del gusto è stata alzata dai 15 ai 18 anni.
Parliamo di una ballad classica, apertura con giro di chitarra a secco e continuazione con un crescendo di strumenti che esplodono nel ritornello a mò di Jonas Brothers in Camp Rock o Zac Efron in High School Musical quando deve affrontare un momento triste senza la sua Vanessa Hudgens.
Questa direzione, al momento, è giusta e molto a fuoco (nettamente di più rispetto a prima). L’unico punto interrogativo è sull’unicità agli occhi del grande pubblico, dunque escludendo il suo fandom, considerando che di canzoni così ne abbiamo sentite a centinaia nel tempo ma, al netto di un percorso singolo e senza guardare ciò che hanno fatto e fanno gli altri, nel suo personale cammino questa canzone arriva nel momento giusto.
Bravo Luk3, guarda il tuo e che la forza sia con te.
★★★★★★½
22SIMBA, MARRACASH – FANCULO
Chiariamo subito un concetto: cantare non è questa cosa qui, 22Simba non è un cantante (al momento) ma questa canzone è ampiamente da promuovere senza se e senza ma.
C’è disperazione, desiderio, sofferenza e l’urlo senza freni del ritornello trasmette emotività, è indubbio. La musica non sempre deve essere tecnica se, alla base, esiste un messaggio o un sentimento all’apparenza reale.
La ricerca dell’amore, la riconquista dello stesso è elemento cardine dello sgolarsi del trapper e ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha affrontato questo genere di frustrazione e questo desiderio di buttarla fuori urlandola ai quattro venti.
Questa, più che una canzone, è un’intenzione ed è chiara: butta fuori, non tenere dentro le cose perché ti consumano.
Una power ballad dove Marra diventa il fratello maggiore che sostiene, con una mano sulla spalla, il ‘piccolino’ accompagnandolo in questa necessità espositiva.
Mandare a fanculo tutto non deve sorprendere, è l’unica cosa da fare in casi come questo. Attenzione all’enorme problema legato alla vicinanza con Blanco, è il punto debole più grande dell’intera composizione.
★★★★★★½
MOBRICI – CHE SERATA STUPIDA
Il buon Mobrici è tornato dopo un silenzio molto lungo e, di nuovo, da solista. Mettiamoci una croce sopra, i Canova non torneranno più e dobbiamo convivere con questa idea.
Detto ciò, lo stile è quello di Santamaria o, almeno, ci si avvicina parecchio e non è un male dato che parliamo di una delle canzoni di maggior successo del suo passato.
Applicata nel presente, forse, potrebbe incorrere in parecchie difficoltà dato che suona un po’ stantia sia come melodie che come arrangiamento ma lo stile di MOB è sempre stato questo ed è normale che continui così.
Sul testo, siamo di fronte al racconto di una serata che potremmo definire ‘one shot’ vissuta con una donna, cosa che lo fa sentire vivo ma che lo lascia pieno di dubbi e ansie. Forse non è stata e non sarà solo una storia di una notte, almeno non nella mente del cantautore.
E’ la storia di molti, di tanti, raccontata con l’intenzione e le parole giuste.
★★★★★★
FABRIZIO MORO – NON HO PAURA DI NIENTE
Fabrizio Moro torna a fare Fabrizio Moro, dopo l’esperimento mezzo dance di poco tempo fa. Si torna alle ballad in crescendo, allo stile urlato, ma controllato. Si torna al cantautorato inconfondibile.
Moro riconosce i suoi errori, li accetta, li metabolizza e li assorbe per riuscire ad andare avanti e vivere la propria vita a testa alta e senza paura.
“Vada come vada guardo su” è la frase principe che fa capire tutto. Nonostante tutto e tutti, mai abbassare la testa e mai mostrare il fianco alle intemperie.
E’ un canto di rinascita ed è cantato in modo liberatorio.
★★★★★★★½
NAYT – UN UOMO
“Cerco dov’è il confine tra me e un altro individuo” dice Nayt nel pre ritornello.
Che canzone stranissima, questa, e che testo allucinante tra metafore e frasi che servono per cercare di interpretare l’essere uomini nel 2025, in questo mondo pieno di “crisi mentali” e “fantasmi che uccidono”.
Nayt si domanda cosa fare per riuscire a distinguersi in mezzo alle maschere della società, le falsità che ci circondano e i passaggi necessari per muovere se stessi verso la condizione di ‘uomini’. Imparare a essere uomo e cosa fare per riuscirci, questo è il senso di tutto per definirsi esseri umani. Per definirsi, semplicemente, umani.
★★★★★★★½
SVEGLIAGINEVRA – DA DOMANI COSA FARAI?
Questa canzone è sufficiente e nulla più, sta lì nel mezzo senza avere guizzi verso l’alto ma neanche elementi che la facciano sprofondare nell’oblio.
E’ una canzone pop molto semplice, classica, come tante altre ne esistono, ne sono esistite e ne esisteranno.
Anche in questo caso si parla d’amore, del domani da vivere da soli e delle domande da farsi su questo futuro. Cosa si farà? Cosa succederà?
La particolarità di Svegliaginevra è sempre stato il timbro, molto particolare e riconoscibile. Forse sarebbe il momento di spingere sull’acceleratore con qualcosa di più ricercato per riuscire a distinguersi ancora di più e definitivamente.
★★★★★★
RUGGERO – NOTTI ITALIANE
Siamo nel campo e nel territorio della pop dance molto italiana e, forse, era questo l’intento di Ruggero che, per la prima volta dopo tanti anni, pubblica un brano in italiano dopo essere stato una colonna importante dell’italianità in Sudamerica.
Il concetto di italianità è ben presente in questo brano e lo sottolinea spesso tra il cantare canzoni italiane, riferimenti a Mina e a Mi Sei Scoppiato Dentro al Cuore, a Vasco con Vado Al Massimo e ad altre cose.
Ruggero voleva, evidentemente, riappropriarsi della sua cultura e della sua parte tricolore e ci è riuscito con quel tocco di energia e convinzione che non fa mai male.
C’è un tocco di pop rock che non guasta e un pre ritornello alla Olly e Juli di Polvere, quindi modernità mista ad anni 90 e 2000 e tutto molto italico.
La voce, poi, non si discute né qui né in altri dieci universi. Ottimo lavoro.
★★★★★★★½
PAGELLE NUOVI SINGOLI 3 ottobre 2025 – i Bocciati da AMI
BRUCHERO’ NEI PASCOLI – TVB
Una canzone strana, a tratti disturbante nella sua sperimentazione sonora. Il vero problema di questa canzone è che sembra quasi di passaggio, non un singolo con un inizio, uno svolgimento e una fine.
Attenzione, non è necessario che la struttura debba essere necessariamente questa, non è scritto da nessuna parte, infatti il problema non è il ‘cosa’ ma il ‘come’.
Come viene venduta questa canzone? Come singolo, ma questo non è un singolo. E’ palesemente un intro verso qualcosa di più grande, di più corposo ed è per questo che manca di completezza, di sostanza.
Tutta elettronica, suoni puramente digitali e voce pitchata fino a farla diventare, quasi, un urlo distopico e distorto sulla parte finale.
Sarebbe anche interessante, se non fosse che mi manca una chiusura ‘da singolo’.
★★★★★½
VENERUS – IMPOSSIBILE
Qualcuno liberi Venerus dalla gabbia di vetro dove è rimasto quattro giorni, a Milano, e gli dica di ricominciare a essere Venerus.
Questa canzone dal lontano sapore anni 80 è una cosa distante anni luce da ciò che Venerus è sempre stato ma, attenzione, nessuno ha mai sostenuto su queste pagine (e mai lo farà) che evolversi o sperimentare sia un male.
Il punto è che bisogna riuscire a sperimentare con un senso chiaro e, soprattutto, senza perdere la propria identità. Se questa canzone, al posto di essere questa roba alla Tommaso Paradiso feat Elisa, fosse stata quasi acustica avrebbe di certo donato un sapore completamente diverso.
E’ l’arrangiamento che lascia perplessi ma sarebbe interessante chiedere a Venerus come mai di questa scelta. Arriviamo da Felini, un gioiellino, ed è spiazzante ritrovarsi con Impossibile. Sembra quasi il tentativo di arrivare nel mainstream dopo anni di fidelizzazione del pubblico del sottobosco indie e sperimentale, insieme a Mace.
A primo ascolto non convince, magari è uno di quei brani diesel che ha bisogno di tempo per essere compreso ma, al momento, è no.
★★★★★
NICOLA SICILIANO – RONDO’ VENEZIANO
Non ho capito una sola parola ma è un problema mio, non conosco il napoletano e questa canzone è interamente in napoletano. Mea culpa, chiedo scusa a Nicola Siciliano ma ne approfitto per chiedere agli artisti e alle case discografiche di rendere disponibili i testi dei brani per renderli accessibili a tutti.
Così è davvero difficile, molto difficile e dispiace anche perché il lavoro risulta incompleto. Il brano non è giudicabile sulla base del testo dunque ci affideremo solo sulla parte musicale.
Se si legge il titolo, la mente va subito all’ensemble degli anni 80 del Maestro Reverberi fondato a Venezia che ha come scopo e obiettivo quello di riprendere le melodie del ‘700 di Mozart e dei grandi classici della musica di quel tempo.
Poi l’ascolti e no, è una semplice canzone trap.
Basandoci solo ed esclusivamente sulla musica, il voto è insufficiente data la mancanza di originalità del beat proposto rispetto a mille altre canzoni trap ma lasciamo tutto con un SV (senza voto) proprio perché non è possibile giudicare la canzone nella sua interezza.
Senza Voto
EFFENBERG, BIANCO – SALE SU SALE
Questa canzone non è brutta, è solo tremendamente noiosa ad un certo punto, diventa ripetitiva e poco coinvolgente. Non una canzone da 2, ovvio, ma neanche da sufficienza.
Quattro minuti di canzone, di cui 3 e 30 in loop con lo stesso ritmo e concetti troppo astrusi, a tratti, per essere seguiti con la massima attenzione dal pubblico dall’inizio alla fine, eccezion fatta per i fan dei due artisti come ovvio che sia.
Classica canzone indie pop che, forse, nel 2016 poteva andare bene ma nel 2025 risulta un po’ vecchia e fuori dal tempo.
Il testo ruota attorno al concetto di normalità e al pensare più a questa rispetto all’inseguire qualcosa di irraggiungibile o al porsi domande a cui non si trova mai una risposta.
E’ molto astratta come canzone, molto complicata nella sua interpretazione anche se alla lunga ci si arriva, per chi vuole. Forse, però, ci vuole troppo tempo per riuscirci.
★★★★★
GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 3 ottobre 2025 secondo All Music Italia.
ANNA CAROL, DENTE – INVECE DI STARE CON TE
Una canzone che si erge sopra la media di questa settimana per idee, testo e arrangiamento.
Partiamo dall’arrangiamento, a metà tra cantautorato classico di Dente con elementi quasi da ballad brasiliana. Una di quelle cose in stile Vanessa De Mata.
Il tempo del brano cambia dalla strofa al ritornello, ti crea quel senso di (bella) confusione che crea curiosità all’ascolto, un po’ come quelle in 7/4 tipo Discolabirinto, Solsbury Hill di Peter Gabriel o Money dei Pink Floyd. No, non è un 7/4 in questo caso, è un semplice 4/4 con una ritmica diversa. Tutto ruota attorno al tempo.
Per quanto riguarda il testo, si tratta di due persone che evidentemente si sono amate ma che, adesso, alla richiesta di rivedersi si trovano quasi a disagio e vorrebbero trovarsi altrove. Il rossore in faccia di uno dei due, però, qualcosa vorrà pur dire…
Bella, interessante, fresca, da ascoltare.
★★★★★★★★
FIORELLA MANNOIA – EROI
Regina assoluta che canta, spesso, canzoni da regina, non si può dire altro.
Solo una regina della musica riesce a dare senso ad un testo così intenso, accompagnata da un’intera orchestra come fossimo all’Arena di Verona pur stando seduti sul divano di casa.
Una ballad dedicata alle persone normali, quelle che compiono miracoli silenti ogni singolo giorno. Quelli “senza medaglie e senza trono”, quelli che sono “eroi a modo loro”.
Quelle persone che vanno avanti in mezzo a mille difficoltà, quelle che non si lasciano abbattere da problemi al lavoro o nella vita privata. Gli “eroi di tutti i giorni” che fanno emozionare per come riescono a farcela senza lamentarsi mai.
Fiorella Mannoia canta ed elogia la normalità, ergendola a supereroismo perché nel mondo di oggi bisogna essere eroi per affrontare la normalità.
Poesia pura.
★★★★★★★★½






