23 Gennaio 2026
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23 Gennaio 2026

Pagelle nuovi singoli 23 gennaio: Blanco è cresciuto, Beatrice Quinta fa la queen, Bresh un po’ sottone

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

Pagelle nuovi singoli 23 gennaio 2026
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 23 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI

COSMO – CIAO

La classica canzone di Cosmo dei tempi che furono a livello testuale e di appoggio sulle note, dunque su quello abbiamo ricevuto in cambio una sicurezza in veste di ascoltatori. E’ Cosmo, non si discute.

Il problema sta nella produzione e nella ripetitività troppo, ma davvero troppo grande di tutta la canzone che parte in un modo e finisce nello stesso identico modo, senza nessun cambio e nessun guizzo.

Un loop che si ripete per 3 minuti in cui non succede niente, non c’è una nota emozionale, un giro che ti lascia con il fiato sospeso, il nulla ‘cosmico’ verrebbe quasi da dire.

L’unico elemento che, a un certo punto, si aggiunge è una tromba che inizia a emettere dei suoni ma, anche lì, sono delle robe minime e che non cambiano il destino del pezzo.

I tempi di Cosmotronic sono molto lontani nel tempo e ci sta che Cosmo sia diventato un altro, anche artisticamente, ma se questo è il massimo che si riesce a fare si può far bene in radio, al massimo, dove si cerca la semplicità per arrivare alle masse ma la memoria storica della gente rischia di rimuoverlo dopo 10 secondi dall’ascolto ogni singola volta.

Non rimane granché, speriamo che l’album vada in una direzione più coraggiosa e che non vada verso la strada del compitino. Cosmo non ha mai fatto il semplice compitino.

★★★★★
5


EROCADDEO – ODIO IL CAFFE’

Premesse altissime, primo singolo carino e un secondo, questo, che abbassa e di tanto le aspettative. Di cose così facili e banalotte (nella parte musicale) ne abbiamo a fiumi, per fortuna il testo salva tutto ma resta il fatto che nella sua totalità non rimane nella mente.

E’ una ballad, l’ennesima di Erocaddeo a cui vanno fatti i complimenti per l’esordio a ridosso della Top10 della classifica Fimi, ma non è tanto il problema che caschino anche le braccia al terzo brano di fila con questo mood. Il problema è proprio la mancanza di guizzi musicali, di un qualcosa che ti faccia prendere aria e respirare a pieni polmoni.

Un talento così va valorizzato con melodie più impattanti, non abbandonato alla mediocrità di un mercato che cerca solo cose simili per andare verso il tutto e subito senza pensare a lungo termine.

Come detto, il testo salva la baracca ma non abbastanza. L’unica cosa da fare, oggi, è mettere da parte questo album e concentrarsi nella ricerca e nello studio di cose che possano mostrare un Erocaddeo diverso. Questo qui sembra alla ricerca della tristezza perduta con melodie che ti sfiancano.

Da ascoltare con il giusto mood, piccolo consiglio, altrimenti lo skip parte dopo 5 secondi netti. Siate tristi, affamati di lacrime e desiderosi di sofferenza emotiva perché Erocaddeo vi può dare solo questo, per ora.

★★★★★
5


FASMA, GG – LIBERTA’

Prima troppo poco e poi tutto troppo e confusionario. Questo brano vuole essere qualcosa che non è, cioè una sottospecie di punk incazzato che però si perde in una seconda parte così tanto piena di difetti sotto il profilo acustico che, alla lunga, non la rende poi così tanto piacevole.

Fasma è tornato dopo i fasti di Sanremo e ci riprova cercando di raccontare questi suoi cambiamenti e queste sue consapevolezze ma lo fa con un brano che vorrebbe essere volutamente sporco e che finisce per essere la brutta copia di se stesso.

All’inizio il problema è che non parte mai, resta sempre piatto e poco grintoso, all’improvviso parte sta chitarra distorta e questa batteria quasi da distruggere ma è troppo tardi, oltre al fatto che non entrano in modo armonico per dare una svolta positiva al tutto.

Il suo timbro è senza dubbio interessante però se continua a fare le stesse canzoni di Sanremo, ma versione Temu, non uscirà mai dal tunnel e non troverà mai quella ‘libertà’ che meriterebbe anche.

Non il brano giusto per rilanciarsi.

★★★★
4


GIORGIA MALERBA – 5 MINUTI

Questa canzone ha due grossi problemi: il primo è l’eccessiva semplicità della produzione, già sentita e risentita mille volte. Se scavassimo troveremmo una lista di brani con questo giro armonico e con la stessa melodia infinita.

L’altro problema sta nella voce di questa ragazza sotto il profilo tecnico. E’ molto ariosa, non c’è controllo nell’emissione e questo, alla lunga, rischia di diventare un problema perché si affaticano molto diaframma e polmoni. Più controllo ed esercizio avrebbe permesso a questa giovane tiktoker/cantante di rendere la canzone, in molte parti, quasi sfiatata e no, non è un bene.

Il fatto che lo faccia Billie Eilish non significa che possano farlo tutti, tant’è che la stessa Eilish ha studiato per eliminare questo problema e si sentono i notevoli passi avanti fatti nell’ultimo album rispetto al primo. Sussurra come sempre ma con maggior padronanza del fiato e questi sono i dettagli che fanno la differenza.

Giorgia Malerba è giovane, ha tutto il tempo per crescere e, chissà, tra qualche anno quando riascolterà questa canzone deciderà di ri-registrarla con i nuovi studi fatti per renderla più gradevole.

Al momento è troppo semplicistica, sia nella melodia sia nel testo, e la base tecnica va migliorata. Ripartire da qui

★★★★★
5


PAKY FEAT SFERA – TARDI

Come si può promuovere una canzone con un testo in cui si dice “ti portavo al ristorante soltanto dal kebabbaro”. Cioè, dai, non si può prendere seriamente uno che portava la fidanzata dal kebabbaro.

A parte questo, il livello di racconto di questa storia finita è davvero basso, non c’è vocabolario, non ci sono parole, non c’è profondità, c’è solo una grande presa di coscienza che il livello è questo qui e anche se lo facciamo presente la risposta sarebbe “sei un rimasto”. Sì, rimasto sui libri di italiano per ampliare il lessico sicuramente.

Tolto questo, la base è uguale a miliardi di altre basi del genere trap nella sua accezione conscious con una sezione ritmica afrobeat, anche questa, ormai trita e ritrita.

Questo singolo è il nulla come evoluzione, proposta, idee, tutto.

★★★
3


TRIGNO – PARCHEGGIO A ORE

Questo ragazzo ci sta provando in tutti i modi a fare il cantante dopo la vittoria ad Amici che gli ha garantito la definizione di cantante ma non lo status all’atto pratico, quello si conquista con gli anni non con i trofei.

La cosa che stupisce di Trigno è che riesce a sbagliare anche con una canzone lavorata in studio e, dunque, teoricamente passibile di modifiche per aggiustare ciò che bisogna aggiustare ma no, deve vincere l’onestà e la correttezza: lui non sa cantare, almeno non ancora, ed è giusto che lo faccia sentire bene. Bravo.

Si sente che si sta impegnando per migliorare, rispetto a un 3 fisso dei singoli precedenti il voto si alza e già avere un 4 è tanta roba.

Partiamo dalla base: appunto, la base, è molto simile a quella di Booster di Tananai, solo con bpm rallentati ma è quella quindi originalità da rivedere. Il testo va bene, è semplicistico e prevedibile come (ahinoi) un infortunio agli addominali di Berrettini ogni due giorni ma va bene, non possiamo aspettarci La Divina Commedia da Trigno. Lo so, è laureato ma comunque lo è in Economia, non alla facoltà di Lettere o Psicologia.

Insomma, cosa salvare da questa canzone? Solo una cosa ed è la voglia di mettersi in gioco. Bravo Trigno.

★★★★
4


HAL QUARTIER, NESLI – LA FINE (PARTENOPE)

Hal Quartier è bravo, lo abbiamo conosciuto alle selezioni di X Factor quest’anno e ha dimostrato di sapere fare questo lavoro ma su questa canzone non ci siamo.

La canzone è La Fine di Nesli, una perla di quasi 15 anni fa ormai che ha vissuto più vite ma questa è, probabilmente, la versione peggiore mai fatta.

Le strofe sono quelle di Nesli, il ritornello è stato riscritto in napoletano con una massiccia dose di autotune che va a rovinare l’atmosfera dell’intera composizione.

Un peccato, un gran peccato.

★★★
3


CAPO PLAZA – RESTA ANCORA UN PO’

Non ci posso credere, non ci voglio credere. Capo Plaza ha scritto una nuova canzone in cui dice che viene dal niente ed è riuscito a fare i soldi.

Sempre lo stesso testo, sempre lo stesso tema, è incredibile come nessuno gli dica qualcosa e tutti dicano “hit, fantastica, innovazione”. Ma di cosa? La base? Ah beh, che grande innovazione una base identica a mille altre basi trap, tra cui milioni di type beat fatte con il copia e incolla.

Da Giovane Fuoriclasse in poi il tema è uguale in tutte (o quasi) le canzoni. Questo ragazzo è impossibile che non abbia nient’altro da raccontare ma, di sicuro, è bravo a tenere fedele la fanbase che lo ascolta e che non si rende conto di ascoltare sempre la stessa canzone solo con una base diversa.

Gli si augura che la magia non finisca perché il giorno in cui i suoi fedelissimi faranno l’elenco delle canzoni con lo stesso testo, forse, si renderanno conto di quanto piatto sia stato il loro ascolto.

★★★
3


PETIT FEAT MIMì – PERDONAMI

Perché fare una canzone con la stessa melodia, uguale, di Balorda Nostalgia?

Non è la prima volta che Petit fa questa cosa, lo aveva fatto anche con il singolo di Sanremo Giovani ma lì giocava da solo e con un brano che, tutto sommato, era molto gradevole.

In questo caso è davvero ai limiti dell’imbarazzo la similitudine con quel brano e c’è l’aggravante di avere messo nel calderone anche Mimì che, in realtà, con il pop non ha punti di collegamento neanche lontani.

Questa ragazza ha un potenziale allucinante, non bisogna snaturarla con robe che non la sfiorano perché le si fa solo del male. Il suo terreno è quello del soul e dell’R&B, spostarla nel pop per cercare di farle vendere qualche copia in più è un rischio magari calcolato ma che non le porterà benefici, anzi rischia di distruggerla e non ne vale la pena.

Che qualcuno li protegga entrambi da questa strada senza uscita.

★★★★½

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