NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 23 gennaio 2026
I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
ALLERTA! – NERORGASMO
Se esiste un Dio della musica io prego affinché possa salvaguardare questi ragazzi e fargli fare musica così, senza mai snaturarsi, per il resto dei loro giorni.
Gli Allerta! sono entrati a gamba tesa sul mercato qualche mese fa con un rock selvaggio, primordiale, e non si sono più fermati sfornando un singolo dietro l’altro di altissima caratura hard rock e post punk, come in questo caso.
Se, nei brani precedenti, il suono arrabbiato delle chitarre e la voce del frontman non lasciavano spazio a interpretazioni sull’energia e sulla voglia di spaccare il mondo con il rock nudo e crudo, Nerorgasmo è la perfetta sintesi di cosa voglia dire fare post punk, oggi, in Italia fatto bene.
Un po’ derivativo forse, non neghiamolo, ma esageratamente di qualità per metterli sotto a un tappeto in attesa dell’album che arriverà quest’anno.
Nerorgasmo parla di loro, è la loro canzone manifesto e, chissà, magari potrebbe diventare la canzone manifesto di una generazione. Sono nel posto giusto al momento giusto.
★★★★★★★½
7½
BLANCO – ANCHE A VENT’ANNI SI MUORE
E’ tornato il Blanco di qualche tempo fa, seppur diverso nell’attitude e più calmo, forse, e questa cosa può fare solo bene a lui e ai suoi fan.
Il nuovo singolo, che anticipa l’album in uscita a brevissimo (no spoiler), ci fa tornare a quel disagio che sentivamo in alcune delle canzoni di Blu Celeste ma con una differenza: non c’è rabbia, c’è accettazione.
Blanco ha accettato il suo passato, lo ha abbracciato dunque non si trova più quell’anima distrutta dall’adolescenza bensì un’anima placata dal tempo e dalla vita, da tutto quello che lui stesso ha creato e che lo stava distruggendo lentamente dall’interno.
Appare palese che abbia fatto i conti con i suoi demoni e, per quanto possa essere difficile distruggerli, almeno ha imparato a conviverci tirando una riga e provando ad andare avanti senza dimenticare, bensì mettendo tutto in un ipotetico baule di esperienza di vita fondamentale per crescere.
Non ci sono critiche da fare, tranne una che, però, è piuttosto irrilevante in base ad aspettative e gusto personale: manca il suono ‘sporco’ delle prime canzoni. Tutto appare più pulito, sia voce che base, e questo toglie un po’ di empatia con chi lo voleva ancora arrabbiato, forte della sua strafottenza da 16enne ma non è più quella persona e bisogna farsene una ragione.
Blanco è tornato, Blanco è cresciuto.
★★★★★★★½
7½
BRESH – INTROVABILE
Allora, qui bisogna chiarire un punto perché altrimenti il pubblico rischia di fare confusione: è stato Bresh a diventare Olly oppure Olly ad avere preso spunto da Bresh, considerando che lui è sulla scena da più tempo?
Introvabile ha tutte le caratteristiche di un brano prodotto da Juli e cantato da Olly, tant’è che (guarda caso) il pezzo è prodotto proprio da Juli in carne e musica.
Avete presente quelle doppie voci di Olly che narrano un qualcosa durante l’arco del brano? Ecco, le ha messe anche Bresh in questo, uguali uguali con la stessa intonazione ma, soprattutto, la stessa intenzione emotiva.
Il punto è proprio questo: certe cose, Breshino, le fa da più tempo quindi questa pagella, in realtà, vuole servire quasi da monito a tutti coloro che scriveranno “ah ma imita Olly” (succederà, non negatelo) che in realtà non è così.
Semplicemente hanno questo stile, sono della nuova scuola genovese e si sono influenzati a vicenda.
Detto questo, il brano nella sua costruzione è una power ballad molto semplice e immediata con un giro di accordi intuitivo, non parliamo di certo di Bohemian Rhapsody, che vuole fare presa su un pubblico piuttosto giovane e ‘da classifica’.
La vera forza del pezzo sta nella scrittura di Bresh, anche questa non trascendentale ma comunque efficace e di qualità rispetto alla media attuale presente sul mercato.
Il brano è molto carino, scorre con piacere e può fare un bel percorso specialmente in radio da qui all’avvento di Sanremo, dunque un mese esatto di tempo per raggiungere risultati importanti.
★★★★★★½
6½
BRIGA – SOGNATORI
Se la tua storia è vera allora lo sarà anche la tua musica. Se quello che mi stai raccontando è la verità, da ascoltatore me ne accorgerò. Sempre.
Quella di Briga è una canzone vera che racconta cose vere, successe davvero, e che mette in gioco una vita di coppia raccontata con garbo, eleganza e rispetto senza mai travalicare i confini del buongusto.
Briga ha rispettato la canzone nello stesso modo con cui rispetta la sua famiglia, ha usato i guanti di velluto per descrivere un concetto difficile da esprimere a parole: sognare sempre e non lasciarsi distruggere da ciò che di negativo può succedere tutti i giorni.
I tempi di Amici sono lontani, questa è la versione 2.0 (ma anche 3.0) di un cantautore pop che vuole solo riuscire a buttare fuori pensieri che possono accomunare tutti. E ci riesce bene.
★★★★★★½
6½
BEATRICE QUINTA – AMORE BUSINESS
Fare pop dance fatto bene, mestiere complicato se lo si fa e si prova a non scadere nei paragoni con chi sta dominando il mercato attualmente. Beatrice Quinta, ex talentina dalla voce potentissima di Dargen D’Amico a X Factor, ci riesce (quasi) sempre.
Il motivo è solo ed esclusivamente uno e non è da ricercare nella tecnica vocale o nella composizione, nella melodia e in tutte le robe da ‘nerd della musica’: la Quinta si scrive da sola i suoi testi.
Non c’è una Abbate a farle le topline, non c’è un Simonetta, un Petrella, un La Cava a creare un testo e una melodia già trite e ritrite nelle orecchie di chi ascolta.
C’è una cantautrice pop potenzialmente di massa che le cose se le fa da sola e questo va sottolineato con forza, perché il pop è quel mondo dove da soli è raro che si sfornino robe di gusto per la massa.
Lei ce la fa dal primo giorno e, forse, è il momento che la gente lo capisca. Esiste anche Beatrice Queenta.
★★★★★★★
7
GIGI D’ALESSIO – MEZZE VERITA’
Questo è un brano scritto con ogni fibra del sentimento custodito nelle profondità del cuore di Gigi D’Alessio e parla di un amore passato, con anche il riferimento a un divorzio sotto il profilo legale.
Credo sia la prima volta, a mia memoria, che leggo testualmente “affidiamo tutto agli avvocati che decideranno noi chi siamo stati, sempre con disprezzo addirittura diamo un prezzo a questo amore”.
Gigi vogliamo sapere come finisce il racconto. Chi paga gli alimenti? Cos’hanno deciso i giudici? Non lasciarci con il fiato sospeso, dacci notizie sulla battaglia legale, facci mangiare che di Corone e Signorini non ne possiamo più.
Tornando seri, ecco una ballad triste che vuole trasmetterti tristezza. Il gioco di armonie è fatto bene per darti anche emotivamente la sensazione di qualcosa che succede perché sì, gli accordi sono stati creati anche per dare delle sensazioni emotive chiare, studiate in base al tipo di suono emesso.
D’Alessio è un Maestro vero, non tanto per dire, dunque sa cosa fare e come farlo. Questo brano lo fa capire molto bene ed è per questo che sceglierlo come nuovo singolo è una scelta più che azzeccata.
★★★★★★★
7
GIIN – COME TI VOGLIO
Basso alla The Cure, attitude alla Nada, costruzione alla Prozac+. Tutto insieme, questo mix di suoni e mondi crea la nuova canzone di Giin che male non è per nulla.
Le strofe accompagnano bene la parte energica che conduce al ritornello molto più energico e ‘aperto’ con i suoni e le idee di un genere, quello alternative, che in Italia sta trovando una nuova linfa e questo singolo si inserisce perfettamente in questo schema.
Capitolo a parte per il testo: si poteva osare un po’ di più nelle due strofe ma tutto sommato l’idea è buona, non si esagera e si arriva dritti al punto con frasi non certo memorabili ma funzionali al racconto che fa Giin, cresciuta molto rispetto alla sua partecipazione a Sanremo Giovani di qualche tempo fa.
★★★★★★
6
TOMMASO VULPIO – CAFFE’ RISTRETTO
Avete presente quel giovane ragazzo con i capelli rossi alle selezioni di X Factor 2025? Ecco, si chiama Tommaso Vulpio ed è un po’ cresciuto rispetto quella esperienza, così tanto in pochi mesi che ha deciso di cambiare strada e fare una canzone indie-pop, più pop che indie, e già questa è una notizia.
Perché indie pop? Facilissimo, la base è pop ma le caratteristiche del testo nelle due strofe sono classiche dei cantautori indie quindi si riesce a mixare questi due mondi nel modo migliore, non stona nulla.
Molto interessante l’idea di aggiungere una sezione di archi, cosa che rende il brano indubbiamente più elegante e allarga notevolmente il suono con un tappeto che non lascia buchi.
Interessanti anche le armonizzazioni dei cori dalla seconda strofa in poi ma, in generale, il brano è costruito molto molto bene e quasi non si sente che questo ragazza non abbia ancora 18 anni.
Il testo sembra più maturo della sua età ma va bene così, in questo caso, perché lo rende credibile con la sua interpretazione. Certo, deve crescere ancora tantissimo ma se queste sono le premesse va benissimo così.
★★★★★★½
6½
BENJI E FEDE – ZERO
I due ex teen idol hanno cambiato faccia e, oggi, si presentano con una ballatona molto ben curata e ben pensata con una giusta crescita nell’arrangiamento che parte molto lento, con il pianoforte, e si allarga con un’intera band dalla seconda strofa in poi.
Crescita del brano, crescita anagrafica, crescita anche artistica in questo brano molto maturo per impostazione e testo, cosa che fa molto piacere se vediamo da dove sono partiti e dove sono adesso questi due ragazzi.
Il testo, presumibilmente scritto in prima battuta da Benji e, poi, rivisto e aggiornato con Fede e Katoo racconta un legame che dura in eterno nonostante le difficoltà ma è proprio bello il modo in cui viene raccontato, la dolcezza che accompagna la narrazione.
Un lavoro molto ben fatto.
★★★★★★★½
7½
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