La cover di Due vite di Marco Mengoni, proposta da Laura Pausini, ha scatenato una quantità di critiche che difficilmente possono essere spiegate solo con il gusto musicale. Non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima, che attorno al nome della cantante romagnola si crea un cortocircuito tra successo, percezione pubblica e accettazione.
La domanda, a questo punto, non riguarda più la cover in sé. La domanda è un’altra: perché Laura Pausini fa così fatica a essere semplicemente “accettata” in Italia?
Non dico amata da tutti, questo non succede a nessuno, ma lasciata esistere artisticamente senza che ogni sua mossa diventi un processo. Eppure, a differenza di altri grandi nomi della musica italiana, questo passaggio sembra non avvenire mai del tutto.
Laura Pausini: premi e riconoscimenti mondiali, e in Italia che succede?
Artisti come Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Zucchero o Tiziano Ferro, solo per citarne quattro (aiutatemi a trovare le donne!), godono di una sorta di consenso trasversale: possono dividere il pubblico, ma nessuno mette in discussione il loro ruolo né si chiede se “possono” reinterpretare un brano o se possono stare dove stanno, con il loro indiscutibile successo.
Con Laura Pausini, invece, il dubbio riaffiora ciclicamente.
Eppure stiamo parlando di una delle poche artiste italiane con una carriera davvero internazionale, costruita nel tempo, senza parentesi o exploit occasionali. Un successo riconosciuto ovunque: cinque Latin Grammy, un Grammy Award (miglior album latin pop), un Golden Globe, cinque ASCAP Music Awards (L’American Society of Composers, Authors and Publishers), quattro Premi Lo Nuestro (evento nel quale vengono premiati i più importanti esponenti della musica latina in tutto il mondo), 8 Telegatti, 6 World Music Award (cerimonia di premiazione e dei premi che onorano gli artisti discografici più famosi e venduti di tutti i continenti) e si perde il conto di quante candidature e riconoscimenti nei suoi oltre 30 anni di carriera.
E in Italia che succede? Cosa si inceppa ogni tanto? Forse il problema non è il successo, ma il modo in cui lo incarna.
Genuinità o finta ingenuità?
Laura Pausini ha sempre mostrato una forte componente emotiva, una comunicazione diretta, una genuinità che non passa dal distacco algido della diva o dall’atteggiamento “cool”. È un tratto che, in altri artisti, viene letto come autenticità. Nel suo caso, invece, spesso viene reinterpretato come finta ingenuità, come costruzione, come qualcosa che “non convince fino in fondo”.
E qui nasce un’altra domanda scomoda: siamo davvero sicuri che il problema sia lei o è il nostro rapporto con chi non nasconde il proprio successo e le proprie emozioni?
Il bisogno di ridimensionare chi arriva troppo in alto
C’è poi un altro elemento forse ancora più scomodo: una sorta di sottile compiacimento nel cogliere una crepa che ci dia un pretesto per ridimensionare qualcuno. Come se ci rassicurasse che per ogni dieci gradini verso l’alto, uno fosse una caduta (di stile, simbolica, musicale, etica…) perché vedere vacillare chi è arrivato molto in alto, in fondo, fa sentire tutti un po’ più al sicuro.
E allora la polemica sulla cover diventa solo un sintomo. Un’occasione per rimettere in discussione non tanto una scelta artistica, ma una figura che da anni divide proprio perché non rientra facilmente nei cliché dell’artista “accettabile”. Ma perché proprio Laura Pausini ogni tanto subisce questa ondata violenta di critiche, insulti e commenti negativi?
È il successo internazionale che infastidisce? Oppure la sua esposizione emotiva?
È il fatto che, da donna, non abbia mai smesso di occupare spazio senza chiedere permesso e scusa?
laura pausini e due vite: la cover è solo un pretesto?
Forse la cover di Due vite è solo un pretesto.
Forse il vero problema è che, in Italia, il successo, soprattutto quando è duraturo e femminile, non viene mai davvero accettato o peggio ancora perdonato.
Lo spunto vero, ancora una volta, siamo noi.











