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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 17 ottobre 2025: Angelina Mango, Irama, Leon Faun, trigno… chi convince e chi no

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 17 ottobre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

È tornata, dopo un anno, Angelina Mango con un progetto intimo e personale atteso da molti, Irama con il nuovo album, la paroliera più famosa d’Italia Federica Abbate, gli ex concorrenti di Amici Trigno e Matthew, l’astro nascente Leon Faun e molti altri.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

Qui un elenco completo delle nuove uscite della settimana. Cliccate in basso continua per le pagelle dei nuovi singoli del 17 ottobre 2025.

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 17 OTTOBRE

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

MINISTRI – PIANGERE AL LAVORO

I Ministri scelgono un brano radio friendly per continuare il percorso del loro album uscito a settembre, Aurora Popolare, e spiazzano.

Loro sono rock, totalmente rock, e una canzone più pop melodica che rock sembra la mossa da giocare quando si arriva a un certo punto della carriera e si pensa “vabbè dai, mettiamo la bandierina nel mainstream una volta tanto”.

Per fortuna il testo salva la baracca, riflettendo sulle persone che vivono la vita in mezzo a mille difficoltà e con i pesi giornalieri a fare da collare. Il guinzaglio è tenuto dal lavoro, dalle responsabilità, dalle scelte obbligate da prendere.

Si affronta una vita triste e si piange al lavoro ma con quel sorriso isterico che molti, purtroppo, imparano a conoscere quando si fa qualcosa che non piace.

“Possibile non ci sia altro modo per vivere?” si chiedono i tre Ministri ed è una domanda che si pongono in milioni di persone ogni singolo giorno. Possibile che non si potesse evitare di fare un arrangiamento non da Ministri, chiedo io?

★★★★★★½
6½


ARISA – NUVOLE

È difficile trovare parole nuove quando bisogna descrivere, sempre, la bellezza delle canzoni cantate da Arisa e questo è l’ennesimo caso.

Ci sono elementi diversi in questa ballad rispetto alle sue precedenti, sembra quasi di stare dentro un musical e questa è la canzone cantata dalla protagonista femminile che affronta il suo arco narrativo di rinascita emotiva.

Musicalmente ci sono elementi barocchi ma anche orientali, soprattutto sul finale. C’è un outro diverso da tutto il resto della canzone, una trentina di secondi che danno quasi l’impressione di passare, sempre tenendo a mente che sembra un musical, all’atto successivo e a un nuovo pezzo di storia.

Ecco, più che un outro, questo sembra l’intro di un futuro brano e chissà di cosa si parlerà.

L’elemento predominante è il pianoforte, strumento sulle cui corde poggia con leggiadria la voce di Arisa. L’elemento, invece, che disturba un po’ è la batteria elettronica quando la canzone cambia un po’ atmosfera e ritmo.

Nel ritornello c’è questo switch con elementi elettronici che, però, nell’ottica del brano dolce che sentiamo nelle strofe, sembra un corpo estraneo.

Impossibile dire che sia una brutta canzone ma lascia pensare il fatto che ci si ritrovi a riflettere più sui trenta secondi di outro che non sull’intera composizione una volta terminato l’ascolto.

★★★★★★½
6½


GIOVANNI TI AMO – RETTILE

Giovanni Ti Amo è la next big thing della musica italiana ma, in realtà, potrebbe tranquillamente essere il presente e non solo il futuro, perché ciò che pubblica già adesso è clamoroso.

In questo caso ci ritroviamo di fronte a un brano che potrebbe piacere a chiunque abbia a cuore, per esempio, Drum Show dei Twenty One Pilots (pezzone) e tutto quel mondo che appartiene a Tyler Joseph e Josh Dun.

Molto interessante la parte finale, un take acustico senza post produzione, in cui c’è un cambio di nota improvviso che spiazza e che rende ancor più particolare il brano.

Vedete, a volte basta una virgola per rendere tutto interessante e questa è quella virgola lì.

Detto ciò, si parla di immobilismo, di incapacità di reagire a ciò che accade in una nuova relazione dove ancora bisogna capire come muoversi bene, seguendo l’esempio dei rettili capaci di stare fermi o, al massimo, fare piccoli e impercettibili spostamenti.

Giovanni, ti amo!

★★★★★★★
7


MATTHEW – HAI LASCIATO QUI OGNI COSA

Gran bella canzone, quasi interamente country nella sua composizione. Sembra di stare negli States, ma Matthew riesce a non rendere questo lavoro “distante” da un ipotetico gusto italiano.

Sappiamo che approcciarsi al country è sempre un terno al lotto per i nostri artisti ma se i brani vengono realizzati così, allora vanno molto bene.

Tra l’altro è interessante che non si scada, soprattutto, nel cliché dei brani di questo genere che fanno da colonna sonora ai film trasmessi nei pomeriggi estivi su Canale 5, quando lo share è inferiore anche rispetto all’interesse del pubblico italiano verso ciò che accade in Uzbekistan.

Nel testo si parla di una relazione finita e della sofferenza post rottura — e ci mancherebbe altro, date le notizie che sono arrivate ultimamente.

Bel lavoro.

★★★★★★★
7


MECNA – LA STESSA CANZONE

Arriviamo da una canzone clamorosamente bella come Ritratti, dunque fare meglio era difficile ed effettivamente questo nuovo singolo lo conferma.

Bella canzone, Mecna ci ha abituati benissimo, ma un livello sotto rispetto alla precedente. Questa è una ballad dove si parla d’amore, un amore che però inizia a patire i problemi del tempo, in cui si fa fatica a capirsi.

Mecna surfa tra le note di questa produzione che affonda le radici nell’hip hop di cui è padre padrone, senza dimenticare che sa anche cantare e lo fa sentire nel ritornello come suo solito, con questo timbro e questa pasta vocale molto riconoscibili.

Si poteva indubbiamente fare di più ma, nell’ottica di un intero album, ci sta che una canzone sia appena sufficiente mentre altre vadano più in alto nelle preferenze.

★★★★★★
6

PAGELLE NUOVI SINGOLI 17 ottobre 2025 – i Bocciati da AMI

TRIGNO – RAGAZZINA

Com’è possibile che trigNO riesca a stonare anche con una versione registrata in studio? Ci vuole arte, ma davvero.

Nell’opening è un continuo sbagliare le chiusure delle parole, buttate lì quasi come a volere inseguire lo stile del Blasco, ma sembra forzato e poco credibile.

A onor del vero, molto meglio questa di tante altre cose che abbiamo ascoltato durante il periodo di Amici, ma considerando che partivamo da una base molto scarsa a livello qualitativo, qui siamo sull’ordine del 5 e mai di più.

Troppo forte la sensazione di forzatura di essere Vasco, troppo presenti le storture vocali, troppo pressanti i problemi a livello vocale e no, il graffiato non è naturale e si sente lontano chilometri lo sforzo per provare a renderlo credibile, cosa che non è.

Si salva il testo, cosa su cui lui (più o meno ma molto meno che più) si è distinto dentro e fuori dalla scuola svariate volte.

Si parla di amore giovane, di sentimenti tra due ragazzini che ascoltano Celentano nelle cuffiette e che, a una certa, si separano a causa dei problemi che ha causato lui a lei. Aveva raccontato la stessa cosa in 100 Sigarette.

Tra l’altro, ascoltando le due canzoni si nota un cambio totale a livello di produzione. Il suono è completamente diverso, la sua voce è completamente diversa, peggiore qui, segno che i brani di Amici vengono caricati a pallettoni di effetti per “pulirle” quanto più possibile.

Insomma, il NO è enorme anche stavolta ma meno gigantesco del passato.

★★★★★
5


MATILDE – PAPAYA

No, non ci siamo. Siamo fermi ancora al punto di dovere spiegare che i copia e incolla di mille altre canzoni, se parliamo di emergenti, non portano da nessuna parte.

La base è reggaeton, uguale al solito reggaeton di questi ultimi cinque, sei anni, e il testo è così banale da far sembrare l’intelligenza artificiale quasi fondamentale per riuscire a creare testi più efficaci (ed è quanto dire).

“Bevimi come se fossi il tuo elisir, come due gocce di estasi. Fammi scappare poi fermami”. Ah beh, allora…

Tra l’altro c’è un ulteriore problema, cioè che questo sembra (oltre a mille altre canzoni) un brano di Aya Nakamura e se consideriamo che anche lei non è una big, forse bisognerebbe iniziare a copiare dai grandi, non da altri emergenti.

★★★
3


FEDERICA MARINARI – LIBECCIO

Il mix di questa canzone è stranissimo (e non in positivo): la voce suona più bassa della base e già questo è un problema serissimo perché uno non si può sforzare per ascoltare una canzone.

Non va bene, siamo nel 2025 e non è possibile, con gli strumenti attuali a disposizione di chiunque, che sorgano questi problemi allucinanti per l’orecchio umano.

Andando più sul pratico, l’arrangiamento è anche interessante, con queste atmosfere arabeggianti che fanno da contorno a tutto il brano ma la voce di Federica Marinari non riesce a emergere praticamente mai.

Peccato, un vero peccato perché l’idea c’è, è notevole ma se non si riescono a distinguere voce e base non va bene.

★★★★
4


GIORGIENESS – SOGNI LUCIDI

Hayley Williams con i suoi Paramore ai tempi di Twilight, in salsa italiana. Un pop rock internazionale che viene italianizzato e che funziona ma solo a tratti.

Il problema vero di questa canzone è essere stata pubblicata nel 2025, in ritardo di almeno 10/15 anni sulla tabella di marcia rispetto a quando avrebbe potuto fare grandi, enormi cose.

Questo non significa che sia brutta, per nulla, ma che risulti stantia e un po’ polverosa rispetto al sound attuale. E no, quando si parla di sound attuale non si deve scadere nel ragionamento “ah quindi devo diventare Sabrina Carpenter o Taylor Swift”, perché non c’entra.

Si parla proprio di impatto rispetto a elementi sonori che aprano al futuro e che non restino legati al passato, come in questo caso.

Giorgieness è un talento da sempre, bisogna lavorare per svecchiarsi nonostante la giovane età.

★★★★★
5


ANTO PAGA – CASA MIA

Canzone anonima, senza mordente e uguale a mille altre purtroppo.

Una ballad pop con un arrangiamento del 2005 che poteva andare bene per i primi Modà a inizio carriera ma nulla di particolare per il 2025.

Si parla d’amore in modo didascalico con frasi che si possono trovare nei Baci Perugina e senza un reale svolgimento, con strofa e ritornello che si ripetono in loop per due volte ma in maniera strana.

Quando ti aspetteresti uno special, un drop, un qualcosa che risollevi il tutto la canzone, invece, finisce. Spiace ma in questa canzone manca davvero tutto ciò che dovrebbe esserci, ma non mancheranno occasioni per rifarsi in futuro, almeno lo auguriamo a questo giovane cantautore.

★★★
3


FEDERICA ABBATE – HOOLIGAN

In questa canzone si riscontra, di nuovo, il solito problema di Federica Abbate: sembra una demo fatta per altri.

Potenzialmente lei potrebbe essere la numero uno, ma c’è l’enorme, grande problema che ciò che scrive lo abbia già scritto e fatto per decine di altri e che stia arrivando solo ora, cosa che fa pensare praticamente in ogni brano “ah ma questo sembra di…” oppure “se l’avesse cantata xyz sarebbe stata una hit”.

Federica Abbate è incastrata in questo loop da cui uscirne è diventato impossibile, almeno fin quando continuerà nella doppia veste paroliera-cantautrice.

Il problema è che i suoi pezzi sono i pezzi degli altri, cosa che ai colleghi parolieri non succede (vedasi Petrella) perché la distinzione tra il progetto Tropico e Davide Petrella risulta netta.

Lei invece fa le stesse cose sia per se stessa che per gli interpreti con cui lavora e non è un bene, non lo è da quando ha deciso di tornare a pubblicare a suo nome diversi mesi fa.

Se avesse dato questo brano a Mahmood, per esempio, sarebbe diventato una hit clamorosa. Così, invece, il primo pensiero diventa “accidenti, se questa la cantava Mahmood…”.

★★★★
4


IRAMA – TUTTO TRANNE QUESTO

Chi ha consigliato, qualche anno fa, a Irama di cambiare tecnica vocale e di cantare con la “patata in bocca” andrebbe preso e sbattuto in carcere per lesa maestà.

Un ragazzo con una voce intensa e bellissima, macchiata da un modo di cantare subentrato negli ultimi anni che rovina anche canzoni con dei testi che andrebbero quasi urlati per sfogarsi (come avrebbe fatto il “vecchio” Irama) e non cantati con il suono trattenuto tra le labbra semichiuse.

Altro problema tecnico: le frequenze e le compressioni sulla voce in fase di produzione. Sembra come se si scegliesse di caricare tantissimo di compressione la traccia vocale, cosa che schiaccia ancor di più il suono e impasta il doppio del normale le parole.

C’è poi un ulteriore problema in questo specifico brano: è Someone You Loved di Lewis Capaldi con giusto qualche cambio di nota per distinguerla quanto basta, ma l’arrangiamento è quello.

I testi di Irama, in questo caso anche di Lazza, sono sempre molto belli, quindi su quelli non si può e non si deve discutere. Si alzano le mani e si applaude da sempre e, si spera, per sempre. Il problema di questo singolo è tutta la parte tecnica che spezza totalmente l’atmosfera.

★★★★★
5

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 10 ottobre 2025 secondo All Music Italia.

ANGELINA MANGO – VELO SUGLI OCCHI

Il ritorno di Angelina Mango, nel totale, è un mix musicale che oscilla tra Rosalía, La Niña e un tocco di Billie Eilish. Poi ci sono questi brani che sono 100% Angelina nel testo e nella musica, dove si sente tutta la sofferenza e la voglia di rinascere come l’araba fenice dalle proprie ceneri.

È stato un anno difficile, in cui Angelina ha affrontato un percorso tortuoso, irto e pieno di difficoltà ma, alla fine del tunnel, c’è sempre la luce e la sua corrisponde alla voglia di vivere. Solo di vivere, come ripete lungo tutto l’arco del brano.

La versione intimista è la sua, una dimensione che ci aveva già fatto vedere altre volte in passato e che ritroviamo anche in questo nuovo singolo (e non solo). Ma la particolarità delle sue produzioni è che, ad un certo punto, toccano un picco esplosivo che in questo caso specifico corrisponde al ritornello.

Un climax ascendente di cui lei è padrona fin da prima di Amici e di cui ne padroneggia le sfumature ogni giorno di più. Velo sugli occhi è solo l’ultima di queste carte da giocare in ordine temporale ma, per adesso, una di quelle vincenti.

Astraendosi dalla valutazione del brano in quanto tale, entrando nella sfera della valutazione commerciale come “singolo”, può sicuramente avere un impatto ma, ascoltando tutto il resto dell’album, viene da chiedersi se questa sia stata la scelta più giusta radiofonicamente parlando.

Altri brani potevano essere più indicati e più d’impatto su una qualsiasi programmazione radiofonica ma, alla fine della fiera, stiamo pur sempre parlando di Angelina e della sua anima. Un brano così non può stare fuori dalle playlist.

★★★★★★★★
8


LEON FAUN – POLVERE DA SPARO

Questo ragazzo ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo Caparezza per qualità dei testi, profondità dei messaggi e idee applicate alla parte musicale.

È tutto molto teatrale nelle canzoni del Fauno, cosa che avvicina i suoi due mondi (attore e cantante) e ci permette di avere a che fare con un talento sconfinato che non si sa dove possa arrivare.

“Un mercato che sembra la mela morsa da Adamo”, “non volevo essere il primo ma nemmeno uno schiavo”: sono queste le frasi cardine che fanno capire tutto il contesto del brano — la denuncia verso l’industria e verso ciò che lo circonda in generale.

La produzione è affidata a Duffy, altro talento del suono, che confeziona una base trap con venature elettroniche gotiche che esaltano il timbro di Leon Faun.

Abbiamo a disposizione un diamante artistico di raro valore: cerchiamo di non disperderlo tra le pieghe del pop da classifica. Almeno uno salviamolo.

★★★★★★★★
8