16 Gennaio 2026
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16 Gennaio 2026

Pagelle nuovi singoli 16 gennaio: Dargen D’Amico direzione Sanremo, la carica di ex Amici e quella di Etta

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

Pagelle nuovi singoli 16 gennaio 2026
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 16 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI

ALBERTO URSO E GIGI D’ALESSIO – NON DIRGLI MAI

Canzone eterna del Maestro Gigi, una di quelle che piacciono davvero a tutti e che non doveva essere toccata. La voce di Alberto Urso è molto bella ma non c’era la minima necessità di addentrarsi in questo featuring.

Poco da dire sul brano, lo conosciamo benissimo. In questo caso è stato rifatto in chiave orchestrale acquistando una nuova aria ma non c’era davvero necessità di inserire la parte tenorile.

Probabilmente, fosse stata fatta solo da D’Alessio con la stessa nuova versione orchestrale e senza Urso sarebbe stata clamorosamente bella. Così sembra un di più davvero non necessario.

★★★★★
5


ANGELA BARALDI – CUORE ELETTRICO

Canzone con già un anno di vita, pubblicata a gennaio 2025 che oggi trova nuovo respiro come singolo di Angela Baraldi. Se ragioniamo in termini commerciali, difficile se non impossibile che questa canzone possa trovare spazio nelle realtà, per l’appunto, di ampio raggio.

Cantautorato che si affaccia al pop ma che sembra uscita dagli anni 90, dalla prima Marina Rei. Siamo nel 2025, non bene considerando che i suoni sono cambiati e questa canzone (è un complimento) potrebbe stare bene nella colonna sonora di Tre Uomini e Una Gamba, quei film italiani di fine millennio che avevano questo genere di melodie e arrangiamenti nelle soundtrack.

Molto bello il significato del testo, il tema è sociale con l’immigrazione e la coesione tra popoli come miccia per far divampare la fiamma. Il grande problema del brano è che suona proprio vecchio.

★★★★★
5


CORTESE – CAREZZE

Canzone grezza, forse pure troppo, nel senso più tecnico del termine. La voce e la base viaggiano su due binari che non si incontrano quasi mai, i volumi hanno qualcosa di strano soprattutto nel ritornello. Sembrano proprio scollegate le due sfere.

Per quanto riguarda il testo è adulto, maturo e si sente che c’è voglia di raccontare la storia di questo uomo pieno di cose da dire e di amore verso la persona che ha accanto.

Volare oltre i giudizi e liberarsi dall’ansia di esprimersi in un mondo che non si racconta più.

Il problema più grande è che stanca, nonostante il ritmo sostenuto. Si arriva alla fine con fatica, sembra di sentire una versione uptempo di Riccardo Cocciante ma non al massimo della forma.

Troppe parole, troppi concetti, tutto troppo e la cosa che funziona di più, il ritornello, ha questo problema volumetrico che poteva senza dubbio essere rivisto. Occasione mancata.

★★★★★
5


MATTHEW – BUONA FORTUNA

La volta precedente abbiamo lodato Matthew, lo meritava davvero tanto. Questa volta non siamo a quel livello, siamo un gradino sotto per due motivi.

Il primo è la poca originalità nella parte melodica (troppi rimandi a Ed Sheeran e Lewis Capaldi, vi prego basta), il secondo è il passo indietro a livello prettamente psicologico del buon Matthew che nel brano precedente sorrideva, era felice di cominciare una nuova vita e lasciarsi alle spalle tutto quanto.

Qui sembra ripensare a una relazione che non può (e non deve) tornare e sarebbe stato bello, invece, continuare verso il percorso di crescita che, poi, porta a una maturità umana e non solo artistica importantissima.

Elemento portante del brano è la chitarra e per lui che è chitarrista in primis è fondamentale riuscire a farla risaltare, si capisce e si sente bene ma questa volta il suo accenno di country pop melodico non cattura come l’altra volta.

Ci sarà modo e tempo di fare meglio.

★★★★★
5


MEGANOIDI – SULLA VETTA (LIVE)

Un paio di precisazioni su questo brano sono doverose sotto il profilo tecnico. La più importante è che si tratta di un brano inedito ma registrato in live durante le riprese del docufilm Meganoidi on The Rocks ed estratto come singolo. Una scelta inusuale ma tant’è…

Non capita spesso di vedere come singoli dei brani registrati in live ma, evidentemente, la self confidence dei Meganoidi è stata tale da fargli pensare che fosse la cosa giusta da fare. Lodevole senza dubbio.

Il problema di questa canzone è che parla solo ed esclusivamente ai fan dei Meganoidi, quelli storici che li seguono da trent’anni e infatti il brano suona come una loro canzone di trent’anni fa, non ha elementi che possano andare bene nel 2026 e, dato che questo è un singolo, parliamo di un aspetto da tenere obbligatoriamente in considerazione.

Se fosse rimasta una canzone inedita dentro al progetto totale, probabilmente, l’impressione generale sarebbe stata migliore perché inserita in un contesto più ampio e riconoscibile ma estrapolata dal suo habitat perde molto ed è un vero peccato.

Poi, per carità, sul significato nulla da dire: riuscire a raggiungere una metaforica vetta per riuscire a distanziarsi dagli elementi tossici che fanno parte di noi e riuscire a godere del silenzio che diventa quasi una cura.

Il problema, anche qui, è il loop forse troppo marcato dei ritornelli e del testo, tutto molto piatto nella sua struttura e dopo i primi due minuti inizi a percepire una certa stanchezza. Si poteva fare una scelta diversa.

★★★★★
5


LAURA PAUSINI FEAT JULIEN LIEB – LA DERNIERE CHANSON (DUE VITE)

Palesemente fatta per rimpolpare il meme di due anni fa e basta perché altrimenti non esiste un solo motivo per fare la cover di Due Vite in questo modo, ma soprattutto per l’arrangiamento che rovina una canzone straordinaria sotto ogni aspetto.

L’idea di base è quella di Io Canto, precisa, quindi con movimento e ritmo, ma su Due Vite è una scelta troppo, tanto azzardata per due motivi: la ‘freschezza’ nella mente del brano, troppo recente, e la qualità dell’arrangiamento originale che è insuperabile.

Di certo, farla in chiave pop rock non le dona giustizia e, poi, c’è quel problema del meme che aleggerà al 100% sui social. Chiunque, che fosse TikTok o che fossero tutti gli altri social, fecero video con il meme di Due Vite in francese e fare, oggi, questa versione in questo modo rischia di avere un effetto boomerang pazzesco.

Ovviamente speriamo di no ma resta il fatto che se escludiamo quel concetto e lasciamo solo gli elementi ‘nuovi’, si salva solo la potenza della voce di Laura Pausini e nulla più.

★★★★
5


RUGGERO – FASHION WEEK

Aiuto, qualcuno mi aiuti. Non so cosa dire su questo brano che vorrebbe essere pieno di carica, energia, pop dance ai massimi livelli e che, invece, fa il giro e diventa quasi cringe.

Ruggero è bravo, non si discute sulle sue qualità, ma qualcuno gli dia le canzoni giuste e, soprattutto, i consigli giusti perché con questo genere di canzoni resterà al palo.

Sembra di sentire Il Pagante, più pettinati, ma che ti donano lo stesso identico effetto quasi trash ma definirlo cringe è meglio.

Un brano dove non si parla di nulla, se non di una notte di fuoco in una città (Milano) che potrebbe essere una specie di città del peccato dove viene citata, così a buffo, la fashion week senza la minima ragione. Forse solo perché metricamente ci stava bene perché per il resto non ha davvero senso.

“Champagne ghiacciato su di te, su di me. Vuoi il finale perfetto? Vieni via con me”. Ho concluso vostro onore.

★★★
3

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