Pagelle nuovi singoli 27 marzo 2026 – I bocciati da AMI
CIOFFI E NOEMI – FARFALLE
Sei editori diversi, ripetiamo SEI editori diversi (l’editore è chi detiene i diritti del brano, chi ci guadagna in pratica), otto autori tra testo e musica (e non c’è il nome di Noemi tra l’altro). Questa è la squadra di un brano che DEVE andare bene per forza.
Ora, se dobbiamo parlare del brano allora parliamo del brano e diciamo che è una di quelle canzonette primaverili che metti in programmazione in radio e ci sta bene, ritmo contenuto e arrangiamenti tutti in maggiore per dare quell’effetto sorrisino all’ascolto. Funzionerà? Certo che funzionerà, è scritto sulla pietra.
Questa canzone, però, è stata appositamente costruita per ottenere risultati e di musica, a conti fatti, che si parla a fare? Bella, brutta, carina, simpatica e tutto il resto delle cose che si potrebbero scrivere perdono oggettivamente valore di fronte alla lista infinita che ci è stata donata.
Un brano con otto autori e sei editori diversi è un brano la cui vera anima si perde tra le pieghe di quella che dovrebbe essere musica e che, invece, è plastica senza emozione.
Se, poi, vogliamo fare finta che tutto ciò non esista allora va bene, facciamo finta come ogni giorno accade, diamoci una pacca sulla spalla ed esultiamo quando arriveranno i numeri ma Farfalle Nello Stomaco è l’emblema di ciò che non è proprio possibile chiamare arte, solo operazione commerciale per comunicati stampa roboanti.
Voto: ★★★★
4
THE KOLORS – ROLLING STONES
Come canzone estiva è una hit totale, la ascolteremo tantissimo (ammesso che sarà questa la loro hit estiva, è ancora presto per dirlo definitivamente). Come canzone in linea generale ha soprattutto un problema enorme: il testo.
Analizzando le frasi sembra che sia stato chiesto all’AI di scrivere dei brevi periodi con frasi random dove si parla di una ragazza che “rompe la barriera di corallo, milioni di collane per gli amanti clandestini”. Parole a caso, in pratica.
“Ti aspetto, sei tu il mio semaforo giallo” oppure ancora “sei bellissima, meglio di un occhio nero”. Ma in che senso ragazzi? Per carità, è una canzone estiva e quindi senza pretese ma, di grazia, queste metafore continue in stile indie (la canzone sembra un mix tra Red Red Wine degli UB40 in chiave minore e Oroscopo di Calcutta e Giorgio Poi) cosa rappresentano?
Vi aspettiamo su queste pagine per spiegarlo, perché a leggere il testo senza un minimo di descrizione alle spalle davvero si fa fatica a trovare una quadra sotto il profilo letterario.
Per il resto, buona estate anche se è primavera.
Voto: ★★★★★½
5½
FRED DE PALMA, ANITTA, EMIS KILLA – LA TESTA GIRA
Sì, la testa gira dopo avere ascoltato questa cosa e serve una bustina di OKI perché il dolore è fortissimo.
Inizierei questa analisi dicendo che mando un fortissimo abbraccio ad Anitta, la cui carriera l’ha vista passare dalla presentazione a Sao Paulo dell’album di The Weeknd a questa collaborazione con Fred De Palma. Tutto in un anno, incredibile come la vita ti possa sorprendere.
Detto ciò, Fred De Palma è diventato uno dei Los Locos e La Testa Gira è una specie di versione 2.0 di Mueve La Colita, El dueno del Swing, tutte quelle robe da balli di gruppo dei villaggi turistici.
Chi vi scrive non è un amante dei balli di gruppo, proprio da ascoltatore e fruitore, quindi vi lascio immaginare cosa abbia potuto provare nell’anima ascoltando questi RICCHI tre minuti.
La qualità, indubbiamente, non è di casa dalle parti di Fred De Palma ma siamo in Italia e i balli di gruppo sono pane per i denti del pubblico mainstream, bisogna accettarlo nonostante tutto.
L’idea che questa canzone possa essere ascoltata per tutta la prossima estate (e siamo ancora a marzo) causa un certo scompenso ma, oh, tanto di cappello a FDP che comprerà un’altra casa con le royalties che gli arriveranno a fine anno.
Moviendo la scalera, swing swing swing.
Voto: ★★★
3
WAX – FAVOLA A META’
Questo ragazzo deve decidere cosa fare in futuro e deve farlo prima che sia troppo tardi, perché fare le stesse identiche cose che fa Blanco, con la stessa timbrica e la stessa identica modalità di canto non è una buona soluzione da adottare.
Scrive bene, perché scrive bene, ma il problema è proprio l’approccio ai brani e quello o lo cambia o sarà il suo più grande effetto boomerang perché Blanco già esiste e non lo sposti neanche con un camion che pesa tonnellate.
Favola a Metà arriva dopo quella che possiamo definire ‘operazione simpatia’ agli occhi dei vecchi fan di Amici, che ci sono cascati ovviamente, cioè Nessuno Qui E’ chi Dovrebbe Essere con la frase iper condivisa “ho perso la mia Angelina”, e tutto il popolo amiciano giù a ricondividere il brano.
Lo sapeva, l’ha fatto apposta palesemente ed è riuscito nell’intento ma questo non vuol dire che i problemi spariscano come per magia o grazia divina del popolo di Twitter.
Ha la grande fortuna di sapere come si scrive una canzone, molti pagherebbero per scrivere come lui, e Favola a Metà ne è la conferma.
Speriamo possa trovare la sua strada, e non che percorra quella già battuta da altri.
Voto: ★★★★★
5
DON PERO – STATI D’ANIMO
Tutto. Maledettamente. Uguale.
Da mesi, ormai, ribadiamo sempre la stessa domanda a chi decide di approcciarsi al mondo del rap e della trap: ma perché fate le stesse cose che fanno tutti gli altri e non trovate la vostra chiave?
Questa canzone ha la struttura identica a quella di, almeno, altri 100 brani del genere e sta diventando davvero noioso dovere ribadire le stesse cose, ogni venerdì, sempre allo stesso modo.
La colpa, qui, è di chi gli fa credere che fare gli stream su Spotify sia garanzia di successo quando non è così. Magari sti ragazzi ci credono pure nella musica, nel fare canzoni ma se tutti gli dicono costantemente “quanto sei bravo e quanto sei bello a’mamma” non capiranno mai dove e come crescere artisticamente. Ammesso che ci sia una vena artistica alle spalle.
Questo ragazzo, Don Pero, non ha un solo elemento distinguibile. La voce è piatta, le basi sembrano dei typebeat scaricati da youtube e lavorati giusto un po’, i testi mi spiace dirlo ma raccontano delle storie che ormai conosciamo a memoria, non ci sono elementi nuovi.
Certo, storie tristi per carità, singolari e uniche ma il problema è come vengono raccontate e in questo caso non c’è un racconto che si distingue dagli altri racconti simili.
Qualcuno dia un abbraccio a tutti questi ragazzi, Don Pero incluso, e gli spieghi come e dove migliorare perché tanto non sarà questa pagella ad aprirgli gli occhi.
Voto: ★★★★
4
BALTIMORA – DOVE ANDARE
Il problema di questo ragazzo sono, probabilmente, le aspettative che ha sempre avuto e continua ad avere attorno al suo nome. Avere vinto X Factor giovanissimo e non avere costruito un percorso lineare ha avuto un peso specifico notevole nella sua vita artistica.
Il peso di un risultato così grande può trasformarsi in una condanna e ascoltando questa canzone viene da chiedersi, di nuovo, come possa un vincitore di X Factor creare una canzone così mid.
Canzone pop senza slanci, con pochi o quasi nulli momenti memorabili, testo in cui si analizza il tema dell’abbandono, della solitudine ma un po’ alla Ed Sheeran di qualche anno fa. Il problema è che se già Ed Sheeran non ha più presa nel pubblico, riproporre quel modello sembra quasi un’operazione nostalgia ma poco efficace.
E’ difficile riuscire ad identificare il punto preciso su cui potere dare un consiglio preciso perché, a conti fatti, la qualità vocale c’è e anche il gusto musicale. Il problema, forse, è che prima di costruire una carriera, a volte, bisogna costruire una vita con una direzione chiara.
Arrivare così, di punto in bianco dopo tanto tempo, con un brano buttato nel mezzo per dire “hey ci sono ancora” ma senza un progetto definito o definibile crea solo più confusione.
Partiamo dal racconto. Baltimora, cosa vuoi dirci? Cosa vuoi dirti?
Voto: ★★★★★
5
LIL JOLIE – PER AVERTI
Questa canzone è inutilmente troppo lunga e, ad un certo punto, inizia a girare su se stessa senza trovare mai la quadra per chiudersi definitivamente risultando più pesante di quello che in realtà è, a conti fatti.
Dura 3 minuti e mezzo, media lunghezza, ma la struttura risulta troppo uguale dall’inizio alla fine senza nessun tipo di cambiamento che ti tenga incollat* all’ascolto. Arrivati alla seconda strofa inizi a domandarti quando arrivi la fine.
Anche il testo è un loop di concetti e frasi che si ripetono dall’inizio alla fine e, forse, è proprio qui che si nasconde il problema. Non ci sono concetti diversi, le parole sono uguali e le frasi, come detto, organizzate come un loop senza fine.
Si deve ancora lavorare molto per trovare una chiave, perché fino a questo momento Lil Jolie ha pubblicato tantissime cose ma mai nessuna che abbia fatto pensare “ok ci siamo”.
La qualità del suono è ottima, almeno questo è punto di partenza che fa capire la grande professionalità di questa artista. Lavorare sul resto, soprattutto sui testi, adesso deve diventare la missione per crescere.
Voto: ★★★★★
5
NICOLO’ FILIPPUCCI – TUTTE LE RAGAZZE VOGLIONO CANZONI D’AMORE
Tutto potevo aspettarmi ma non che il buon Filippucci, bravo com’è, si mettesse a cantare una canzone in stile Tommaso Paradiso del 2018 per arrivare alle radio, dimenticando che voce abbia (vedasi Laguna, ndr).
Per carità, dopo la vittoria di Sanremo Giovani ci vogliono i numeri, dato che con Laguna non sono arrivati secondo le aspettative che si avevano su di lui, ma siamo sicuri che questa canzone alla Tommy Paradiso con la base di un brano di Calcutta sia la soluzione?
Speriamo che tutto il resto del progetto vada nella direzione di Laguna, perché di cantanti pop ne abbiamo già a miliardi e uno come Nicolò ha possibilità, mezzi e capacità per entrare in un calderone diverso ma bisogna volerlo.
Detto questo, il brano può far bene in termini di classifica e risultati ma dovrà contare tantissimo sull’apporto delle radio, difficilmente lo streaming lo premierà a lungo termine dato che ora stiamo già entrando in una fase diversa, quella estiva.
Incrociamo le dita e attendiamo.
Voto: ★★★★★½
5½











