27 Marzo 2026
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27 Marzo 2026

New Music Friday 27 marzo 2026: le pagelle ai nuovi singoli con The Kolors, Blanco, Elisa, Madame, Willie Peyote e Tosca

Voti e recensioni di All Music Italia ai nuovi singoli usciti il 27 marzo.

Madame, Blanco ed Elisa, Cioffi e Noemi, Nicolò Filippucci e The Kolors tra i protagonisti della New Music Friday del 27 marzo 2026
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New Music Friday 27 marzo 2026: le pagelle ai nuovi singoli italiani

I brani della settimana consigliati da All Music Italia

COSMO – INCANTO

Per la prima volta nella sua carriera e nella nostra esperienza da ascoltatori, Cosmo usa l’autotune in stile Believe di Cher ed è un esperimento riuscito, si comprende che è usato come effetto ed è dosato molto bene e nei punti corretti.

La struttura dell’intero brano è quella di una power ballad in chiave elettronica con una parte strumentale nel ritornello che serve non solo per spezzare l’atmosfera e tornare nello spazio del ‘reale’ ma anche per arricchire tutto il brano.

Il gioco è proprio quello, cioè la capacità di fondere la parte elettronica delle strofe (e dello special ) con gli strumenti reali, da band che suona in spiaggia, del ritornello. In particolare, sembrerebbe che tutta la melodia sia stata creata solo con l’ausilio della chitarra classica, dato che ruota tutto attorno a lei, per poi trasformare tutto in studio con sintetizzatori, moog e altro ancora.

Bel lavoro, coeso e impattante per la prima volta da tanto tempo, questo di Cosmo.

Voto: ★★★★★★★
7


UMARELL – DISSACRANTE

Prendete una chitarra elettrica distorta, unitela a una parte elettronica lavorata bene e vi sembrerà di tornare ai tempi dell’industrial dei Nine Inch Nails.

E questo per quel che riguarda la base, la musica. A questo lavoro applicate una voce che non è una voce, nel senso che più che cantare in questo brano si racconta in chiave dissacrante il mondo della discografia becera che sfrutta gli artisti e dei giornalisti che ne parlano come se dovessero parlare di Bob Dylan e dei Pink Floyd sempre e comunque, non avendo nella maggior parte dei casi neanche le competenze per poterlo fare.

E’ un brano che parla già tanto del proprio contenuto leggendo solo il titolo, poi leggi anche il testo e capisci che è tutto perfettamente in linea, ha tutto perfettamente senso.

“Già noi artisti siamo coglioni, i giornalisti…”

Voto: ★★★★★★★½


JACK SAVORETTI E MILLE – I HEAR YOU CALLING (ECHI DI SIRENE)

Questa unione arriva inaspettata e, soprattutto, ci permette di ascoltare forse per la prima volta la voce della signorina Mille, come ormai è stata ribattezzata su queste pagine, molto più asciutta e melodica rispetto al solito.

Jack Savoretti fa sempre il suo e mette il suo timbro graffiato al servizio di una ballad pop rock che ha un’atmosfera quasi da film anni 80. Ecco, se fossimo in quel decennio questa canzone potrebbe tranquillamente far parte della colonna sonora di Top Gun. Ha quelle vibes lì.

Si parla d’amore, di voci che chiamano il nome dell’altra persona a cui si pensa, di sentimenti indissolubili. Il tema non è dei più originali ma viene reso interessante dai due protagonisti ai microfoni che rendono perfettamente l’idea, con la loro dose di interpretazione, quanto questi sentimenti riescano a graffiare l’anima fin nel profondo.

Bel lavoro tra inglese e italiano, Savoretti e Mille è il sodalizio di cui non sapevamo di avere bisogno.

Voto: ★★★★★★½


BEBA – 2K LACRIME

Mettersi a nudo e descrivere le proprie fragilità, i problemi vissuti per accontentare la persona che si pensava di amare. Così potremmo sintetizzare questo brano a metà tra rap e pop in quella che è, ormai, la classica struttura delle canzoni dei rapper che provano a sfondare il muro del mainstream.

Strofa rap potentissima, ritornello melodico e cantato con autotune quasi a palla per coprire eventuali imperfezioni che tutti i rapper hanno, dato che fanno un mestiere diverso.

Anche Beba si spinge in questa direzione ma nel complesso è ampiamente promossa perché il testo (come spesso le accade) ha una forza che la metà basterebbe a rendere questo mondo un posto migliore per tutti.

Ammettere di avere subìto, di essere stata accondiscendente per piacere all’altra persona che, però, a conti fatti non aveva il minimo interesse e, anzi, rincarava la dose con comportamenti borderline non è di certo una cosa facile. Beba lo fa e anche bene.

Voto: ★★★★★★½


BLANCO E ELISA – RICORDI

La tastiera e la struttura di base del brano è molto telenovela anni 80/90, una di quelle robe alla Tommaso Paradiso, alla Antonello Venditti melodiche che riprendono Sentieri, Topazio e tutte le altre di questo stile con anche il sassofono che crea quell’atmosfera quasi sexy.

Questa è una di quelle canzoni che nei corridoi della musica si possono chiamare ‘sexy saxophone song’, cioè brani che metti in riproduzione in una baita davanti a un camino acceso, calici di vino rosso e sguardi languidi dopo avere cantato “amici maaaai per chi si ama come noiiiii” con anche un ballo lento quando parte l’assolo di sassofono.

Funziona? Eccome se funziona. Se un brano ti permette di creare un immaginario già dal primo ascolto vuol dire che stra-funziona. Bisogna capire se quell’immaginario, poi, piace a ogni singola persona che lo ascolta.

C’era chi non amava quella versione di Venditti, c’è chi non ama Paradiso, c’è chi non ha amato Topazio e ci sarà sicuro chi non amerà questa versione di Blanchito Beibe ma che il brano sia un buon brano è innegabile.

Elisa, poi, ha una capacità unica che possiamo tradurre con: dove la metti sta. Spazia in qualsiasi tipo di mondo e lo fa con la sua solita eleganza. Da sottolineare un ulteriore aspetto e cioè che non tutti, da under 25, possono vantare tre duetti con Mina, Giorgia ed Elisa. Blanco può.

Buon caminetto acceso a tutti.

Voto: ★★★★★★★½


MADAME – OK

Il modo di affrontare il canto è quello di Sciccherie, quello sbiascicato che tanto viene usato oggi dai trapper di nuova generazione (molto Tony Boy in alcune parti, per intenderci).

Il beat è un classico beat trap ma arricchito con dei suoni e dei synth quasi roboanti per certi versi e questo incalzare della base serve per dare forza ai concetti espressi da Madame.

Parla del rapporto difficile con il padre, la sua sessualità, la sua malattia che l’ha costretta a stare su un fondo di letto per tanto tempo, lo sfruttamento della sua fama e dei suoi soldi da parte di chissà chi sono i temi principali del brano e si continua, dunque, a capire meglio cosa le sia successo in questi ultimi anni di quasi totale assenza.

Non è stato un periodo facile e questa canzone lo spiega ancora più di Disincanto, è un altro pugno nello stomaco che ci fa entrare ancora di più nella sua sfera privata.

Madame ha deciso, evidentemente, di fare all in con questo nuovo progetto e se queste sono le premesse allora teniamoci forte.

Voto: ★★★★★★★
7


CAINERO – MALE

Dopo l’esperienza a Sanremo Giovani, eliminata immeritatamente e senza una spiegazione logica durante le fasi finali, torna Cainero con un brano a metà tra pop e dance con venature simil jazz molto interessanti.

Il Male di cui parla è quello che si cela dietro i giudizi della gente, le parole in più, momenti di poca lucidità che a conti fatti creano un disagio quando si stanno cercando di vivere dei momenti positivi.

Il brano mette la giusta carica e Cainero dimostra di avere le idee molto chiare su cosa fare, le atmosfere infatti sono sempre quelle pur cambiando completamente tipo di canzone e questo è un valore aggiunto.

E poi canta. Sembra scontato da dire ma, certe volte, bisogna sottolinearlo oggi come oggi. Cainero canta, punto.

Voto: ★★★★★★
6


FLAMINIA SCAPIGLIATI – IL CANTO DELLA NINFA

Il folk rivive grazie a Flaminia Scapigliati, giovanissima ragazza molto attiva sui social con una comunicazione efficace e in linea anche con quanto sta presentando in questo suo esordio discografico.

Detto che ci sono queste venature folk e popolari, il brano è molto teatrale e cinematografico a metà tra Notre Dame De Paris e Pirati Dei Caraibi, come fosse un canto leggendario interpretato da una ragazza in un locale scapestrato di un’isola abbandonata in mezzo all’oceano di tanti secoli fa.

Il problema di questa canzone sono i volumi, davvero molto bassi. Pure alzando al massimo le casse, il volume resta basso e per carità non è un male per i timpani, anzi grazie, però prossima volta alzare tutto il master generale.

Lei vive in questo mondo sospeso a metà e lo vive bene, un po’ Esmeralda e un po’ incantatrice. Se continua così può davvero diventare un punto di riferimento del genere, non è così tanto usuale sentire qualcuno che si approccia al mondo dei canti popolari tra le nuove generazioni. Bisogna essere credibili e lei lo è.

C’è tanto ancora da lavorare ma la base di partenza è buonissima.

Voto: ★★★★★★
6


FRANCAMENTE – SIRENE SULLA LUNA

Questo brano ricorda vagamente le canzoni di LP, Laura Pergolizzi, ma non soltanto. Diciamo che il mondo è quello lì, dell’indiepop di nuova generazione che regala nitide immagini.

In questo caso, le immagini sono quelle di una danza sotto i raggi della luna, una festa in cui si pensa solo a liberare la mente e lasciare spazio alla gioia, al ludibrio, alla pienezza di un’atmosfera serena in una notte allegra.

Francamente ha tracciato la sua linea già da qualche tempo, per essere precisi da quando è uscita da X Factor, e non ha mai dato l’impressione di avere artisticamente dei momenti di vuoto. Questo è l’ennesimo capitolo di una carriera con dei bei brani da ascoltare in rapida successione.

Il pubblico, prima o poi, dovrà farci i conti con questa qualità ma nel frattempo si scava la strada da percorrere, che male non fa.

Voto: ★★★★★★½


WILLIE PEYOTE – BURRASCA

Leggi Willie Peyote e pensi “ok, sicuro ha fatto una bella canzone“. Ascolti la canzone e pensi “ok, menomale che esiste Willie Peyote”.

Più passa il tempo e più il Peyote migliora sensibilmente la sua qualità ma sempre mantenendo una fortissima identità e le radici rap che lo hanno sempre visto protagonista.

Questa canzone è una ballatona rap che ricorda sia i suoi vecchi lavori sia alcune cose di Neffa. Willie decide di spiegare alcuni tratti di un rapporto dove la controparte diventa fondamentale in un mondo pieno di odio, guerre e incertezze. Siamo in un mare in burrasca e l’unico punto di sostegno è stringersi in un unico abbraccio per riuscire ad affrontare anche le onde più alte.

Bello tutto, dal testo alla melodia. Bentornato Willie Peyote.

Voto: ★★★★★★★
7

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