22 Gennaio 2026
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22 Gennaio 2026

Nuove uscite emergenti del 23 gennaio: Asteria, Low-Red e Paul Giorgi guidano Nuove Frequenze

Sei uscite, un solo filo: storie che cambiano forma, suoni che si sporcano e pop che smette di chiedere permesso.

Uscite emergenti 23 gennaio 2026, la selezione Nuove Frequenze di All Music Italia
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Uscite emergenti 23 gennaio 2026: con Nuove Frequenze, la rubrica di All Music Italia, torniamo a puntare la bussola su chi sta costruendo un percorso vero, tra singoli, debutti e progetti che meritano qualche minuto in più del solito scroll.

Questa settimana il filo rosso è quello delle “forme” che cambiano: amicizie che restano come oggetti in tasca, adolescenze che tornano come rumore di fondo, bisogno di ripartire alle proprie regole e un’idea di pop che prova a respirare senza dover sempre dimostrare qualcosa.

Nuove Frequenze: le uscite della settimana

Paul GiorgiIsole di plastica

Singolo in uscita il 23 gennaio per Factory Flaws.

Dopo Vernissage, Paul Giorgi torna con un brano che non cerca la svolta a tutti i costi: resta nello stesso paesaggio sonoro, ma ci cammina dentro con un passo diverso, più dolceamaro. Al centro c’è il ricordo di un’amicizia speciale, raccontata con candore e nostalgia, come quelle immagini che tornano senza chiedere permesso.

Nel suo racconto c’è anche un dettaglio curioso: quel finale che “suona” come le vecchie suonerie del cellulare, un piccolo trigger emotivo che dice molto del tipo di memoria che il pezzo vuole risvegliare. Che effetto ti fa quando una canzone riesce a riportarti in un momento preciso, quasi fisico?

morikLe radici del castello

Singolo in uscita venerdì 23 gennaio a mezzanotte.

Per morik questo brano è un punto di partenza dichiarato: primo passo del 2026 e apertura verso un progetto più ampio in arrivo durante l’anno. La produzione, con il nuovo producer MNT, costruisce un sound avvolgente in cui synth elettronici e batterie hip-hop si incastrano senza strafare, lasciando spazio alla voce e al flow.

Il tema è netto: la necessità di autorealizzarsi e quella “fame di essere” che “fa diventare grandi”, ma senza venderla come slogan motivazionale. C’è l’idea che cadere sia normale e che rialzarsi abbia senso solo quando si capisce davvero perché si è caduti. È una scrittura che ti sembra già “da progetto” o la leggi più come uno sfogo di passaggio?

FerrinisNon voglio niente di più

Singolo in uscita il 23 gennaio.

Maicol e Mattia Ferrini scelgono un tema controcorrente: non trasformare il disagio in moneta obbligatoria per essere credibili. Non voglio niente di più lavora sulla “sufficienza” come tregua, sul diritto di non dover rincorrere sempre qualcosa in più per sentirsi legittimati, anche dentro un racconto pop.

Dentro ci sono immagini quotidiane e una tensione molto contemporanea: il controllo come difesa permanente che, a un certo punto, smette di essere una virtù. È un tipo di pop d’autore che ti interessa di più quando “alza la voce” o quando sceglie proprio di abbassarla?

Asteria16 anni

Singolo in uscita venerdì 23 gennaio per Double Trouble Club / Island Records / Universal Music Italia. Anticipa l’album Ferite per tutti (in uscita il 30 gennaio).

Asteria torna su uno dei territori emotivi più universali e fragili: l’adolescenza come stanza piena di rumore, dove tutto si vive senza filtro e senza difese. Il brano prova a ricreare quella sensazione di caos e agitazione tipica di quegli anni, ma anche lo struggimento di quando “si scopre tutto per la prima volta”.

In mezzo c’è anche una spinta che somiglia a un incoraggiamento: ritrovare, almeno per un attimo, quell’incoscienza che da adulti spesso si perde perché sappiamo già come può finire. E quando la musica parla di “passato”, quanto conta il modo in cui lo fa: nostalgia che consola o nostalgia che graffia?

La sua immagine è precisissima: il rumore di un jack staccato dalla chitarra quando l’amplificatore è ancora acceso. È una fotografia sonora che ti sembra più nostalgica o più “scomoda”, nel senso buono?

Lara DeiLara Dei Chi?

Album in uscita il 23 gennaio per Oyà.

Un debutto che si presenta come viaggio identitario e scelta di mettersi al centro della propria storia, senza compromessi. Lara Dei lavora su dubbi, fragilità e desideri come materiale vivo, e lo fa con una scrittura diretta che prova a tenere insieme ironia e lucidità, anche quando parla di ostacoli e giudizi.

Il disco nasce con un impianto narrativo chiaro e mette in fila dieci tracce che, brano dopo brano, restituiscono un anno di relazioni che cambiano forma e di ricerca di autenticità. C’è un brano-manifesto che parte da una domanda semplice e scomoda (“la musica è un lavoro?”) e da lì si apre una rivendicazione: il diritto di esprimersi senza chiedere scusa.

È un album che sembra costruito per essere ascoltato come percorso, non come singolo episodio. Ti colpiscono di più i dischi che ti raccontano una storia lineare o quelli che somigliano a una serie di domande aperte?

AtlanteRicordi Segreti

EP in uscita il 23 gennaio per Pioggia Rossa Dischi con distribuzione Believe.

Ricordi Segreti viene raccontato come atto finale: quattro brani che chiudono un cerchio e, allo stesso tempo, aprono una direzione diversa. L’idea è quella di trasformare frammenti del passato in un mosaico nuovo, dove il ricordo diventa materia viva e la sperimentazione cambia pelle senza perdere intensità.

Dentro ci sono contrasti: un singolo che viene descritto come “campo di battaglia” sonoro, poi una risposta speculare più intima e rarefatta. E in chiusura arrivano anche due riletture che spostano l’asse e riscrivono alcune tracce con colori nuovi, come se il passato fosse lo stesso, ma guardato con occhi diversi.

Ti piace quando un progetto “saluta” davvero ciò che è stato, o preferisci quando lascia tutto sospeso e ti costringe a tornare sopra ai brani?

Low-RedTrasparente

Oggi, mercoledì 21 gennaio, Low-Red pubblica Trasparente, nuovo singolo che segna un passaggio cruciale nel suo percorso e anticipa ufficialmente MARIO III, il prossimo capitolo discografico dell’artista: un brano nato dalla fine di una relazione che lo ha accompagnato per anni, diventando parte della sua identità creativa, e che riprende l’eredità emotiva di Sensibile citandolo nel testo (“Mi sentivo in un film però non era un film…”).

La “trasparenza del ghiaccio” diventa il simbolo del progetto, fredda in superficie ma carica di fragilità sotto, un’estetica già anticipata lo scorso ottobre ai Magazzini Generali di Milano durante una data sold out in cui Low-Red aveva annunciato MARIO III (e lo aveva lasciato intendere anche nel video ASPETTANDO MARIO III). Con Trasparente si apre così una nuova direzione dove sensibilità e lucidità convivono, senza compromessi: ti convince di più il Low-Red più crudo o quello che mette a nudo le fratture?

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