The Niro: “Ulisse” è un viaggio alla ricerca di un porto sicuro
Il brano anticipa il nuovo album d'inediti, “La nascita”, in uscita per Esordisco in digitale, vinile e CD

Ulisse è il titolo del nuovo singolo di The Niro, in radio e negli store digitali dal 7 novembre 2025. Il brano anticipa l’album d’inediti del cantautore, La nascita (etichetta: Esordisco – distribuzione: Audioglobe), la cui pubblicazione è prevista per il 14 novembre in formato digitale, vinile e CD.
In Ulisse, The Niro racconta un viaggio personale tra onde, buio e miraggi, auspicando un porto dove finalmente approdare. L’andamento incalzante del brano sembra evocare il rumore delle onde del mare. La voce del cantautore è sostenuta da un arrangiamento in cui suoni analogici e digitali si mescolano. Chitarre, piano, basso, batteria, djambé, shaker e synth, il tutto orchestrato e suonato da The Niro, creano un’atmosfera mitologica.
A proposito del brano, il cantautore afferma: “Ulisse è strettamente collegato a La Nascita. Dov’è il porto sicuro in cui riposarsi dalle difficoltà della vita? Non lo so ancora, ma vorrei tanto trovarlo. Ulisse racconta quella parte di noi che, nonostante la paura, continua a viaggiare. È un brano che parla di smarrimento, ma anche di speranza. Scriverlo è stato il mio modo per dire che, anche quando non vediamo il porto, la vita (il mare) può comunque insegnarci chi siamo”.
“Ulisse”, il testo
Il testo e la musica sono di The Niro, che ha curato anche gli arrangiamenti e la produzione artistica del brano. Ecco qui di seguito il testo di Ulisse:
Solo tra le onde dei destini
Solo il buio resta intorno a me
Tra sirene e sogni clandestini
Senza un porto cosa resta di me
Vivo in un miraggio senza ieri
La speranza danza intorno a me
Basterebbero i tuoi respiri
A guidarmi dritto fino a te
Vorrei smettere di urlare e solo poi dimenticare
Perché non c’è scopo dietro al viaggio se non chiedere al coraggio chi sei
Solo tra le onde dei destini
Solo il buio resta intorno a me
Tra sirene e sogni clandestini
Senza un porto cosa resta di me

“La nascita”, il nuovo album di The Niro
Ulisse anticipa l’uscita del nuovo album d’inediti di The Niro, composto da 11 canzoni cantate in italiano e in inglese. La nascita rappresenta una sfida per il cantautore: oltre a suonare tutti gli strumenti, egli per la prima volta è produttore di un suo album. Dall’ascolto del disco si percepisce la cura che ha messo nel realizzarlo.
Le canzoni di La nascita raccontano il momento che l’artista sta attraversando. Allo stesso tempo, parlano anche del periodo complicato che tutti stiamo vivendo, tra conflitti militari e personali. Il disco propone una varietà di toni e di tematiche, personali e pubbliche, che spesso si confondono e si intrecciano.
Sotto l’aspetto musicale, la voce di The Niro è avvolta da suoni morbidi e raffinati. Gli strumenti acustici sono affiancati da un uso consapevole dell’elettronica light, con equilibrio e in misura mai eccessiva.
Qui di seguito la tracklist del disco La nascita:
1. La Nascita
2. Nessun rimpianto
3. So Odd
4. Bergman
5. My desires
6. Tarantola
7. I have a dream
8. Borderline
9. Amsterdam
10. Ulisse
11. Rainy Days
The Niro racconta così il disco e le canzoni che lo compongono:
“La Nascita.
Il titolo già dice molto di questo mio sesto album di inediti.
I primi tre li avevo cantati in inglese; il quarto e il quinto in italiano.
Questo album è libero da ogni schema; ci sono infatti brani in inglese e in italiano.
Questo però non significa che non abbia scelto con totale consapevolezza i brani che sono entrati a far parte del disco.
Ogni canzone è la fotografia di un momento che ho vissuto, quasi sempre in prima persona.
Tutto è ruotato intorno al brano La Nascita, un viaggio nel passato fino a ritrovare la mia esistenza priva di errori. È un brano che mi commuove sempre, sia quando lo ascolto che quando lo canto dal vivo; tocca delle corde interiori che non mi lasciano scampo.
È l’ouverture dell’album, ed è seguito da Nessun Rimpianto, che racconta la mia perpetua necessità di conoscere il mondo. Nella ricerca di qualcosa di nuovo a volte scelgo strade sbagliate; l’ho sempre preferito al restare fermo.
So Odd, in italiano “Così strano” racconta di quanto a volte mi senta inadeguato ad affrontare le difficoltà, ma è anche un autoinvito a non restare incastrato nella malinconia, nel passato. Ci si rialza sempre, in un modo o nell’altro.

Bergman fotografa l’assenza di empatia che ultimamente ho riscontrato sempre più spesso intorno a me. È un po’ lo specchio di questi tempi bui. A volte anch’io mi sono sentito così: capace di ferire il prossimo senza rendermene conto; per questo non mi sono sottratto dal cantarlo in prima persona.
My Desires è la conseguenza di questa presa di coscienza; la solitudine come scelta per non far soffrire chi è accanto a me. Un isolamento che mi è servito, anche per realizzare questo album.
Prima però c’è Tarantola: è l’unico brano che ho scritto mosso dal sentimento della rabbia; per questo è la canzone di cui ho meno voglia di parlare. Dopo la prima metà il brano cambia lingua, passando dall’italiano all’inglese, e vengono capovolti i ruoli di vittima e carnefice; questo perché ho desiderato fortemente ribaltare quei ruoli, anche se poi ho semplicemente rotto la ruota.
Sottrarsi alla tossicità è l’unico modo per rinascere.
I have a dream parla del sogno di far rivivere ideali di bellezza e di fratellanza fra gli uomini. Il titolo richiama Martin Luther King; il brano è ispirato alla sua vita.
Ho scritto Borderline ispirandomi ad alcune figure che ci attraversano la vita come comparse ostinate. Si aggirano ovunque, nella vita privata come nei palazzi del potere, in famiglia come nei telegiornali. Figure stabili nell’arte di negare l’evidenza, di mentire senza avvertirne il peso. Immuni al dubbio, al senso di colpa, alla minima incrinatura interiore. A loro, ho voluto dedicare un anti-inno. Un piccolo trofeo d’onore all’assenza di vergogna. E così Borderline suona come una risata leggera tra le macerie. Un ritornello da fischiettare mentre il mondo, senza più imbarazzo, si gira dall’altra parte.
Amsterdam. Durante un viaggio nella città olandese m’imbattei in una scena potente: una donna, in una delle vetrine a luci rosse usate dalle sex workers per ricevere clienti, aveva incantato i turisti esibendosi in una performance di pole-dance. Il ricordo di quell’esperienza si è fatto vivo anni dopo nella mia mente; così la musica.
Ulisse è strettamente collegato a La Nascita. Dov’è il porto sicuro in cui riposarsi dalle difficoltà della vita? Non lo so ancora, ma vorrei tanto trovarlo.
Rainy Days è la conclusione di questo album: sogno giornate di sole per vivere all’aperto. E come un marinaio il vento soffierà sul mio petto.
L’album è stato realizzato a casa mia, in solitudine. Ho suonato ogni nota di questo disco; è stato un viaggio pieno di dolore e bellezza. Come la vita.
Ne vado molto fiero e spero possa fare breccia nei vostri cuori“.




