18 Aprile 2026
Condividi su:
18 Aprile 2026

Sal Da Vinci: “A 7 anni già sul palco. L’Eurovision? Un circo di emozioni”

Il vincitore di Sanremo 2026 ripercorre la sua vita a "Stories": dalla gavetta a 7 anni con il padre al dolore per la malattia del figlio.

Sal Da Vinci sorridente durante l'intervista a Stories di Sky TG24, con faretti arancioni sullo sfondo
Condividi su:

La corsa di Sal Da Vinci verso l’Eurovision Song Contest passa per un bilancio a cuore aperto sulla sua carriera e la sua vita privata. Il vincitore del Festival di Sanremo 2026 è il protagonista della nuova puntata di “Stories“, il ciclo di interviste di Sky TG24 curato dal vicedirettore Omar Schillaci. La puntata, intitolata “Il palco della vita“, andrà in onda lunedì 20 aprile alle 21:00 su Sky TG24 e sabato 25 aprile alle 12:15 su Sky Arte.

Il successo di Per sempre sì e il palco europeo

L’artista napoletano arriva da mesi di sovraesposizione mediatica, trainati dalla vittoria all’Ariston con Per sempre sì. Un brano che, per sua stessa ammissione, ha superato ogni aspettativa. “Non puoi immaginare una cosa così grande”, racconta Sal Da Vinci. “Questa canzone è arrivata ovunque, è stata cantata dai bambini, negli stadi, in contesti completamente diversi. È stata tradotta anche in giapponese”. Il prossimo step è rappresentare l’Italia all’Eurovision, un traguardo che definisce “un circo di emozioni” e un onore, prima di volare oltreoceano per un tour tra Stati Uniti e Canada. Il culmine dei festeggiamenti è fissato per il 25 e 26 luglio all’Arena Flegrea di Napoli, due date pensate per celebrare i suoi cinquant’anni di carriera.

Gli esordi a sette anni e il legame con il padre

Proprio il traguardo del mezzo secolo di attività porta inevitabilmente a fare i conti con l’età di Sal Da Vinci e con i suoi esordi precocissimi. “Non ho vissuto l’infanzia come gli altri bambini”, confessa. “Ho iniziato a lavorare a sette anni, facendo anche tre spettacoli al giorno. Quella è stata la mia scuola”. Una gavetta iniziata al fianco del padre, Mario Da Vinci, in una famiglia dove la musica era il centro di tutto.

Il racconto si sposta poi sulla dimensione privata. L’incontro con la moglie, conquistata a fatica dopo aver fatto breccia prima nei suoceri, e il primo bacio rubato il 4 luglio 1984 su una barca a remi da Mergellina a Posillipo. Fino al dolore più grande, la malattia del figlio Francesco, colpito da meningite a un anno e mezzo. “Non si trovava una via d’uscita, ero disperato. Avevo chiesto una grazia alla Madonna: se si fosse salvato non avrei più cantato”. Un voto interrotto all’ultimo momento da una dottoressa che portava buone notizie.

Oggi Sal Da Vinci si gode la dimensione di nonno, un ruolo che definisce come “un amore che non si può spiegare”, e rivela persino un talento inaspettato lontano dal palco: “So stirare meglio di mia moglie. Essendo il quarto di sei figli, non c’era spazio nell’armadio e i vestiti si stropicciavano. Mia mamma non aveva tempo e mi ha insegnato a stirare. Da allora non ho mai smesso”.