Polignano a Mare Città della Musica 2026 con Domenico Modugno. C’è un momento, alla fine di ogni evento, in cui resta solo ciò che davvero ha contato. Della rassegna “Polignano a Mare Città della Musica 2026”, in questi tre giorni, non sono rimaste solo le note, ma una sensazione più profonda: quella di aver assistito a qualcosa che non si limita a celebrare, ma prova a costruire.
Le giornate dal 17 al 19 aprile “Nel segno di Domenico Modugno: canzone d’autore, cinema, luoghi del cuore” si sono chiuse con un’immagine che dice molto più di qualsiasi comunicato: le bande musicali guidate da Renzo Rubino che attraversano le strade, la gente che si ferma, canta, si riconosce. Non è solo intrattenimento: è identità che si rimette in circolo.
Da Ciao ciao bambina a Resta cu mme, fino a Nel blu, dipinto di blu davanti alla statua di Mr Volare che guarda il mare, il finale non è stato una chiusura, ma una restituzione collettiva. Come se quelle canzoni non appartenessero più solo a Modugno, ma a chiunque fosse lì ad ascoltarle.
Non una celebrazione, ma un progetto: cosa resta davvero di Polignano a Mare Città della Musica 2026
Eppure, ridurre tutto alla musica sarebbe limitante. Partecipare a questa tre giorni, e viverla da dentro come giornalista inviata da All Music Italia, ha mostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un Modugno più vivo che mai. Non solo nelle canzoni, ma nella sua natura più completa: attore, narratore, intrattenitore. Una figura attraversata nei talk, nei materiali d’archivio, nella collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, fino alla proiezione di Nel blu dipinto di blu (1959), che ha restituito la dimensione cinematografica del suo percorso.
È qui che il progetto fa un passo in più. Perché “Polignano a Mare Città della Musica” non si limita a evocare un passato glorioso, ma prova a metterlo in dialogo con il presente. E lo fa attraverso una visione che si è concretizzata anche nella firma dell’accordo tra Polignano a Mare, San Pietro Vernotico e Lampedusa.
Tre territori diversi, uniti da una stessa intenzione: non lasciare che Modugno resti una figura da ricordare, ma farlo diventare un linguaggio vivo, condiviso, capace di generare ancora cultura.
E forse è proprio questa la sensazione più forte che resta: di un’attenzione reale, concreta, da parte delle istituzioni coinvolte, nel provare a costruire qualcosa che abbia continuità, che non si esaurisca nell’evento, ma che trovi nel tempo la sua vera forma.
Mentre il sipario cala su questa edizione, lo sguardo è già rivolto a settembre, quando la città tornerà ad animarsi con “Polignano a Mare Città della Musica” per tre giornate di eventi dal vivo ed incontri dedicati alla musica e al cantautorato, all’arte e al cinema, ancora una volta nel segno di Domenico Modugno, in programma il 4, 5 e 6 settembre 2026.
Ma con una consapevolezza in più: Domenico Modugno, qui, non è mai andato via davvero.











