18 Febbraio 2026
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18 Febbraio 2026

Dai social ai teatri: Niccolò Agliardi racconta “Gli Stati Singolari Dell’Amore”

Lo spettacolo mette in scena un dramma sentimentale in bilico tra ironia e rovinosi inciampi poetici

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Dopo aver raccontato storie vere in libri, canzoni e podcast, Niccolò Agliardi si mette alla prova con il tema più instabile di tutti, l’amore, dando vita a un dramma sentimentale in bilico tra ironia e rovinosi inciampi poetici, che racconta Gli Stati Singolari Dell’Amore.

Ed è proprio questo il titolo del nuovo spettacolo teatrale dell’autore, scrittore e conduttore, prodotto dal Nuovo Teatro Verdi Montecatini Terme, che prende forma dall’omonima pagina social che raccoglie le voci di chi prova a spiegare cosa vuol dire realmente AMARE.

Lo spettacolo debutterà in anteprima nazionale il 23 maggio 2026 al Teatro Tirinnanzi di Legnano, per poi fare tappa anche in altre città italiane, che verranno presto annunciate.

“GLI STATI SINGOLARI DELL’AMORE”: LA TRAMA DELLO SPETTACOLO

Tre giorni a Milano, tre persone e dieci canzoni che diventano respiro, confessione, addio.

Gli Stati Singolari Dell’Amore non è un musical, tantomeno un monologo sull’amore o teatro-canzone. È uno spettacolo contemporaneo che esce dai binari della prosa tradizionale e che si muove su uno spazio ibrido, dove la narrazione drammaturgica si intreccia con la musica dal vivo, i corpi si cercano e le canzoni servono a “fotografare” l’esatto momento in cui tutto cambia.

Scritto da Niccolò Agliardi insieme a Francesca Scialanca e diretto da Gabriele Colferai, con le scenografie di Fabio Carturan, lo spettacolo porta in scena un triangolo d’amore folle, veloce e cangiante, che parla di identità fluide, di malattia, di coming of age adulto, dell’amore che cambia forma senza mai perdere d’intensità, del tempo che resta, dell’accudimento reciproco tra persone imperfette e della libertà di scegliere chi essere, anche quando è tardi.

LA STORIA

I tre protagonisti dello spettacolo sono:

  • Matteo (Luigi Fedele): un giovane meccanico romano in cerca di un regalo impossibile per la sua futura sposa;
  • Giovanni (Niccolò Agliardi): un ex cantautore disilluso che vive tra piante e silenzi;
  • Agata (Moira Albertalli): una barista magnetica che nasconde un segreto e deve prendere una decisione.

Dal loro incontro nascono tre giorni di ironia, epifanie notturne, desideri inconfessabili e verità scomode. Agata si infatua infatti prima di Giovanni e poi di Matteo. Ma saranno proprio Matteo e Giovanni a scegliersi, senza però capire subito se è amore, rifugio o una nuova forma di stare al mondo.

Ciò che è certo è che dell’amore, nessuno dei tre personaggi in scena, ci ha mai capito nulla.

NICCOLò AGLIARDI PRESENTA “GLI STATI SINGOLARI DELL’AMORE”

“Nel 2001 ho visto un film scomodo, bellissimo, pieno di istinto e di meraviglia: Y tu mamá también di Alfonso Cuarón. Avevo 27 anni e avevo già messo un piede nell’età adulta. Uscendo dal cinema ho provato una sensazione di gratitudine e rimpianto al contempo.

Oggi posso dire di essere dove volevo e con chi volevo. Ma ci è voluto del tempo per pacificarmi con tutte le altre vite che non ho potuto vivere.

Ecco, da qui nasce l’idea di mettere in scena le alternative, le deviazioni e gli spaesamenti di chi vorrebbe essere tutto, ma alla fine si trova costretto a incastrarsi in una sola faccia. Per paura, per praticità o anche solo perché pensa di non avere abbastanza tempo.

Ho scelto Luigi Fedele perché è bravissimo e perché sa essere Matteo con una naturalezza straordinaria. Ho chiamato Moira Albertalli, nel ruolo di Agata, perché sa essere esilarante e triste come lei. Io non ho mai recitato, né mai ho pensato di poterlo fare. Però è una delle cose che mi sarebbe sempre piaciuto fare.

E allora, perché no? Ci provo, mi faccio guidare e magari non sarà per sempre. Se mi farò un po’ male, lo capirò. Se mi farà bene, anche. Restare fermo, quello sì, sarebbe peggio”.

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Foto di copertina a cura di Pietro Baroni