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Laura Bono canta la fine di una storia senza colpevoli nel nuovo brano “Peccato”

Il nuovo singolo cambia registro rispetto al precedente “Luna Park” e racconta il rimpianto per una storia che non è riuscita a durare

di Fabio Gattone (Blogger) ·  (ultimo aggiornamento il )

Laura Bono torna a poco più di un mese da Luna Park con un nuovo singolo. Peccato – questo è il titolo del brano – è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 16 ottobre 2026 per Orangle Records. L’artista propone una ballad, cambiando registro rispetto al rock del precedente brano; e racconta la fine di una relazione senza tradimenti, colpevoli o una ragione precisa cui attribuire la separazione.

Laura Bono, dopo il rock di “Luna Park” arriva la ballad “Peccato”

Dopo la vittoria a Sanremo Giovani con Non credo nei miracoli e l’esperienza con Le Deva, Laura Bono prosegue il suo ritorno solista con un brano che si muove in una direzione molto diversa rispetto a quella scelta nel singolo precedente.

Se Luna Park raccontava una coppia ancora sospesa davanti alla possibilità di ricominciare, Peccato arriva quando quella possibilità sembra ormai esaurita. L’amore c’è stato, ma non è bastato a tenere insieme due persone.

Il punto di partenza del brano è racchiuso in una frase: “Se a noi fosse bastato l’amore”. Non c’è un tradimento da raccontare, né un responsabile da individuare. Rimane invece il rimpianto per una storia che avrebbe potuto avere un altro finale.

“Peccato” racconta una separazione senza colpevoli

Il titolo assume un significato distante dall’idea di colpa alla quale la parola è normalmente associata. Peccato diventa soprattutto il modo per definire un’occasione persa, una possibilità sfumata, qualcosa che avrebbe potuto funzionare e che invece è andato diversamente.

“È il riassunto di noi, di una storia d’amore, io non trovo parola migliore che peccato”, canta Laura Bono. La frase sintetizza il senso di una relazione nella quale non serve stabilire chi abbia avuto torto. Il peccato non sta a significare una colpa o un’accusa; esprime il rammarico e il dispiacere peer la fine di una storia.

La separazione viene raccontata attraverso ciò che rimane nelle piccole cose. I protagonisti sono “coi pugni chiusi in tasca, schiena contro schiena” e si ritrovano a un passo l’uno dall’altra, ma anche a un’enorme distanza da ciò che erano insieme: “a un passo distante da noi, un’eternità”.

Tra i dettagli del testo compare anche una Panda, un particolare apparentemente ordinario che diventa memoria di una vita condivisa: “Ora che non mi disturba più una Panda parcheggiata, tu l’hai ricomprata”. Sono proprio questi oggetti e queste abitudini a rendere concreta la fine di una relazione.

Laura Bono torna con il nuovo brano "Peccato" cambiando registro

Il testo di “Peccato” conserva quello che resta della storia

Il brano non trasforma la fine di una relazione in una guerra tra due persone. C’è dolore, soprattutto quando emerge il riferimento al dover “raccoglierci ogni pezzo da terra”, ma non c’è la necessità di cancellare ciò che è stato.

Anzi, uno dei passaggi più significativi è quello in cui Laura Bono canta: “Se mai sopravvivessi alla guerra, io ti risceglierei”. Una frase che impedisce di leggere la separazione come la semplice conclusione di qualcosa di sbagliato.

Una storia può finire e, allo stesso tempo, essere stata importante. Può aver lasciato ferite senza diventare qualcosa da rinnegare. È proprio questa ambivalenza a dare senso al titolo del singolo.

“Peccato è quella parola che dici quando forse non c’è più niente da aggiungere”, racconta Laura Bono. “Quando un amore è finito, ma continua a vivere nei dettagli, nei luoghi, nelle cose lasciate a metà. È il sapore dolceamaro di ciò che poteva essere e non è stato, raccontato senza rabbia, con la consapevolezza che certe persone se ne vanno, ma qualcosa di loro resta sempre con noi. E allora… peccato.”

Laura Bono racconta la fine di una storia senza cercare un colpevole

Con Peccato, Laura Bono sceglie una ballad che mette da parte la spinta rock di Luna Park per concentrarsi su una storia arrivata al punto finale. Il brano porta in primo piano la dimensione più delicata della sua voce, grazie all’intensità dell’interpretazione e al controllo della potenza.

Due singoli diversi per suono e interpretazione, ma accomunati dall’idea di osservare una relazione nel momento in cui qualcosa cambia. Prima c’era ancora la possibilità di ricominciare. Ora rimane il ricordo di ciò che è stato e la consapevolezza che, nonostante tutto, quella persona potrebbe essere scelta ancora.

È in questa contraddizione che Peccato trova la sua parola definitiva: non una sentenza, ma il rimpianto per una storia che avrebbe potuto avere un altro finale.

Peccato è negli store digitali dal 16 ottobre 2026.

Il testo di “Peccato”

Se noi
lo avessimo previsto
di ritrovarci qua,
coi pugni chiusi in tasca schiena contro schiena,
dove non c’è più posto nemmeno per un ciao
Per consumarci presto e non sentire più dolore,
se a noi fosse bastato l’amore

peccato
è il riassunto di noi di una storia d’amore
Io non trovo parola migliore
che peccato
come siamo arrivati fin qui
Siamo a un passo distante da noi
un’eternità

ora che non mi disturba più una Panda parcheggiata
tu l’hai ricomprata

Mai più
noi soli contro il mondo
se un noi esistesse mai
finito di raccoglierci ogni pezzo da terra
se mai sopravvivessi alla guerra
io ti risceglierei

peccato
è il riassunto di noi di una storia d’amore
Io non trovo parola migliore
che peccato
come siamo arrivati fin qui
Siamo a un passo distante da noi un’eternità

Peccato
Che peccato

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