J-Ax presenta Surreale: “Non ho paura degli haters e non sono cool… sono fan della Machete e di Laura Pausini”

Oggi, venerdì 27 agosto esce Surreale, il nuovo doppio album di J-Ax.
L’idea originale era di proporre al proprio pubblico un re-pack dell’album ReAle, uscito nel 2020 poche settimane prima che il mondo si bloccasse per l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Invece il progetto si è trasformato in un nuovo album che contiene 11 nuovi brani.
Contemporaneamente è arrivato in radio il nuovo singolo Sono un Fan (leggi qui).
Oltre al singolo in uscita, fanno parte della tracklist 9 brani inediti e il brano estivo Salsa feat. Jake La Furia. Numerose sono le collaborazioni della tracklist: Ermal Meta in Un Tera di
felicità, Francesco Sarcina in Che classe, Federica Abbate Canzone country, oltre al già citato Jake La Furia.
Insieme a Surreale, sarà lanciato anche J-Axonville – Uncool and proud, progetto punk pubblicato gratuitamente sul web da J-Ax negli scorsi mesi.
Il progetto è stato presentato ai media in conferenza stampa il 24 agosto. Scopri nella prossima pagina cosa ha raccontato J-Ax.
J-AX – SURREALE – CONFERENZA STAMPA
Surreale nasce come repack del disco ReAle. All’inizio ero convinto di fare il solito repack con 4 o 5 brani inediti, poi è successo che il disco ha fatto Platino durante il lockdown invalidando la necessità di fare un repack, in più stavamo vivendo una situazione surreale. Inoltre nel frattempo ho fatto un disco che ho diffuso su WhatsApp e, tramite li passaparola, ha fatto più di 1 milione di stream.
Così ho deciso di fare 11 nuovi brani a cui ho aggiunto il successo inaspettato ottenuto tramite Sound Cloud e così è venuto fuori questo paccone che contiene 3 dischi: ReAle, J-Axonville e Surreale.
Surreale non è un concept album. ReAle è composto da brani diversi, ma con un unico filo conduttore che in Surreale non c’è. Si muove in maniera quasi schizofrenica.
Lo Skit è l’unico brano dove non c’è la mia voce, quindi è il capolavoro dell’album. Introduce un pezzo che si chiama Amo l’odio. Oggi non ho paura di ricevere commenti negativi, non prendere posizione per evitare l’hating sui social. Amo l’odio perché mi dà l’occasione per dimostrare nelle canzoni un po’ di rabbia, di cazzimma e quindi ringrazio gli hater. Di piacere a tutti che mi frega?!?
LE DOMANDE della stampa
- Stronzy tratta un tema molto attuale. Da quando i concerti sono fermi, molti hanno iniziato a fare TV.
Io ho fatto TV anche prima del Covid. In questa canzone lo dico in maniera provocatoria. Facevi tanto il fenomeno integralista, ma da quando non ci sono più i live… il covid ha fatto uscire chi siamo veramente e in molti sono scesi a patti. Ripeto quello che dicono a noi: che ne sapete voi dei bauli in piazza, voi cantanti siete ricchi.
- Cosa ne pensa J-Ax di quello che è successo a Olbia con 4000 persone ammassate?
Io sono stato zitto perché quello che si poteva dire di giusto, lo ha già detto Fedez (non voglio entrare nel merito del loro litigio, su quello non mi esprimo). Rispetto Salmo, capisco la sua rabbia perché il nostro settore è stato trattato con superficialità.
La rabbia è giustificata quando tu segui le regole, anche se, al di fuori del settore dei concerti, si fa quel ca**o che si pare. Ma la rabbia porta a fare scelte sbagliate e secondo me quella di Salmo è stata una scelta sbagliata.
Quando dice: Non sei artista se non infrangi le regole. Io penso che l’artista debba infrangere le regole dell’arte, dei benpensanti e della morale comune, non la legge.
Un artista può andare in giro a sparare o superare i limiti di velocità? No!
A me non me ne è mai fregato un ca**o definirmi artista, mi piace la definizione di intrattenitori. Quando dicono artista io penso a personaggi come Michelangelo. Definendoti artista, sembra che ti vuoi elevare, se sei un artista, lo diranno gli altri negli anni.
Io sono uno che canta le robe che scrive, per me gli artisti sono altri. Gaber, Iannacci, De Andrè. Io non ho la minima voglia di definirmi “l’artista”. Se poi ho fatto delle canzoni che altri hanno definito arte, come dice Stephen King, il sole batte anche sul culo del cane.
- Nel brano Sono un fan ci sono tante citazioni contrastanti.
Quel pezzo spiega questa mia dualità. Quelli che sentono solo i singoli, si stupiscono e a volte fraintendono i miei progetti, invece nella canzone lo spiego: sono cresciuto nella pop culture che mi dava cose estreme, fino ad arrivare alla Pixar che mi dava prodotti family friends. Sono fan della Machete e di Laura Pausini, anche se non ci credete. Non mi vergogno di dire che sono fan di cose non cool. Nel brano faccio un elenco delle cose di cui sono fan, che sono in contrasto tra di loro.
- J-Ax quando tornerà a fare i live?
Quando sarò sicuro di poterli fare in sicurezza e non sono io a deciderlo. Ora stanno facendo esperimenti.
Quando ci saranno delle regole che permetteranno di stare in piedi e sarò sicuro di non mettere in pericolo la sicurezza delle persone, tornerò a fare i live. Non si può partecipare ai miei concerti da seduti.
- Quale dei tuoi progetti preferiresti portare sul palco nell’immediato?
Ora ho due progetti, J-Ax e J-Axonville. Quando si riaprirà la questione live, farò un tour nei disco pub col progetto punk J-Axonville (voglio farli in mutande facendomi tirare la birra addosso!). Poi toccherà a J-Ax.
- Cremonini ha proposto concerti con green pass, senza distanziamento. Cosa ne pensi?
Cremonini ha ragione, se vuole fare i concerti adesso penso sia il solo modo per poter garantire la sicurezza di tutti.
- Nel brano I film di Truffaut dici: “Ho ragione ma soprattutto quando sbaglio”. C’è stato nella tua vita un momento sbagliato che ti sei reso conto sia stata la scelta giusta?
Uno dei miei più grandi errori di cui mi assumo io tutta la colpa (anche se non è tutta mia): Sorci verdi. E’ stata una mazzata, ma da lì sono usciti personaggi come Le Coliche, Michela Giraud e Fabio Rovazzi, oltre a Rondini come autore. J-Ax l’presa nel cxxo, ma a loro è andata bene.
- J-Axonville. Tu sei sempre andato conto all’immaginario cool, ma alla fine sei tu il personaggio cool in questo momento.
Ma come sono il personaggio cool??!!? Non so perché tu pensi io sia cool, in questi 30 anni di presenza nel mondo dell’intrattenimento. La gente cool… qui a Milano la gente cool fa più morti delle polveri sottili. E’ il motore della parte peggiore del motore del consumo. Viene emulata dalla massa, spesso non si appassiona delle cose perché gli piacciono, ma perché queste cose hanno un piccolo seguito di nicchia. La gente prende queste cose e le fa diventare mainstream.
A scuola i ragazzini normali copiano il ragazzino cool. Quando poi le cose arrivano alla massa, non è più cool seguirle e rompono il ca**o. La gente cool ha bisogno della nuova tendenza. Io penso che, per questa continua ricerca, si siano interrotte carriere troppo presto.
Oggi lo stiamo vedendo nelle scene che diventano mainstream in un attimo e vanno fuori moda prima che possano dare il massimo. L’unica cosa che sopravvive è la roba trendy che sposano i ragazzini, ma dura 2 o 5 anni, perché quello che era cool quando avevi 12 anni, a 17 è uncool.
Io ho la fortuna di avere iniziato molto prima che si spingesse sull’acceleratore. Se tu hai 3000 fan incazzati, puoi sopravvivere nel mondo della musica. Ma questo succede a chi è riuscito a costruire una carriera lunga.
Quelli cool si si incazzano quando poi la band che seguivano ha successo, perché li faceva sentire meglio degli altri quando erano tra i pochi.
Ho avuto dei momenti in cui il mio gusto musicale incontrava il gusto delle masse, ma di solito faccio il disco di platino perché ho una fan base importante, ma le mie scelte a volte non hanno impatto immediato.
Mi diverto a fare musica e, al posto di comprarmi orologi d’oro e macchine di lusso, mi sono fatto un bello studio. Lì, anche se un giorno la discografia deciderà che non dovrò fare più dischi, me li potrò fare da solo.
Durante il lockdown ci andavo tutti i giorni, da solo, e mi rendeva felice fare canzoni.
- Ci racconti qualcosa di più di J-Axonville? Quali sono i punti di riferimento?
J-Axonville nasce tantissimi anni fa. E’ una vita che volevo fare un disco punk dove a parlare fosse un vecchio con la prostatite.
Il primo lockdown mi ha dato l’occasione di farlo.
Ogni brano è musicalmente una citazione di qualcuno che mi piace. Ramones, Queens of the Stone Age, Blink. Di tutti i miei ascolti punk, adoro il punk melodico californiano dal periodo NOFX fino ai Blink. Non sono un grande estimatore della scena inglese. Oggi ci sono le Linda Linas, Machine Gun Kelly, il cui ultimo disco è incredibile.
Se questa cultura tra 5 anni esploderà anche in Italia, io potrò fare il figo perché potrò dire che l’ho già fatto con J-Axonville.
Il mio gruppo preferito in assoluto sono i Rancid. Ho avuto la fortuna di conoscere Samantha Maloney delle Hole, di avere a che fare con questa gente!
- C’è stato un ritorno alla musica strumentale negli ultimi tempi. In Italia ne sono una testimonianza i Måneskin. E’ vero che si stanno riprendendo in mano le chitarre?
In America secondo me questo fenomeno c’è già stato, ad esempio con i Machine Gun Kelly.
Penso che prima o poi la tendenza dovrà cambiare, ma non so se succederà come in America. Tutti lì hanno come bagaglio culturale la wave (Blink 182, Linkin Park) ed è già considerato classic rock. Loro ce l’hanno nel DNA, è molto difficile da fare senza che sembri stupida, anche se sembra semplice.
Non so se ci sarà anche in Italia dove c’è un’avversione per le chitarre elettriche, come quando si è passati dal rock dei Gun’s and Roses all’house music.
Aspetto con impazienza il momento in cui gli artisti dovranno prendere in mano una chitarra e fare quella roba lì. E mi farà ridere che i programmatori delle radio dovranno piegarsi.
Magari, se mai arriverà questa tendenza, verrà riscoperto anche J-Axonville.
- In che modo dentro di te convivono le tue due anime, tra canzoni leggere e pezzi molto arrabbiati.
Due anime su di me sono poche, c’è l’Ax di Sansone e quello di Ostia Lido. In Salsa, invece, vengono dette anche cose che non sono leggerissime.
Io credo che dentro di me ci sia l’Ax di Sansone e l’Ax nerd, quello fan di Gaber che fa il pezzo con Enrico Ruggeri. Io sono cresciuto ascoltando cose senza cognizione di causa, ascoltavo cose di mia madre, Radio Deejay e quelle che sentivo in TV, da Iannacci a Baldambembo. Come convivono? A volte mi alzo di un umore e viene Salsa, a volte mi alzo di un altro e viene fuori Sansone.
Agisco seguendo il mio istinto della giornata.
- Cosa pensi dei no vax?
Ho fatto 3 video dove penso di essermi già messo contro i no vax. Prima di avere il covid pensavo che con loro si dovesse parlare, ora penso che se sei no vax e sei mio amico, esci dalla mia vita, se sei mio fan, esci dai miei fan.
Dopo aver sentito sulla mia pelle il pericolo, non ho più pazienza di discutere con chi non ascolta la scienza e chi permetterà, non vaccinandosi, di mettermi in pericolo ancora.
Mi chiedono quanto mi pagano per aver fatto finta di fare il vaccino. Io mi sono vaccinato e ho fatto lo spot gratis, cosa vuoi dire a questa gente, non stiamo parlando di logica.
All’algoritmo di Facebook interessa solo che passi più tempo su Facebook, quindi se sei pro vax ti manda nel feed notizie sui vaccini che funzionano, ai no vax manderà solo le fake news.
E questo lo sappiamo tutti.
- Hai parlato delle tue varie identità, come si ricollegano al cappello che hai dato all’album?
Quello che io ho fatto è chiamare l’album Surreale è perché Su-Reale e perché abbiamo vissuto un periodo surreale. I pezzi sono diversi uno dall’altro e quel collegamento è uscito per caso. Lo sguardo verso l’arte non è mai lo stesso, la definizione stessa del prodotto la fa chi la vede, ma non chi l’ha fatta. John Lennon odiava certe canzoni dei Beatles che per noi sono sacre.
Quindi Surreale perché è nato da un periodo surreale e i brani, messi insieme, sono completamente surreali. Io sono surreale. La mia parola d’ordine adesso è “greve”. Con la cosa che voglio fare il family friendly, non devo perdere la grevità del rap che un po’, qui in Italia, ho inventato io.
- Come mai hai scelto di duettare con Federica Abbate?
Con Federica molte volte ci scrivo insieme. Lei fa la linea melodica, io scrivo il testo e lei fa il provino. Mi era piaciuto come era venuto e mi sono chiesto perché dovessi andare a trovare un’altra persona e a lei faceva ridere fare la ragazza con gli stivali country.
- Cosa ci dici dei feat?
I feat non sono nati per cercare il feat. La collaborazione con Sarcina è nata perché ho fatto la prefazione per il suo libro, Ermal mi ha mandato il pezzo e mi è piaciuto. Doveva essere un disco senza feat e quelli che ci sono stati sono capitati.
Quanto AMI J-Ax?
Qui voti J-Ax come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.
Il tuo voto entra in AMI Charts, la classifica degli artisti votata dai lettori, che esce ogni sabato.






