Francesco De Gregori compie 70 anni. I nostri auguri al Principe ricordando le frasi più belle della sua produzione
Quanto è stato fondamentale il Principe dei cantautori nel mondo della musica italiana. Lo approfondiamo in questo articolo
di Redazione ·

Francesco De Gregori 70 anni. Il Principe, compie settant’anni. Una delle penne più distintive della canzone italiana e, oseremmo dire, della letteratura italiana.
Il suo ruolo nella canzone d’autore è indiscusso. Con le sue tendenze immaginifiche e allegoriche, con il suo lirismo ermetico, con la sua capacità di protesta imperniata su un principio etico più che politico, ha impresso un corso nuovo alla nostra musica “leggera”.
All’inizio degli anni Settanta ha fatto sua, italianizzandola, la lezione dei cantautori americani, da Dylan a Cohen, da Simon e Garfankel a James Taylor. Rendendo sempre più duttile e penetrante la sua penna, ha quindi cantato il caleidoscopio della vita umana: l’amore, la guerra, le relazioni, i ricordi, la ricerca di un senso, il dolore, l’arbitrio, la società, la crisi delle certezze, la crisi delle coscienze. In perenne equilibrio, o squilibrio forse, tra quotidianità e universalità.
Ha tracciato strade ancora oggi frequentate dalle nuove generazioni, soprattutto dalla scena indie che spesso guarda a De Gregori come a un canone classico da cui è impossibile non muovere.
Ha creato un linguaggio polisemico; ha osato spezzando nessi logici, sintattici, temporali e spaziali; ha fotografato paesaggi dell’anima; ha consegnato paradigmi e teoremi. E ha cantato con un canto essenziale, spartano, quasi narrativo, che ha fatto a sua volta stile e “maniera”.
Con questo articolo la redazione di All Music Italia vuole omaggiare il Principe, celebrando la sua capacità di immortalare in frasi icastiche l’animo e le storie degli uomini.
Senza la pretesa di esaurire le possibilità di citazione, vogliamo ricordare con voi alcuni tra i versi più belli della produzione di De Gregori, quelli che, a nostro avviso, hanno avuto la forza di staccarsi persino dalle canzoni cui appartengono per consegnare immagini universali.
Francesco DE GREGORI 70 anni- LE FRASI PIÙ BELLE: ANNI SETTANTA-OTTANTA
Da A lupo (1974)
Lei aveva tasche troppo strette
e otto, nove, dieci modi di vivere,
forse aveva un cuore troppo grande
e una strana maniera di sorridere.
Da Le storie di ieri (1975)
E il bambino nel cortile sta giocando:
tira sassi nel cielo e nel mare.
Ogni volta che colpisce una stella
chiude gli occhi e comincia a sognare,
chiude gli occhi e comincia a volare.
Da Rimmel (1975)
Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla a quella di chissà chi altro
Da Generale (1978)
Generale, queste cinque stelle,
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno,
tra due minuti è quasi giorno,
è quasi casa, è quasi amore.https://www.youtube.com/watch?v=C-G0QmbQNO4
Da Renoir (1978)
Gli aerei stanno al cielo, come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera, come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri col bicchiere nella mano.
Da La leva calcistica della classe ’68 (1982)
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai
di giocatori tristi che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro al bar.
E sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.https://www.youtube.com/watch?v=uPjRXoo0eSg
Da Titanic (1982)
E la vita Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno,
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo,
devi rischiare la notte, il vino, e la malinconia,
la solitudine e le valigie di un amore che vola viahttps://www.youtube.com/watch?v=BhYhqZZxvKA
Da Viaggi e miraggi (1982)
Quando domani ci accorgeremo
che non ritorna mai più niente,
ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.
Da La donna cannone (1983)
E con le mani amore, per le mani ti prenderò
E senza dire parole nel mio cuore ti porterò
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa
Non torneremo più
Na na na na na na
E senza fame e senza sete
E senza ali e senza rete voleremo via.https://www.youtube.com/watch?v=MVcaHiCnR-w
Da A pà (1985)
Non ricordo se c’era la luna
e né che occhi aveva il ragazzo
ma mi ricordo quel sapore in gola
e l’odore del mare come uno schiaffo.
Da Bufalo Bill (1986)
Lui adesso vive ad Atlantide,
con un cappello pieno di ricordi,
ha la faccia di uno che ha capito
e anche un principio di tristezza in fondo all’animahttps://www.youtube.com/watch?v=H86ZWt_GAYo
Da Pane e castagne (1987)
Ci sta una terra di nessuno da qualche parte nel cuore,
come un miraggio incastrato tra la noia e il dolore.LE FRASI PIÙ BELLE: ANNI NOVANTA-DUEMILA
Da Il canto delle sirene (1990)
Non sarà il canto delle sirene
in una notte senza lume
a riportarci sulle nostre tracce,
dove l’oceano risale il fiume,
dove si calmano le onde,
dove si spegne il rumore.https://www.youtube.com/watch?v=Bn8nklGn35Y
Da Tutto più chiaro che qui (1992)
Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra
e la terra attraversata da gente di malaffare
e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare (…)
Io da qui vedo uomini caduti per terra
e nessuno fermarsi a guardare;
e gli innocenti confondersi e gli assassini ballare,
e gli innocenti corrompersi e gli assassini
brindare.
Da Compagni di viaggio (1996)
Due buoni compagni di viaggio
non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi,
saranno sempre due marinaihttps://www.youtube.com/watch?v=25b2kpd1WlQ
Da Sempre e per sempre (2001)
Pioggia e sole abbaiano e mordono,
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano.
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi,
ma non può perdersi mai.https://www.youtube.com/watch?v=LLMiqNxGg94
Da La linea della vita (2006)
La vita… Questa scatola vuota,
quest’anima nuda, questa retta finita,
quest’acqua che corre veloce in salita,
quest’anima forte e ferita.https://www.youtube.com/watch?v=d1dyYJjmVpc
Da Celebrazione (2008)
Ci sono posti dove sono stato,
mi ci volevano inchiodare
ai loro anni ciechi e sordi,
ai loro amori raccontati male,
a una canzone di quattro accordi,
ad una stupida cantilena.












